Le contrapposte spiagge di Carboneras

Carboneras è una cittadina della costa levantina della provincia di Almeria di poco più di 8.000 abitanti. Questo comune a nord di Níjar, oltre a essere un paese di pescatori, è famoso per essere quasi totalmente inserito nel Parco Naturale de Cabo de Gata-Nijar. Ciò significa che i paesaggi terrestri e marittimi, in questo spazio protetto, sono unici in tutta la regione. Le montagne di origine vulcanica formano dei terreni aridi e semi-aridi, che sboccano nel mar Mediterraneo.

Vedi anche –> Le migliori spiagge d’Almeria

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La “periferia” di Carboneras, immersa nel Parco Naturale Cabo de Gata-Nijar.

Le spiagge di Carboneras

La frangia costiera con le sue spiagge e le saline sono un notevole patrimonio naturale, così come il gran tratto di mare adiacente ed il suo fondale. Un esempio della ottima conservazione e del rispetto del parco naturale è la Playa de Los Muertos. Questa è una spiaggia lunga poco più di un chilometro, cui deve il peculiare nome ad una leggenda che racconta come in questa parte del litorale si ritrovarono diversi cadaveri di naufraghi sospinti dalla corrente.

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Lo scoglio che caratterizza la Playa de los Muertos.

La spiaggia è di ghiaietta fine, grigiastra, con pietre nere di origine vulcanica che spuntano occasionalmente. La sua bellezza e conservazione viene garantita dal difficile accesso (bisogna scendere da un ripido sentiero abbastanza sconnesso) e dal forte vento “levante” che spazza costantemente la cala. Questi fattori garantiscono un’acqua dal colore blu marino ed una alta frequentazione turistica solamente durante i mesi estivi.

Una fantastica vista della spiaggia de Los Muertos a Carboneras.
Una fantastica vista della spiaggia de Los Muertos a Carboneras.

A differenza della spiaggia de Los Muertos, il paesaggio della playa del Algarrobico è stato deturpato dalla costruzione di un Hotel. Questo edificio è divenuto simbolo della lotta all’abusivismo nel territorio costiero d’Andalusia (anche se in Almeria gli esempi sono piuttosto rari). Questa spiaggia, di 3 chilometri di lunghezza, fu lo spettacolare scenario delle riprese del film “Lawrence d’Arabia” (vedi Cinema in Andalusia). Purtroppo, però, dal 2003, con la costruzione del Hotel Algarrobico, il paesaggio è cambiato notevolmente. La spiaggia continua ad essere di notevolissima qualità, ma la vista del Parco Naturale Cabo de Gata-Níjar è guastata dall’edificio illegale.

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La playa urbana di Carboneras.

Nonostante questo spiacevole esempio, è da sottolineare come le spiagge di Carboneras, ma in generale di tutta la provincia di Almeria, siano di altissima qualità. Diversamente dalla costa malagueña, questa zona andalusa non è sottoposta alle pressioni del turismo di massa ed è per questo che risulta molto piacevole e rigenerante trascorrere una tranquilla giornata in una delle playas di Carboneras.

Dove dormire a Carboneras

Carboneras è un’ottima soluzione per dormire nel Parco di Cabo de Gata. In questa località vi sono alcuni alloggi proprio utili ad esplorare tutte le spiagge della zona. Qui potrete consultare tutti gli stabilimenti e appartamenti e b&b presenti a Carboneras. Di seguito, invece, tutti gli hotel in offerta nel Parco di Cabo de Gata.



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Cosa vedere a Carboneras (Almeria):

  • Il Parco Naturale Cabo de Gata-Níjar
  • La spiaggia de los Muertos
  • La spiaggia del Algarrobico

Per maggiori informazioni sul turismo sol y playa a Carboneras è possibile visitare la pagina web dell’agenzia turistica d’Almeria. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivere ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilare il seguente form:

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Las minas del Riotinto, un paesaggio marziano in Andalusia

Se nominiamo Huelva, la maggior parte del pubblico italiano non conoscerà questa provincia spagnola. Però, guardando la cartina d’Andalusia, noteremo come questa sia la provincia costiera dell’estremo ovest della regione.

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L’incredibile colore dell’acqua del fiume Rio Tinto.

