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Alpujarra almeriense: 5 paesi in provincia d’Almeria

La provincia di Almeria è conosciuta quasi esclusivamente per le bellissime spiagge e per il deserto di Tabernas. In quest’articolo però conosceremo la montagna, ovvero l’Alpujarra almeriense ai piedi della Sierra Nevada e limitrofa alla famosa e turistica Alpujarra di GranadaContinua la lettura di Alpujarra almeriense: 5 paesi in provincia d’Almeria

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Le migliori spiagge d’Almeria e Cabo de Gata

La più belle spiagge d’Almeria sono senza dubbio tra le migliori d’Andalusia e il mare di Cabo de Gata è qualcosa d’imperdibile durante la vostra vacanza nell’est della regione. Questa zona del “levante” d’Andalusia offre ancora la possibilità di godersi delle ferie al mare meravigliose grazie agli oltre 100 km di costa, scenografie letteralmente da film. In questa zona, non lontano dal deserto di Tabernas, si sono girati tanti film, alcuni veramente importanti.

Vedi anche –> Le più belle spiagge in Andalusia

Le più belle spiagge di Cabo de Gata

Il Parco Naturale di Cabo de Gata, senza dubbio, è una delle migliori aree da visitare d’Andalusia. Il contrasto tra la roccia vulcanica dell’entroterra e il blu del Mediterraneo vi faranno sognare. L’unico ostacolo in questo territorio è l’accessibilità. Le connessioni attraverso i mezzi pubblici sono scarsi e per questo è raccomandabile visitare Cabo de Gata con un veicolo a noleggio.

Vedi anche –> Il Parco di Cabo de Gata

La spiaggia Playa de Mónsul è forse la più famosa di tutta Almeria. Non solo perché è una bellissima spiaggia, ma anche perché su questa sabbia Sean Connery ed Harrison Ford hanno attuato per il film “Indiana Jones”. In alta stagione dato la grande affluenza è consigliabile lasciare l’auto nella frazione di San José (comune di Níjar) e prendere una delle tante navette. È una spiaggia di 300 metri piuttosto selvaggia e isolata, nessun bar o servizio è presente in quest’aera. La sabbia è piuttosto fine e si caratterizza per la grande formazione vulcanica nel mezzo della playa de Mónsul.

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La spiaggia di Mónsul in estate.

Anche la spiaggia Playa de los Genoveses si trova nel Parco Naturale Cabo de Gata. Questa spiaggia di 2 km è una delle migliori d’Almeria per passare la giornata in famiglia. Anche se qui non sono presenti servizi al turista, troveremo una sabbia fine e dorata e un ambiente praticamente vergine. Per arrivare alla spiaggia bisognerà attraversare a piedi una passerella tra la splendida vegetazione tipica degli ambienti vulcanici. La Playa de los Genoveses si chiama così in onore alla flotta genovese che approdò in questa zona d’Almeria per aiutare i re cristiani durante la riconquista.

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La spiaggia de Los Genoveses.

La spiaggia Playa de La Negras anche situandosi nel Parco Naturale Cabo de Gata offre ai turisti tutti i servizi di cui ha bisogno. Lungo questa spiaggia di 850 m, infatti, si è sviluppata una piccola frazione che alberga bar, bagnini, docce e quant’altro. Las Negras ospita, inoltre, una decennale comunità hippy. Questa spiaggia d’Almeria è protetta dalle scure colline vulcaniche circostanti e per questo la brezza non sarai mai fastidiosa. L’intenso blu del mar Mediterraneo e i caratteristici sassolini dai mille colori della spiaggia sono qualcosa assolutamente da vedere.

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La spiaggia de Las Negras.

Forse la spiaggia d’Almeria più indicata per i bambini è El Playazo. In questa spiaggia l’entrata al mare è progressiva, cosa molto apprezzata dalle famiglie. Se a ciò sommiamo una sabbia fine e dorata, un castello e un limpido e cristallino mare, allora avremo senz’altro una delle spiagge più belle della provincia. Questa spiaggia è frequentata anche da nudisti, ma il pubblico è prettamente misto.

