Zuheros, tracce preistoriche alle porte della Sierra Subbética

A sud-est di Córdoba, nelle prossimità delle più rinomate Lucena e Priego de Córdoba, si ubica un paesino di 700 abitanti, tra i più belli d’Andalusia.  Zuheros è un borgo dalle stradine strette e ripide alle porte della Sierra Subbetica, un Parco Naturale nel centro geografico d’Andalusia che incorpora ricchezze naturalistiche, archeologiche e tradizionali, completate stupendamente da una ricca attività d’escursionismo. La pratica del trekking in questo territorio è molto fomentata, grazie alla buona segnaletica, agli ottimi percorsi e agli stupendi paesaggi. Inoltre, la Via Verde della Subbetica, unisce, sostenibilmente e in forma lineare, Zuheros con gli altri paesi della Sierra (Luque, Cabra, Doña Mencía, Lucena, Puente Genil).

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Zuheros, un borgo ai piedi della Sierra Subbetica.

Zuheros nella Sierra Subbetica

Zuheros è una delle tappe obbligatorie per tutti gli escursionisti, ma non solo, della provincia di Córdoba. Questo paesello montuoso mette a disposizione delle passeggiate panoramiche molto interessanti e circoscritte nel comune. Inoltre, offre al turista quella tranquillità e qualità della vita che solo i paesini di Sierra riescono dare. La genuinità della gastronomia è un altro punto rilevante per quanto riguarda il paese di Zuheros. È da menzionare, oltre alla cacciagione, l’ottima qualità dell’Olio Extra Vergine d’Oliva e del sublime queso en aceite (formaggio sottolio).

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Un pascolo di pecore, animale fondamentale per il sostentamento degli allevatori di Zuheros.

Nella piazza principale si situa il Castello del paese. Una fortezza scavata nella roccia che occupa una posizione spettacolare, dominando tutta la vallata. Questo edificio è stato costruito inizialmente nel IX secolo, completato dagli Ziríes nel XI-XII secolo e restaurato dopo la conquista cristiana. Il castello e la muraglia, così come li vediamo, sono un buon esempio di fortificazione basso-medievale databili attorno al XIII e XIV secolo.

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Il Castello di Zuheros arroccato su di un massiccio.

Dirimpetto al Castello di Zuheros si apprezza la Chiesa de la Nuestra Señora de los Remedios del 1590. La piazza si completa con un spettacolare belvedere e delle piccole attività commerciali nel quale è possibile riposarsi, contemplando la quiete, dopo le dure camminate nella Sierra.

Vedi anche: I migliori Castelli d’Andalusia

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Il Castello visto dalla piazza principale del paese.
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La Chiesa della Nuestra Señora de los Remedios di Zuheros.

A pochi chilometri di distanza dal centro storico, si ubica la principale attrazione turistica di Zuheros, la Cueva de los Murciélagos (pipistrelli). Questa è una delle grotte più importanti d’Andalusia (assieme a quella de las Maravillas di Aracena e del Gato ai confini della Sierra de Grazalema). Dal punto di vista naturalistico, questa spaccatura nella roccia ospita un buon numero di pipistrelli, estremamente diminuito, però, rispetto al passato.

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Uno scorcio della Cueva de los Murciélagos.

Dal punto di vista speleologico la Cueva de los Murciélagos è un caso raro. Infatti, la spaccatura obliqua nella roccia, causata da un forte terremoto, è una peculiarità molto rilevante. Il paziente lavoro dell’acqua ha reso questa grotta un luogo esteticamente affascinante, creando un’infinità di sale, stalattiti, stalagmiti e colonne. Il percorso di 450 metri (25% del totale) dura circa un’ora, durante il quale si scende sino a 63 metri di profondità.

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Una spettacolare fotografia della Sala del Órgano.