Giustamente, in un primo momento, si penserà alle spiagge e al classico turismo sol y playa. Infatti, non ci si sbaglia, le coste di Huelva sono bellissime e alcune ancora piuttosto non densamente frequentate. Ma in questo articolo vogliamo farvi conoscere qualcosa in più. Qualcosa di veramente strano, marziano, alieno. Un turismo originale, che non si è ancora diffuso ma che esiste. Un esempio di archeologia industriale in Andalusia.

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Paesaggio marziano nelle Minas de Riotinto.

La mina del Riotinto in Andalusia

Las minas del Riotinto sono delle enormi escavazioni  che dal XVIII secolo sino al 2001 si sfruttarono per estrarre il rame e, in quantità minore, altri metalli. In tre secoli di storia questa mina ha avuto tante trasformazioni, tanti proprietari e tanti successi, come il trionfale XIX secolo sotto la proprietà inglese del Rio Tinto Company Limited.  Ma quest’area ha sofferto anche tante disgrazie, tra cui morti e disastri ambientali.

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Il color rosso (tinto) è dovuto alla presenza di metalli pesanti nel terreno, per lo più rame e ferro.

È un territorio vissuto, totalmente trasformato dall’uomo, ma per questo non meno affascinante. In questa porzione della provincia di Huelva si è sviluppato un turismo specifico. Qui si riuniscono appassionati di archeologia industriale e di geologia. Sempre più successo, anche tra i visitatori comuni, ha la visita guidata nel parco minerario e nel non lontano paese di Niebla.

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Corta Atalaya.

Queste escursioni prevedono vari punti d’interesse. Uno di essi è la visita alla Casa 21, ovvero una tipica abitazione vittoriana risalente al XIX secolo, quando la compagnia inglese era la proprietaria della cava. Nella Peña de Hierro, invece, i visitatori potranno entrare in una vera e propria mina sotterranea di 200 metri e conoscere il luogo in cui la NASA studia il progetto MARTE. La visita guidata offre anche l’opportunità di conoscere da vicino alcuni dei mastodontici strumenti che sono serviti per l’estrazione dei metalli.

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Archeologia industriale nelle Minas del Riotinto.

L’attrazione turistica più rilevante di quest’area, però, è l’antica ferrovia mineraria. Attualmente si sono recuperati 12 km di binari, il quale è possibile percorrere seduti tranquillamente su di un treno d’epoca, con locomotrice e vagoni completamente restaurati. In questo percorso si potranno apprezzare gli impattanti paesaggi della mina, il polo industriale e  le bellezze naturali che circondano questo territorio.  Tra queste meraviglie vi è il fiume Rio Tinto, che rimane il protagonista onnipresente di tutti gli itinerari.

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L’ambiente naturale del Rio Tinto.

Dove dormire a Las minas del Riotinto

Con le dita è possibile contare gli alloggi disponibili in questa località, alcuni però sono di ottimo livello. Qui potrete consultare tutti gli hotel disponibili a Las minas del Riotinto. Di sotto, invece, tutti gli alloggi in offerta presenti in provincia di Huelva.



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Cosa vedere a Las minas del Riotinto (Huelva):

  • Il belvedere
  • La Casa 21
  • La Peña de Hierro
  • La ferrovia mineraria

Per maggiori informazioni sulla visita alle Minas del Riotinto è possibile consultare la pagina web del Parque Minero de Riotinto. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivere ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilare il seguente form:

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Il monastero della Cartuja, un viaggio nella storia di Siviglia

Su Siviglia c’è moltissimo materiale turistico scritto. Tutti i visitatori di questa città conoscono la Cattedrale, la Alcazar, la Plaza de España e Triana. Ma non tutti hanno avuto l’occasione di apprezzare il CAAC.

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Il Monastero de la Cartuja che oggi ospita il CAAC.

Il Centro Andaluz de Arte Contemporaneo è molto più di una mostra d’arte contemporanea. Il suo edificio racchiude in sé molta della storia e molte delle trasformazioni della capitale andalusa. Quest’area di Siviglia, che si trova esattamente sull’isola della Cartuja, ovvero tra le due braccia del fiume Guadalquivir, si sviluppò come complesso monastico, per convertirsi, successivamente, in un’apprezzata fabbrica di porcellana.