La Isleta del Moro, più che una spiaggia nella quale passara la giornata a prendere il sole è una località da vedere per la propria particolarità. Una isoletta, sempre di origine vulcanica, che si spinge verso il mare Mediterraneo. Una prosperità sopra la quale fare un 360º e lasciarsi meravigliare dell’ambiente circostante. Montagne nere e grige, vegetazione arida, un paesino di pescatori dalle case bianche e l’immancabile potente blu del mare.

Vedi anche –> Le spiagge di Níjar

Dove dormire –> Hotel in zona San José e Níjar

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Il borgo della Isleta del Moro.

La spiaggia più lunga del Parco di Cabo de Gata è la Playa de las Salinas. Lungo i 3 km di spiaggia si alterna la sabbia fine con quella più grossa. Una spiaggia isolata raggiungibile attraverso una passerella di legno e dove nessun bar ha deturpato la continuità di questo habitat naturale importantissimo anche per l’avifauna.

La chiesa de la Almadraba o de Las Salinas, tra le saline e la spiaggia di Cabo de Gata.

La spiaggia Playa de los Muertos sembra il paradiso, ma nasconde un pericolo. La miglior cosa che possiamo fare in questa spiaggia di Carboneras è contemplarla dall’alto, dal punto panoramico. La discesa alla spiaggia è piuttosto difficoltosa e il mare è veramente pericoloso. In questa bellissima spiaggia selvaggia non ci sono bar, docce, ne servizi. Solo è presente il bagnino durante l’alta stagione. Un compito arduo, dato che le correnti in questa zona impediscono il facile rientro alla terra ferma.

Vedi anche –> Le spiagge di Carboneras

Dove dormire –> Hotel di Carboneras

Una fantastica vista della spiaggia de Los Muertos a Carboneras.

Altre belle spiagge d’Almeria

Bisogna nominare senz’altro una delle spiagge più frequentate della provincia d’Almeria, la Playa de Aguadulce. Roquetas de Mar è uno dei paesi più importanti a livello turistico della provincia e questa è senz’altro la migliore spiaggia. Una spiaggia dalla sabbia scura e il mare calmo, con servizi, bar e chiringuitos. Tutto questo ha prodotto l’ottenimento del riconoscimento con la Bandiera Blu.

Diversa da quella appena citata, la Playa del Sombrerico a Mojácar è una spiaggia selvaggia e di difficile accesso. Una lunga strada sterrata ci condurrà a questa zona di costa senza nessun tipo di servizio ma che rispecchia la magia delle spiagge selvagge nella provincia d’Almeria.

Vedi anche –> Le spiagge di Mojácar

Dove dormire –> Hotel di Mojácar

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La playa del Sombrerico a Mojácar.

La spiaggia di Carboneras Playa del Ancón, invece, può essere un ottimo esempio delle spiagge urbane e con servizi della provincia d’Almeria. Lunga 1450 metri è composta da sabbia fine e acqua limpida. Anche in questo caso la Bandiera Blu premia non solo la qualità ambientale, ma la presenza di tutti i servizi fondamentali per il bagnante.

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La playa del Ancón, spiaggia urbana di Carboneras.

Dove dormire ad Almeria

Come riscontrabile dall’articolo, le migliori spiagge d’Almeria si trovano nel Parco Naturale Cabo de Gata. Un centro nevralgico del parco nella quale raccomando prenotare un hotel è San José. Alternative valide sono sicuramente gli hotel di Mojácar, hotel di Carboneras e hotel di Almeria città. Di seguito, però, propongo tutte le strutture in offerta in questa zona.



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Per consigli personalizzati sulle spiagge d’Almeria o per organizzare una visita potete scrivermi ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilate il seguente form:

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Deserto di Tabernas: unico deserto in Andalusia, Spagna ed Europa

Il deserto di Tabernas si trova in provincia d’Almeria ed è l’unico deserto in Spagna, nonché luogo dove si sono girate tanti film western di Sergio Leone. L’unico deserto europeo, inoltre, si ubica non lontano dal bellissimo Parco di Cabo de Gata, il vero attrattivo di questa provincia.

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Deserto di Tabernas e i suoi film.

