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Da Busquístar saliamo sino a Trevélez, il paese più alto della Spagna

La Valle del fiume Trevélez si raggiunge partendo da Granada dopo 80 Km e solo dopo aver sorpassato la Valle del Poqueira e la Taha di Pitres in piena Alpujarra granadina. Due sono i paesi che si affacciano alla valle e che hanno ambizioni turistiche: Busquístar e Trevélez. Il primo più a valle ed il secondo, a 1.600m , considerato il nucleo storico abitato permanentemente più alto della penisola iberica.

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Un classico tinao (struttura architettonica tradizionale dell’Alpujarra) a Trevélez.

Cosa vedere a Busquístar:

Per capire la bellezza di Busquístar basta dire come questo paesello viene citato nella letteratura araba come “paradiso nascosto“. L’etimologia del toponimo probabilmente deriverebbe dalla parola “bosco”, in onore ai frondosi alberi di rovere che circondavano il nucleo abitato e che venivano considerati come i migliori di tutta l’Alpujarra.

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Una vista del paese di Busquístar, “paradiso nascosto”.
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Un tinao, tipica struttura architettonica dell’Alpujarra.

Come tanti altri paesi della zona, anche Busquístar viene identificato in due parte: il quartiere alto e quello basso. Il quartiere alto è conosciuto anche come Albaicín, proprio come il famoso Albaicín di Granada. È il “barrio” basso, però, quello che include la maggior parte dei beni d’interesse del paese e di autenticità. Le viuzze e le case accatastate in maniera apparentemente disordinata ci ricordano l’anima islamica della cittadina. La chiesa del XVIII secolo, invece, domina l’ampia piazza del paese, unico spazio dedito alle attività commerciali. I lavatoi, i mulini e la toponomastica descrivono il paesaggio segnalando la ricca presenza d’acqua.

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Le abitazioni del quartiere basso di Busquístar.

Cosa vedere a Trevélez:

Il primo insediamento umano a Treveléz fu di origine romana. L’apparizione, nel 1867, di una stele di pietra dimostra il mantenimento della religione cristiana nelle zone più elevate di questo territorio, durante il IX secolo convivendo con l’Islam. Inoltre, data l’angustia ubicazione, questo paese non fu interessato dalle schermaglie per la conquista del Regno di Granada.

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Una vista di Trevélez dalla piazzetta panoramica.
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I tipici camini dell’Alpujarra granadina.

Il nome Trevélez deriverebbe dal latino “paese tra le valli”. Già sotto il dominio arabo la cittadina fu suddivisa in tre quartieri: “il più alto”, “quello di mezzo” ed “il più basso”. La leggenda vuole che furono tre pastori, i fratelli Vélez, a dividersi la città in altrettanti terrazzamenti. A questi tre quartieri storici, si è aggiunto un quarto “barrio”, quello bassissimo. Questa zona della cittadina si è sviluppato contemporaneamente all’espansione turistica e alla crescita della produzione del famoso Jamón bianco di Travélez (riconosciuto IGP).

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Il quartiere “atabuey” il più alto di Trevélez.

Tutta la bianca cittadina è un susseguirsi di tianos, lavatoi, seccatoi di prosciutti e ripide stradine contorte. Il quartiere alto è sicuramente quello con maggior personalità. Nettamente separato dal resto del complesso urbano, l’abitato culmina in una magnifica piazzetta panoramica dalla quale è possibile ammirare la maestosità della Sierra Nevada. Per questo, non è pensabile voler conoscere realmente l’identità di Trevélez senza affrontare questa irta ascesa.

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Un piatto di Jamón Blanco de Trevélez.

Dove dormire nella Velle del Trevélez

Anche se piuttosto rurale, anche nella Valle del Trevélez ci sono diverse soluzioni di alloggio. Qui è possibile consultare tutti i B&B e agriturismi disponibili nell’Alpujarra Granadina. Di sotto, invece, gli hotel in offerta in provincia di Granada e Granada città.