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Una delle sculture del CAAC.

Questo monumento venne costruito tra il XV e il XVI secolo. Presenta diversi stili: dal gotico, al barocco, dal rinascimentale al mudejar (stile della popolazione mussulmana stanziata in territorio cristiano). Il monastero della Cartuja divenne un centro religioso molto importante all’epoca, tanto che anche Cristoforo Colombo era abituale frequentatore della biblioteca del complesso. I monaci continuarono le loro opere fino al 1835 quando ci fu l’espulsione dell’ordine religioso per effetto dell’espropriazione forzosa dei beni della Chiesa da parte del ministro Mendizabal.

Il Monastero della Cartuja di Siviglia.
Il Monastero della Cartuja di Siviglia.

Dal 1838 quest’area fu presa in gestione dal commerciante Carlos Pickman che cambiò radicalmente la funzione del monastero. Da edificio religioso la Cartuja si trasformò in una fabbrica di ceramica e di porcellana decorata all’inglese.  Ciò produsse dei grandi sconvolgimenti nell’architettura di questo spazio. Si costruirono forni, ciminiere e tutto ciò che fosse necessario alla produzione.

Le piastrelle o "azulejos" ricordano al visitatore l'antica funzione.
Le piastrelle o “azulejos” ricordano al visitatore l’antica funzione dell’edificio.

L’intero complesso è stato restaurato in occasione dell’Expo ’92 e nel 1997 iniziò ad avere una concreta funzione di centro culturale. Attualmente, questa testimonianza di archeologia industriale sivigliana, ospita il museo d’arte contemporaneo, che offre esposizioni permanenti e temporanee di artisti nazionali e internazionali. Oltre a ciò, è sede del rettorato dell’Università Internazionale d’Andalusia (UNIA).

L'interno del CAAC: si nota la ristrutturazione di uno dei forni.
L’interno del CAAC: si nota la ristrutturazione di uno dei forni.

Così che in questo spazio, fuori dal centro storico, è possibile apprezzare tutta la varietà che esprime Siviglia: dal monastero cristiano agli adorni mussulmani, dalla funzione industriale alla funzione culturale. Oltretutto, il complesso è immerso nel proprio parco del museo e fa si che la visita alla Cartuja sia un’esperienza tranquilla e rigenerante dopo l'”abbuffata culturale” del casco antiguo.

Il forno, il camino e la torre del monastero, tutto nel CAAC della Cartuja.
Il forno, il camino e la torre del monastero, tutto nel CAAC della Cartuja.

Cosa vedere alla Cartuja (Siviglia):

  • Il Monastero
  • L’esposizione
  • Il parco esterno

Il prezzo dell’entrata è più che accessibile. La visita al monumento e alle esposizioni temporali vale 1,80 Euro, invece la visita completa costa solo 3,01 euro. Per maggiori informazioni sul CAAC si può visitare la pagina ufficiale del museo.

Dove dormire per visitare la Cartuja di Siviglia

Come detto, rispetto al centro, la Cartuja si trova dall’altra parte del fiume Guadalquivir, nei pressi del quartiere di Triana. È in questo barrio che è consigliabile soggiornare. Qui potrete trovare tutte le strutture albeghiere della zona. Di seguito, invece, tutti gli hotel in offerta in tutta l’area di Siviglia.



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Un paesaggio unico al mondo: la dehesa de Los Pedroches

Al nord della provincia di Córdoba si ubica una comarca, che coincide con la Valle de Los Pedroches, di grande interesse culturale  e naturalistico. La dehesa è un particolare tipo di paesaggio nella quale regna l’armonia tra i tre elementi: umano-animale-vegetale. Questa zona cordobesa, si può considerare un patrimonio culturale-naturale unico al mondo.

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Vacche al pascolo nella dehesa de Los Pedroches.

L’elemento naturale è dato dalle numerose encinas (lecci) e dagli animali allo stato brado presenti in queste colline. Però Los Pedroches, sono da considerarsi anche un patrimonio culturale, poiché questa regione viene modificata costantemente dall’uomo, come un giardino. Quest’ultimo, è riuscito a creare un ambiente produttivo, in cui i bisogni dell’uomo e la natura convivono meravigliosamente.

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I colori della dehesa a Torrecampo.