Il deserto di Tabernas, unico deserto in Spagna

Per arrivare alla zona protetta di Cabo de Gata, però, sarà possibile passare anteriormente in questa zona molto interessante per la sua unicità. Tabernas, come detto, è l’unico deserto esistente in Spagna e in Europa.  Non bisogna immaginare un deserto africano di sabbia gialla e alte dune mosse dal vento. A Tabernas il paesaggio è grigio, immobile e solo qualche verdastro arbusto rompe la monotonia di queste montagne. Quelle che troviamo a Tabernas sono le denominate badlandsambiente tipico nel continente nordamericano.

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Il deserto di Tabernas.

Questo particolare ambiente si è formato per effetto del clima presente in questa zona che passa da Mediterraneo ad arido, sino ad arrivare a freddo. Un habitat inospitale dove l’acqua scarseggia e durante la quale in estate si possono raggiungere i 50 gradi centigradi.  Come nei più classici film western, nel deserto di Tabernas è facile incrociare infestanti palle di salicornia rotolando per la strada.

–> Scopri il deserto a bordo di un fuoristrada

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Bedlands di Tabernas.

Deserto di Tabernas e i film western di Sergio Leone

Il deserto di Tabernas è stato, e continua a essere, una delle scenografie predilette per i registi di tutto il mondo. Questo paesaggio arido si addice per accogliere particolarmente i film western. Sergio Leone qui trovò la sua seconda casa e girò tantissimi “spaghetti western”,  spesso accompagnati dalla musica di Ennio Morricone. “C’era una volta il West”, “Per un pugno di dollari”, “Per qualche dollaro in più” e  “Il buono, il brutto, il cattivo” sono solo alcune delle pellicole del grande regista italiano.

Cosa vedere Andalusia - Tabernas
Scenografi western nel deserto di Tabernas.

Non solo Sergio Leone, però, ha utilizzato questa naturale scenografia. Nell’unico deserto spagnolo si è filmato anche capolavori come “Lawrance d’Arabia”, “Django”, “Claopatra”, “Conan il barbaro” e “Indiana Jones” e alcuni film di Bud Spuncer e Terence Hill.

Vedi –> Film girati in Andalusia

Mini Hollywood nel deserto di Tabernas

L’esito cinematografico, soprattutto dei film western, ha prodotto un vero parco divertimenti con tema appunto i cowboys e le loro avventura. Questo parco divertimenti o tematico, chiamato Mini Hollywood Oasys Park si trova appunto immerso nel deserto di Tabernas. Andalusia_Andalucia_Cosa vedere_Bambini_Tour_Consigli_tabernas

Nel Mini Hollywood non solo ti potrai sentire come un vero cowboy in una film di Sergio Leone ma potrai godere anche di piscine e di un parco zoologico. Non solo i bambini qui potranno godere di un’intensa animazione e interessanti spiegazioni riguardo la natura del deserto e sulle riprese dei film. Il culmine della giornata è sicuramente quando  avviene la rappresentazione live di un western. Attori vestiti di tutto punto e con spari molto realistici metteranno in scena una rapina alla quale il pubblico sarà spettatore. In questa zona sono presenti altri due parchi focalizzati nel turismo cinematografico: Fort Bravo e Western Leone.

–> Prenota l’esperienza nel Mini Hollywood

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Un momento dell’animazione nel parco (Doriana per #Andalusiaconituoiocchi).

Dove dormire nel deserto di Tabernas

Pochi sono gli alloggi presenti nel deserto di Tabernas. Qui potrete trovare tutti gli hotel nei pressi del deserto. Di seguito, invece, tutte le strutture in offerta presenti a Cabo de Gata.



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Per ulteriori informazioni o per consigli personalizzati sul deserto di Tabernas o per organizzare una visita potete scrivermi ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilate il seguente form:

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Tour de Il Trono di Spade in Andalusia

Se siete fan de Il Trono di Spade dovete sapere che in Andalusia, nel sud della Spagna, è possibile fare un tour visitando le scenografie nella quale si è girata questa famosa serie tv. Dalla provincia di Siviglia a quella d’Almeria scopriremo alcune delle città immaginarie che hanno fatto da sfondo soprattutto nella quinta, sesta e settima stagione di Games of Thrones. Questo tour è comunque un’idea molto suggestiva anche per coloro che non abbiano visto la serie per scoprire alcuni posti favolosi d’Andalusia.

