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Visita da Siviglia a Doñana passando dall’Aljarafe

Andare da Siviglia al parco di Doñana può essere di per se una visita molto interessante della provincia di Siviglia e soprattutto dell’Aljarafe. Una zona tra le più abitate della regione e che risulta perfettamente collegata con il capoluogo di provincia. Un’area che inizialmente si può pensare sia solamente residenziale per le persone che lavorano a Siviglia, ma che in realtà come vedremo nasconde storia, tradizioni e suggestive fotografie. Continua la lettura di Visita da Siviglia a Doñana passando dall’Aljarafe

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Cosa fare nel Parco Nazionale Doñana

Non è possibile visitare il Parco Nazionale Doñana liberamente in tutto il territorio.  Per questo vi sono diverse cose da fare nel Parco Doñana, dipendendo dal grado di protezione. Nel zone più sensibili del Parco Naturale più importante del Sud della Spagna, per esempio, bisognerà entrare accompagnati obbligatoriamente da una guida ufficiale. Continua la lettura di Cosa fare nel Parco Nazionale Doñana

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El Rocio: un rito polemico in Spagna in un paesaggio splendido

Il pellegrinaggio de El Rocio è qualcosa di unico e assolutamente da vedere. Nel mezzo del Parco Doñana, in provincia di Huelva, questo santuario è visitato da un milione di persone durante un fine settimana che ha del’incredibile. Cercheremo di spiegare cos è El Rocio e come funziona questa tradizione nel sud della Spagna. Continua la lettura di El Rocio: un rito polemico in Spagna in un paesaggio splendido

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I Patrimoni Unesco d’Andalusia (materiali ed immateriali)

In un mondo nella quale gran parte delle scelte sono standardizzate, anche il settore culturale si è munito della propria certificazione di garanzia, il marchio Unesco.

L’Andalusia è una delle regioni spagnole con il più elevato numero di Patrimoni Unesco: SEI, alcuni molto famosi, altri meno.  A questi però bisogna aggiungere i TRE patrimoni immateriali, ovvero quelli che rappresentano e caratterizzano la cultura e gli usi della regione. Al giorno d’oggi i riconoscimenti Unesco materiali per i paesi europei hanno rallentato il proprio ritmo, data la grande differenza quantitativa con gli altri continenti del mondo. Per questo motivo, tutte le nuove candidature andaluse, come la Cattedrale di Jaén o il parco archeologico di Medina Azahara, non avranno vita facile.

I patrimoni Unesco materiali in Andalusia:

1. Alhambra, Generalife y Albaicín (Granada – 1984, ampliato nel 1994): il complesso monumentale dell’Alhambra e del Generalife è il bene culturale più visitato della Spagna con 2,4 milioni di visitatori all’anno. Se a questo si aggiunge il meraviglioso quartiere d’origine araba dell’Albaicín scopriamo il perchè di questo riconoscimento Unesco.

Il famosissimo Patio de los Leones nell’Alhambra di Granada.
Il famosissimo Patio de los Leones nell’Alhambra di Granada.

Situati su due colline adiacenti, l’Albaicín e l’Alhambra rappresentano il centro medievale di Granada, che domina la città moderna. Nella parte orientale della fortezza e residenza reale dell’Alhambra si situano i meravigliosi giardini del Generalife, case di campagna degli emiri che governarono questa parte della Spagna nel XIII e XIV secolo. Il quartiere Albaicín conserva una ricca serie di costruzione more armoniosamente fuse con l’architettura tradizionale andalusa.” (UNESCO/ERI)

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Vista dell’Alhambra dalla Plaza de San Nicolas nell’alto Albaicin.

 

2. Centro Storico di Córdoba (Córdoba – 1984, ampliato nel 1994): erroneamente spesso si pensa che a Córdoba, solamente la Mezquita-Cadetral sia Patrimonio Unesco. Invece in questa città sulle sponde del Guadalquivir, tutto il nucleo storico è stato insignito con il sigillo Unesco.

I fantastici archi della Mezquita-Catedral di Córdoba.
I fantastici archi della Mezquita-Catedral di Córdoba.

