I paesini più suggestivi d’Andalusia

La Spagna è il secondo paese al mondo avente più beni riconosciuti Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Questa medaglia d’argento significa comunque essere un centro di cultura, arte e turismo.  Il patrimonio che ospita è immenso e l’Andalusia è un elemento chiave di questa ricchezza. Con l’obiettivo di diffondere questa bellezza, si creò nel 2011 l’associazione “Los Pubelos mas bonitos de España“, che si dedica a pubblicizzare le località con meno di 15.000 abitanti più affascinanti del paese. Fino ad ora sono 25 i paesini iscritti alla lista, di cui cinque in Andalusia. Inoltre, il catalogo include molti altri pretendenti andalusi. Continua la lettura di I paesini più suggestivi d’Andalusia

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Palma del Rio: la vita tra due acque

La provincia di Córdoba è per lo più sconosciuta al turismo internazionale, ma forse, è più qui che in qualunque altro posto, dove si respira l’autenticità andalusa. Palma del Rio si fonda in un’area geograficamente avvantaggiata, dove il fiume Genil si immette nel Guadalquivir, il donatore di vita d’Andalusia. Per questo motivo, los palmeños hanno una lunga storia da poter raccontare. In Andalusia questa cittadina è più che altro conosciuta per la grande produzione delle arance e per il fatto di essere la “culla di grandi toreri” (per gli appassionati il torero palmeño più rinomato è El Cordobés).

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Il passaggio del fiume Genil nei limiti comunali di Palma del Río.

Cosa vedere a Palma del Río

Turisticamente rilevanti sono i suoi monumenti storico-culturali e i paesaggi offerti dalla vega  del Guadalquivir (ambiente tipico, molto apprezzato per la produzione agricola) e dallo storico nucleo urbano. Come per tante città d’Andalusia, anche a Palma del Rio hanno convissuto arabi, cristiani ed ebrei, apportando grande varietà e molta ricchezza culturale. Anche se presumibilmente questo angolo beneficiato dalle nutrienti acque dei due fiumi fu abitato già in epoca preistorica e  romana. Si hanno testimonianze certe solo a partire dalla fastosa epoca araba, intorno al 855 d.C.

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La muraglia Almohade di Palma del Rio.

Grande fu il contributo mussulmano nello sviluppo della civiltà in questa area della provincia di Córdoba. Tutt’oggi apprezzabili sono la muraglia difensiva e le torri d’avvistamento del XI e XII secolo del regno Almhoade. Una dinastia mussulmana, precisamente marocchina, che ha stanziato nella città sino al 1241, ovvero sino alla la conquista cristiana. Nella muraglia vi è un meraviglioso accesso alla città perfettamente conservato: la Puerta del Sol.

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La Puerta del Sol che si immette nella piazza del comune di Palma del Río.

La popolazione cristiana non fu da meno. Di alto valore architettonico-culturale sono molti degli edifici religiosi e civili del territorio di Palma. La piazza del Ayuntamiento (Municipio), anticamente utilizzata come Plaza de toros, oggi ospita il Palazzo Portocarrero del XV secolo e la Lonja (Mercato) del XVI secolo, recentemente restaurata.

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La Lonja di Palma del Río recentemente restaurata.

Ma come sempre, sono gli edifici religiosi quelli maggiormente conservati e che oggi possiamo apprezzare.

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Il campanile della Ntra. Sra. de la Asunción.

La chiesa barocca della Ntra. Sra. de la Asunción del XVIII secolo e i conventi di San Domenico e San Francesco del XVI secolo sono solo alcuni dei monumenti che Palma del Rio offre ai suoi visitatori. Di elevato interesse, per le attività proposte e per la recente riqualificazione è il Convento di Santa Clara, un Bene d’Interesse Culturale in stile mudéjar che oggi ospita l’officina di turismo, il museo cittadino e dei servizi di ristorazione.

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La Chiesa parrocchiale della Ntra. Sra. de la Asunción di Palma del Río.

Il Palazzo di Portocarrero, infine, è uno dei beni più affascinanti di Palma del Río. Un edificio dichiarato Bene d’Interesse Culturale che comprende un palazzo, dei giardini in stile arabesco e tutt’attorno una privilegiatissima muraglia medievale del XI-XII secolo.

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La muraglia del palazzo Portocarrero.

Il corpo principale è principalmente del XV-XVI secolo. Tutto il sito è decorato come un museo da resti archeologici romani e arabi. Un luogo esteticamente bellissimo adatto anche per celebrare ogni tipo di eventi come i matrimoni. Con prenotazione previa, nonostante questo sia un edificio privato, offre visite guidate al pubblico.