La camminata nella Cueva de los Murciélagos è arricchita dalla presenza obbligatoria di una guida. Questa spiega l’importanza della grotta dal punto di vista archeologico. Qui è stata testimoniata la presenza dell’uomo a partire dal Paleolitico Medio con l’Homo di Neanderthal. Le maggiori testimonianze, però, le ha lasciate l’Homo Sapiens durante il Paleolitico Superiore e il Neolitico. È possibile apprezzare (non fotografare) dei chiari e delicati disegni rupestri risalenti tra il 6.000 a.C. e il 3.000 a.C. e una tomba poco più recente. Altri resti archeologici di grande importanza sono stati rilevati, trasportati e esposti in vari musei spagnoli. L’occupazione della grotta è proseguita anche durante l’impero romano tra il III e il IV secolo d.C.. La spiegazione più plausibile è che la popolazione di Zuheros usasse questa grotta naturale come rifugio durante i conflitti militari.

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Ritornando al paese dopo l’escursione alla Cueva de los Murciélagos.

Dove dormire a Zuheros

Pochissime solo gli alloggi disponibili a Zuheros. Qui è possibile consultare la disponibilità di questi per pianificare la propria escursione. Di sotto, invece, si mostrano gli hotel in offerta in provincia di Cordoba.



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Cosa vedere a Zuheros (Cordoba):

  • La Via Verde della Subbetica
  • Il Castello di Zuheros
  • La Chiesa de la Nuestra Señora de los Remedios
  • I vari belvedere
  • La Cueva de los Murciélagos (Grotta dei pipistrelli)

Tra archeologia, geologia, natura e gastronomia, questo piccolo borgo offre un’esperienza breve ma completa, l’ideale per trascorrere una giornata diversa dal turismo culturale delle grandi capitali di provincia d’Andalusia. Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito web Turismo nella Subbetica. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivere ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilare il seguente form:

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Barbate, un porto di pescatori tra la pineta e il mare

Barbate è un comune nel sud della Provincia di Cádiz (Cadice), confinante a nord-est con Vejer de la Frontera, a meridione con Tarifa e ad ovest con l’Oceano Atlantico. È il secondo comune (dopo Tarifa) con più chilometri di spiaggia della provincia. Questo indica la vocazione marina di questo paese di 22.000 abitanti. Barbate include nella sua superficie comunale anche le frazioni di Zahara de los Atunes e Los Caños de Meca, oltre ad altri importanti luoghi d’interesse culturale-paesaggistico come il Cabo de Trafalgar.

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Uno scorcio caratteristico di Barbate, la pineta che raggiunge la spiaggia.

Barbate: cosa vedere e le spiagge

A nord il Cabo (capo) de Trafalgar costituisce il confine naturale con Vejer. Questo tombolo (cordone di spiaggia che congiunge uno scoglio) è considerato l’estremo nord-occidentale dello stretto di Gibilterra. Nell’Atlantico, nei pressi di questo lembo di terra, avvenne la celebre battaglia di Trafalgar, dove nel 1805 il plotone navale franco-spagnolo fu abbattuto da quello inglese sotto la guida del generale Nelson. Oggi qui, un faro e una torre del secolo XVII, vigilano l’Oceano e la spiaggia de Los Caños de Meca.

Vedi anche –> Le migliori spiagge di Cadice

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In lontananza il faro di Trafalgar sul proprio tombolo.

Los Caños de Meca è una delle più famose località playeras della provincia di Cadice e di tutta la Costa de la Luz. È spesso considerata impropriamente una località “hippy” o alternativa. Alcune aree della spiaggia sono prettamente nudiste, ma la rimanente superficie offre la possibilità di usufruire tranquillamente di questo angolo paradisiaco. Una spiaggia composta da dune di sabbia fine e protetta dalla vegetazione interiore del Parco de La Breña y Marismas de Barbate (vedi Parchi d’Andalusia). Dove il “verde” del parco lascia spazio alla sabbia, si formano i famosi caños, dei flussi d’acqua marina (in questo caso oceanica) che si immettono nelle paludi (marismas) d’acqua dolce di Barbate.

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Le dune di sabbia, caratteristica delle spiagge di Barbate.

Il Parco Naturale de la Breña y Marismas de Barbate è uno spazio di grandissima importanza ecologica e paesaggistica, caratterizzato dalla sua morfologia collinare-montagnosa. Infatti, i rilievi sboccano spesso al mare con una altezza superiore ai 100 metri, creando nascoste calette. Il parco è composto da una distesa di pini domestici che man mano si diradano lasciando spazio alla palude e successivamente al mare.

