Archivi tag: Viaggi

Una terrazza di meditazione sulla città: Las Ermitas di Cordoba

La zona de Las Ermitas di Córdoba si trova a qualche chilometro di distanza (precisamente 15  km) dal capoluogo andaluso in direzione nord. Sul monte “Cerro de la Cárcel”, ai piedi della Sierra Morena (vedi Sierra di Cordoba), si ubicano dissipati nella natura ben 13 eremi, di cui 12 dedicati agli apostoli e uno dedicato alla Madonna. Anche se le umili costruzioni risalgono al 1700, quest’area fu apprezzata per la contemplazione già dal XV secolo. Qui vissero, assorti nella preghiera e nel lavoro manuale, 13 eremiti sino al 1957 e come testimoniano le numerose citazioni, la meditazione religiosa di questa congregazione cristiana veniva focalizzata sopratutto sulla morte e sull’aldilà. Continua la lettura di Una terrazza di meditazione sulla città: Las Ermitas di Cordoba

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Visitare Medina Azahara, la scenografia di una storia d’amore

Medina Azahara, fu un’effimera città che durerà nel tempo, come la leggenda che assicura che la più bella città d’Occidente sorse grazie all’amore di un califfo verso una ragazza dal nome di fiore.  Continua la lettura di Visitare Medina Azahara, la scenografia di una storia d’amore

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Parco Naturale della Sierra di Cazorla, la Sierra più attiva d’Andalusia

La Sierra di Cazorla si trova al sud-est della provincia di Jaén e con la Sierra di Segura forma parte del più ampio Parco Naturale della Sierras de Cazorla, Segura y Las Villas. Ha una superficie totale di 134.037 ettari e coinvolge diversi comuni di grande interesse culturale come quelli di Cazorla, La Iruela e Quesada (vedi Parchi Naturali d’Andalusia). È una regione prettamente naturale, le immense distese boschive lasciano spazio raramente a dei paesini puntiformi e a delle agevoli vie stradali. Nonostante la morfologia montagnosa del terreno, la rete viaria è eccellente, ampia e con un asfalto molto ben conservato. A prima vista si nota che il turismo qui non è un settore marginale come può essere in altre Sierras dell’Andalusia. Quello della Sierra di Cazorla è un paesaggio ruspante, modellato prettamente dall’azione dell’acqua e dalle estese pinete, ma perfettamente adattato all’attività turistica (ti può interessare il Tour della Provincia di Jaén).

Vedi anche –> Cosa vedere e fare nella Sierra de Segura

Una pista forestale transitabile in auto nella Sierra di Cazorla.
Una pista forestale transitabile in auto nella Sierra di Cazorla.

Il Parco Naturale di Cazorla

Oltre all’incredibile superficie boschiva, questo parco è il luogo ideale per l’osservazione della fauna locale in libertà. Cervi, volpi, mufloni, cinghiali e uccelli rapaci si nascondono tra la vegetazione. A volte questi animali si lasciano intravedere e se si è fortunati è possibile scattare delle incredibili foto. Sopratutto le volpi sembrano essersi adattate alla presenza dell’uomo e si lasciano ammirare circolando nella Sierra senza troppi problemi.

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La sorgente del Guadalquivir

In questo territorio è dove sorge “El nacimiento del Guadalquivir“, ovvero la fonte dell’asse principale del’intera Andalusia. Nella Sierra de Cazorla, infatti, nasce il fiume che ha dato vita alla civiltà in questa magnifica regione. Per raggiungere “el nacimiento” è possibile percorrere un sentiero a piedi, oppure una pista forestale transitabile in auto. Sicuramente, raccomanderei la prima opzione, poiché a piedi è possibile godere dell’essenza della natura di questo luogo e aumentano le possibilità d’incontrare la fauna selvatica lungo il proprio cammino.

El nacimiento del Guadalquivir, dove tutto inizia.
El nacimiento del Guadalquivir, dove tutto inizia.

Il percorso del Rio Borosa

Quello del Rio Borosa è il sentiero più percorso di tutta Andalusia. La propria bellezza richiama in questa zona decine e decine di turisti tutti i fine settimana.

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La passerella sul Rio Borosa.

L’acqua, insieme, ai pini sono i grandi protagonisti della Sierra di Cazorla. Una spettacolare dimostrazione la dà il Rio Borosa. Il sentiero che prosegue parallelamente al fiume è forse una delle attrazioni della zona più conosciute dagli amanti dell’escursionismo e del trekking. Questo percorso di 11,45 Km è abbastanza difficoltoso e propone un dislivello di 598 metri, arrivando a toccare i 1.267 metri d’altezza.