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Decorazioni nel palazzo di Palma del Rio.

Un evento alla quale merita davvero la pena partecipare è la Feria del Teatro di Palma, un avvenimento annuale che si produce nel mese di Giugno e dove i visitatori possono godere della cittadina in tutto il suo splendore culturale. Una bellezza che sopratutto è donata dall’armonia tra la cultura e l’importante patrimonio paesaggistico e naturale presente nel comune. I due fiumi, realmente, sono i protagonisti della storia passata, presente e futura dell’abitato. Due corsi d’acqua portatori di vita, di nutrienti, dove la produzione agricola (sopratutto di arance) è fondamentale per la sussistenza della gente di questo angolo d’Andalusia autentico.

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Archeologia industriale lungo il Genil a Palma del Río.

Da nominare la presenza, nei limiti amministrativi del comune, del Puente de Hierro sul Guadalquivir, un’infrastruttura dichiarata Bene d’Interesse Culturale e progettata  dal celebre Gustave Eiffel (ideatore della famosissima statua parigina) nel 1884.

Dormire a Palma del Río

Questo paese non offre tantissime soluzioni di alloggio, però aclune di quelle presenti sono di elevata qualità. Qui potrete trovare tutti gli hotel presenti a Palma. Di seguito, invece, tutte le offerte in provincia di Cordoba.



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Cosa vedere a Palma del Río (Cordoba):

  • La muraglia
  • La Puerta del Sol
  • Il Palazzo Portocarrero
  • La Lonja
  • La chiesa della Nuestra Señora de la Asunción
  • Il convento di San Domenico
  • Il convento di San Francesco
  • Il convento di Santa Clara

Per maggiori informazioni turistiche è possibile visitare il semplice ma completo portale comunale di Palma del Río (Cordoba). Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivere ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilare il seguente form:

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Visitare Doñana: una riserva naturale con nome di donna

Potenzialmente è la maggior attrazione turistica d’Andalusia, ma per i vincoli imposti per la sua conservazione il Parco Nazionale di Doñana rimane ancora un luogo da visitare per lo più sconosciuto al di fuori della Spagna (vedi Parchi Naturali d’Andalusia) . Questo spazio naturale, ubicato principalmente in provincia di Huelva, ma sconfinante anche nelle province di Cadiz e Siviglia, oltre che, riserva della biosfera è stato riconosciuto come patrimonio mondiale dell’Unesco dal 1994.

–> Visita del Parco Nazionale Doñana da Siviglia

–> Prenota un’escursione a cavallo a Doñana

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Una vista aerea della palude di Doñana, habitat di circa 300 specie d’uccelli.

Questo ambiente situato sul delta dell’importantissimo fiume Guadalquivir, offre l’habitat paludoso ideale per circa 300 specie diverse di uccelli. La riserva, infatti, è la principale area di sosta europea di tutti gli uccelli migratori, che dal nord d’Europa raggiungono l’Africa. Per questo motivo, Doñana è la meta preferita dagli appassionati di bird-watching di tutto il mondo.

Vedi anche –> Cosa fare nel Parco Doñana

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La ricca biodiversità del Parco attrae molti appassionati di bird-watching.

Il peculiare nome proviene da Doña Ana, la sposa del VII Duca di Medina Sidonia, che risiedeva appunto nella riserva. Visitando il parco si concepisce perché la duchessa scelse questo particolare ambiente in cui stanziare. I paesaggi che si manifestano sono allo stesso tempo discrepanti e coerenti.

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Il paesaggio del Parco Naturale Doñana passa dalla pineta…
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…gradatamente…
...alla spiaggia.
…alla spiaggia.

In questo ambiente è possibile apprezzare animali tipici della sierra e dei monti cercando cibo sulla spiaggia. Volpi, cervi, cinghiali e cavalli sono solo alcuni dei mammiferi che abitano liberamente in questo luogo fiabesco, dove il Guadalquivir si immette lentamente nell’Atlantico. Nell’area asciutta, la lince iberica (il felino più minacciato d’estinzione del pianeta) sopravvive e convive con l’impressionante fauna e avifauna presente nel parco d’Andalusia.

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Vista della spiaggia di Mazagón nel Parco Doñana.

