Setenil de las Bodegas…..e non ci credi

Sulla strada che conduce a los pueblos blancos (vedi Grazalema e Arcos de la Frontera) e al nord del Parco de los Alcornocales si trova Setenil de la Bodegas, una cittadina di 2.800 abitanti nella sierra di Cadiz.  Setenil non è propriamente un paesino turistico tipico, come i “paesi bianchi” della provincia. Se los pueblos blancos, normalmente, svettano dalla cima di un promontorio, Setenil è inghiottita dalla vallata. Il verbo “inghiottire” è sicuramente il più adatto per descrivere i paesaggi che offre questa cittadina.

Vedi anche –> Tour dei Paesi Bianchi più belli

–> Se preferite un viaggio organizzato è disponibile questa visita guidata dei Paesi Bianchi + Ronda partendo da Siviglia.

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Setenil è in provincia di Cadiz, ma non lontano da Malaga.

Visitare Setenil de las Bodegas

Come Ronda e Alhama de Granada, anche Setenil fu un abitato fondamentale per la protezione del regno Nazarì. Questo nucleo storico fu considerato inespugnabile da parte dei Re Cattolici, che dovettero produrre sette assalti prima di conquistare Setenil de las Bodegas. Il nome Setenil proviene proprio da Septem nihil, ovvero settimo assedio. Fortunatamente, ancora oggi, il paese conserva delle testimonianze mussulmane, come la fortezza Nazarì del XIII secolo.

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Vista di Setenil. Si apprezza, al fondo, la Torre mussulmana dell’Homenaje.

Ma ciò che caratterizza maggiormente questo pueblo è lo spettacolare tessuto urbano. Setenil de las Bodegas è un meraviglioso esempio di come l’uomo sia stato capace di adattarsi alla morfologia di questo territorio. Le case e la roccia si utilizzano e si complementano mutuamente fino a creare uno spazio residenziale. Sicuramente, non si può definire Setenil un luogo comodo dove stanziare, per questo motivo è comune la visita di questo originalissimo paese nell’arco di una sola giornata.

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A Setenil è l’uomo che si è adattato alla morfologia del territorio.
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La Calle Sombra a Setenil de las Bodegas.

Se come abbiamo detto, non è consuetudine soggiornare in questo paese, è quasi obbligatorio sedersi alla Calle Sol (uno dei pochi luoghi della vallata in cui entrano i raggi del sole) e provare qualche specialità enogastronomica gaditana (di Cadiz). Questa via, infatti, è frequentatissima dal così detto turismo itinerante (motociclisti, ciclisti, etc.). Accompagnare una migas, una sopa cortijera (zuppa cortigiana), del queso de cabra (formaggio di capra) con del buon vino bianco o rosso di Cadiz, in questo incredibile posto, è una delle sensazioni più particolari che si possono provare in Andalusia.

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La celebre zona dei bar nella Calle Sol di Setenil.

Dove dormire a Setenil de las Bodegas

Setenil de las Bodegas, essendo di piccole dimensioni, non offre una varia offerta di alloggio. Qui potrete trovare gli unici hotel presenti nel paese dove vivere la magia del borgo. Di seguito, invece, tutte le offerte presenti nella zona.



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Cosa vedere a Setenil de las Bodegas (Cadice):

  • La Torre del Homenaje
  • I belvedere
  • La Calle Sol
  • La Calle Sombra

Maggiori informazioni su Setenil de las Bodegas si possono trovare nella pagina web dell’agenzia turistica di Cadiz. Per consigli personalizzati o per organizzare un tour non dubitate a scrivermi ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilate il seguente form:

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La Feria è la Feria, ma…..cos’è la Feria in Andalusia?

Spiegare cosa significhi la feria in Andalusia è forse impossibile, risulta necessario viverla. Inseme alla Settimana Santa, questo evento è la manifestazione popolare più significativa per le varie comunità della regione. Innanzitutto è un evento sociale, economico e culturale che si produce in un determinato luogo (recinto ferial) e che riguarda un determinato tema. In passato questi eventi si relazionavano con argomenti religiosi e agricoli (sopratutto l’allevamento).

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L'”arte” di cavalcare nella feria di Córdoba.

Quest’oggi, in questa regione, la feria è divenuta una celebrazione della cultura andalusa. Solo quella di Jerez de la Frontera integra, tutt’oggi, la festa culturale con l’esposizione di cavalli. Solitamente le celebrazioni durano una settimana. Iniziano il lunedì sera con “el alumbrao (l’accensione delle luci decorative) e durano fino alla domenica sera.

Accingendosi alla feria de Jerez.
Accingendosi al recinto di Jerez.
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Sfilano le carrozze nel recinto.

