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Cazorla: città culturale, capoluogo naturale

Cazorla è un paese di 8.000 abitanti della provincia di Jaén. Nonostante le piccole dimensioni, questa è la cittadina di riferimento del Parco Naturale Sierras de Cazorla, Segura y Las Villas. Con la limitrofa località de La Iruela costituisce l’immaginaria porta d’accesso al famoso paesaggio boschivo della Sierra. La leadership di Cazorla in questo territorio non è un fatto recente, è una caratteristica ereditata dal passato.

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Un particolare dell’abitato di Cazorla.
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Le strette strade di Cazorla, caratteristica tipica della cultura mussulmana.

Cosa vedere a Cazorla

Infatti, questa zona morfologicamente favorevole, fu abitata già a partire dal 2.000 a.C.. Successivamente, si instaurarono in quest’area le popolazioni romane e durante il medioevo, sino alla riconquista cattolica, i regni del al-Ándalus (mussulmani).

Come per gran parte d’Andalusia, anche a Cazorla, il patrimonio storico-culturale esistente nasce dalla fusione tra la cultura araba e quella cristiana. Una chiara testimonianza di ciò è data dal Castello de la Yedra, un edificio cristiano costruito sulle ceneri di quello arabo risalente al XI-XIII secolo.  Questo monumento, situato su di un colle, è il punto di riferimento della cittadina, nonché il protagonista principale delle fantastiche panoramiche del borgo.

Vedi anche: I migliori Castelli d’Andalusia

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Il Castello de la Yedra, landmark turistico della cittadina.

Poco lontano si situano i resti della Chiesa di Santa Maria, edificio cattolico del XVI secolo. In una delle strutture rimaste intatte, il comune ha installato il punto d’informazione turistica, strumento utile sia per i tour culturali, ma sopratutto per scoprire i percorsi del Parco Naturale.

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I resti della Chiesa dedicata a Santa Maria del XVI secolo.
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Il tunnel sotterraneo della Chiesa di Santa Maria.

Questo bene religioso riserva una lieta sorpresa nel proprio sottosuolo. Infatti, chiedendo di essere accompagnati, si scoprirà che la chiesa fu costruita proprio in cima al fiume Cerezuelo, il quale continua a scorrere incanalato. Il tunnel è facilmente percorribile e le preparate e simpatiche guide illustreranno tutte le peculiarità di questa infrastruttura, svelando persino una leggenda locale riguardante una donna-serpente, La Tragantía!

Di fianco ai resti della chiesa è possibile apprezzare la Fuente de las Cadenas costruita in onore di Felipe II. Questa piazzetta (Plaza Santa Maria) è molto accogliente, ospita diversi bar e ristoranti nel quale è possibile degustare la famosa cucina locale (da provare la selvaggina).

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La Plaza Santa Maria, la zona più turistica di Cazorla.

Un’altra zona di interesse turistico è la Plaza Corredera nel quale si affacciano l’Ayuntamiento e il Palazzo della Merced del XVI secolo. Quest’estesa piazza, punto nevralgico della cittadina, contrasta con il tradizionale saliscendi delle strette stradine di Cazorla, che disegnano un’atmosfera magica. Infatti questo borgo, è considerato uno dei paesini più suggestivi d’Andalusia.

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La Plaza Corredera, porta d’accesso al paese.

Un appuntamento che richiama sempre più pubblico è il “Festival Internacional de Blues Bluescazorla“. Un evento nato nel 1994 per riattivare il turismo durante la stagione estiva. Ben presto, grazie alle magnifiche sensazioni offerte dal mix tra blues e il panorama notturno di Cazorla, questa manifestazione è divenuta uno degli appuntamenti musicali più rilevanti d’Andalusia.

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Il fantastico panorama notturno che offre Cazorla.

Dove dormire a Cazorla

Cazorla è ormai una località molto turistica e un punto di riferimento nella zona. Per questo non sarà difficile trovare alloggio in questo paese. Qui potrete trovare la soluzione che meglio si addice alle vostre esigenze. Di sotto, invece, tutti gli hotel in offerta in provincia di Jaén.