Il periodo di gloria di Córdoba iniziò nell’ottavo secolo dopo la conquista moresca, quando vennero costruiti circa 300 moschee e innumerevoli palazzi ed edifici pubblici. Lo splendore della città, arrivò a rivaleggiare con le ben più grandi Costantinopoli, Damasco e Baghdad. Nel XIII secolo, ai tempi di Ferdinando III, la grande moschea è stata trasformata in una cattedrale cristiana e vennero costruiti nuovi edifici difensivi come la Torre Fortezza della Calahorra e l’Alcazar de los Reyes Cristianos.” (UNESCO/ERI)

Córdoba dall’alto, dall’Alcazar de los Reyes Cristianos.
Córdoba dall’alto, dall’Alcazar de los Reyes Cristianos.

 

3. Cattedrale, Alcázar e Archivo de Indias di Siviglia (Siviglia – 1987): forse il centro storico di Siviglia, come quello di Córdoba, meriterebbe di essere riconosciuto totalmente dall’Unesco. In questo momento, però, solo questi tre monumenti sono inclusi nella prestigiosa lista. In verità Siviglia si è avvicinata più alla perdita del riconoscimento Unesco che all’ampliamento (vedi 5 cose che non sapevate di Siviglia).

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Il Patio delle Donzelle nella Real Alcazar di Siviglia.

Questi tre edifici formano un notevole complesso monumentale nel cuore di Siviglia. La Cattedrale e l’Alcázar sono due eccezionali testimonianze della civiltà almohade e della Siviglia cristiana, la cui arte è stata molto ricca di influenza moresca dalla riconquista della città (1248), sino al XVI secolo. Il vecchio minareto della Giralda, prestigiosa opera d’architettura almohade, si trova lungo un lato della Cattedrale. Questa chiesa dalle cinque navate è il più grande edificio gotico in Europa e ospita la tomba colossale di Cristoforo Colombo (una delle varie). Nel vecchio mercato, che è diventato Archivo de Indias, sono conservate preziosissime risorse documentarie delle colonie spagnole in America.” (UNESCO/ERI)

La Giralda e la Cattedrale di Siviglia, alla sinistra si situa l’Archivo de Indias.
La Giralda e la Cattedrale di Siviglia, alla sinistra si situa l’Archivo de Indias.

 

4. Parco Naturale di Doñana (Huelva, Siviglia, Cadice – 1994, ampliato nel 2005): tutti non sanno che i patrimoni Unesco possono essere culturali, naturali o misti. L’unico Patrimonio Naturale riconosciuto dall’Unesco in Andalusia è questo spazio protetto (vedi I Parchi Naturali d’Andalusia) che si sviluppa lungo il fiume Guadalquivir, il principale asse geografico della regione.

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La biodiversità del Parco Nazionale Doñana.

Situato in Andalusia, il Parco di Doñana occupa la riva destra della foce del fiume Guadalquivir, vicino alla sua immissione nell’Atlantico. È noto per la varietà dei suoi biotopi: lagune, paludi, macchia, macchia mediterranea e dune mobili e permanenti. È l’habitat di cinque specie di uccelli in via di estinzione, ha una delle più grandi popolazioni di aironi nella regione mediterranea e serve come rifugio invernale a più di mezzo milione di uccelli acquatici.” (UNESCO/ERI)

Il Parco Naturale Doñana prima lungo l'Atlantico.
Il Parco Naturale Doñana lungo l’Atlantico.

 

5. Arte rupestre dell’arco mediterraneo della Penisola Iberica (Jaén, Almeria, Granada – 1998): sicuramente è il patrimonio Unesco presente in Andalusia meno conosciuto. Un’onorificenza condivisa con altre regioni della Spagna e che troviamo in tre province andaluse: 42 siti in provincia di Jaén, 25 siti in provincia di Almeria e 2 siti in provincia di Granada.

La raffigurazione di una testa di cavallo nella Grotta de Ambrosio (wikipedie.es).
La raffigurazione di una testa di cavallo nella Grotta de Ambrosio (wikipedie.es).

Situati lungo la costa mediterranea della penisola iberica, questi siti di arte rupestre risalgono alla fine della preistoria. Costituiscono un gruppo di eccezionale importanza, nella quale viene mostrato una fase cruciale di sviluppo degli esseri umani attraverso dipinti che, per il proprio stile e  tema, sono unici nel loro genere.” (UNESCO/ERI)

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L’indalo, disegno rupestre divenuto il simbolo della Provincia d’Almeria.

