Un punto bianco nella sierra de Grazalema

Grazalema è uno de los Pueblos Blancos (vedi anche Setenil de las Bodegas e Arcos de la Frontera) in provincia di Cadiz. Si ubica sulla strada che collega Ronda ad Arcos de la Frontera. È una piccola cittadina di poco più di 2.000 abitanti che attualmente sta avendo un grande interesse turistico. La sierra de Grazalema, primo parco naturale riconosciuto in Andalusia nel 1984 e Riserva della Biosfera Unesco nel 1997, offre angoli di pace integrando armonicamente la rigogliosa vegetazione con i vari paesini. Il caratteristico colore bianco di questi borghi è dovuto all’usanza di dipingere le case con la calce. Questo servirebbe ad impermeabilizzare le abitazioni ed a riflettere i forti raggi solari d’Andalusia. È curioso però, come Grazalema sia considerata la città spagnola nel quale cadono più millimetri di pioggia durante l’anno.

Vedi anche –> Tour dei Paesi Bianchi più belli

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Panoramica di Grazalema.

Paesi bianchi in Andalusia: Grazalema

Come la maggior parte dei paesi bianchi, Grazalema ha un’origine araba. Il XVII secolo però, è stato il periodo in cui la cittadina ha avuto una maggior fioritura economica, grazie ai lanifici ed alla produzione delle famose coperte. Un altro prodotto tipico della zona è il queso Payoyo, un gustosissimo formaggio derivato dal latte di capra e fabbricato nel limitrofo paese di Villaluenga del Rosario. Il turismo di Grazalema si incentra principalmente sull’escursionismo, sul trekking e sul relax. Numerosi sono i percorsi attraverso la sierra de Grazalema che collegano i vari paesi bianchi. La vicinanza del parco Los Alcornocales fa sì che, anche in questa zona, sia più che comune incontrarsi con piantagioni di alcornoques, dalla quale si ottiene il prezioso sughero (vedi Parchi Naturali d’Andalusia).

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Grazalema nel bel mezzo della omonima sierra.

Tra il XVI e XVII sorgono le più famose testimonianza culturali di Grazalema. La Iglesia de Nuesta Señora de la Aurora, la Iglesia de San Juan e la Iglesia de San José sono gli unici monumenti religiosi rilevanti del paese. La loro architettura è semplice e rurale, ma risulta in coerenza con la sobrietà della cittadina gaditana.

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Da sinistra a destra: la Iglesia de San José, la Iglesia de San Juan e la Iglesia de Nuestra Señora de la Aurora.

Dove dormire a Grazalema

Sorprende l’attività turistica di Grazalema. Nonostante le piccole dimensioni, qui è possibile trovare molta disponibilità d’alloggio. Qui potrete consultare la disponibilità di tutte le strutture ricettive. Di sotto, invece, tutti gli hotel in provincia di Cadice in offerta.



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Cosa vedere a Grazalema (Cadice):

  • La Chiesa della Nuesta Señora de la Aurora
  • La Chiesa de San Juan
  • La Chiesa de San José
  • Il belvedere

Date le ridotte dimensioni di tutte le cittadine di questa parte della provincia di Cadiz, è molto comune visitare più comuni in una stessa giornata. I tour de los pueblos blancos partono da tutte le maggiori città d’Andalusia Occidentale (Cadiz, Jerez, Malaga, Ronda, Sevilla). Per maggiori informazioni su Grazalema è possibile visitare la pagina web comunale. Per consigli personalizzati o per organizzare un tour non dubitate a scrivere ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilare il seguente form:

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Dal monastero della Cartuja al CAAC, un viaggio nella storia di Siviglia

Su Siviglia c’è moltissimo materiale turistico scritto. Tutti i visitatori di questa città conoscono la Cattedrale, la Alcazar, la Plaza de España e Triana. Ma non tutti hanno avuto l’occasione di apprezzare il CAAC.