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Cosa vedere a Cazorla (Jaén):

Cazorla è la città turisticamente più evoluta del Parco Naturale, qui è possibile stanziare in strutture accoglienti e ubicate nei pressi delle migliori passeggiate. Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina comunale dedicata al turismo. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivere ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilare il seguente form:

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Le 100 cose da fare, in Andalusia, prima di morire!

Senza tanti giri di parole, veniamo al dunque. Secondo me le 100 cose da fare, in Andalusia, prima di morire sono (in ordine sparso):

Nº 20. Cavalcando lungo la spiaggia di Doñana.
Nº 20. Cavalcando lungo la spiaggia di Doñana.
Nº 59. La Semana Santa di Siviglia dalla Calle Sierpes.
Nº 59. La Semana Santa di Siviglia dalla Calle Sierpes.

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  1. Tapear nell’Alameda di Siviglia
  2. Comprovare che le arance “urbane” d’Andalusia non sono commestibili
  3. Vedere il “costalero” Antonio Banderas nella Semana Santa di Malaga 🙂
  4. Bere l’acqua del Guadalquivir dalla sorgente
  5. Ballare Sevillana alla Feria de Abril
  6. Parlare Andalú
  7. Dormire in una Casa-Cueva (Grotta) a Guadix
  8. Gridare “¡Un Tsunami!” quando passa il Melillero alla Malagueta
  9. Provare il Sherry in una bodega di Jerez
  10. Imparare a fare il Salmorejo cordobés
  11. Assistere ad un derby Siviglia-Betis
  12. Mangiare l’uva della suerte al capodanno di Jerez
  13. Fare snorkeling nel mare del Cabo de Gata-Níjar
  14. Farmi leggere la mano da una Gitana a Granada
  15. Sorvolare il castello di Almodóvar del Río
  16. Percorrere tutte le greenway d’Andalusia (vias verdes) in bici
  17. Fare un pic-nic notturno a Calahonda
  18. Assaporare il famoso “pajarito frito” della Calle Relator di Siviglia
  19. Inebriarmi di rebujito alla Feria de Jerez
  20. Cavalcare un cavallo bianco nel Parco Naturale Doñana
  21. Navigare lungo il Guadalquivir sino a Sanlúcar
  22. Tifare Valentino Rossi al GP di Jerez
  23. Vedere la costa del Marocco dallo stretto
  24. Scovare una lince iberica della Sierra Morena
  25. Sbarcare a Marte in Andalusia…
  26. …e alla Luna nel Torcal
  27. Prendere il sole alla Playa de las Negras
  28. Cantare ad un concerto di Joaquín Sabina
  29. Osservare Malaga con gli occhi di Picasso
  30. Celebrare il Natale con un polvorone di Estepa
  31. Vedere i fenicotteri nella palude di Fuente de Piedra
  32. Fare un itinerario in carrozza a Siviglia
  33. Tocar las palmas (battere le mani) in un tablao flamenco dell’Albaicin
  34. Fotografare il Ponte Nuovo di Ronda
  35. Rincorrere il Rio Guadiana tra la Spagna e il Portogallo
  36. Immaginarmi in un “spaghetti western” nel deserto di Tabernas
  37. Partecipare ad una tonnara al largo di Barbate
  38. Vendemmiare tra le vigne di Montilla
  39. Vivere la romeria de El Rocio
  40. Partecipare alla raccolta delle olive nella Loma de Jaén
  41. Baciare la fidanzata nel mirador de San Nicolás di Granada
  42. Gustarsi un aperitivo con vista a Carmona
  43. Assaggiare il miele di canna da zucchero di Frigiliana
  44. Callejear ad Arcos de la Frontera
  45. Trovare tutte le croci di maggio (cruces de mayo) di Granada
  46. Godere dei paesaggi agricoli de Los Pedroches
  47. Impressionarmi con il patrimonio mussulmano di Alhama
  48. Aiutare in un caseificio di Zuheros nella produzione del formaggio di capra
  49. Cenare davanti al camino in una serata invernale a La Iruela
  50. Sciare in Sierra Nevada
