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10 sensazioni (per 5 sensi) da provare a Siviglia

La vista di Siviglia:

A Siviglia c’è molto da vedere, molta bellezza da contemplare e moltissimo patrimonio culturale da scoprire. Sicuramente la vista dello skyline sivigliano, con la Giralda onnipresente, è qualcosa che non può lasciare indifferenti. Dall’alto de Las Setas (Metropol Parasol de la Encarnación), al tramonto, Siviglia s’illumina ed è bellissima, perché, come dice la canzone: “Sevilla tiene un color especial!”.

Lo skyline di Siviglia da "Las Setas".
Lo skyline di Siviglia da “Las Setas”.

Somma indecisione per quanto riguarda la seconda scelta. L’Alcazar, il Monastero de la Cartuja, il Ponte di Triana con il Guadalquivir, la Torre de Oro sono tutti beni unici e che andrebbero premiati, ma per l’autorevolezza e per l’armonia tra gli elementi antropici e naturali scegliamo la vista della Plaza de España dal Parco Maria Luisa.

La magnifica Plaza de España di Siviglia.
La magnifica Plaza de España di Siviglia.

L’udito:

Andalusia è la terra del Flamenco ed è proprio da qui che iniziamo. Particolari sensazioni trasmette la Sevillana, un sottogenere del Flamenco che specialmente viene suonata durante la Feria. La musica, accompagnata dal suono del taconeo (sbattere il tacco contro il suolo),  las palmas (tenere il ritmo con le mani) e dall’entusiasmo che manifestano las bailaoras, fa sì che la Feria sia un evento gioviale e di manifesta bellezza.

Se in Aprile si ascoltano le divertenti musiche della Feria, poco prima, durante la Settimana Santa, sono immancabili  le marce delle confraternite. A Siviglia le bande provano tutto l’anno le musiche della Settimana Santa. I luoghi preferiti dove i musicisti si radunano per affinare le melodie sono la riva del Guadalquivir e il Parco Maria Luisa. Perciò nella capitale andalusa, in qualunque epoca dell’anno, se ascoltate una marcia di questo genere, fermatevi e godetevela, poiché questa è Siviglia!

L’olfatto:

Non ci sono dubbi, due sono gli odori che caratterizzano Siviglia: el Azahar e “el olor a Semana Santa“. Il primo è il fiore dell’arancio che in primavera dona il suo aroma per le vie della città. Sembra impossibile, ma sopratutto durante le sere primaverili, viene voglia di passeggiare per le vie alberate del centro solo per essere inebriati da questo delicato profumo che annuncia l’imminente arrivo dell’estate.

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Il fiore dell’arancio caratterizza le sere primaverili di Siviglia.

“El olor a Semana Santa” è il profumo dell’inceso. A Siviglia, l’incenso viene identificato strettamente con la Settimana Santa anche se viene venduto per le strade durante tutto l’anno. I “venditori di fumo” ambulanti si appostano agli angoli delle vie più frequentate come l’Avenida Costitución, il Patio de Banderas, la Calle Sierpes e la Calle Tetuán e dispensano nell’ambiente, par attirare la clientela, il caratteristico profumo di questa resina.

I "vendedores de humo" cercano di invogliare la clientela bruciando parte del loro prodotto.
I “vendedores de humo” cercano di invogliare la clientela bruciando parte del loro prodotto.

Il tatto:

D’estate a Siviglia fa caldo, caldissimo. Anche di notte la situazione non migliora, l’afa è opprimente. Tutto ciò se non si passeggia lungo il Guadalquivir per “tomar el fresco”. La brezza che il fiume regala ai residenti e ai turisti, nelle notti d’estate, è qualcosa di sublime e di necessario.

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La passeggiata adiacente al Ponte di Triana a Siviglia viene rinfrescata dalla brezza del Guadalquivir.

L’Alcazar di Siviglia è un patrimonio bellissimo, da vedere e rivedere. Ma avete mai sfiorato gli arabeggianti adorni in gesso del palazzo? Non suggerisco di “tastare” i delicati e preziosi graffiti mudejar, bensì sfiorarli e seguir il loro disegno con la punta delle dita.  Solo in questo modo si apprezza realmente il lavoro e l’arte che i mori hanno usato per fabbricare questo patrimonio culturale.

Uno dei tantissimi adorni mudejar dell'Alcazar di Siviglia.
Uno dei tantissimi adorni mudejar dell’Alcazar di Siviglia.