In questa esaltazione della cultura andalusa buona parte della popolazione locale si veste con l’abbigliamento tradizionale. Gli uomini portando il traje corto e le donne il colorato traje flamencaÈ altrettanto tipico veder accedere al recinto feriale, le persone più benestanti, direttamente a cavallo o in carrozza. Il flamenco anima la festa tutti i giorni della feria. In particolare viene suonata la sevillanas, una variante allegra di questo genere musicale andaluso.

Moltissimi sono gli elementi caratteristici della feria. La portada è una struttura architettonica effimera che normalmente si situa all’entrata del recinto. Questa rappresenta la porta d’entrata alla manifestazione, è tipicamente ad arco ed adornata con luci e colori.

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Flamencas tra le casetas del recinto feriale.
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Ragazze con il classico traje flamencas.

Le casetas sono chioschi coperti, fatti interamente di tela, con decori, arredi, ornamenti e colori tradizionali d’Andalusia. In questi luoghi normalmente si vendono specialità gastronomiche locali, come per esempio il jamón e il rebujito. Questi sono gestiti direttamente da famiglie, da associazioni o da enti pubblici o privati che pagano per offrire questo servizio di ristoro. Normalmente le casetas sono ad accesso libero, fatta eccezione per alcuni casi, sopratutto a Siviglia, dove vi è una restrizione all’ingresso molto severa.

L’albero de la feria è la caratteristica “sabbietta” giallastra che si trova in tutta l’ampiezza della feria e nelle varie plazas de toros della regione. Proviene da una roccia sedimentaria molto dura. Nelle ore più calde del pomeriggio, l’albero viene bagnato facendo sì che rimanga compatto e non si sollevi polvere al passaggio delle carrozze e dei cavalli. È più che frequente la presenza nel recinto feriale di giostre e giochi che intrattengono il pubblico più giovane.

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Sevillanas accedono alla Feria.

Tutti i comuni d’Andalusia organizzano la propria feria ogni anno. La stagione inizia ad aprile con la Feria de Mairana del Alcor (Siviglia) e termina ad ottobre con la Feria de San Lucas ad Jaen. È consuetudine che durante la settimana di festa, vi sia la corrida nella plaza de toros del comune.

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La portada della Feria di Conil de la Frontera.

La feria in Andalusia

Las ferias più importanti della regione sono:

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La portada della Feria di Córdoba.

Ogni cittadino andaluso è strettamente legato alla feria del proprio paese d’origine. In questo avvenimento le famiglie possono spendere qualche migliaia di euro durante la settimana. Incluso, si conoscono casi dalla richiesta di finanziamenti bancari per onorare al meglio l’evento popolare più importante dell’anno.

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Il re della feria: il “Rebujito”

Tutti lo sanno, in qualunque feria d’Andalusia (sopratutto di Cadiz, Jerez e Siviglia) il protagonista assoluto è il rebujito. È inevitabile che questa bevanda sia la più consumata durante questi eventi popolari. Il calore del sole, la secchezza prodotta dall’albero de la feria, il flamenco e la festa fan sì che il rebujito sia il prodotto alcolico più desiderato e venduto nelle casetas.

Perché il rebujito ha tanto successo in queste manifestazioni è presto spiegato. I suoi ingredienti fan si che la bevanda sia allo stesso tempo leggermente alcolica, fresca e locale.

Cos’è il rebujito

I tre ingredienti sono:

Rebujito
Rebujito in una caseta della feria di Siviglia.

Normalmente il rebujito si serve in jarras (caraffe) o macetas (vasi) da un litro, con vari bicchierini che invitano a condividere la bevanda. Il prezzo varia abbastanza dal luogo in cui si compra, ma abitualmente vale dai 6 ai 10 euro.

È una specialità alcolica tipica sivigliana, usata in tutte le manifestazioni popolari, dalla feria alla romeriaTutta la costa ovest andalusa concepisce il rebujito come il re incontrastato delle celebrazioni, mentre che a Malaga il vino Cartojal e a Cordoba il vino de Montilla minacciano l’egemonia di questo prodotto.



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Cosa vedere ad Alhama de Granada, una gioia araba

¡Ay de mi Alhama!“.

Così manifestava il suo disgusto un autore anonimo, probabilmente di origine araba, quando durante la Guerra di Granada (1482-1492), i Re Cattolici conquistarono Alhama de Granada. Questa cittadina è una meravigliosa testimonianza del Regno Nazarì in Spagna. Come tutti sanno la capitale Nazarì in Andalusia era la imponente Granada, ma Alhama fu una cittadina di estrema importanza commerciale e militare dell’impero arabo.  Attualmente, Alhama de Granada si trova nella comarca di Alhama in provincia di Granada ed è un paesino agricolo di poco più di 6.000 abitanti. Nei suoi limiti amministrativi si stanziano dei patrimoni culturali di inestimabile valore. Il settore turistico, però, ha preso piede da poco ed è per questo motivo che la visita risulta gradevole e lontana dal turismo di massa di Granada o degli altri capoluoghi di provincia. Il paese, inoltre, si ubica sulle pendici di un vallone che offre un panorama spettacolare della Sierra de Tejeda. Questa spettacolare caratteristica geografica fa si che Alhama sia nota come la Ronda della provincia di Granada.