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Cosa vedere nella Valle del Trevélez (Granada):

      • Il paesaggio collinare-montagnoso
      • Il borgo di Trevélez
      • Il paese di Busqístar
      • I seccatoi del Jamón blanco

Per maggiori informazioni turistiche su cosa vedere a Treveléz e Busquístar, per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivere ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilare il seguente form:

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L’Alpujarra più turistica: Pampaneira, Bubión e Capileira

La Valle del Poqueira è senza dubbio la zona dell’Alpujarra granadina turisticamente più rilevante e “sfruttata”. Paesi come Capileira, Bubión e Pampaneira sono molto conosciuti in tutta Andalusia e in tutta la Spagna come delle perfette destinazioni dove intraprendere un turismo rurale di ottima qualità.

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I tre paesi della Valle del Poqueira (da vicino a lontano): Pampaneira, Bubión e Capileira.

La Valle del Poqueira si sviluppa da nord a sud, inserendosi nel parco della Sierra Nevada e seguendo l’omonimo fiume. È la prima zona di “vera” Alpujarra che si incontrerà provenendo da Granada dopo soli 67 Km, precedendo la zona de la Taha di Pitres e  la valle di Trevélez.

Cosa vedere a Pampaneira:

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Una tipica via di Pampaneira con nel mezzo il canale.

Pampaneira è uno dei paesi più suggestivi d’Andalusia. Il paese è conosciuto anche perché dopo la dominazione mora, fu ripopolato da cristiani provenienti soprattutto dalle regione di León e Galizia. Il nome del comune deriverebbe da “pámpano”, ovvero dalla foglia della vite. Questa etimologia descriverebbe una zona con una rilevante coltivazione della vite. Il clima del territorio si presta a questa coltura, infatti ancora oggi il vino alpujarreño è notevolmente apprezzato.

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Un lunghissimo tinao copre la via di Pampaneira.

Come altri paesi dell’Alpujarra, il paese odierno di Pampaneira è il risultato dell’unione urbanistica del quartiere alto ed il quartiere basso: il primo, anticamente dedicato all’allevamento, mentre che il secondo, dedicato all’agricoltura. Il paese si sviluppa intorno alla piazza della Libertad ed alla chiesa di tradizione mudéjar. Una moltitudine di strette stradine spesso intagliate nel mezzo da un indispensabile canale di scolo, collegano tra loro le semplici abitazioni e los tinaos (strutture architettoniche tradizionali dell’Alpujarra che tramite travi di castagno compongono una copertura).

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La piazza di Pampaneira. In primo piano las Jarapas, manufatti di cotone tipici dell’Alpujarra.

Cosa vedere a Bubión:

È un paese, probabilmente, di origine romana come testimoniano una serie di ritrovamenti. Il nome avrebbe origine latina e potrebbe essere interpretato come “terreno dei buoi“.  Il mulino dell’Alguastar attesta, invece, l’insediamento di popolazioni mussulmane in quest’area. Anche a Bubión, dopo l’espulsione dei moriscos, il paese fu ripopolato da famiglie procedenti dalla Galizia e dalla Castiglia.

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Il paese di Bubión visto da Capileira.
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Una via di Bubión sormontata da un tinao.

Come Pampaneira, il comune è composto da due quartieri principali, quello alto e quello basso, il secondo, indubbiamente il più tradizionale e il meglio conservato. La chiesa, ristrutturata nel XIX secolo, si ubica lungo il bordo inferiore della zona costruita del paese. Bubión è uno dei paesi dell’Alpujarra granadina che meglio conserva il contesto urbano, compresi gli orti ed i tianos che disegnano un paesaggio di particolare bellezza e serenità. La chiesa, le bianche case, i lavatoi ed il belvedere costituiscono gli elementi che maggiormente caratterizzano il paese.

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Uno scorcio di Bubión al tramonto. Notare la sagoma del tradizionale camino.