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Il tunnel lungo la passeggiata del Rio Borosa, all’altura del Salto de los Organos.
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Un paesaggio spettacolare offerto dalla Sierra de Cazorla.

Nonostante l’impegno, questo tour è davvero meraviglioso e merita la pena faticare. Lungo il corso del fiume sarà possibile apprezzare una vecchia centrale idroelettrica, cascate, dighe, laghi artificiali, passerelle sospese sul fiume e diversi tunnel nella roccia. Il paesaggio, inoltre, gradatamente passa da rigoglioso a roccioso e arido, ritornando poi ad essere “verde” vicino alla meta, la Laguna de Valdeazores.

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Uno dei magnifici laghi artificiali provocato da una delle dighe della regione.

Il Centro d’Interpretazione del Legno

Il legno nella Sierra di Cazorla e nella Sierra di Segura è sempre stato fonte di sostentamento per le comunità. Il paesaggio del Parco Naturale è cambiato moltissimo a partire dalla prima metà del ‘900 quando RENFE decise di sfruttare i pini del parco per la costruzione della linea ferroviaria nel sud della Spagna. Questa zona era, oltre ad essere molto ricca di legna collegava perfettamente l’Andalusia attraverso il Guadalquivir e Murcia attraverso il fiume Segura. Prima i tronchi, poi le assi di legno, venivano trasportate a valle grazie alla corrente dei due fiumi. Anche le strade che attraversano il parco furono costruite proprio grazie a RANFE. Tutto questo ricordo viene raccontato perfettamente nel ciCUM, un’antica segheria oggi convertita in spazio museale a Vadillo Castril.

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Il ciCUM a Vadillo Castril.

Il centro di recupero del Gipeto

Grazie alla Fondazione Gypaetus nella Sierra di Cazorla si sta cercando di reintrodurre il gipeto (Quebrantahuesos), un rapace che si estinse in questa zona. Gli sforzi della fondazione non sono vani, dopo aver allevato i gipeti tra le gabbie del centro, decine di esemplari sono stati reintrodotti nel loro habitat. Il lavoro degli specialisti è davvero delicato, tanto che è possibile visitare il centro solo in alcuni periodi dell’anno. Soprattutto durante l’accoppiamento è un periodo complicato e per questo non si accettano visite.

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Due esemplari di Gipeti.

Dove dormire nel Parco di Cazorla

Cazorla è uno dei parchi più turistici d’Andalusia ed è facile trovare alloggio. Sicuramente le migliori cittadine dove pernottare sono Cazorla e La Iruela. Qui potrete consultare la disponibilità negli stabilimenti di Cazorla e in quelli de La Iruela. Di sotto, invece, si mostrano gli hotel in offerta in provincia di Jaén.



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Cosa vedere nella Sierra de Cazorla:

  • La città di Cazorla
  • La città di La Iruela
  • La sorgente del Guadalquivir
  • Il Rio Borosa
  • Il Salto de los Organos
  • La Laguna de Valdeazores
  • Il ciCUM
  • Il centro di recupero del Gipeto

Per maggiori informazioni e per ravvisare tutte le passeggiate realizzabili nella sierra di Cazorla è possibile consultare la pagina web del Parco Naturale Sierras de Cazorla, Segura y las Villas. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivere ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilare il seguente form:

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Mezza giornata ad Almodóvar del Río. Cultura e divertimento assicurato!

A soli 22 km da Córdoba e non molto lontano a Medina Azahara, nella regione geografica della Valle del Medio Guadalquivir si situa Almodóvar del Río. Questo paese di poco più di 7.000 abitanti, sorto lungo gli argini del Guadalquivir, si ubica tra la Sierra Morena e la campiña cordobesa (paesaggi agricoli), alle porte del Parco Naturale della Sierra de Hornachuelos e a pochi chilometri da Palma del Rio. Da qualunque punto d’Andalusia si voglia raggiungere questa cittadina, è di facile identificazione. Il promontorio, su cui si situa il magnifico Castello di Almodóvar, sovrasta il centro abitato, il Guadalquivir e il Guadiato, quest’ultimo che circonda d’acqua il paese.

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Piante da sughero (alcornoques) nel limitrofo Parco Naturale Sierra de Hornachuelos.