  51. Sentirsi come un bandolero della Sierra Morena
  52. Pranzare nella Calle Sol di Setenil de las Bodegas (evitando la Calle Sombra) 🙂
  53. Emozionarsi per la storia d’amore di Medina Azahara
  54. Isolarsi nel silenzio dell’Alpujarra granadina
  55. Elogiare il patrimonio rinascimentale di Baeza
  56. Sgusciar e godere delle lumache in un chiosco di Cordoba
  57. Sporcarsi le mani di pesce, mangiando un espeto nel Pedregalejo
  58. Contemplare il tramonto nel Palmar
  59. Vivere la Semana Santa di Siviglia dalla Calle Sierpes
  60. Far parte di una Chirigota
  61. Impressionarmi con le serre de El Ejido
  62. Andare in campeggio in una spiaggia almeriense
  63. Fare il VIP a Marbella
  64. Arrivare in carrozza e vestito con un traje de corto alla feria di Córdoba
  65. Dar da mangiare ad una volpe nella Sierra di Cazorla
  66. Vincere le caramelle della sfilata dei Re magi d’Almeria
  67. Salire sulle 11 torri di Écija
  68. Cercar funghi nella Sierra d’Aracena
  69. …e asparagi nella Sierra de Hornachuelos
  70. Farsi rubare da mangiare dalle scimmiette di Gibilterra
  71. “Giocherellare” in una spiaggia di Huelva
  72. Perdersi tra i sentieri della Sierra di Grazalema
  73. Acculturarmi alla feria del teatro di Palma del Río
  74. Ripercorrere la sceneggiatura di “Games of Thrones” a Osuna
  75. Dormir la siesta in una spiaggia selvaggia di Mojácar
  76. Godere delle magiche atmosfere offerte dal “Festival Internacional de Blues” di Cazorla
  77. Dire “mi arma” in Triana
  78. Cantare villancicos (canzoni di Natale) con un coltello e la bottiglia d’anice del Mono
  79. Morir dal ridere al Carnevale di Cadiz
  80. Fare la patente di conduttore d’asino a Mijas
  81. Comprare la classica calamita dell’indalo di Mojácar
  82. Rotolare tra le dune di Bolonia
  83. Vedere il film “Atún y chocolate”
  84. Fare tour della costa d’Andalusia in auto con la musica di Camaron e Paco de Lucia
  85. Apprezzare Córdoba dall’alto
  86. Incontrare un gruppo di Verdiales cantando per la città di Malaga
  87. Fotografare un toro bravo nella campagna di Medina Sidonia
  88. Toccare gli attributi al cartellone del toro di Osborne
  89. Coltivare in uno dei tanti orti urbani di Siviglia
  90. Bere una birra artigianale ne La invisible di Malaga
  91. Morire di caldo al Festival Etnosur ad Alcalà la Real
  92. Leggere le poesie di Lorca (con un buon vino) in qualche paesino della Vega di Granada
  93. Mangiare completamente un “plato de los montes
  94. Imparare ad affettare il Jamón de Jabugo o de Los Pedroches
  95. Attraversare il Caminito del Rey
  96. Vivere la festa della Cascamorras de Baza
  97. Scoprire se Colombo era spagnolo o genovese da dove salpò, La Rabida
  98. Lasciarsi affascinare dalla Cattedrale gotica dell’Assunción di Jaén (una delle più belle al mondo)
  99. Stare tra l’Atlantico e il Mediterraneo a Tarifa
  100. Godere della rinfrescante aria notturna in un tradizionale cortile cordobés
Nº 5. “Ballando” sevillanas alla Feria de Abril.
Nº 5. “Ballando” sevillanas alla Feria de Abril.
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Nº 70. Il “furto” da parte delle scimmiette di Gibilterra.
Nº 79. Momento fotografico durante il Carnevale di Cadice.
Nº 79. Momento fotografico durante il Carnevale di Cadice.
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Nº 56. Un bicchiere di lumache, “tapa” tipica di primavera a Córdoba.
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Nº 65. Dando da mangiare ad una volpe nella Sierra di Cazorla.
Nº 35. Risalendo il Guadiana: in un lato Spagna dall’altro Portogallo.
Nº 35. Risalendo il Guadiana: in un lato Spagna dall’altro Portogallo.