Vedi anche: Paesi da vedere vicino a Granada

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Il tajo (la gola) sulla quale si affaccia Alhama de Granada.

Visitare Alhama de Granada

Il quartiere arabo, ovvero la zona della città ricca di beni di interesse turistico, è di facile identificazione per il caratteristico tessuto urbano zigzagante mussulmano. In questa parte della città è possibile apprezzare come la cultura araba, in particolare ad Alhama, è stata sottomessa dalla cultura cristiana. Esempi chiari sono il Castello, edificato sopra la antica Alcazaba mussulmana e la Iglesia Mayor de la Encarnaciòn costruita sulle ceneri della Moschea Maggiore di Alhama.

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La Iglesia Mayor de la Encarnaciòn del 1505.

Molte sono le testimonianze arabe che si sono conservate e che è possibile osservare ad Alhama de Granada. Sulla comoda discesa, che dal nucleo urbano porta al fondovalle, è possibile apprezzare il tunnel arabo e quelle costruzioni conosciute comunemente come Las Mazmorras. Il tunnel era molto probabilmente una via di fuga segreta, poiché in origine era collegato con l’Alcazaba (il castello principale). Il nome Mazmorras, invece, significa carceri sotterranee. Questi edifici hanno avuto questa funzione durante la conquista cristiana della città, ma originalmente la comunità mussulmana utilizzò queste grotte come silo per la conservazione dei cereali.

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La Mazmorra, una carcere scavata nella roccia.
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La Mazmorra di Alhama, originalmente un silo mussulmano.

A nord della cittadina si ubicano le Escalerillas del Diablodelle tortuose scale che la popolazione del regno islamico utilizzava per scendere verso il fiume in occasione delle faccende quotidiane. A qualche chilometro del centro storico, invece, ancora oggi è possibile apprezzare e usufruire degli originari bagni termali arabi. In questo caso vi è un orario specifico per la visita ed un orario per l’utilizzo delle acque benefiche.

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Las Escalerillas del Diablo e i bagni termali arabi.

Nel nucleo urbano di Alhama sono presenti due interessanti centri d’interpretazione: il Centro de Interpretación de Alhama de Granda (CIAG) e il Centro de Exposiciones de Artesania (CEA). Queste due strutture sono un utile strumento per capire fino in fondo la cultura, la storia e le tradizioni di questa cittadina e del suo territorio.

Dormire ad Alhama de Granada

Nonostante la bellezza di questo paesino della provincia di Granada, l’offerta turistica non è molto elevata. Qui potrete trovare comunque tutte le soluzioni disponibili ad Alhama. Sotto, invece, tutti gli hotel in offerta in provincia di Granada e Granada città.



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Cosa vedere ad Alhama de Granada (Granada):

  • Il Parco Naturale della Sierra de Tejeda
  • Il Castello
  • La Chiesa Mayor de la Encarnaciòn
  • Las Mazmorras
  • Le Escalerillas del Diablo
  • I bagni termali arabi

Ulteriori informazioni sono presenti nel portale dell’agenzia turistica di Alhama de Granada. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivere ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilare il seguente form:

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Fare merenda a base di “Churros”

Se un pomeriggio tipicamente autunnale vi trovate a Siviglia, Malaga, Cordoba o in qualunque altro posto d’Andalusia, è d’obbligo fermarsi in un bar e degustare una porzione di churros accompagnata da una buona tazza di cioccolata calda.

Churros e una tazza di ciccolata calda.
Churros e una tazza di ciccolata calda.

Los churros sono un dolce molto diffuso in tutta la regione. Sopratutto per merenda, ma anche a colazione, è possibile sostare in una churreria o in bar e provare questa dolce prelibatezza.

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Churros d’asporto di una churreria.

Gli ingredienti sono semplici: farina di grano, acqua, sale e zucchero. Con questi si ottiene una pasta uniforme che successivamente viene lavorata nella churrera (una specie di trafila) che produce la tipica forma allungata. Questo prodotto viene fritto e successivamente leggermente asciugato dall’eccedenza d’olio.

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Preparando churros.

Come spesso accade, vi sono delle varianti ai classici churros. Las porras e los jeringos (a Granada) rappresentano gli esempi più noti.

Questi prodotti sono uno sfizio tipico della domenica mattina, ma anche uno spuntino sempre presente nei vari mercati, feste tradizionali, ferias ed eventi popolari.



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