 

6. Complesso monumentale rinascimentale di Úbeda e Baeza (Jaén – 2003):  è il penultimo patrimonio materiale riconosciuto in Andalusia. Úbeda e Baeza testimoniano il bellissima ma semi-sconosciuto patrimonio culturale della provincia di Jaén. Nello specifico, in questi due paesi, risaltano i monumenti rinascimentali.

La Sacra Capilla del Salvador e il Palazzo di Deán Ortega nella principale piazza di Úbeda.
La Sacra Capilla del Salvador e il Palazzo di Deán Ortega nella principale piazza di Úbeda.

La configurazione urbana delle due piccole città di Úbeda e Baeza nel sud della Spagna risale al periodo della dominazione araba (IX secolo) e della Riconquista (XIII secolo). Nel XVI secolo, entrambe le città hanno sperimentato significativi cambiamenti, effettuando ristrutturazioni ispirate allo stile del Rinascimento. Queste trasformazioni urbane erano dovute all’introduzione in Spagna di nuove idee umanistiche procedenti dall’Italia ed hanno esercitato una grande influenza sull’architettura dell’America Latina.” (UNESCO/ERI)

L’Hospital de los Honrados Viejos del Salvador di Úbeda.
L’Hospital de los Honrados Viejos del Salvador di Úbeda.

 

7. Il complesso dei Dolmen di Antequera (Malaga – 2016): è l’ultimissimo Patrimonio Unesco ricnosciuto in Andalusia. Grazie ad un fantastico sforzo del comune, i Dolmen, il Torcal e la Peña de los Enamorados sono entrati a far parte della ristretta selezione di beni Unesco.

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L’entrata al Dolmen di Manga.

Located at the heart of Andalusia in southern Spain, the site comprises three megalithic monuments: the Menga and Viera dolmens and the Tholos of El Romeral, and two natural monuments: La Peña de los Enamorados and El Torcal mountainous formations, which are landmarks within the property. Built during the Neolithic and Bronze Age out of large stone blocks, these monuments form chambers with lintelled roofs or false cupolas. These three tombs, buried beneath their original earth tumuli, are one of the most remarkable architectural works of European prehistory and one of the most important examples of European Megalithism.” (UNESCO/ERI)

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Il paesaggio carsico del Torcal di Antequera.

 

I patrimoni Unesco immateriali in Andalusia:

1.  Il Flamenco (2010): questo genere musicale tipicamente andaluso è stato riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Uno stile musicale che va oltre al canto e al ballo e che ha proprie radici culturali legate fortemente con il territorio e con le popolazioni che hanno vissuto in Andalusia: mori, ebrei, gitani.

Camarón de la Isla, uno dei simboli del Flamenco andaluso.
Camarón de la Isla, uno dei simboli del Flamenco andaluso.

Il Flamenco è un’espressione artistica risultante dalla fusione di musica vocale, l’arte della danza e l’accompagnamento musicale, chiamati rispettivamente “cante, baile y toque”. Il luogo di nascita del Flamenco è la regione dell’Andalusia, nel sud della Spagna, anche si è radicato in regioni come Murcia ed Estremadura. Il canto Flamenco viene interpretato solitamente da una unica persona seduta, che può essere un uomo o una donna. Questo esprime una gamma di sentimenti e stati d’animo sinceri (dolore, gioia, tragedia, piacere, paura), attraverso testi espressivi caratterizzati dalla brevità e semplicità. “El baile Flamenco” è una danza di passione e corteggiamento, esprime anch’essa una gamma di emozioni, che vanno dalla tristezza alla gioia. La sua tecnica è complessa e l’interpretazione è varia a seconda di chi lo interpreta: se un uomo si danza con grande forza, utilizzando principalmente i piedi; e se una donna potrà apportare movimenti più sensuali. Il tocco di chitarra Flamenco ha evoluto il suo ruolo originale d’accompagnamento al canto. La musica è composta da altri strumenti come le nacchere, le mani ed i tacchi. Il Flamenco è interpretato in occasione della celebrazione delle feste religiose, di rituali, di cerimonie e delle feste private. È un segno d’identità di molti gruppi e comunità, in particolare la comunità gitana, che ha svolto un ruolo fondamentale nella sua evoluzione. La trasmissione del Flamenco viene eseguita entro le dinastie di artisti, famiglie, club di flamenco e gruppi sociali, che svolgono un ruolo chiave nella conservazione e la diffusione di quest’arte.” (UNESCO/ERI)

 

2. La dieta Mediterranea (2010, ampliato nel 2013): la gastronomia è un elemento che caratterizza l’Andalusia. Come in tutti gli altri stati del bacino del Mediterraneo che fanno parte di questo riconoscimento Unesco, la dieta andalusa ha degli aspetti di valore non solo dal punto di vista nutritivo e salutare, bensì anche culturale e sociale.