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La Iruela: tracce mussulmane nella Sierra di Cazorla

La Iruela è un borgo di 2.000 abitanti a tre chilometri da Cazorla, cittadina di referenza dell’omonima Sierra. Questi due paesi tracciano il confine tra il Parco Naturale della Sierra de Cazorla e i paesaggi agricoli d’olivicoltura, tipici  della provincia di Jaén. La Iruela, in particolare, è considerato come uno dei paesi più suggestivi d’Andalusia.  È un paese situato su di un rilievo, dalle stradine ripide e dalle vecchie tradizioni, che conoscendo la propria ricchezza è riuscita a conservare i propri tesori, come l’arte culinaria (basata sulla selvaggina) e la devozione per le immagini religiose.

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Il paesaggio agricolo della provincia di Jaén apprezzabile da La Iruela.

Cosa vedere a La Iruela

I paesaggi, la morfologia del terreno, gli elementi culturali del paesino e la vicinanza al Parco Naturale  rendono La Iruela un destino turistico di grande interesse.  Rifinire le escursioni nella magica natura del Parco, con delle visite culturali al Castello e alla Chiesa di Santo Domingo, rendono la visita di questa parte d’Andalusia molto più completa e autentica. In questi due luoghi possiamo rivivere la storia del piccolo abitato. Una storia che che si arricchisce nel VII secolo, quando l’impero mussulmano Almohade si stanzia a La Iruela e costruisce la propria fortezza su (probabilmente) dei resti berberi.

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Il Castello de La Iruela in tutta la sua interezza.

Nel XIII secolo, con la riconquista cristiana, il Castello di La Iruela è stato ampliato e modificato per poter ospitare un ordine templare. La torre del homenaje distacca su tutte le altre, è la più elevata e la più esposta verso il dirupo. Le onde di ulivi della Valle del Guadalquivir vengono dominate da questa spiovente torre. Sicuramente la visita di questo borgo di Jaén non può concludersi senza una fotografia della torre del monumento storico e del magnifico panorama che si prospetta dinnanzi.

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La bellissima torre del homenaje sullo strapiombo de La Iruela.

Il complesso storico de La Iruela oggi comprende anche l’anfiteatro, costruito nel 1990. Una infrastruttura aperta che ospita vari eventi culturali durante tutto l’anno.

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L’anfiteatro e i resti della Chiesa de Santo Domingo visti dal Castello.

Difronte al Castillo de La Iruela si situa la Chiesa de Santo Domingo. La peculiarità della morfologia del terreno e la presenza di altri edifici rese complicata lo studio strutturale di questo luogo di culto. Un edificio costruito all’epoca della riconquista cristiana (XVI secolo) e oggi sfortunatamente in stato di abbandono, dopo la distruzione nel 1810 da parte degli invasori francesi.

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Uno dei pochi archi rimasti in piedi della Chiesa di Santo Domingo.

Dove dormire a La Iruela

Nonostante le piccole dimensioni, La Iruela offre diverse soluzioni di alloggio. Qui è possibile consultare tutte le strutture presenti in questo fantastico borgo. Di seguito, invece, tutti gli hotel in offerta in provincia di Jaén.