Cosa vedere a Capileira:

Come paese più elevato della Valle del Poqueira, si considera che la denominazione Capileira derivasse da “caput” (capo, testa), appunto paese più alto. Come le precedenti cittadine, anche Capileira ha avuto una crescita urbanistica interna, che ha unito il quartiere alto ed il quartiere basso, quest’ultima zona anticamente destinata al castello. Attualmente solo alcuni resti degli antichi orti separano il quartiere basso da quello alto, oggi, data l’espansione urbanistica, divenuto quartiere medio.

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Il paese di Capileira visto dalla Sierra Nevada.
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Un tipico tinao tra le vie di Capileira.

Il “barrio” basso è stato il centro nevralgico del paese in epoca mussulmana, con la moschea ed i centri amministrativi. Conserva la struttura ed architettura originale, con le ripide e strette viuzze, i tinaos ed il canale di scolo. Diversamente, il quartiere alto (oggi medio) ha avuto maggior rilevanza in epoca cristiana, data la costruzione della chiesa nel XVIII secolo. Capileira, come detto, è assieme a Pampaneira il paese più turistico dell’Alpujarra granadina. Un luogo fornito di tutti i principali servizi, dalla quale poter partire alla scoperta della Sierra Nevada e del Mulhacén e dove poter comprare i tipici manufatti artigianali della zona fatti di Jarapas (tessuto molto spesso usato per i tappeti e coperte) e di sparto. Oltre al vino ed al Jamón è molto apprezzato anche il cioccolato alpujarreño.

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Le bellissime stradine tortuose di Capileira.

 

Dove dormire nella Velle del Poqueira

Come nell’Alpujarra, anche nella Valle del Poqueira, si sono sviluppate attività turistiche. Il mio consiglio è comunque quello di cercare B&B e agriturismi presenti tra le varie vallate della regione. Qui sarà possibile scegliere tra tutti gli alloggi disponibili nell’Alpujarra Granadina. Di seguito, invece, si mostrano gli hotel in offerta in provincia di Granada e Granada città.



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Cosa vedere nella Valle del Poqueira (Granada):

    • Il borgo di Pampaneira
    • Il paese di Bubión
    • Le rovine del Castello arabo del Poqueira
    • La cittadina di Capileira
    • L’architettura tradizionale
    • I paesaggi dell’Alpujarra
    • I sentieri verso la Sierra Nevada

Per maggiori informazioni turistiche su cosa vedere a Pampaneira, Capileira e Bubión o per organizzare una visita non dubitate a scrivermi ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilate il seguente form:

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Dal trekking agli sport invernali: i due versanti della Sierra Nevada di Granada

La Sierra Nevada è uno dei due Parchi Nazionali d’Andalusia (l’altro è Doñana). Si ubica tra le province di Granada ed Almeria, a pochi chilometri a sud-est dalla città di Granada. Quest’area protetta che ha innamorato la popolazione mussulmana dell’Al-Andalus, oltre ad essere stata inclusa nella lista della Riserva della Biosfera dell’Unesco nel 1986, è stata anche riconosciuta Parco Naturale nel 1989 e Parco Nazionale nel 1999 (vedi 24 Parchi Naturali d’Andalusia).

–> Prenota la visita del Parco Nazionale Sierra Nevada da Granada

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Una fantastica vista dall’alto della Sierra Nevada.

Cosa vedere in Sierra Nevada

La superficie del Parco Nazionale della Sierra Nevada è di 86.208 ettari (per gran parte in provincia di Granada), include 60 comuni e si inserisce in territori come la Alpujarra, la valle del Lecrín, il Marquesado de Zenete ed il bacino del fiume Nacimiento. Un’area protetta che accoglie la vetta più alta della penisola iberica, il Mulhacén (3479m) ed alcune delle cime più alte della penisola (Veleta 3398m, Alcazaba 3371m, Cerro de los Machos 3327m, Pico del Salón 3325m, Pico del Campanario 3318m, Pico del Zacatín 3307m, Puntal de la Caldera 3226m, Loma Pelada 3185m).