Il gusto:

Tra le tantissime specialità gastronomiche d’Andalusia cosa consigliare? Los Chicharrones di Siviglia è un piatto che consiste in pezzi di cotica di maiale fritti. A mezzogiorno, nel mercato della Calle Feria, è possibile provare questa pietanza in una delle macellerie della Plaza de Abastos (mercato).  Il gusto, accompagnato dalla convivialità del luogo, fa si che l’esperienza sia autenticamente di Siviglia.

Tapa di Chicharrones di Siviglia appena fritti.
Tapa di Chicharrones di Siviglia appena fritti.

Il Serranito è la tapa sicuramente più comune di Siviglia. Consiste in un panino caldo di lonza di maiale completato con delle fettine di pomodoro, una buona fetta di Jamón Serrano e un peperone verde arrostito.  In qualunque bar della città è possibile ordinare questa semplice prelibatezza ed è per questo motivo, forse, che il  gusto del Serranito è quello che meglio identifica la capitale d’Andalusia.

Vedi anche –> Dove mangiare a Siviglia

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Un gustoso serranito a Siviglia .

 



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A Baeza tra cultura e ruralità

Come per la provincia di Huelva, anche la provincia di Jaén è poco conosciuta nel mercato turistico internazionale. Però, questa provincia tipicamente agricola può offrire piacevoli e autentiche esperienze di viaggio. Baeza, in particolare, è una cittadina di 16.000 abitanti che, assieme a Úbeda, forma uno dei patrimoni Unesco d’Andalusia. Questo riconoscimento pervenuto dal 2003 premia il patrimonio storico-monumentale rinascimentale dei due paesi. In verità, affermare che a Baeza vi siano solo beni cristiani rinascimentali è molto riduttivo. Come per tutta l’Andalusia, anche in questa cittadina di Jaén, le testimonianze storiche sono molto varie. Dai romani ai cristiani, passando per i goti e i mussulmani, tutte queste popolazioni hanno lasciato traccia del loro passaggio a Baeza.

catedral de Baeza

Cosa vedere a Baeza

La configurazione del tessuto urbano di Baeza è tipicamente mussulmano. I vicoli e le stradine strette sfociano nelle piazze del paese, che continuano ad essere tradizionali luoghi di convivialità. La Plaza de Santa Maria è la piazza principale. Qui si affaccia l’imponente Cattedrale del 1147, che come spesso accade in Andalusia è stata edificata sulle ceneri di un’antica moschea. La Cancillerias gotica, la Fuente (Fontana) Santa Maria e il Seminario di San Filippo Neri completano il paesaggio di una delle piazza dal più alto valore storico-culturale di Spagna.

Baeza - Fuente de los Leones

Un’altra piazza d’incommensurabile valore è la Plaza de los Leones o del Populo. In questa piazza troviamo una prova tangibile della muraglia cittadina, con la Puerta de Jaén. L’antica Carniceria (Macelleria) del XVI secolo, il Palazzo di Jabalquinto e la Casa del Popolo, palazzo gotico che oggi ospita il centro d’informazione turistica, sono gli altri beni d’interesse turistico del paese che davvero meritano la pena. Dal mio punto di vista, ciò che deve colpire di Baeza, così come di Alhama de Granada, è l’armonia del paese con il proprio paesaggio naturale, in questo caso agricolo. Questa cittadina, come tutta la provincia di Jaen, non ostenta, nonostante il riconoscimento Unesco,  nessun tipo di vanità e di arroganza. La semplicità, come semplice è l’imperterrito color ocra degli edifici, è la caratteristica principale di Baeza.

Palacio de Jabalquinto, Baeza

Ma l’ocra cittadino si fonde con il verdone. I caratteristici lunares (poua) verdi della provincia di Jaen, si integrano con il paese, nello stesso modo con cui i contadini entrano e vivono ancora la città monumentale. Se per l’Andalusia l’ulivo è importante, per questa zona d’entroterra è fondamentale per il sostentamento di gran parte della popolazione. Gli uliveti, ancora oggi, circondano il paese, creando la magnifica immagine di un’isola color terra in un ondeggiato mare verde. Inoltre, l’olio d’oliva di questa zona, frutto della tradizione e del lavoro dei braccianti, è molto apprezzato. Tanto da creare anche una nuova diversione: l’oleoturismo (ti può interessare anche il Tour della Provincia di Jaén).

Dove dormire a Baeza

Lo sviluppo turistico degli ultimi anni ha portato che a Baeza ci siano diversi alloggi. Qui potrete trovare tutte le soluzioni disponibili nella cittadina. Di sotto, invece, tutti gli hotel in offerta in provincia di Jaén.