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Cosa vedere a La Iruela (Jaén):

Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina dedicata all’attività turistica nel Parco Naturale di Cazorla. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivere ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilare il seguente form:

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Parco Naturale della Sierra di Cazorla, la Sierra più attiva d’Andalusia

La Sierra di Cazorla si trova al sud-est della provincia di Jaén e con la Sierra di Segura forma parte del più ampio Parco Naturale della Sierras de Cazorla, Segura y Las Villas. Ha una superficie totale di 134.037 ettari e coinvolge diversi comuni di grande interesse culturale come quelli di Cazorla, La Iruela e Quesada (vedi Parchi Naturali d’Andalusia). È una regione prettamente naturale, le immense distese boschive lasciano spazio raramente a dei paesini puntiformi e a delle agevoli vie stradali. Nonostante la morfologia montagnosa del terreno, la rete viaria è eccellente, ampia e con un asfalto molto ben conservato. A prima vista si nota che il turismo qui non è un settore marginale come può essere in altre Sierras dell’Andalusia. Quello della Sierra di Cazorla è un paesaggio ruspante, modellato prettamente dall’azione dell’acqua e dalle estese pinete, ma perfettamente adattato all’attività turistica (ti può interessare il Tour della Provincia di Jaén).

Vedi anche –> Cosa vedere e fare nella Sierra de Segura

Una pista forestale transitabile in auto nella Sierra di Cazorla.
Una pista forestale transitabile in auto nella Sierra di Cazorla.

Il Parco Naturale di Cazorla

Oltre all’incredibile superficie boschiva, questo parco è il luogo ideale per l’osservazione della fauna locale in libertà. Cervi, volpi, mufloni, cinghiali e uccelli rapaci si nascondono tra la vegetazione. A volte questi animali si lasciano intravedere e se si è fortunati è possibile scattare delle incredibili foto. Sopratutto le volpi sembrano essersi adattate alla presenza dell’uomo e si lasciano ammirare circolando nella Sierra senza troppi problemi.

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La sorgente del Guadalquivir

In questo territorio è dove sorge “El nacimiento del Guadalquivir“, ovvero la fonte dell’asse principale del’intera Andalusia. Nella Sierra de Cazorla, infatti, nasce il fiume che ha dato vita alla civiltà in questa magnifica regione. Per raggiungere “el nacimiento” è possibile percorrere un sentiero a piedi, oppure una pista forestale transitabile in auto. Sicuramente, raccomanderei la prima opzione, poiché a piedi è possibile godere dell’essenza della natura di questo luogo e aumentano le possibilità d’incontrare la fauna selvatica lungo il proprio cammino.

El nacimiento del Guadalquivir, dove tutto inizia.
El nacimiento del Guadalquivir, dove tutto inizia.

Il percorso del Rio Borosa

Quello del Rio Borosa è il sentiero più percorso di tutta Andalusia. La propria bellezza richiama in questa zona decine e decine di turisti tutti i fine settimana.

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La passerella sul Rio Borosa.

L’acqua, insieme, ai pini sono i grandi protagonisti della Sierra di Cazorla. Una spettacolare dimostrazione la dà il Rio Borosa. Il sentiero che prosegue parallelamente al fiume è forse una delle attrazioni della zona più conosciute dagli amanti dell’escursionismo e del trekking. Questo percorso di 11,45 Km è abbastanza difficoltoso e propone un dislivello di 598 metri, arrivando a toccare i 1.267 metri d’altezza.

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Il tunnel lungo la passeggiata del Rio Borosa, all’altura del Salto de los Organos.
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Un paesaggio spettacolare offerto dalla Sierra de Cazorla.

Nonostante l’impegno, questo tour è davvero meraviglioso e merita la pena faticare. Lungo il corso del fiume sarà possibile apprezzare una vecchia centrale idroelettrica, cascate, dighe, laghi artificiali, passerelle sospese sul fiume e diversi tunnel nella roccia. Il paesaggio, inoltre, gradatamente passa da rigoglioso a roccioso e arido, ritornando poi ad essere “verde” vicino alla meta, la Laguna de Valdeazores.

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Uno dei magnifici laghi artificiali provocato da una delle dighe della regione.