Il patrimonio naturale si trasforma lentamente lungo il Guadalquivir, passando dalla foresta alla brughiera, dalle dune alle spiagge. Le tartarughe si incontrano e scontrano con le volpi, mentre le aquile imperiali controllano dall’alto tutto il delicato ecosistema. Un ambiente di svariate sfumature, in cui il verde dei pini marini, l’azzurro Oceano Atlantico e l’ocra della sabbia compongono un’armonica tavolozza di colori. In questa entusiasmante cornice, gli stormi di fenicotteri punteggiano le rive di rosa fino al tramonto, quando le sagome in contro luce regalano altre splendide fotografie.

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Fenicotteri al tramonto in una zona paludosa del Parco.

Dove dormire nei pressi del Parco nazionale Doñana

Il Parco naturale Doñana è uno spazio protetto e dentro i propri confini non permette soluzioni turistiche. Nei pressi del Parco, invece, sarà possibile trovare diversi tipi di alloggio. Qui potrete trovare tutte le soluzioni e le offerte che faranno al caso vostro.

 

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Cosa vedere nel Parco nazionale Doñana (Huelva, Siviglia, Cadice):

  • La flora
  • La fauna
  • La pineta
  • La laguna
  • La spiaggia

Per maggiori informazioni e prenotare un tour da Siviglia è possibile rivolgersi a questo competente portale. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivermi ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilate il seguente form:

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Cosa vedere a Conil: spiagge con “levante” o senza

Cosa vedere a Conil de la Frontera, un paese bianco di Cadice sull’Atlantico che offre anche spiagge riparate dal vento. Chi fosse già stato sulla Costa de la Luz o la costa atlantica andalusa, sa benissimo che nei giorni che tira vento proveniente de est è quasi impossibile soggiornare sulla spiaggia. Sopratutto su queste spiagge lunghe e chiare, tipiche della provincia di Cadiz, la fine sabbia sollevata dal vento Levante pizzica la pelle  dei bagnanti. Continua la lettura di Cosa vedere a Conil: spiagge con “levante” o senza

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Arriva l’estate, è ora di salmorejo, gazpacho, ajoblanco, porra…

In Andalusia d’estate fa caldo, a volte caldissimo. Di conseguenza, con queste elevate temperature, è consigliabile e desiderabile una dieta che includa piatti freschi a base di verdura. Gazpacho, porra antequerana, ajoblanco e salmorejo sono alcune delle zuppe fredde tradizionali che la cultura andalusa offre ai suoi visitatori. Ognuna di queste pietanze si differenza negli ingredienti, consistenza, sapore e zona d’origine.

Le ricette del gazpacho, salmorejo, porra e ajoblanco

Gazpacho e salmorejo sono sicuramente i più conosciuti piatti freddi d’origine andalusa. Molte volte i turisti più distratti confondono l’uno con l’altro, anche se hanno sapore e caratteristiche molto diverse.

Gazpacho

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Un Gazpacho andaluz fatto in casa.

Il gazpacho si caratterizza per contenere una grande quantità di ortaggi stagionali, che ne fanno un piatto rinfrescante, economico e genuino.  Ha una consistenza molto liquida, e normalmente è composta da:

Salmorejo

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Il Salomorejo cordobés.

Il salmorejo,  a differenza del precedente, è decisamente molto più cremoso, altrettanto fresco, ma comprende meno quantità di verdura. Gli ingredienti di un salmorejo cordobes (di Cordoba) tradizionale  sono:

Porra Antequerana

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Autentica porra antequerana.

Di cremosità e di ingredienti similari al salmorejo è la porra antequerana. Questo piatto è originario di Antequera (Malaga), si serve anch’esso freddo e gli ingredienti sono:

  • Aglio
  • Olio d’oliva
  • Pomodoro
  • Pane
  • Sale
  • Peperone verde
  • Guarnizione con uovo sodo e tonno

Ajoblanco

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Un buon piatto di Ajoblanco

Ultimo, non per sapore, presentiamo l’Ajoblanco. Questa zuppa fredda è un piatto povero e presenta una consistenza veramente liquida. A differenza dei tre piatti precedenti non include nessun ortaggio, ma viene preparato con:

  • Pane
  • Mandorle tritate
  • Aglio
  • Acqua
  • Olio d’oliva
  • Sale
  • Aceto (opzionale)
  • Guarnizione con acini d’uva o melone

Dunque, dopo una mattinata di intenso turismo sotto il sole estivo opprimente, è una ottima idea rifugiarsi in un qualunque bar d’Andalusia e recuperare le energie grazie ad una delle buonissime zuppe fredde che propone la cultura culinaria andalusa.



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