Vedi anche –> Tour dell’Andalusia in auto: i più bei paesi on the road

Il Trono di Spade in Andalusia

Games of Thrones è solo l’ultimo lungometraggio girato in Andalusia. Questa regione infatti ha una grande tradizione come set cinematografico (vedi Film in Andalusia). Da Dorne a Volantis passando per Meeren, le città della famosa serie prendono in prestito alcuni dei più significativi ambienti andalusi modificandoli a proprio piacimento con la tecnologia digitale. Nonostante le trasformazioni gli scenari andalusi in GOT si riconoscono comunque piuttosto bene.

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Dorne a Siviglia.

Il Trono di Spade a Siviglia

Siviglia e soprattutto l’Alcazar sono state lo scenario di alcuni minuti molto importanti di GOT. Il palazzo e i giardini arabeschi sivigliani sono stati trasformati nella residenza reale di Dorne e nello specifico nei Giardini dell’Acqua, zona di svago della famiglia Martell. I giardini e i giochi d’acqua dell’Alcazar di Siviglia sono stati idonei per descrivere la fresca oasi nell’arido clima dorniense. Una scena in particolare è quella che si ricorda qui: riconoscete l’Alcazar quando Jamie Lannister y Bronn cercarono di recuperare Myrcella?

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I giardini dell’Alcazar.

In un sito specifico dell’Alcazar, invece, nei Bagni di Maria de Padilla, le Serpi delle Sabbie tramarono il tradimento al re di Dorne e l’assassino della povera innamorata Myrcella. Altre interessanti scene della serie girate nel palazzo reale sivigliano vengono spiegate dai competenti ragazzi di Sevilla4Real che organizzano una visita guidata alla Dorne sivigliana.

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I Bagni di Maria Padilla.

Un’altra scenografia di Siviglia che però non è ancora stata teletrasmessa è quella dell’Atarazanas. Questo medievale luogo di fabbricazione di navi comparirà nella settima stagione di GOT e cosa rappresenterà è ancora un mistero. Indiscrezioni dicono che avverrà un combattimento e che per questo Jon Nieve calpestò l’Atarazanas.

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L’Atarazanas di Siviglia.

Games of Thrones a Italica

Il Parco archeologico d’Italica con i resti romani saranno nella settima stagione la grotta dei draghi di Roccia del Drago. Come per l’Atarazanas le scene si girarono lo scorso autunno e si dice che il bellissimo Anfiteatro romano sarà assoluto protagonista.

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L’Anfiteatro romano d’Italica.

Il Trono di Spade a Osuna

Osuna è forse la località d’Andalusia che maggiormente cerca di cavalcare l’onda di notorietà offerta dalla saga. Un esempio molto evidente è la creazione di uno dei pochi musei dedicati interamente a Il Trono di Spade.

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Il museo di GOT di Osuna.

Ad Osuna si girò nell’arena (Plaza de Toros) una scena culmine della serie. Uno spezzone che si dice sia il più caro della storia delle serie tv. Per giare appena alcuni minuti si stravolse completamente il paese durante un’estate. La Plaza de Toros si trasformò per la quinta stagione nella Fossa di Daznak di Meeren e nella quale avvengono sanguinarie battaglie. Alla fine dell’episodio Daenerys Targaryan a cavallo del drago spicca in volo proprio da Osuna.

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La Plaza de Toros di Osuna.

Games of Thrones ad Almodovar del Río

Il Castello di Almodovar del Río, costruzione difensiva del XIV secolo, farà parte della scenografia della settima stagione della serie Trono di Spade. Le voci dicono che i Lannister saranno i protagonisti in questa stupenda fortezza della provincia di Cordoba.

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Il castello di Almodovar del Río.

Il Trono di Spade a Cordoba

Il famoso Ponte Romano di Cordoba, uno dei simboli della città califfale, per GOT si convertì nel Ponte di Volantis e il corso del fiume Guadalquivir passò ad essere quelle del Rhoyne. Tutti i fan ricorderanno come nella sesta stagione a Cordoba Yara e Theon Greyjoy visitano Volantis per incontrare Khaleesi.

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Il ponte romano di Cordoba.