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Il Monastero de la Cartuja che oggi ospita il CAAC.

Il Centro Andaluz de Arte Contemporaneo è molto più di una mostra d’arte contemporanea. Il suo edificio racchiude in sé molta della storia e molte delle trasformazioni della capitale andalusa. Quest’area di Siviglia, che si trova esattamente sull’isola della Cartuja, ovvero tra le due braccia del fiume Guadalquivir, si sviluppò come complesso monastico, per convertirsi, successivamente, in un’apprezzata fabbrica di porcellana.

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Una delle sculture del CAAC.

Questo monumento venne costruito tra il XV e il XVI secolo. Presenta diversi stili: dal gotico, al barocco, dal rinascimentale al mudejar (stile della popolazione mussulmana stanziata in territorio cristiano). Il monastero della Cartuja divenne un centro religioso molto importante all’epoca, tanto che anche Cristoforo Colombo era abituale frequentatore della biblioteca del complesso. I monaci continuarono le loro opere fino al 1835 quando ci fu l’espulsione dell’ordine religioso per effetto dell’espropriazione forzosa dei beni della Chiesa da parte del ministro Mendizabal.

Il Monastero della Cartuja di Siviglia.
Il Monastero della Cartuja di Siviglia.

Dal 1838 quest’area fu presa in gestione dal commerciante Carlos Pickman che cambiò radicalmente la funzione del monastero. Da edificio religioso la Cartuja si trasformò in una fabbrica di ceramica e di porcellana decorata all’inglese.  Ciò produsse dei grandi sconvolgimenti nell’architettura di questo spazio. Si costruirono forni, ciminiere e tutto ciò che fosse necessario alla produzione.

Le piastrelle o "azulejos" ricordano al visitatore l'antica funzione.
Le piastrelle o “azulejos” ricordano al visitatore l’antica funzione dell’edificio.

L’intero complesso è stato restaurato in occasione dell’Expo ’92 e nel 1997 iniziò ad avere una concreta funzione di centro culturale. Attualmente, questa testimonianza di archeologia industriale sivigliana, ospita il museo d’arte contemporaneo, che offre esposizioni permanenti e temporanee di artisti nazionali e internazionali. Oltre a ciò, è sede del rettorato dell’Università Internazionale d’Andalusia (UNIA).

L'interno del CAAC: si nota la ristrutturazione di uno dei forni.
L’interno del CAAC: si nota la ristrutturazione di uno dei forni.

Così che in questo spazio, fuori dal centro storico, è possibile apprezzare tutta la varietà che esprime Siviglia: dal monastero cristiano agli adorni mussulmani, dalla funzione industriale alla funzione culturale. Oltretutto, il complesso è immerso nel proprio parco del museo e fa si che la visita alla Cartuja sia un’esperienza tranquilla e rigenerante dopo l'”abbuffata culturale” del casco antiguo.

Il forno, il camino e la torre del monastero, tutto nel CAAC della Cartuja.
Il forno, il camino e la torre del monastero, tutto nel CAAC della Cartuja.

Cosa vedere alla Cartuja (Siviglia):

  • Il Monastero
  • L’esposizione
  • Il parco esterno

Il prezzo dell’entrata è più che accessibile. La visita al monumento e alle esposizioni temporali vale 1,80 Euro, invece la visita completa costa solo 3,01 euro. Per maggiori informazioni sul CAAC si può visitare la pagina ufficiale del museo.

Dove dormire per visitare la Cartuja di Siviglia

Come detto, rispetto al centro, la Cartuja si trova dall’altra parte del fiume Guadalquivir, nei pressi del quartiere di Triana. È in questo barrio che è consigliabile soggiornare. Qui potrete trovare tutte le strutture albeghiere della zona. Di seguito, invece, tutti gli hotel in offerta in tutta l’area di Siviglia.



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Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivere ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilare il seguente form:

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