Il salmorejo: un piatto cordobés che ben rappresenta la dieta mediterranea.
Il salmorejo: un piatto cordobés che ben rappresenta la dieta mediterranea.

La dieta mediterranea è costituita da un insieme di conoscenze, abilità pratiche, riti, tradizioni e simboli relativi a coltivazioni e colture agricole, alla pesca e zootecnia, oltre al modo di conservare, trasformare, cuocere, condividere e consumare il cibo . L’atto di mangiare insieme è uno dei fattori fondamenti dell’identità e della continuità culturale delle comunità del bacino del Mediterraneo. È un tempo di scambio sociale e di comunicazione, così come l’affermazione ed il rinnovo dei legami che costituiscono l’identità della famiglia, gruppo o comunità. Questo elemento del patrimonio culturale immateriale mette in evidenza i valori di ospitalità, buon vicinato, il dialogo interculturale, la creatività e un modo di vita che è guidato dal rispetto per le diversità. Svolge inoltre un ruolo fondamentale nel fattore della coesione sociale in spazi culturali, sagre e feste, riunendo persone di tutte le età, classi e condizioni sociali. Esso copre anche settori come l’artigianato e la produzione dell’imballaggio, lo stoccaggio e il consumo di alimenti, come i piatti in ceramica ed i bicchieri. Le donne svolgono un ruolo fondamentale nel trasferimento di competenze e conoscenze legate alla dieta mediterranea, salvaguardando le tecniche culinarie, rispettando i ritmi stagionali, conservando le festività del calendario e trapassando i valori di questi elementi alle generazioni future. Nel frattempo, i mercati alimentari locali svolgono un ruolo chiave come centri culturali e luoghi di trasmissione della dieta mediterranea nella pratica quotidiana degli scambi, favorendo l’armonia e rispetto reciproco.” (UNESCO/ERI)

La colazione salata è una delle caratteristiche della dieta andalusa.
La colazione salata è una delle caratteristiche della dieta andalusa.

 

3. La festa dei cortili di Córdoba (2012): è una delle feste del ricchissimo mese di Maggio di Córdoba. Con questa iniziativa, oltre al concorso del patio più bello, si vuole celebrare l’importanza che ha avuto il ruolo del “vicinato” nella storia di Córdoba e delle città andaluse in generale (vedi I cortili di Córdoba: molto più che una festa di fiori)

Uno dei cortili vincitori del concorso nel 2015.
Uno dei cortili vincitori del concorso nel 2015.

Ai primi di maggio, e per dodici giorni si svolge a Córdoba la festa dei cortili. Le corti sono abitazioni collettive abitate da diverse famiglie o gruppi di singole abitazioni, che hanno un cortile comune e si trovano nel centro storico della città. I cortili sono decorati con innumerevoli piante di molteplice varietà attentamente e gradevolmente disposte. Il festival comprende due eventi principali: il Concorso dei Patios e il Festival del Patio de Córdoba. I premi della competizione sono stabiliti a seconda delle varie piante e decorazioni floreale dei cortili, oltre all’ulteriore premio per le recinzioni ed i balconi. I cortili partecipanti al concorso sono aperti al pubblico durante tutta la durata dell’evento. Questo spettacolo è organizzato principalmente in Patios più grandi, dove vengono interpretate le canzoni e la musica popolare di Córdoba, soprattutto canti e balli Flamenco. I vicini, insieme alle loro famiglie e agli amici si riuniscono per decorare le terrazze, che diventano luoghi d’intrattenimento ed una festa collettiva in cui tutti mangiano e bevono assieme. Il Festival del Patio de Córdoba, invece, promuove il ruolo del cortile come un luogo d’incontro interculturale e incentiva un modo di vita sostenibile, basato sulla creazione di forti legami sociali, le reti di solidarietà e di scambi tra i vicini, stimolando l’acquisizione delle conoscenze e il rispetto per la natura.” (UNESCO/ERI)

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Insegna commemorativa del riconoscimento Unesco: Patrimonio Immateriale dell’Umanità.