Il Centro d’Interpretazione del Legno

Il legno nella Sierra di Cazorla e nella Sierra di Segura è sempre stato fonte di sostentamento per le comunità. Il paesaggio del Parco Naturale è cambiato moltissimo a partire dalla prima metà del ‘900 quando RENFE decise di sfruttare i pini del parco per la costruzione della linea ferroviaria nel sud della Spagna. Questa zona era, oltre ad essere molto ricca di legna collegava perfettamente l’Andalusia attraverso il Guadalquivir e Murcia attraverso il fiume Segura. Prima i tronchi, poi le assi di legno, venivano trasportate a valle grazie alla corrente dei due fiumi. Anche le strade che attraversano il parco furono costruite proprio grazie a RANFE. Tutto questo ricordo viene raccontato perfettamente nel ciCUM, un’antica segheria oggi convertita in spazio museale a Vadillo Castril.

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Il ciCUM a Vadillo Castril.

Il centro di recupero del Gipeto

Grazie alla Fondazione Gypaetus nella Sierra di Cazorla si sta cercando di reintrodurre il gipeto (Quebrantahuesos), un rapace che si estinse in questa zona. Gli sforzi della fondazione non sono vani, dopo aver allevato i gipeti tra le gabbie del centro, decine di esemplari sono stati reintrodotti nel loro habitat. Il lavoro degli specialisti è davvero delicato, tanto che è possibile visitare il centro solo in alcuni periodi dell’anno. Soprattutto durante l’accoppiamento è un periodo complicato e per questo non si accettano visite.

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Due esemplari di Gipeti.

Dove dormire nel Parco di Cazorla

Cazorla è uno dei parchi più turistici d’Andalusia ed è facile trovare alloggio. Sicuramente le migliori cittadine dove pernottare sono Cazorla e La Iruela. Qui potrete consultare la disponibilità negli stabilimenti di Cazorla e in quelli de La Iruela. Di sotto, invece, si mostrano gli hotel in offerta in provincia di Jaén.



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Cosa vedere nella Sierra de Cazorla:

  • La città di Cazorla
  • La città di La Iruela
  • La sorgente del Guadalquivir
  • Il Rio Borosa
  • Il Salto de los Organos
  • La Laguna de Valdeazores
  • Il ciCUM
  • Il centro di recupero del Gipeto

Per maggiori informazioni e per ravvisare tutte le passeggiate realizzabili nella sierra di Cazorla è possibile consultare la pagina web del Parco Naturale Sierras de Cazorla, Segura y las Villas. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivere ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilare il seguente form:

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Le 3 U di Jaén: Úbeda, Unesco, Ulivo

“Irse/Perderse por los Cerros de Úbeda”

è una espressione Andalusa che si utilizza quando qualcuno, spiegando qualche concetto, prolunga troppo il proprio racconto perdendo l’obiettivo iniziale. Questa famosa espressione ha origine nel 1231 quando il Re cattolico Fernando III di Castiglia si propose di recuperare Úbeda, a quel tempo in mano ai mussulmani. Durante l’attacco decisivo un gruppo di soldati non si presentò al fronte. Finito l’assedio e conquistata la cittadina, il capitano Álvar Fáñes “el Mozo” giustificò al Re l’assenza del proprio nucleo di uomini dicendo che si era perso tra le colline di Úbeda.

Vedi anche: Paesi nei dintorni di Granada

Il panorama del mare di ulivi che si apprezza dal mirador di Ubeda.
Il panorama del mare di ulivi che si apprezza dal mirador di Ubeda.

Cosa vedere a Úbeda

Percorrendo l’autostrada che collega Cordoba (e l’Andalusia) con Madrid ci addentriamo in Jaén, una provincia non molto conosciuta turisticamente. Jaén è una delle tre province andaluse senza mare (le altre sono Cordoba e Siviglia), o meglio, senza un mare d’acqua. Il mare di Jaén è verde, ed è composto da onde di ulivi. Al centro di questa provincia si ubica Úbeda, una cittadina di 35.000 abitanti, capoluogo del territorio chiamato La Loma, un’area famosa per essere la maggior produttrice al mondo di olio d’oliva. Il 15% dell’olio d’oliva mondiale proviene da questa piccola regione agricola di Jaén. La ruralità del territorio caratterizza la cittadina in ogni suo aspetto. Sicuramente Úbeda non è il classico paesotto a vocazione prettamente turistica, bensì conserva la propria identità agricola e la valorizza congiuntamente al ricco patrimonio culturale (vedi Tour della Provincia di Jaén).

