Frigiliana, tre culture…e in lontananza il Mediterraneo

Nel fantastico ufficio di informazione turistica di Frigiliana, immediatamente, si scopre che questo paese dell’Axarquia ha ospitato tre culture nell’arco della sua storia. Questo non è del tutto sorprendente, dato che, in Andalusia, ebrei, mussulmani e cristiani hanno frequentemente abitato le stesse città. Continua la lettura di Frigiliana, tre culture…e in lontananza il Mediterraneo

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Le contrapposte spiagge di Carboneras

Carboneras è una cittadina della costa levantina della provincia di Almeria di poco più di 8.000 abitanti. Questo comune a nord di Níjar, oltre a essere un paese di pescatori, è famoso per essere quasi totalmente inserito nel Parco Naturale de Cabo de Gata-Nijar. Ciò significa che i paesaggi terrestri e marittimi, in questo spazio protetto, sono unici in tutta la regione. Le montagne di origine vulcanica formano dei terreni aridi e semi-aridi, che sboccano nel mar Mediterraneo. Continua la lettura di Le contrapposte spiagge di Carboneras

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Las minas del Riotinto, un paesaggio marziano in Andalusia

Se nominiamo Huelva, la maggior parte del pubblico italiano non conoscerà questa provincia spagnola. Però, guardando la cartina d’Andalusia, noteremo come questa sia la provincia costiera dell’estremo ovest della regione. Continua la lettura di Las minas del Riotinto, un paesaggio marziano in Andalusia

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Dal monastero della Cartuja al CAAC, un viaggio nella storia di Siviglia

Su Siviglia c’è moltissimo materiale turistico scritto. Tutti i visitatori di questa città conoscono la Cattedrale, la Alcazar, la Plaza de España e Triana. Ma non tutti hanno avuto l’occasione di apprezzare il CAAC.

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Il Monastero de la Cartuja che oggi ospita il CAAC.

Il Centro Andaluz de Arte Contemporaneo è molto più di una mostra d’arte contemporanea. Il suo edificio racchiude in sé molta della storia e molte delle trasformazioni della capitale andalusa. Quest’area di Siviglia, che si trova esattamente sull’isola della Cartuja, ovvero tra le due braccia del fiume Guadalquivir, si sviluppò come complesso monastico, per convertirsi, successivamente, in un’apprezzata fabbrica di porcellana.

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Una delle sculture del CAAC.

Questo monumento venne costruito tra il XV e il XVI secolo. Presenta diversi stili: dal gotico, al barocco, dal rinascimentale al mudejar (stile della popolazione mussulmana stanziata in territorio cristiano). Il monastero della Cartuja divenne un centro religioso molto importante all’epoca, tanto che anche Cristoforo Colombo era abituale frequentatore della biblioteca del complesso. I monaci continuarono le loro opere fino al 1835 quando ci fu l’espulsione dell’ordine religioso per effetto dell’espropriazione forzosa dei beni della Chiesa da parte del ministro Mendizabal.

Il Monastero della Cartuja di Siviglia.
Il Monastero della Cartuja di Siviglia.

Dal 1838 quest’area fu presa in gestione dal commerciante Carlos Pickman che cambiò radicalmente la funzione del monastero. Da edificio religioso la Cartuja si trasformò in una fabbrica di ceramica e di porcellana decorata all’inglese.  Ciò produsse dei grandi sconvolgimenti nell’architettura di questo spazio. Si costruirono forni, ciminiere e tutto ciò che fosse necessario alla produzione.

Le piastrelle o "azulejos" ricordano al visitatore l'antica funzione.
Le piastrelle o “azulejos” ricordano al visitatore l’antica funzione dell’edificio.

L’intero complesso è stato restaurato in occasione dell’Expo ’92 e nel 1997 iniziò ad avere una concreta funzione di centro culturale. Attualmente, questa testimonianza di archeologia industriale sivigliana, ospita il museo d’arte contemporaneo, che offre esposizioni permanenti e temporanee di artisti nazionali e internazionali. Oltre a ciò, è sede del rettorato dell’Università Internazionale d’Andalusia (UNIA).

L'interno del CAAC: si nota la ristrutturazione di uno dei forni.
L’interno del CAAC: si nota la ristrutturazione di uno dei forni.

Così che in questo spazio, fuori dal centro storico, è possibile apprezzare tutta la varietà che esprime Siviglia: dal monastero cristiano agli adorni mussulmani, dalla funzione industriale alla funzione culturale. Oltretutto, il complesso è immerso nel proprio parco del museo e fa si che la visita alla Cartuja sia un’esperienza tranquilla e rigenerante dopo l'”abbuffata culturale” del casco antiguo.

Il forno, il camino e la torre del monastero, tutto nel CAAC della Cartuja.
Il forno, il camino e la torre del monastero, tutto nel CAAC della Cartuja.