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Dietro le nubi dovrebbe vedersi la cima Veleta (3398 m). Nonostante l’altitudine e la stagione invernale, l’ambiente si presenta secco.

Il versante nord della Sierra Nevada, quello che si affaccia verso la città di Granada ed il Marquesado del Zenete è, chiaramente, il più freddo e dove si ha la maggior occasione di poter osservare le cime innevate. Il versante sud, invece, quello rivolto verso l’Alpujarra ed il Mediterraneo, è il lato del massiccio più caldo e con più ore di sole a disposizione.

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Il versante nord della Sierra Nevada. Anche d’estate con le cime un pò innevate.

Il clima estremo d’alta montagna non impedisce comunque il ciclo vegetativo. La Sierra Nevada, infatti, come indica il riconoscimento Unesco Riserva della Biosfera, ospita un’enorme varietà vegetale (oltre 2.000 specie) con 65 specie endemiche che costituiscono la vera ricchezza del Parco. Nonostante l’alto livello di protezione necessaria per questo particolare habitat, la Sierra Nevada è un Parco Naturale particolarmente umanizzato, dove si cerca di coniugare le tantissime opportunità turistiche con la conservazione della diversità biologica.

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…al fico d’india.
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In Sierra Nevada troviamo dalla pineta…

Cosa fare in Sierra Nevada

Con queste caratteristiche, la Sierra Nevada è l’ideale per godere, in inverno, degli sport sulla neve (è una delle stazioni sciistiche con il maggior numero di ore di sole all’anno) e d’estate, di lunghe passeggiate nella natura. Contrariamente dal resto della regione, in Sierra Nevada si può godere di un clima mite anche d’estate, un ottimo incentivo per gli appassionati di trekking, hiking e MTB. Il sentiero Sulayr GR-240, per esempio, è un percorso circolare di 300 Km, il più lungo di tutta la Spagna. Le sue 19 tappe permettono di scoprire la bellezza dei paesaggi della sierra, l’autenticità di alcuni paesini dell’Alpujarra granadina e la particolarità  della faglia di Nigüelas. Proprio dall’Alpujarra partono due dei sentieri più conosciuti ed emblematici della Sierra Nevada, quelli che collegano Capileira e Treveléz con la cima del Mulhacén. Infine, è possibile utilizzare gli impianti di risalita (Pradollano-Borreguiles-Veleta) per percorrere delle fantastiche passeggiate in quota, come per esempio quella del Veleta, quella dell’Osservatorio, quella della Laguna de las Yeguas o quella della Virgen de las Nieves.

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Il paese di Capileira sormontato dalla Sierra Nevada.

Per gli amanti della MTB, invece, il Parco Nazionale della Sierra Nevada mette a disposizione dei ciclisti oltre 500 km di percorsi segnalati (Transnevada) che permettono anche l’attraversamento da un versante all’altro del massiccio roccioso.

–> Prenota la visita del Parco Nazionale Sierra Nevada da Granada

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La vista dalla Hoya del Portillo, punto di partenza per le scalate al Mulhacén ed punto d’interesse del percorso Sulayr GR-240.

La neve perenne, osservabile sino al XIX secolo e che ha determinato il nome di questo massiccio, ormai non è più riscontrabile. La stagione invernale (normalmente da novembre a marzo), infatti, si è accorciata ed è sempre più necessario utilizzare la neve artificiale per dare continuità all’unica esperienza turistica di questo genere in Andalusia. La stazione sciistica “Sierra Nevada” è comunque ancora una delle più importanti a livello nazionale dato che mette a disposizione degli sciatori oltre 120 piste da sci. 106 chilometri di pura adrenalina, perfettamente conservati dai 350 cannoni sparaneve.
Landscape

Dove dormire in Sierra Nevada

Dormire in Sierra Nevada è assolutamente cosa semplice. Tante, ormai, sono le strutture turistiche presenti su queste montagne. Per comodità è consigliabile alloggiare in uno stabilimento della località Sierra Nevada. Sotto, invece, si propongono tutti gli hotel in offerta in provincia di Granada.