Visitare il Castello di Almodóvar del Río

Il famoso Castello è un monumento ben valorizzato e sicuramente sfruttato ottimamente. Molti sono i visitatori (sopratutto spagnoli) e le celebrazioni che il fine settimana animano questo edificio fiabesco. Il Castello di origine romana, successivamente riedificato dal popolo berbero e quasi totalmente riformato durante i primi del ‘900, rappresenta uno dei beni più visitati della provincia di Córdoba. In questo luogo la storia e la cultura sono divulgate, tramite la segnaletica e gli adorni, in una forma molto avventurosa e coinvolgente sopratutto per i bambini. L’architettura e le date degli avvenimenti storici sono posti in un secondo piano, le sensazioni e le leggende sono la vera attrazione, come in un vero parco divertimenti culturale. Il Castello comprende tutti i servizi che può necessitare un turista, infatti non mancano il negozio di souvenir “medievale”, il ristorante “la taverna del castello” ed il centro d’informazione.

Vedi anche: I migliori Castelli d’Andalusia

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Il Castello di Almodovar del Rio domina il paese dall’altro del suo promontorio.

Il Castello presenta, oltre alle innumerevoli torri visitabili, la Sala de Re, l’Armeria e la Stanza delle Torture. Quest’ultima è una Mazmorra, ovvero un infausto locale sotterraneo di prigionia (vedi Mazmorra di Alhama de Granada). Il tour culturale proposto è semplice e intuitivo. Si passa da momenti prettamente culturali a sezioni goliardiche e distensive. L’esperienza al Castello propone un giusto mix tra divertimento e formazione, nel quale passare una piacevole mezza giornata in compagnia della famiglia.

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Alcune delle torri visitabili del Castello di Almodovar del Rio.

Almodóvar del Río per la sua posizione geografica, ha avuto sempre una grande importanza strategica. Questa fortezza era una dei principali siti di protezione della città di Córdoba e di Medina Azahara, oltre ad essere un utile punto di vigilanza sul Guadalquivir, il più importante corpo idrico d’Andalusia. Per questo motivo, i panorami che offre il promontorio del Castello di Almodóvar sono veramente notevoli. Da questo punto elevato è possibile scrutare a nord la Sierra e il bacino idrico artificiale de la Breña, a sud il Guadalquivir e a est Cordoba e Medina Azahara.

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La vista, verso nord, proposta dal punto più alto del Castello di Almodovar.

Quella della Breña è una chiusa del fiume Guadiato che crea uno dei tanti laghi artificiali (embalses) della regione. Quest’opera, costruita negli anni ’30 (posteriormente ampliata) con finalità irrigue, risulta essere uno dei più grandi laghi d’Andalusia e contribuisce, con i contrasti di colore, a risaltare ancor di più la spettacolarità paesaggistica del comune di Almodóvar del Río.

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Il lago artificiale La Breña creato con le acque del fiume Guadiato.

Dove dormire ad Almodóvar del Río

La località non offre molte possibilità di alloggio. Nonostante ciò, qui potete trovare tutti gli hotel della cittadina bagnata dal Guadalquivir. Di sotto, invece, le offerte presenti in provincia di Cordoba e Cordoba città.



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Cosa vedere ad Almodóvar del Río (Cordoba):

  • Il Castello di Almodóvar del Río
  • Il Parco Naturale Hornachuelos
  • La diga de La Breña

Per maggiori informazioni e per pianificare la propria giornata turistico-culturale è possibile visitare direttamente il portale del Castello di Almodóvar del Río. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivere ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilare il seguente form:

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Le 3 U di Jaén: Úbeda, Unesco, Ulivo

“Irse/Perderse por los Cerros de Úbeda”

è una espressione Andalusa che si utilizza quando qualcuno, spiegando qualche concetto, prolunga troppo il proprio racconto perdendo l’obiettivo iniziale. Questa famosa espressione ha origine nel 1231 quando il Re cattolico Fernando III di Castiglia si propose di recuperare Úbeda, a quel tempo in mano ai mussulmani. Durante l’attacco decisivo un gruppo di soldati non si presentò al fronte. Finito l’assedio e conquistata la cittadina, il capitano Álvar Fáñes “el Mozo” giustificò al Re l’assenza del proprio nucleo di uomini dicendo che si era perso tra le colline di Úbeda.

Vedi anche: Paesi nei dintorni di Granada

Il panorama del mare di ulivi che si apprezza dal mirador di Ubeda.
Il panorama del mare di ulivi che si apprezza dal mirador di Ubeda.