Per maggiori info potete scrivere ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilare il seguente form:

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24 Parchi Naturali in Andalusia che ti faranno dimenticare la Giralda, la Mezquita e l’Alhambra

La regione dell’Andalusia è conosciuta nel mondo sopratutto per il proprio patrimonio culturale e per il bellissimo litorale che si affaccia sull’Oceano Atlantico e sul Mediterraneo. L’Andalusia però, oltre ad essere quella più popolosa, è la seconda regione più estesa della Spagna. Un territorio grande circa tre-quattro volte la Lombardia e che comprende ampi spazi dove l’ambiente naturale è spesso conservato e valorizzato.

Un camaleonte nel Parco Naturale Cabo de Gata-Níjar (grazie per la foto Cristina – @misspeluca).
Un camaleonte nel Parco Naturale Cabo de Gata-Níjar (grazie per la foto Cristina – @misspeluca).

Infatti, sono ben 24 i Parchi Naturali in Andalusia: 2 di questi sono Parchi Nazionali (+ un altro Parco in via di definizione), di cui uno è addirittura riconosciuto come Patrimonio Unesco. I 24 spazi protetti si ubicano indistintamente nelle 8 Province, da est a ovest e da nord a sud, raccogliendo una diversità incredibile di paesaggi, di caratteristiche geomorfologiche, di animali, di vegetazione e di forme di sfruttamento turistico.

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Scorcio del Parco Naturale La Breña e Marismas del Barbate.

I 24 Parchi naturali in Andalusia:

1. Parque Natural Cabo de Gata-NíjarPrimo spazio protetto marittimo-terrestre d’Andalusia. Un mondo di contrasti tra l’ambiente marino, il litorale e l’arido entroterra. Compreso tra i comuni di: Almería, Carboneras e Níjar in Provincia di Almería.

2. Parque Natural Sierra María-Los Vélez: Nonostante l’aridità della Provincia d’Almeria, le cime di questa Sierras si coprono di neve ogni anno. Compreso tra i comuni di: María, Vélez Blanco, Vélez Rubio e Chirivel in Provincia di Almería.

3. Parque Natural Bahía de Cádiz: La Bahía de Cádiz è composta da un mosaico di paesaggi tra cui spiagge, pianure fangose e paludi. Compreso tra i comuni di: San Fernando, Chiclana de la Frontera, Puerto Real, Puerto de Santa María e Cadice in Provincia di Cadice.

4. Parque Natural la Breña e Marisma del Barbate: Parco marittimo-terrestre che costituisce un punto d’appoggio per gli uccelli migratori nella palude del Barbate. Compreso tra i comuni di: Vejer de la Frontera e Barbate in Provincia di Cadice.

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El Estrecho (lo stretto) tra Tarifa e il Marocco, in lontananza è possibile ammirare Tangeri.
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Paesaggio del Parco los Alcornocales.
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Il massiccio calcareo di Grazalema.

5. Parque Natural del Estrecho: Uno spazio situato tra due continenti, Africa ed Europa, nel quale lo Stretto si converte in un’area di estrema importanza per i processi migratori. Compreso tra i comuni di: Algeciras e Tarifa in Provincia di Cadice.

6. Parque Natural Los Alcornocales: Un insieme di diverse Sierra dove si sviluppa, in perfetta stato, il più grande bosco di sughero (alcornoque) della penisola Iberica. Compreso tra i comuni di: Alcalá de los Gazules, Algar, Algeciras, Arcos de la Frontera, Benalup-Casar Viejas, Benaocaz, Castellar de la Frontera, El Bosque, Jerez de la Frontera, Jimena de la Frontera, Los Barrios, Medina Sidonia, Prado del Rey, San José del Valle, Tarifa, Ubrique in Provincia di Cadice e Cortes de la Frontera in Provincia di Malaga.

7. Parque Natural Sierra de Grazalema: Il massiccio di Grazalema offre un paesaggio di contrapposti rilievi su di una roccia calcarea, frutto della propria storia geologica. Compreso tra i comuni di: Zahara de la Sierra, Villaluenga del Rosario, Benaocaz, Grazalema, Ubrique, El Bosque, Prado del Rey, El Gastor, Algodonales in Provincia di Cadice e Benaoján, Montejaque, Cortes de la Frontera, Jimera de Líbar e Ronda in Provincia di Malaga.

