Zuppa fredda di mandorle? Meglio dire Mazamorra cordobesa

La Mazamorra cordobesa è una zuppa fredda di origine andalusa e successivamente espatriata verso le Americhe. A differenza del Salmorejo, del Gazpacho e dell’Ajoblanco, questa pietanza fredda non è tipicamente estiva. Infatti, l’ingrediente principale di questo piatto è la mandorla, che si raccoglie in autunno e si conserva per tutto l’inverno a differenza dei più comuni vegetali. Per questo motivo, la Mazamorra è un alimento che completa la dieta durante le stagioni fredde d’Andalusia.

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Una razione di Mazamorra cordobesa in un bar. In questo caso adornata con uva e jamón.

Si dice che la Mazamorra cordobesa sia la predecessora del Salmorejo. Infatti, la ricetta è molto simile, al pomodoro si sostituisce la mandorla. Dato che, quest’ultima è un frutto del Mediterraneo e che il pomodoro è d’origine americana, si intuisce che la Mazamorra sia antecedente al Salmorejo cordobés.

La ricetta della mazamorra

La ricetta della Mazamorra cordobesa è molto semplice, servono pochi ingredienti e un buon frullatore ad immersione. Il piatto si compone di:

La guarnizione è molto varia e acceta nuove proposte: dall’uovo sodo e olive nere, al pepe rosa, sino all’uva con jamón.

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Una vaschetta di Mazamorra cordobesa fatta in casa.

Se visitate Córdoba non dimenticatevi di provare oltre ai classici Salmorejo e Flamenquín, questa squisita  e alternativa zuppa fredda.

Per le dosi è possibile consultare questo blog di cucina.



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Parco Naturale della Sierra di Cazorla, la Sierra più attiva d’Andalusia

La Sierra di Cazorla si trova al sud-est della provincia di Jaén e con la Sierra di Segura forma parte del più ampio Parco Naturale della Sierras de Cazorla, Segura y Las Villas. Ha una superficie totale di 134.037 ettari e coinvolge diversi comuni di grande interesse culturale come quelli di Cazorla, La Iruela e Quesada (vedi Parchi Naturali d’Andalusia). È una regione prettamente naturale, le immense distese boschive lasciano spazio raramente a dei paesini puntiformi e a delle agevoli vie stradali. Nonostante la morfologia montagnosa del terreno, la rete viaria è eccellente, ampia e con un asfalto molto ben conservato. A prima vista si nota che il turismo qui non è un settore marginale come può essere in altre Sierras dell’Andalusia. Quello della Sierra di Cazorla è un paesaggio ruspante, modellato prettamente dall’azione dell’acqua e dalle estese pinete, ma perfettamente adattato all’attività turistica (ti può interessare il Tour della Provincia di Jaén).

Vedi anche –> Cosa vedere e fare nella Sierra de Segura

Una pista forestale transitabile in auto nella Sierra di Cazorla.
Una pista forestale transitabile in auto nella Sierra di Cazorla.

Il Parco Naturale di Cazorla

Oltre all’incredibile superficie boschiva, questo parco è il luogo ideale per l’osservazione della fauna locale in libertà. Cervi, volpi, mufloni, cinghiali e uccelli rapaci si nascondono tra la vegetazione. A volte questi animali si lasciano intravedere e se si è fortunati è possibile scattare delle incredibili foto. Sopratutto le volpi sembrano essersi adattate alla presenza dell’uomo e si lasciano ammirare circolando nella Sierra senza troppi problemi.

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La sorgente del Guadalquivir

In questo territorio è dove sorge “El nacimiento del Guadalquivir“, ovvero la fonte dell’asse principale del’intera Andalusia. Nella Sierra de Cazorla, infatti, nasce il fiume che ha dato vita alla civiltà in questa magnifica regione. Per raggiungere “el nacimiento” è possibile percorrere un sentiero a piedi, oppure una pista forestale transitabile in auto. Sicuramente, raccomanderei la prima opzione, poiché a piedi è possibile godere dell’essenza della natura di questo luogo e aumentano le possibilità d’incontrare la fauna selvatica lungo il proprio cammino.

El nacimiento del Guadalquivir, dove tutto inizia.
El nacimiento del Guadalquivir, dove tutto inizia.