Cosa vedere ne Los Pedroches

La popolazione locale e gli allevatori, di questa zona della Provincia di Cordoba, vedono la dehesa come un paesaggio comune  e come una forma di vita. Invece i turisti, distaccano la ricchezza naturalistica e le sue potenzialità per il divertimento, come per esempio gli itinerari per l’escursionismo. Questo territorio leggermente irregolare disegna un orizzonte sinuoso dove il verde dell’erba si incontra con il bosco. Il leccio, con le sue foglie perenni attua da filtro e nutre il terreno provocando una diversa gamma di colori dal verde pistacchio all’ocra.

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Una classica immagine de Los Pedroches, il maiale sotto il leccio.

Lo sfruttamento agricolo della Valle de Los Pedroches è principalmente estensivo. Si utilizza una forma di allevamento che mantiene una relazione sostenibile con l’ecosistema naturale. Di notevole rilevanza è l’allevamento del suino.

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L’allevamento estensivo del maiale nella dehesa de Los Pedroches.

Il maiale campestre de Los Pedroches si nutre e ingrassa grazie alle ghiande che il leccio offre in abbondanza. Questo sistema fa si che i prodotti derivanti dall’allevamento del maiale siano di elevata qualità. Da questa regione, verso tutta la Spagna, si esporta il famoso Jamon Iberico de Bellota DOP, ovvero il prosciutto di maiale nutrito a base di bellotas (ghiande). Anche se non con lo stesso successo mediatico, è molto sviluppato, in questa regione, anche l’allevamento estensivo bovino da carne e ovino. Per motivi economici, ci sono zone specifiche della valle in cui l’allevamento intensivo bovino da latte ha sostituito la pratica tradizionale estensiva.

Il centro d’interpretazione dell’allevamento ad Añora.

Della Valle de Los Pedroches fanno parte 17 comuni, molti dei quali hanno un ricco patrimonio culturale, oltre al noto interesse naturalistico. Paesi come Dos Torres, Belalcazar, Pozoblanco o Hinojosa del Duque possono vantare un’architettura e dei giacimenti archeologi d’interesse culturale notevoli. Culturalmente rilevanti sono il tour de las siete villas ed il tour del condado de Belalcazar.

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La Chiesa parrocchiale della Assunción del XV secolo a Dos Torres.
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L’imponente Castello di Belalcazar del XV secolo.

Dove dormire ne Los Pedroches

Questa zona agricola d’Andalusia ha sviluppato una serie di alloggi rurali dove poter rilassarsi. Qui potrete trovre tutte le soluzioni presenti in questo magico territorio. Di seguito, invece, tutti gli hotel in offerta presenti nella provincia di Cordoba.



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Cosa vedere ne Los Pedroches (Cordoba):

  • I paesaggi
  • Il paese di Dos Torres
  • Il paese di Pozoblanco
  • Il paese di Belalcazar
  • Il castello di Belalcazar
  • Il paese di Hinojosa del Duque

Per maggiori informazione è possibile visitare il portale turistico della comarca de Los Pedroches. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivere ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilare il seguente form:

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Una padella di Migas andalusa fatta in casa.

In privato, las migas si preparano per le occasioni speciali o per qualche avvenimento. Nei bar sono servite come tapas, mentre che nei ristoranti è possibile approfittare del piatto unico sopratutto durante la stagione invernale. Un’esperienza autentica è la preparazione di questa pietanza su di un focolare in campagna.

La ricetta della migas:

Normalmente gli ingredienti della migas andaluza sono:

  • Pane duro
  • Olio d’oliva
  • Aglio
  • Anice verde
  • Pomodoro
  • Peperone verde
  • Cipolla
  • Carne di maiale (Chorizos e Torreznos)

Spesso, in Andalusia si cerca di dare un tocco di freschezza a questo piatto piuttosto “pesante”, con del melograno, del melone, del cetriolo, delle olive, del rapanello o, come a Malaga, con degli spicchi d’arancia.

Nella provincia di Almeria, la preparazione è un poco differente: non si usa il pane duro, bensì la farina. Oltre alla carne di maiale e alle verdure, si usa aggiungere al composto delle sardine, l’aglio (con la pelle!) e in alcuni casi anche del cioccolato.

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Una migas dell’Alpujarra.



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