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Cosa vedere in Sierra Nevada (Granada):

      • Il patrimonio naturale del Parco
      • La vetta più alta della penisola iberica: Mulhacén (3479m)
      • I paesini dell’Alpujarra
      • La faglia di Nigüelas
      • Il sentiero Sulayr GR-240
      • Le passeggiate in quot
      • Il percorso per MTB Transnevada
      • La stazione sciistica

Per maggiori informazioni turistiche su cosa vedere in Sierra Nevada è possibile visitare la pagina turistica della Sierra Nevada. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivere ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilare il seguente form:

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Cosa vedere nell’Alpujarra di Granada: forti emozioni

A sud della grande muraglia naturale della Sierra Nevada, ad una sessantina di chilometri dalla città di Granada si estende una zona collinare-montagnosa chiamata Alpujarra granadina. Dai nevai della Sierra Nevada, l’acqua drena verso il Mediterraneo formando, con il tempo, favolose valli. Le vallate dell’Alpujarra granadina, data l’esposizione a sud, godono di un clima mite nonostante la rilevante altitudine.

–>  Prenota il tour dei paesi dell’Alpujarra partendo da Granada.

Vedi anche: Paesi da vedere nei dintorni di Granada

Vedi anche: Cosa vedere nell’Alpujarra almeriense

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Una delle valli dell’Alpujarra granadina, quella creata dal fiume Poqueira.

Il paesaggio varia progressivamente in base alla quota. Gli alberi ad alto fusto (molti castagni e lecci) lasciano posto armoniosamente agli arbusti ed alle erbe (timo, finocchio selvatico, etc.). Sino ai 2.000-2.500 metri d’altitudine l’uomo ha approfittato delle terre coltivando sopratutto patate, orzo e segale e modificando sostenibilmente il paesaggio attraverso l’installazione di cortijos ed alla creazione di piccoli borghi. Infine, meno appariscenti nel contesto, ma non meno importanti sono i campi destinati alla pastorizia caprina.

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Campi coltivati a Capilerilla.

Visitare l’Alpujarra granadina:

La maggior parte dei comuni dell’Alpujarra granadina possono essere definiti paesi di montagna. Questi hanno risolto l’incidenza del dislivello grazie a dei terrazzamenti che permettono di lavorare ed irrigare in modo omogeneo la terra. Molto probabilmente i terrazzamenti sono una delle tante conoscenze introdotte dalla popolazione berbera proveniente dalle montagne nordafricane durante il dominio arabo in Andalusia.  Queste terrazze, infatti, sono una replica di quelle esistenti nella catena montuosa dell’Atlas marocchino.

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I terrazzamenti berberi lungo il fiume Trevélez.

Dopo la conquista cattolica di Granada, nell’Alpujarra granadina si rifugiarono gran parte dei mori che decisero di non lasciare la penisola iberica, vennero obbligati a battezzarsi ed allontanati con la forza dalle proprie tradizioni . Queste limitazioni furono la causa delle ribellioni e dell’espulsione dal paese degli ultimi mori dell’Alpujarra.

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In questa immagine si apprezzano i terrazzamenti di origine berbera tra Capileira e Bubión.
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Le strette vie del centro storico di Pampaneira.

Per effetto di questi eventi, la Alpujarra granadina soffrì un grande spopolamento e per volere del re cattolico Felipe II, il “deserto” alpujarreño venne ripopolato attraverso coloni di varia origine, come ad esempio i cittadini di Galizia instauratisi a Capileira ed a Pampaneira (uno dei paesini più suggestivi d’Andalusia). I nuovi abitanti introdussero culture, tradizioni ed usi molto differenti da quelli dell’Andalusia mussulmana creando dei piccoli mondi veramente particolari.