Games of Thrones ad Almeria

Anche ad Almeria, terra dalla grande tradizione cinematografica, si sono girate alcune scene della serie tv. In particolare la Torre de Mesa Roldán nel Parco Cabo de Gata è stata usata per rappresentare la città di Meeren e il deserto di Tabernas per descrivere il territorio dei Dothraki.

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Il deserto di Tabernas.

Una primo tour in provincia di Siviglia riguardante Games of Thrones è stato organizzato dal progettoA una hora de Sevilla. Qui vi lascio il primo dei tre video riassuntivi dell’itinerario alla quale ho partecipato nel mese di Marzo 2017.

Per consigli personalizzati sul Tour del Trono di Spade o in spagnolo la Ruta de Juego de Tronos por Andalucía potete scrivermi ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilate il seguente form:

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I Patrimoni Unesco d’Andalusia (materiali ed immateriali)

In un mondo nella quale gran parte delle scelte sono standardizzate, anche il settore culturale si è munito della propria certificazione di garanzia, il marchio Unesco.

L’Andalusia è una delle regioni spagnole con il più elevato numero di Patrimoni Unesco: SEI, alcuni molto famosi, altri meno.  A questi però bisogna aggiungere i TRE patrimoni immateriali, ovvero quelli che rappresentano e caratterizzano la cultura e gli usi della regione. Al giorno d’oggi i riconoscimenti Unesco materiali per i paesi europei hanno rallentato il proprio ritmo, data la grande differenza quantitativa con gli altri continenti del mondo. Per questo motivo, tutte le nuove candidature andaluse, come la Cattedrale di Jaén o il parco archeologico di Medina Azahara, non avranno vita facile.

I patrimoni Unesco materiali in Andalusia:

1. Alhambra, Generalife y Albaicín (Granada – 1984, ampliato nel 1994): il complesso monumentale dell’Alhambra e del Generalife è il bene culturale più visitato della Spagna con 2,4 milioni di visitatori all’anno. Se a questo si aggiunge il meraviglioso quartiere d’origine araba dell’Albaicín scopriamo il perchè di questo riconoscimento Unesco.

Il famosissimo Patio de los Leones nell’Alhambra di Granada.
Il famosissimo Patio de los Leones nell’Alhambra di Granada.

Situati su due colline adiacenti, l’Albaicín e l’Alhambra rappresentano il centro medievale di Granada, che domina la città moderna. Nella parte orientale della fortezza e residenza reale dell’Alhambra si situano i meravigliosi giardini del Generalife, case di campagna degli emiri che governarono questa parte della Spagna nel XIII e XIV secolo. Il quartiere Albaicín conserva una ricca serie di costruzione more armoniosamente fuse con l’architettura tradizionale andalusa.” (UNESCO/ERI)

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Vista dell’Alhambra dalla Plaza de San Nicolas nell’alto Albaicin.

 

2. Centro Storico di Córdoba (Córdoba – 1984, ampliato nel 1994): erroneamente spesso si pensa che a Córdoba, solamente la Mezquita-Cadetral sia Patrimonio Unesco. Invece in questa città sulle sponde del Guadalquivir, tutto il nucleo storico è stato insignito con il sigillo Unesco.

I fantastici archi della Mezquita-Catedral di Córdoba.
I fantastici archi della Mezquita-Catedral di Córdoba.

Il periodo di gloria di Córdoba iniziò nell’ottavo secolo dopo la conquista moresca, quando vennero costruiti circa 300 moschee e innumerevoli palazzi ed edifici pubblici. Lo splendore della città, arrivò a rivaleggiare con le ben più grandi Costantinopoli, Damasco e Baghdad. Nel XIII secolo, ai tempi di Ferdinando III, la grande moschea è stata trasformata in una cattedrale cristiana e vennero costruiti nuovi edifici difensivi come la Torre Fortezza della Calahorra e l’Alcazar de los Reyes Cristianos.” (UNESCO/ERI)

Córdoba dall’alto, dall’Alcazar de los Reyes Cristianos.
Córdoba dall’alto, dall’Alcazar de los Reyes Cristianos.