8. Parque Natural de Cardeña y Montoro: La tranquillità dell’habitat (qui è possibile vedere la rara lince iberica) si riflette nel suo paesaggio, dal profilo rotondo di morbide colline, risultato dall’erosione del granito. Compreso tra i comuni di: Cardeña e Montoro in Provincia di Córdoba.

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Colori autunnali nel Parco Naturale Hornachuelos.
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Il carsico pendio del Parco Naturale della Sierra Subbetica.

9. Parque Natural Sierra de Hornachuelos: Le sue montagne di limitata altezza sono colonizzate da boschi di lecci e di sughero. La ricca fauna vede come protagonista l’avvoltoio nero.  Compreso tra i comuni di: Almodóvar del Río, Hornachuelos, Posadas, Villaviciosa de Córdoba e Córdoba in Provincia di Córdoba.

10. Parque Natural Sierras Subbéticas: La composizione calcare dei suoi materiali è una delle maggiori attrazioni del parco, potendo osservare formazioni tipicamente carsiche. Compreso tra i comuni di: Cabra, Carcabuey, Doña Mencía, Iznajar, Priego de Córdoba, Rute, Luque e Zuheros in Provincia di Córdoba.

11. Parque Natural Sierra de Baza: Gli scientifici qualificano questo parco naturale come una isola bioclomatico,  poiché i paesaggi ed il clima variano rispetto alla steppa che lo circonda. Compreso tra i comuni di: Baza, Caniles, Dólar, Gor e Valle de Zalabí in Provincia di Granada.

12. Parque Natural Sierra de Castril: Viene attraversato da nord a sud dall’omonimo fiume, che origina la peculiare e spettacolare fisionomia del parco montagnoso. Compreso nel comune di Castril in Provincia di Granada.

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La biodiversità del Parco Nazionale Doñana.
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Maiali e lecci sono i protagonisti del Parco della Sierra de Aracena.
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Doñana è una delle zone umide più importanti d’Europa.

13. Parque Natural Sierra de Huétor: Si ubica vicino alla città di Granada e si estende come un’insieme di Sierras di densi boschi dall’altezza media. Compreso tra i comuni di: Cogollos Vega, Beas de Granada, Huétor Santillán, Víznar, Alfacar, Nívar e Diezma.

14. Parque Nacional Sierra Nevada: Ospita, probabilmente, la flora più importante del continente europeo e possiede un ricco patrimonio storico e culturale. Compreso tra i comuni di: Abla, Abrucena, Alboloduy, Alhabia, Almócita, Alsodux, Bayárcal, Beires, Bentarique, Canjáyar, Fiñana, Fondón, Illar, Instinción, Láujar de Andarax, Nacimiento, Ohanes, Padules, Paterna del Río, Rágol, Santa Cruz, Terque e Las Tres Villas in Provincia di Almería e Aldeire, Alpujarra de la Sierra, Bérchules, Bubión, Busquístar, Cádiar, La Calahorra, Cáñar, Capileira, Carataunas, Cástaras, Cogollos de Guadix, Dílar, Dólar, Dúrcal, Ferreira, Gójar, Güejar-Sierra, Huéneja, Jerez del Marquesado, Juviles, Lanjarón, Lanteira, Lecrín, Lugros, Monachil, Nevada, Nigüelas, Órgiva, Padul, Pampaneira, Pórtugos, Soportújar, La Taha, Trevélez, Válor e La Zubia in Provincia di Granada.

15. Parque Natural Sierra de Aracena y Picos de Aroche: Insieme di catene montuose di media altezza dove dominano l’ardesia e i quarzi conferendo al suolo n caratteristico colore scuro. Compreso tra i comuni di: Alájar, Almonaster la Real, Aracena, Aroche, Arroyomolinos de León, Cala, Cañaveral de León, Castaño del Robledo, Corteconcepción, Cortegana, Cortelazor, Cumbres de Enmedio, Cumbres Mayores, Cumbres de San Bartolomé, Encinasola, Fuenteheridos, Galaroza, Higuera de la Sierra, Hinojales, Jabugo, La Nava, Linares de La Sierra, Los Marines, Puerto Moral, Santa Ana La Real, Santa Olalla del Cala, Valdelarco e Zufre in Provincia di Huelva.