Cosa vedere alla Cartuja (Siviglia):

  • Il Monastero
  • L’esposizione
  • Il parco esterno

Il prezzo dell’entrata è più che accessibile. La visita al monumento e alle esposizioni temporali vale 1,80 Euro, invece la visita completa costa solo 3,01 euro. Per maggiori informazioni sul CAAC si può visitare la pagina ufficiale del museo.

Dove dormire per visitare la Cartuja di Siviglia

Come detto, rispetto al centro, la Cartuja si trova dall’altra parte del fiume Guadalquivir, nei pressi del quartiere di Triana. È in questo barrio che è consigliabile soggiornare. Qui potrete trovare tutte le strutture albeghiere della zona. Di seguito, invece, tutti gli hotel in offerta in tutta l’area di Siviglia.



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Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivere ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilare il seguente form:

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Un paesaggio unico al mondo: la dehesa de Los Pedroches

Al nord della provincia di Córdoba si ubica una comarca, che coincide con la Valle de Los Pedroches, di grande interesse culturale  e naturalistico. La dehesa è un particolare tipo di paesaggio nella quale regna l’armonia tra i tre elementi: umano-animale-vegetale. Questa zona cordobesa, si può considerare un patrimonio culturale-naturale unico al mondo.

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Vacche al pascolo nella dehesa de Los Pedroches.

L’elemento naturale è dato dalle numerose encinas (lecci) e dagli animali allo stato brado presenti in queste colline. Però Los Pedroches, sono da considerarsi anche un patrimonio culturale, poiché questa regione viene modificata costantemente dall’uomo, come un giardino. Quest’ultimo, è riuscito a creare un ambiente produttivo, in cui i bisogni dell’uomo e la natura convivono meravigliosamente.

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I colori della dehesa a Torrecampo.

Cosa vedere ne Los Pedroches

La popolazione locale e gli allevatori, di questa zona della Provincia di Cordoba, vedono la dehesa come un paesaggio comune  e come una forma di vita. Invece i turisti, distaccano la ricchezza naturalistica e le sue potenzialità per il divertimento, come per esempio gli itinerari per l’escursionismo. Questo territorio leggermente irregolare disegna un orizzonte sinuoso dove il verde dell’erba si incontra con il bosco. Il leccio, con le sue foglie perenni attua da filtro e nutre il terreno provocando una diversa gamma di colori dal verde pistacchio all’ocra.

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Una classica immagine de Los Pedroches, il maiale sotto il leccio.

Lo sfruttamento agricolo della Valle de Los Pedroches è principalmente estensivo. Si utilizza una forma di allevamento che mantiene una relazione sostenibile con l’ecosistema naturale. Di notevole rilevanza è l’allevamento del suino.

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L’allevamento estensivo del maiale nella dehesa de Los Pedroches.

Il maiale campestre de Los Pedroches si nutre e ingrassa grazie alle ghiande che il leccio offre in abbondanza. Questo sistema fa si che i prodotti derivanti dall’allevamento del maiale siano di elevata qualità. Da questa regione, verso tutta la Spagna, si esporta il famoso Jamon Iberico de Bellota DOP, ovvero il prosciutto di maiale nutrito a base di bellotas (ghiande). Anche se non con lo stesso successo mediatico, è molto sviluppato, in questa regione, anche l’allevamento estensivo bovino da carne e ovino. Per motivi economici, ci sono zone specifiche della valle in cui l’allevamento intensivo bovino da latte ha sostituito la pratica tradizionale estensiva.

Il centro d’interpretazione dell’allevamento ad Añora.

Della Valle de Los Pedroches fanno parte 17 comuni, molti dei quali hanno un ricco patrimonio culturale, oltre al noto interesse naturalistico. Paesi come Dos Torres, Belalcazar, Pozoblanco o Hinojosa del Duque possono vantare un’architettura e dei giacimenti archeologi d’interesse culturale notevoli. Culturalmente rilevanti sono il tour de las siete villas ed il tour del condado de Belalcazar.

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La Chiesa parrocchiale della Assunción del XV secolo a Dos Torres.
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L’imponente Castello di Belalcazar del XV secolo.

Dove dormire ne Los Pedroches

Questa zona agricola d’Andalusia ha sviluppato una serie di alloggi rurali dove poter rilassarsi. Qui potrete trovre tutte le soluzioni presenti in questo magico territorio. Di seguito, invece, tutti gli hotel in offerta presenti nella provincia di Cordoba.



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Cosa vedere ne Los Pedroches (Cordoba):

  • I paesaggi
  • Il paese di Dos Torres
  • Il paese di Pozoblanco
  • Il paese di Belalcazar
  • Il castello di Belalcazar
  • Il paese di Hinojosa del Duque

Per maggiori informazione è possibile visitare il portale turistico della comarca de Los Pedroches. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivere ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilare il seguente form:

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