 

3. Cattedrale, Alcázar e Archivo de Indias di Siviglia (Siviglia – 1987): forse il centro storico di Siviglia, come quello di Córdoba, meriterebbe di essere riconosciuto totalmente dall’Unesco. In questo momento, però, solo questi tre monumenti sono inclusi nella prestigiosa lista. In verità Siviglia si è avvicinata più alla perdita del riconoscimento Unesco che all’ampliamento (vedi 5 cose che non sapevate di Siviglia).

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Il Patio delle Donzelle nella Real Alcazar di Siviglia.

Questi tre edifici formano un notevole complesso monumentale nel cuore di Siviglia. La Cattedrale e l’Alcázar sono due eccezionali testimonianze della civiltà almohade e della Siviglia cristiana, la cui arte è stata molto ricca di influenza moresca dalla riconquista della città (1248), sino al XVI secolo. Il vecchio minareto della Giralda, prestigiosa opera d’architettura almohade, si trova lungo un lato della Cattedrale. Questa chiesa dalle cinque navate è il più grande edificio gotico in Europa e ospita la tomba colossale di Cristoforo Colombo (una delle varie). Nel vecchio mercato, che è diventato Archivo de Indias, sono conservate preziosissime risorse documentarie delle colonie spagnole in America.” (UNESCO/ERI)

La Giralda e la Cattedrale di Siviglia, alla sinistra si situa l’Archivo de Indias.
La Giralda e la Cattedrale di Siviglia, alla sinistra si situa l’Archivo de Indias.

 

4. Parco Naturale di Doñana (Huelva, Siviglia, Cadice – 1994, ampliato nel 2005): tutti non sanno che i patrimoni Unesco possono essere culturali, naturali o misti. L’unico Patrimonio Naturale riconosciuto dall’Unesco in Andalusia è questo spazio protetto (vedi I Parchi Naturali d’Andalusia) che si sviluppa lungo il fiume Guadalquivir, il principale asse geografico della regione.

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La biodiversità del Parco Nazionale Doñana.

Situato in Andalusia, il Parco di Doñana occupa la riva destra della foce del fiume Guadalquivir, vicino alla sua immissione nell’Atlantico. È noto per la varietà dei suoi biotopi: lagune, paludi, macchia, macchia mediterranea e dune mobili e permanenti. È l’habitat di cinque specie di uccelli in via di estinzione, ha una delle più grandi popolazioni di aironi nella regione mediterranea e serve come rifugio invernale a più di mezzo milione di uccelli acquatici.” (UNESCO/ERI)

Il Parco Naturale Doñana prima lungo l'Atlantico.
Il Parco Naturale Doñana lungo l’Atlantico.

 

5. Arte rupestre dell’arco mediterraneo della Penisola Iberica (Jaén, Almeria, Granada – 1998): sicuramente è il patrimonio Unesco presente in Andalusia meno conosciuto. Un’onorificenza condivisa con altre regioni della Spagna e che troviamo in tre province andaluse: 42 siti in provincia di Jaén, 25 siti in provincia di Almeria e 2 siti in provincia di Granada.

La raffigurazione di una testa di cavallo nella Grotta de Ambrosio (wikipedie.es).
La raffigurazione di una testa di cavallo nella Grotta de Ambrosio (wikipedie.es).

Situati lungo la costa mediterranea della penisola iberica, questi siti di arte rupestre risalgono alla fine della preistoria. Costituiscono un gruppo di eccezionale importanza, nella quale viene mostrato una fase cruciale di sviluppo degli esseri umani attraverso dipinti che, per il proprio stile e  tema, sono unici nel loro genere.” (UNESCO/ERI)

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L’indalo, disegno rupestre divenuto il simbolo della Provincia d’Almeria.

 

6. Complesso monumentale rinascimentale di Úbeda e Baeza (Jaén – 2003):  è il penultimo patrimonio materiale riconosciuto in Andalusia. Úbeda e Baeza testimoniano il bellissima ma semi-sconosciuto patrimonio culturale della provincia di Jaén. Nello specifico, in questi due paesi, risaltano i monumenti rinascimentali.

La Sacra Capilla del Salvador e il Palazzo di Deán Ortega nella principale piazza di Úbeda.
La Sacra Capilla del Salvador e il Palazzo di Deán Ortega nella principale piazza di Úbeda.