Cosa vedere a Úbeda

Percorrendo l’autostrada che collega Cordoba (e l’Andalusia) con Madrid ci addentriamo in Jaén, una provincia non molto conosciuta turisticamente. Jaén è una delle tre province andaluse senza mare (le altre sono Cordoba e Siviglia), o meglio, senza un mare d’acqua. Il mare di Jaén è verde, ed è composto da onde di ulivi. Al centro di questa provincia si ubica Úbeda, una cittadina di 35.000 abitanti, capoluogo del territorio chiamato La Loma, un’area famosa per essere la maggior produttrice al mondo di olio d’oliva. Il 15% dell’olio d’oliva mondiale proviene da questa piccola regione agricola di Jaén. La ruralità del territorio caratterizza la cittadina in ogni suo aspetto. Sicuramente Úbeda non è il classico paesotto a vocazione prettamente turistica, bensì conserva la propria identità agricola e la valorizza congiuntamente al ricco patrimonio culturale (vedi Tour della Provincia di Jaén).

La Collegiata Santa Maria Maggiore de los Reales Alcázares du Úbeda.
La Collegiata Santa Maria Maggiore de los Reales Alcázares du Úbeda.

Úbeda, infatti, forma con Baeza uno dei patrimoni Unesco d’Andalusia, precisamente “l’insieme monumentale rinascimentale di Úbeda e Baeza“. Il piccolo centro storico è una perla grezza nel mare verde della campagna. Lo stile rinascimentale dei beni Unesco si mescola con l’influenza araba, con il barocco e in alcuni casi con il gotico. La più grande testimonianza rinascimentale di tutta la Spagna è sicuramente la Plaza Vázquez de Molina di Úbeda. In essa si affaccia la Sacra Capilla del Salvador, la Collegiata di Santa Maria Maggiore, il palazzo del Deán Ortega e il palazzo de las Cadenas (l’attuale sede del Municipio). Questi quattro maestosi edifici tipicamente color ocra racchiudono l’ampia piazza e altri beni rinascimentali di minor importanza.

La Sacra Capilla del Salvador e il Palazzo di Deán Ortega nella piazza rinascimentale di Úbeda.
La Sacra Capilla del Salvador e il Palazzo di Deán Ortega nella piazza rinascimentale di Úbeda.

Di rilevante interesse sono, anche, la muraglia e i torrioni difensivi che circondano tutto il casco antiguo. Questi sono la cornice di un tranquillo nucleo storico che offre al visitatore tantissime testimonianze culturali. In primo luogo è da rimarcare la bellezza e l’immensità del Hospital de Santiago. Un edificio che sino al 1975 è stato un vero e proprio Ospedale cittadino e che ora è il principale centro culturale e landmark turistico di Úbeda.

L’Hospital de los Honrados Viejos del Salvador di Úbeda.
L’Hospital de Santiago di Úbeda.

Come per tutta l’Andalusia e la Spagna, una grande influenza sulla città di Úbeda la ha avuta la comunità ebrea. I cognomi, la cultura e alcuni edifici, come la recente scoperta della Sinagoga (2007), testimoniano questo passaggio. Incredibile è la storia della rivelazione di questo prezioso patrimonio religioso medievale. Durante la riqualificazione di tre comuni costruzioni residenziali, vengono alla luce degli archi strutturali nascosti tra le pareti divisorie. Investigando più a fondo e scavando accuratamente, si scoprì come in quel sito si nascondesse un’importantissima Sinagoga. Un luogo di culto scavato nella roccia, con vari spazi per la preghiera, la “galleria delle donne”, la cantina e un’impressionante bagno di purificazione naturale di acqua risorgiva.

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Insomma, questa cittadina è uno straordinario esempio dell’Andalusia autentica, dove il turismo non ha soppiantato le altre attività tradizionali e dove cultura e agricoltura continuano a convivere armoniosamente.

Come il capitano  Álvar Fáñes “el Mozo”, perdetevi tra i colli di Úbeda!

Dove dormire a Úbeda

Nonostante le esigue dimensioni, Úbeda ha già una certa rilevanza turistica ed è per questo che con facilità sarà possibile trovare alloggio. Qui potrete consultare tutti gli stabilimenti presenti in questa località patrimonio Unesco. Di seguito, invece, tutte le offerte in provincia di Jaén.



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Cosa vedere a Úbeda (Jaén):

  • La Piazza Vázquez de Molina
  • La Sacra Capilla del Salvador
  • La Collegiata di Santa Maria Maggiore
  • Il palazzo del Deán Ortega
  • Il palazzo de las Cadenas
  • La muraglia
  • L’Hospital de los Honorados Viejos del Salvador
  • La Sinagoga

Per maggiori informazioni turistiche è possibile consultare la pagina ufficiale dell’officina turistica del comune di Úbeda. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivere ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilare il seguente form:

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