La Collegiata Santa Maria Maggiore de los Reales Alcázares du Úbeda.
La Collegiata Santa Maria Maggiore de los Reales Alcázares du Úbeda.

Úbeda, infatti, forma con Baeza uno dei patrimoni Unesco d’Andalusia, precisamente “l’insieme monumentale rinascimentale di Úbeda e Baeza“. Il piccolo centro storico è una perla grezza nel mare verde della campagna. Lo stile rinascimentale dei beni Unesco si mescola con l’influenza araba, con il barocco e in alcuni casi con il gotico. La più grande testimonianza rinascimentale di tutta la Spagna è sicuramente la Plaza Vázquez de Molina di Úbeda. In essa si affaccia la Sacra Capilla del Salvador, la Collegiata di Santa Maria Maggiore, il palazzo del Deán Ortega e il palazzo de las Cadenas (l’attuale sede del Municipio). Questi quattro maestosi edifici tipicamente color ocra racchiudono l’ampia piazza e altri beni rinascimentali di minor importanza.

La Sacra Capilla del Salvador e il Palazzo di Deán Ortega nella piazza rinascimentale di Úbeda.
La Sacra Capilla del Salvador e il Palazzo di Deán Ortega nella piazza rinascimentale di Úbeda.

Di rilevante interesse sono, anche, la muraglia e i torrioni difensivi che circondano tutto il casco antiguo. Questi sono la cornice di un tranquillo nucleo storico che offre al visitatore tantissime testimonianze culturali. In primo luogo è da rimarcare la bellezza e l’immensità del Hospital de Santiago. Un edificio che sino al 1975 è stato un vero e proprio Ospedale cittadino e che ora è il principale centro culturale e landmark turistico di Úbeda.

L’Hospital de los Honrados Viejos del Salvador di Úbeda.
L’Hospital de Santiago di Úbeda.

Come per tutta l’Andalusia e la Spagna, una grande influenza sulla città di Úbeda la ha avuta la comunità ebrea. I cognomi, la cultura e alcuni edifici, come la recente scoperta della Sinagoga (2007), testimoniano questo passaggio. Incredibile è la storia della rivelazione di questo prezioso patrimonio religioso medievale. Durante la riqualificazione di tre comuni costruzioni residenziali, vengono alla luce degli archi strutturali nascosti tra le pareti divisorie. Investigando più a fondo e scavando accuratamente, si scoprì come in quel sito si nascondesse un’importantissima Sinagoga. Un luogo di culto scavato nella roccia, con vari spazi per la preghiera, la “galleria delle donne”, la cantina e un’impressionante bagno di purificazione naturale di acqua risorgiva.

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Insomma, questa cittadina è uno straordinario esempio dell’Andalusia autentica, dove il turismo non ha soppiantato le altre attività tradizionali e dove cultura e agricoltura continuano a convivere armoniosamente.

Come il capitano  Álvar Fáñes “el Mozo”, perdetevi tra i colli di Úbeda!

Dove dormire a Úbeda

Nonostante le esigue dimensioni, Úbeda ha già una certa rilevanza turistica ed è per questo che con facilità sarà possibile trovare alloggio. Qui potrete consultare tutti gli stabilimenti presenti in questa località patrimonio Unesco. Di seguito, invece, tutte le offerte in provincia di Jaén.



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Cosa vedere a Úbeda (Jaén):

  • La Piazza Vázquez de Molina
  • La Sacra Capilla del Salvador
  • La Collegiata di Santa Maria Maggiore
  • Il palazzo del Deán Ortega
  • Il palazzo de las Cadenas
  • La muraglia
  • L’Hospital de los Honorados Viejos del Salvador
  • La Sinagoga

Per maggiori informazioni turistiche è possibile consultare la pagina ufficiale dell’officina turistica del comune di Úbeda. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivere ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilare il seguente form:

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