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Abitazioni tipiche con i classici tinaos a Capileira.

Che paesi vedere nell’Alpujarra granadina:

Lanjarón costituisce la porta d’accesso al cuore dell’Alpujarra granadina. Questo importante comune è, probabilmente, la città termale più famosa della Spagna. Il gran numero delle sorgenti e delle risorgive di acque medicinali hanno fatto sì che Lanjarón sia il principale nucleo turistico dell’Alpujarra ed uno dei più importanti della provincia di Granada.

Órgiva si ubica a 450 metri dal livello del mare, tra il Río Chico ed il Guadalfeo. Questa è il paese di riferimento dell’Alpujarra granadina occidentale e di tutta la denominata bassa Alpujarra. Fu dominata dai romani, successivamente dagli arabi ed infine dai Re Cristiani. Il duplice campanile della chiesa della Expiración domina tutta la vallata e da il benvenuto al visitatore nell’autentica Alpujarra granadina.

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Le torri della chiesa della Expiración svettano dal paese di Órgiva.
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Veduta al tramonto di Lanjarón, la porta dell’Alpujarra.

Oltre alle prime due città, è possibile dividere questo territorio in tre zone geograficamente coerenti:

  • La valle del Poqueira è una delle principali attrazioni turistiche della provincia di Granada. Nonostante un notevole flusso turistico e la trasformazione urbanistica, i nuclei storici dei borghi di Pampaneira, Bubión e Capileira non hanno perso la proprie radici.
  • La Taha de Pitres si ubica al lato opposto della gola della Sangre. Questa è una organizzazione comunale di origine araba che comprende diverse minuscole frazioni. Il fiume Bermejo separa Pitres da Pórtugos, una cittadina famosa per le sue sorgenti d’acqua ferruginose.
  • La valle del fiume Trevélez comprende i comuni di Busquístar e l’omonimo Trevélez. Il primo è il paesino che meglio conserva le caratteristiche dell’Alpujarra granadina, il secondo è il paese più alto della penisola Iberica ubicato a 1.476 metri d’altezza.
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Una classica vista della zona. Nella foto uno scorcio di Busquístar.

La forte identità dell’Alpujarra granadina viene trasmessa anche dalla gastronomia locale. Oltre al famoso Jamón Blanco de Trevélez, prodotto con suini bianchi ed avallato dal riconoscimento IGP (indicazione geografica protetta), l’Alpujarra offre una ottima selezione di vini, di zuppe (famosa è quella al finocchio), migas e di dolci.

–>  Prenota il tour dei paesi dell’Alpujarra partendo da Granada.

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Un piatto di Jamón di Trevélez e vino alpujarreño.
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Un cocido de hinojo (finocchio).

Dove dormire nell’Alpujarra granadina

Anche se piuttosto rurale, nell’Alpujarra si sono sviluppate attività turistiche. Diversi sono i B&B o agriturismi presenti nelle varie vallate della regione. Qui è possibile consultare tutti gli alloggi disponibili nell’Alpujarra Granadina. Di seguito, invece, tutti gli hotel in offerta in provincia di Granada e Granada città.



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Cosa vedere nell’Alpujarra granadina (Granada):

  • Il paesaggio collinare-montagnoso
  • Il paese termale di Lanjarón
  • L’importante paese di Órgiva
  • La valle del Poqueira (Capileira, Pampaneira, Bubión)
  • La Taha de Pitres (Pitres, Pórtugos)
  • La valle del fiume Trevélez (Trevélez, Busquístar)

Per maggiori informazioni turistiche su questa località è possibile visitare la pagina turistica della comunità turistica dell’Alpujarra granadina. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivere ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilare il seguente form:

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Pitres: un porto di mare (senza mare) nell’Alpujarra granadina

L’Alpujarra è una zona a cavallo tra le Province di Granada e Almeria, ai piedi della Sierra Nevada (vedi Parchi Naturali d’Andalusia). Un territorio geograficamente montagnoso che offre incredibili paesaggi tra mandorli, vigneti e terrazzamenti.  Qui sembra che il tempo si sia fermato. I paesi perfettamente adattati ai dislivelli, al clima temperato e all’intensa idrografia punteggiano i fertili pendii delle montagne. Quest’ultima caratteristica ha fatto sì che l’Alpujarra sia stata una zona apprezzata da tutte le civiltà  insediatesi in Andalusia. Le caratteristiche strade lastricate e tortuose sono dei percorsi perfetti per passeggiare e respirare pace e tranquillità.