16. Parque Nacional Doñana: Questo parco è sicuramente una delle zone umide più importanti d’Europa. Riconosciuto patrimonio Unesco è una delle zone predilette per gli amanti del birdwatching. Compreso tra i comuni di: Almonte, Hinojos, Lucena del Puerto, Moguer, Palos de la Frontera in Provincia di Huelva, Aznalcázar, Isla Mayor, Pilas, Puebla del Río, Villamanrique de la Condesa in Provincia di Siviglia e Sanlúcar de Barrameda in Provincia di Cadice.

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Il Parco Naturale della Sierras di Cazorla, Segura e Las Villas, il più grande della Spagna.

17. Parque Natural de Despeñaperros: Impressionante gola, opera dell’omonimo fiume Despeñaperros. Compreso nel comune di Santa Elena in Provincia di Jaén.

18. Parque Natural Sierra de Andújar: Rappresenta un ecosistema tipico andaluso ed è habitat di specie della macchia mediterranea molto interessanti. Compreso tra i comuni di: Andújar, Baños de la Encina, Villanueva de la Reina e Marmolejo in Provincia di Jaén.

19: Parque Natural Sierra Mágina: Massiccio isolato, rifugio di una preziosa flora mediterranea, in alcuni casi unica in tutta Europa. Compreso tra i comuni di: Albanchez de Mágina, Bédmar y Garcíez, Bélmez de la Moraleda, Cambil, Huelma, Jimena, Jódar, Pegalajar e Torres in Provincia di Jaén.

20. Parque Natural Sierras de Cazorla, Segura y Las Villas: È il più grande spazio protetto di tutta la penisola Iberica e uno dei principali nodi idrografici della geografia spagnola (qui nasce il Guadalquivir). Compreso tra i comuni di: Beas de Segura, Benatae, Cazorla, Chilluévar, Génave, Hinojares, Hornos de Segura, Huesa, La Iruela, Iznatoraf, Orcera, Peal de Becerro, Pozo Alcón, Puerta de Segura, Quesada, Santiago-Pontones, Santo Tomé, Segura de la Sierra, Siles, Sorihuela del Guadalimar, Torres de Albanchez, Villacarrillo e Villanueva del Arzobispo in Provincia di Jaén.

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Il Parco Naturale dei Monti di Malaga. In primo piano una pianta di sughero.
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La Sierra Tejeda, Almijara e Alhama, entrando da Frigiliana.

21: Parque Natural Montes de Málaga: Ha origine dalla ripopolazione della pineta lungo il fiume Guadalmedina per evitare le inondazioni del capoluogo di provincia. Compreso tra i comuni di: Malaga, Casabermeja e Colmenar in Provincia di Malaga.

22. Parque Natural Sierra de las Nieves: Questo territorio montagnoso è tagliato da profondi burroni e gole, spettacolari come quelle dalla Caina. È in attesa di approvazione a diventare Parco Nazionale. Compreso tra i comuni di: El Burgo, Istán, Monda, Parauta, Ronda, Tolox e Yunquera in Provincia di Malaga.

23. Parque Natural Sierras de Tejeda, Almijara y Alhama: Massiccio montagnoso formato dalle tre Sierras a cavallo tra le province di Malaga e Granada. Integrano magnifici paesaggi con un ricco patrimonio culturale. Compreso tra i comuni di: Alcaucín, Canillas de Aceituno, Canillas de Albaida, Cómpeta, Frigiliana, Nerja, Salares e Sedella in provincia di Malaga e  Alhama de Granada, Arenas del Rey, Jayena e Otívar in provincia di Granada.

24. Parque Natural Sierra Norte de SevillaIl paesaggio dominante lo compongono estesi boschi di lecci e sugheri dove nidificano varie specie minacciate. Compreso tra i comuni di:El Real de la Jara, Almadén de la Plata, Cazalla de la Sierra, Constantina, El Pedroso, Las Navas de la Concepción, San Nicolás del Puerto, La Puebla de los Infantes, Alanís e Guadalcanal in Provincia di Siviglia.

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Magnifici contrasti nel Parco Naturale Alcornocales.

Per maggiori informazioni su queste località è possibile visitare la Ventana del Visitante o la pagina web della Junta de Andalucía fonte principale di quest’articolo. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivermi ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilate il seguente form:

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