La configurazione urbana delle due piccole città di Úbeda e Baeza nel sud della Spagna risale al periodo della dominazione araba (IX secolo) e della Riconquista (XIII secolo). Nel XVI secolo, entrambe le città hanno sperimentato significativi cambiamenti, effettuando ristrutturazioni ispirate allo stile del Rinascimento. Queste trasformazioni urbane erano dovute all’introduzione in Spagna di nuove idee umanistiche procedenti dall’Italia ed hanno esercitato una grande influenza sull’architettura dell’America Latina.” (UNESCO/ERI)

L’Hospital de los Honrados Viejos del Salvador di Úbeda.
L’Hospital de los Honrados Viejos del Salvador di Úbeda.

 

7. Il complesso dei Dolmen di Antequera (Malaga – 2016): è l’ultimissimo Patrimonio Unesco ricnosciuto in Andalusia. Grazie ad un fantastico sforzo del comune, i Dolmen, il Torcal e la Peña de los Enamorados sono entrati a far parte della ristretta selezione di beni Unesco.

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L’entrata al Dolmen di Manga.

Located at the heart of Andalusia in southern Spain, the site comprises three megalithic monuments: the Menga and Viera dolmens and the Tholos of El Romeral, and two natural monuments: La Peña de los Enamorados and El Torcal mountainous formations, which are landmarks within the property. Built during the Neolithic and Bronze Age out of large stone blocks, these monuments form chambers with lintelled roofs or false cupolas. These three tombs, buried beneath their original earth tumuli, are one of the most remarkable architectural works of European prehistory and one of the most important examples of European Megalithism.” (UNESCO/ERI)

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Il paesaggio carsico del Torcal di Antequera.

 

I patrimoni Unesco immateriali in Andalusia:

1.  Il Flamenco (2010): questo genere musicale tipicamente andaluso è stato riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Uno stile musicale che va oltre al canto e al ballo e che ha proprie radici culturali legate fortemente con il territorio e con le popolazioni che hanno vissuto in Andalusia: mori, ebrei, gitani.

Camarón de la Isla, uno dei simboli del Flamenco andaluso.
Camarón de la Isla, uno dei simboli del Flamenco andaluso.

Il Flamenco è un’espressione artistica risultante dalla fusione di musica vocale, l’arte della danza e l’accompagnamento musicale, chiamati rispettivamente “cante, baile y toque”. Il luogo di nascita del Flamenco è la regione dell’Andalusia, nel sud della Spagna, anche si è radicato in regioni come Murcia ed Estremadura. Il canto Flamenco viene interpretato solitamente da una unica persona seduta, che può essere un uomo o una donna. Questo esprime una gamma di sentimenti e stati d’animo sinceri (dolore, gioia, tragedia, piacere, paura), attraverso testi espressivi caratterizzati dalla brevità e semplicità. “El baile Flamenco” è una danza di passione e corteggiamento, esprime anch’essa una gamma di emozioni, che vanno dalla tristezza alla gioia. La sua tecnica è complessa e l’interpretazione è varia a seconda di chi lo interpreta: se un uomo si danza con grande forza, utilizzando principalmente i piedi; e se una donna potrà apportare movimenti più sensuali. Il tocco di chitarra Flamenco ha evoluto il suo ruolo originale d’accompagnamento al canto. La musica è composta da altri strumenti come le nacchere, le mani ed i tacchi. Il Flamenco è interpretato in occasione della celebrazione delle feste religiose, di rituali, di cerimonie e delle feste private. È un segno d’identità di molti gruppi e comunità, in particolare la comunità gitana, che ha svolto un ruolo fondamentale nella sua evoluzione. La trasmissione del Flamenco viene eseguita entro le dinastie di artisti, famiglie, club di flamenco e gruppi sociali, che svolgono un ruolo chiave nella conservazione e la diffusione di quest’arte.” (UNESCO/ERI)

 

2. La dieta Mediterranea (2010, ampliato nel 2013): la gastronomia è un elemento che caratterizza l’Andalusia. Come in tutti gli altri stati del bacino del Mediterraneo che fanno parte di questo riconoscimento Unesco, la dieta andalusa ha degli aspetti di valore non solo dal punto di vista nutritivo e salutare, bensì anche culturale e sociale.