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Cosa vedere a Baeza (Jaén): 

  • La Piazza Santa Maria
  • La Cattedrale
  • La Cancillerias
  • La Fuente (Fontana) Santa Maria
  • Il Seminario di San Filippo Neri
  • La Piazza de los Leones o del Populo
  • La Puerta de Jaén
  • La Carniceria (Macelleria)
  • Il Palazzo di Jabalquinto
  • La Casa del Popolo

Per maggiori informazioni e prenotazioni per Baeza  è possibile consultare la web di promozione turistica di Úbeda e Baeza. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivere ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilare il seguente form:

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Dal monastero della Cartuja al CAAC, un viaggio nella storia di Siviglia

Su Siviglia c’è moltissimo materiale turistico scritto. Tutti i visitatori di questa città conoscono la Cattedrale, la Alcazar, la Plaza de España e Triana. Ma non tutti hanno avuto l’occasione di apprezzare il CAAC.

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Il Monastero de la Cartuja che oggi ospita il CAAC.

Il Centro Andaluz de Arte Contemporaneo è molto più di una mostra d’arte contemporanea. Il suo edificio racchiude in sé molta della storia e molte delle trasformazioni della capitale andalusa. Quest’area di Siviglia, che si trova esattamente sull’isola della Cartuja, ovvero tra le due braccia del fiume Guadalquivir, si sviluppò come complesso monastico, per convertirsi, successivamente, in un’apprezzata fabbrica di porcellana.

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Una delle sculture del CAAC.

Questo monumento venne costruito tra il XV e il XVI secolo. Presenta diversi stili: dal gotico, al barocco, dal rinascimentale al mudejar (stile della popolazione mussulmana stanziata in territorio cristiano). Il monastero della Cartuja divenne un centro religioso molto importante all’epoca, tanto che anche Cristoforo Colombo era abituale frequentatore della biblioteca del complesso. I monaci continuarono le loro opere fino al 1835 quando ci fu l’espulsione dell’ordine religioso per effetto dell’espropriazione forzosa dei beni della Chiesa da parte del ministro Mendizabal.

Il Monastero della Cartuja di Siviglia.
Il Monastero della Cartuja di Siviglia.

Dal 1838 quest’area fu presa in gestione dal commerciante Carlos Pickman che cambiò radicalmente la funzione del monastero. Da edificio religioso la Cartuja si trasformò in una fabbrica di ceramica e di porcellana decorata all’inglese.  Ciò produsse dei grandi sconvolgimenti nell’architettura di questo spazio. Si costruirono forni, ciminiere e tutto ciò che fosse necessario alla produzione.

Le piastrelle o "azulejos" ricordano al visitatore l'antica funzione.
Le piastrelle o “azulejos” ricordano al visitatore l’antica funzione dell’edificio.

L’intero complesso è stato restaurato in occasione dell’Expo ’92 e nel 1997 iniziò ad avere una concreta funzione di centro culturale. Attualmente, questa testimonianza di archeologia industriale sivigliana, ospita il museo d’arte contemporaneo, che offre esposizioni permanenti e temporanee di artisti nazionali e internazionali. Oltre a ciò, è sede del rettorato dell’Università Internazionale d’Andalusia (UNIA).

L'interno del CAAC: si nota la ristrutturazione di uno dei forni.
L’interno del CAAC: si nota la ristrutturazione di uno dei forni.

Così che in questo spazio, fuori dal centro storico, è possibile apprezzare tutta la varietà che esprime Siviglia: dal monastero cristiano agli adorni mussulmani, dalla funzione industriale alla funzione culturale. Oltretutto, il complesso è immerso nel proprio parco del museo e fa si che la visita alla Cartuja sia un’esperienza tranquilla e rigenerante dopo l'”abbuffata culturale” del casco antiguo.

Il forno, il camino e la torre del monastero, tutto nel CAAC della Cartuja.
Il forno, il camino e la torre del monastero, tutto nel CAAC della Cartuja.

Cosa vedere alla Cartuja (Siviglia):

  • Il Monastero
  • L’esposizione
  • Il parco esterno

Il prezzo dell’entrata è più che accessibile. La visita al monumento e alle esposizioni temporali vale 1,80 Euro, invece la visita completa costa solo 3,01 euro. Per maggiori informazioni sul CAAC si può visitare la pagina ufficiale del museo.

Dove dormire per visitare la Cartuja di Siviglia

Come detto, rispetto al centro, la Cartuja si trova dall’altra parte del fiume Guadalquivir, nei pressi del quartiere di Triana. È in questo barrio che è consigliabile soggiornare. Qui potrete trovare tutte le strutture albeghiere della zona. Di seguito, invece, tutti gli hotel in offerta in tutta l’area di Siviglia.



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Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivere ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilare il seguente form:

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