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La pineta del Parco Naturale de la Breña y Marismas de Barbate.

Barbate è un porto di pescatori pieno di barchette e colori. È una delle cittadine portuarie più importanti d’Andalusia e sicuramente, grazie al suo paesaggio, anche una delle più deliziose. La popolazione di Barbate si dedica per lo più alla pesca del tonno, come si può notare dalla presenza di numerose attività relazionate con questo tipo di economia.

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Uno scorcio del porto di Barbate. In questo punto offre ancora un paesaggio romantico.

Più a sud del nucleo urbano di Barbate si situa la frazione di Zahara de los Atunes, protetta dal massiccio di Atlanterra. Questa località, diversamente dal centro di Barbate che è un insediamento abbastanza recente, si è sviluppata attorno al proprio castello.

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La frazione Zahara de los Atunes vista da Atlanterra.

La costruzione del XV secolo fu usata originalmente come punto di vigilanza contro i pirati, successivamente come magazzino per le attrezzature della pesca e finì per ospitare la Chiesa della Nostra Señora del Carmen. Sfortunatamente,  questo edificio non è molto valorizzato perché, anche a Zahara de los Atunes, i principali interessi turistici sono il sol y playa  e la gastronomia.

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La fantastica spiaggia de Los Alemanes di Zahara de los Atunes.

Una visita a Barbate o Zahara de los Atunes non è completa senza la degustazione del tonno locale in uno dei chiringuitos in riva all’Atlantico. La pesca del tonno attraverso la Almadraba (tonnara) è, infatti, un patrimonio immateriale che sopravvive nella cultura, nelle tradizioni e nella gastronomia di Barbate.

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Il panorama apprezzabile da uno dei chiringuitos di Zahara de lo Atunes.

Dove dormire a Barbate

Della zona Barbate, forse, è la cittadina turisticamente meno preparata. Qui potrete trovare comunque tutti gli hotel, camping e pensioni presenti in questa favolosa località. Di sotto, invece, tutte le offerte presenti in provincia di Cadice.



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Cosa vedere a Barbate (Cadice):

  • Il tombolo del Cabo (capo) de Trafalgar
  • La spiaggia Caños de Meca
  • Il Parco de La Breña y Marismas de Barbate
  • La località di Zahara de los Atunes
  • La spiaggia di Zahara de los Atunes
  • Il massiccio di Atlanterra
  • La Chiesa della Nostra Señora del Carmen

Per maggiori informazioni è possibile visitare la pagina web dedicata all’attività turistica del comune. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivermi ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilate il seguente form:

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Zuppa fredda di mandorle? Meglio dire Mazamorra cordobesa

La Mazamorra cordobesa è una zuppa fredda di origine andalusa e successivamente espatriata verso le Americhe. A differenza del Salmorejo, del Gazpacho e dell’Ajoblanco, questa pietanza fredda non è tipicamente estiva. Infatti, l’ingrediente principale di questo piatto è la mandorla, che si raccoglie in autunno e si conserva per tutto l’inverno a differenza dei più comuni vegetali. Per questo motivo, la Mazamorra è un alimento che completa la dieta durante le stagioni fredde d’Andalusia.

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Una razione di Mazamorra cordobesa in un bar. In questo caso adornata con uva e jamón.

Si dice che la Mazamorra cordobesa sia la predecessora del Salmorejo. Infatti, la ricetta è molto simile, al pomodoro si sostituisce la mandorla. Dato che, quest’ultima è un frutto del Mediterraneo e che il pomodoro è d’origine americana, si intuisce che la Mazamorra sia antecedente al Salmorejo cordobés.

La ricetta della mazamorra

La ricetta della Mazamorra cordobesa è molto semplice, servono pochi ingredienti e un buon frullatore ad immersione. Il piatto si compone di:

La guarnizione è molto varia e acceta nuove proposte: dall’uovo sodo e olive nere, al pepe rosa, sino all’uva con jamón.

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Una vaschetta di Mazamorra cordobesa fatta in casa.

Se visitate Córdoba non dimenticatevi di provare oltre ai classici Salmorejo e Flamenquín, questa squisita  e alternativa zuppa fredda.

Per le dosi è possibile consultare questo blog di cucina.



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