Il salmorejo: un piatto cordobés che ben rappresenta la dieta mediterranea.
Il salmorejo: un piatto cordobés che ben rappresenta la dieta mediterranea.

La dieta mediterranea è costituita da un insieme di conoscenze, abilità pratiche, riti, tradizioni e simboli relativi a coltivazioni e colture agricole, alla pesca e zootecnia, oltre al modo di conservare, trasformare, cuocere, condividere e consumare il cibo . L’atto di mangiare insieme è uno dei fattori fondamenti dell’identità e della continuità culturale delle comunità del bacino del Mediterraneo. È un tempo di scambio sociale e di comunicazione, così come l’affermazione ed il rinnovo dei legami che costituiscono l’identità della famiglia, gruppo o comunità. Questo elemento del patrimonio culturale immateriale mette in evidenza i valori di ospitalità, buon vicinato, il dialogo interculturale, la creatività e un modo di vita che è guidato dal rispetto per le diversità. Svolge inoltre un ruolo fondamentale nel fattore della coesione sociale in spazi culturali, sagre e feste, riunendo persone di tutte le età, classi e condizioni sociali. Esso copre anche settori come l’artigianato e la produzione dell’imballaggio, lo stoccaggio e il consumo di alimenti, come i piatti in ceramica ed i bicchieri. Le donne svolgono un ruolo fondamentale nel trasferimento di competenze e conoscenze legate alla dieta mediterranea, salvaguardando le tecniche culinarie, rispettando i ritmi stagionali, conservando le festività del calendario e trapassando i valori di questi elementi alle generazioni future. Nel frattempo, i mercati alimentari locali svolgono un ruolo chiave come centri culturali e luoghi di trasmissione della dieta mediterranea nella pratica quotidiana degli scambi, favorendo l’armonia e rispetto reciproco.” (UNESCO/ERI)

La colazione salata è una delle caratteristiche della dieta andalusa.
La colazione salata è una delle caratteristiche della dieta andalusa.

 

3. La festa dei cortili di Córdoba (2012): è una delle feste del ricchissimo mese di Maggio di Córdoba. Con questa iniziativa, oltre al concorso del patio più bello, si vuole celebrare l’importanza che ha avuto il ruolo del “vicinato” nella storia di Córdoba e delle città andaluse in generale (vedi I cortili di Córdoba: molto più che una festa di fiori)

Uno dei cortili vincitori del concorso nel 2015.
Uno dei cortili vincitori del concorso nel 2015.

Ai primi di maggio, e per dodici giorni si svolge a Córdoba la festa dei cortili. Le corti sono abitazioni collettive abitate da diverse famiglie o gruppi di singole abitazioni, che hanno un cortile comune e si trovano nel centro storico della città. I cortili sono decorati con innumerevoli piante di molteplice varietà attentamente e gradevolmente disposte. Il festival comprende due eventi principali: il Concorso dei Patios e il Festival del Patio de Córdoba. I premi della competizione sono stabiliti a seconda delle varie piante e decorazioni floreale dei cortili, oltre all’ulteriore premio per le recinzioni ed i balconi. I cortili partecipanti al concorso sono aperti al pubblico durante tutta la durata dell’evento. Questo spettacolo è organizzato principalmente in Patios più grandi, dove vengono interpretate le canzoni e la musica popolare di Córdoba, soprattutto canti e balli Flamenco. I vicini, insieme alle loro famiglie e agli amici si riuniscono per decorare le terrazze, che diventano luoghi d’intrattenimento ed una festa collettiva in cui tutti mangiano e bevono assieme. Il Festival del Patio de Córdoba, invece, promuove il ruolo del cortile come un luogo d’incontro interculturale e incentiva un modo di vita sostenibile, basato sulla creazione di forti legami sociali, le reti di solidarietà e di scambi tra i vicini, stimolando l’acquisizione delle conoscenze e il rispetto per la natura.” (UNESCO/ERI)

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Insegna commemorativa del riconoscimento Unesco: Patrimonio Immateriale dell’Umanità.

Per maggiori info potete scrivere ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilare il seguente form:

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