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Uno splendido scorcio invernale del borgo di Pitres.

Visitare Pitres

Pitres è una frazione di La Taha, un altro comune dell’Alpujarra granadina. Questa località, di poco più di 400 abitanti e a 1.249 metri d’altezza, non si distingue per il proprio patrimonio artistico o architettonico, bensì per il proprio folklore e per l’ironia dei suoi cittadini. Los barbaros, così vengono chiamati gli abitanti di Pitres per la feroce opposizione alle rivolte dei Moriscos nel XVII secolo, sono proverbialmente dei burloni. La leggenda vuole che, un giorno, un celebre politico locale si diresse a Pitres con la finalità di chiedere ai sui abitanti il voto alle posteriori elezioni. Si racconta, che i residenti dopo aver ascoltato la volontà dell’autorità, chiesero (scherzosamente) a cambio un porto di mare nel paese. Sorprendentemente il politico replicò: “Concedido lo tenéis!” (A voi è concesso).

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La placca commemorativa della leggenda de Pitres: un porto di mare a 1.249 metri.

Lo scherzo si protrae fino ai giorni nostri. Pitres è riconosciuta legalmente come porto di mare, ha “attraccato” la prima barca nel 1998 e tutti gli anni, nel mese di luglio, si festeggia la Virgen del Carmen, la patrona del mare  e la protettrice dei marinai. Durante la festa si consumano grandi quantità di espetos de sardinas (spiedini si sardine), non propriamente una pietanza tradizionale dei monti dell’Alpujarra granadina. Inoltre, durante la manifestazione si commemora un altro passo della leggenda, ovvero quello di piantare sardine (obbligatoriamente a testa in su) nel terreno. Questo atto, molto probabilmente, è sempre stato un gesto propiziatorio per la fertilità della terra.

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La spaziosa e alberata piazza di Pitres in una vista notturna.

Come anticipato, Pitres non offre delle eccellenza artistiche o architettoniche, ma ciò non significa che non abbia cultura e storia. La sua piazza è probabilmente di origine romana, anche se nessun elemento può testimoniarlo con certezza. Tutti i paesi dell’Alpujarra hanno un’origine molto antica, ma la tradizione del “riuso dei materiali” in queste zone isolate, ha fatto sì che  le testimonianze storiche siano state cancellate. Nonostante ciò, l’Alpujarra è una zona turisticamente molto attiva. Il turismo rurale, l’escursionismo, il trekking, attivano l’economia di questi tipici paesini di montagna in Andalusia.

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I camini delle abitazioni di Pitres, un paesaggio che si ripete infinite volte nell’Alpujarra granadina.

Dove dormire a Pitres

Pitres è una minuscola cittadina e gli alloggi turistici si possono contare con le dita di una mano. È per questo che consiglio di cercare soluzioni in soluzioni in tutta la regionre. Infatti, vari sono i B&B e agriturismi presenti nelle varie vallate dell’Alpujarra. Qui è possibile consultare tutti gli alloggi disponibili nell’Alpujarra Granadina. Di seguito, invece, le offerte in provincia di Granada e città di Granada.



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Cosa vedere a Pitres (Granada):

  • Il paesaggio dell’Alpujarra
  • Il borgo di Pitres
  • Il “porto” di Pitres
  • Il borgo di Capilerilla
  • Il Chorreón

Per maggiori informazioni su Pitres è possibile visitare la pagina web del comune di La Taha.

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