Il percorso del Rio Borosa

Quello del Rio Borosa è il sentiero più percorso di tutta Andalusia. La propria bellezza richiama in questa zona decine e decine di turisti tutti i fine settimana.

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La passerella sul Rio Borosa.

L’acqua, insieme, ai pini sono i grandi protagonisti della Sierra di Cazorla. Una spettacolare dimostrazione la dà il Rio Borosa. Il sentiero che prosegue parallelamente al fiume è forse una delle attrazioni della zona più conosciute dagli amanti dell’escursionismo e del trekking. Questo percorso di 11,45 Km è abbastanza difficoltoso e propone un dislivello di 598 metri, arrivando a toccare i 1.267 metri d’altezza.

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Il tunnel lungo la passeggiata del Rio Borosa, all’altura del Salto de los Organos.
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Un paesaggio spettacolare offerto dalla Sierra de Cazorla.

Nonostante l’impegno, questo tour è davvero meraviglioso e merita la pena faticare. Lungo il corso del fiume sarà possibile apprezzare una vecchia centrale idroelettrica, cascate, dighe, laghi artificiali, passerelle sospese sul fiume e diversi tunnel nella roccia. Il paesaggio, inoltre, gradatamente passa da rigoglioso a roccioso e arido, ritornando poi ad essere “verde” vicino alla meta, la Laguna de Valdeazores.

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Uno dei magnifici laghi artificiali provocato da una delle dighe della regione.

Il Centro d’Interpretazione del Legno

Il legno nella Sierra di Cazorla e nella Sierra di Segura è sempre stato fonte di sostentamento per le comunità. Il paesaggio del Parco Naturale è cambiato moltissimo a partire dalla prima metà del ‘900 quando RENFE decise di sfruttare i pini del parco per la costruzione della linea ferroviaria nel sud della Spagna. Questa zona era, oltre ad essere molto ricca di legna collegava perfettamente l’Andalusia attraverso il Guadalquivir e Murcia attraverso il fiume Segura. Prima i tronchi, poi le assi di legno, venivano trasportate a valle grazie alla corrente dei due fiumi. Anche le strade che attraversano il parco furono costruite proprio grazie a RANFE. Tutto questo ricordo viene raccontato perfettamente nel ciCUM, un’antica segheria oggi convertita in spazio museale a Vadillo Castril.

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Il ciCUM a Vadillo Castril.

Il centro di recupero del Gipeto

Grazie alla Fondazione Gypaetus nella Sierra di Cazorla si sta cercando di reintrodurre il gipeto (Quebrantahuesos), un rapace che si estinse in questa zona. Gli sforzi della fondazione non sono vani, dopo aver allevato i gipeti tra le gabbie del centro, decine di esemplari sono stati reintrodotti nel loro habitat. Il lavoro degli specialisti è davvero delicato, tanto che è possibile visitare il centro solo in alcuni periodi dell’anno. Soprattutto durante l’accoppiamento è un periodo complicato e per questo non si accettano visite.

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Due esemplari di Gipeti.

Dove dormire nel Parco di Cazorla

Cazorla è uno dei parchi più turistici d’Andalusia ed è facile trovare alloggio. Sicuramente le migliori cittadine dove pernottare sono Cazorla e La Iruela. Qui potrete consultare la disponibilità negli stabilimenti di Cazorla e in quelli de La Iruela. Di sotto, invece, si mostrano gli hotel in offerta in provincia di Jaén.



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Cosa vedere nella Sierra de Cazorla:

  • La città di Cazorla
  • La città di La Iruela
  • La sorgente del Guadalquivir
  • Il Rio Borosa
  • Il Salto de los Organos
  • La Laguna de Valdeazores
  • Il ciCUM
  • Il centro di recupero del Gipeto

Per maggiori informazioni e per ravvisare tutte le passeggiate realizzabili nella sierra di Cazorla è possibile consultare la pagina web del Parco Naturale Sierras de Cazorla, Segura y las Villas. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivere ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilare il seguente form:

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Mezza giornata ad Almodóvar del Río. Cultura e divertimento assicurato!

A soli 22 km da Córdoba e non molto lontano a Medina Azahara, nella regione geografica della Valle del Medio Guadalquivir si situa Almodóvar del Río. Questo paese di poco più di 7.000 abitanti, sorto lungo gli argini del Guadalquivir, si ubica tra la Sierra Morena e la campiña cordobesa (paesaggi agricoli), alle porte del Parco Naturale della Sierra de Hornachuelos e a pochi chilometri da Palma del Rio. Da qualunque punto d’Andalusia si voglia raggiungere questa cittadina, è di facile identificazione. Il promontorio, su cui si situa il magnifico Castello di Almodóvar, sovrasta il centro abitato, il Guadalquivir e il Guadiato, quest’ultimo che circonda d’acqua il paese.

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Piante da sughero (alcornoques) nel limitrofo Parco Naturale Sierra de Hornachuelos.

Visitare il Castello di Almodóvar del Río

Il famoso Castello è un monumento ben valorizzato e sicuramente sfruttato ottimamente. Molti sono i visitatori (sopratutto spagnoli) e le celebrazioni che il fine settimana animano questo edificio fiabesco. Il Castello di origine romana, successivamente riedificato dal popolo berbero e quasi totalmente riformato durante i primi del ‘900, rappresenta uno dei beni più visitati della provincia di Córdoba. In questo luogo la storia e la cultura sono divulgate, tramite la segnaletica e gli adorni, in una forma molto avventurosa e coinvolgente sopratutto per i bambini. L’architettura e le date degli avvenimenti storici sono posti in un secondo piano, le sensazioni e le leggende sono la vera attrazione, come in un vero parco divertimenti culturale. Il Castello comprende tutti i servizi che può necessitare un turista, infatti non mancano il negozio di souvenir “medievale”, il ristorante “la taverna del castello” ed il centro d’informazione.

Vedi anche: I migliori Castelli d’Andalusia

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Il Castello di Almodovar del Rio domina il paese dall’altro del suo promontorio.

Il Castello presenta, oltre alle innumerevoli torri visitabili, la Sala de Re, l’Armeria e la Stanza delle Torture. Quest’ultima è una Mazmorra, ovvero un infausto locale sotterraneo di prigionia (vedi Mazmorra di Alhama de Granada). Il tour culturale proposto è semplice e intuitivo. Si passa da momenti prettamente culturali a sezioni goliardiche e distensive. L’esperienza al Castello propone un giusto mix tra divertimento e formazione, nel quale passare una piacevole mezza giornata in compagnia della famiglia.

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Alcune delle torri visitabili del Castello di Almodovar del Rio.

Almodóvar del Río per la sua posizione geografica, ha avuto sempre una grande importanza strategica. Questa fortezza era una dei principali siti di protezione della città di Córdoba e di Medina Azahara, oltre ad essere un utile punto di vigilanza sul Guadalquivir, il più importante corpo idrico d’Andalusia. Per questo motivo, i panorami che offre il promontorio del Castello di Almodóvar sono veramente notevoli. Da questo punto elevato è possibile scrutare a nord la Sierra e il bacino idrico artificiale de la Breña, a sud il Guadalquivir e a est Cordoba e Medina Azahara.

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La vista, verso nord, proposta dal punto più alto del Castello di Almodovar.

Quella della Breña è una chiusa del fiume Guadiato che crea uno dei tanti laghi artificiali (embalses) della regione. Quest’opera, costruita negli anni ’30 (posteriormente ampliata) con finalità irrigue, risulta essere uno dei più grandi laghi d’Andalusia e contribuisce, con i contrasti di colore, a risaltare ancor di più la spettacolarità paesaggistica del comune di Almodóvar del Río.

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Il lago artificiale La Breña creato con le acque del fiume Guadiato.

Dove dormire ad Almodóvar del Río

La località non offre molte possibilità di alloggio. Nonostante ciò, qui potete trovare tutti gli hotel della cittadina bagnata dal Guadalquivir. Di sotto, invece, le offerte presenti in provincia di Cordoba e Cordoba città.



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Cosa vedere ad Almodóvar del Río (Cordoba):

  • Il Castello di Almodóvar del Río
  • Il Parco Naturale Hornachuelos
  • La diga de La Breña

Per maggiori informazioni e per pianificare la propria giornata turistico-culturale è possibile visitare direttamente il portale del Castello di Almodóvar del Río. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivere ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilare il seguente form:

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