Cosa vedere durante le tue vacanze in Andalusia?

Cosa vedere durante le tue vacanze in Andalusia: il tour dell’Andalusia, gli itinerari consigliati, le città più belle, i posti più belli e le destinazioni da non perdere.

In questa cartina vengono identificate tutte le destinazioni turistiche da vedere in Andalusia descritte in questa web. Le esperienze raccontate sono tutte raccomandate, ma per chiarezza ho catalogato le mete in Andalusia in tre diverse categorie:

Le otto province d’Andalusia

Tutte le possibili destinazioni, inoltre, sono state raccolte in categorie provinciali. Le otto province d’Andalusia offrono esperienze totalmente diverse:

  • Provincia di Almeria: Cosa vedere in Andalusia? - Provincia_Almeria

    la provincia più orientale d’Andalusia. Zona arida (qui si ubica l’unico deserto europeo) e di fantastiche spiagge selvagge. Non ancora “sfruttata” turisticamente come il resto della regione, ma assolutamente non meno meritevole.

  • Provincia di Cadice:Cosa vedere in Andalusia? Provincia_Cadice

    in questo territorio possiamo passare da bellissime spiagge di sabbia fine ai paesini bianchi della Sierra. Una provincia completa, che si estende dalla foce del Guadalquivir sino all’estremità occidentale d’Europa, ideale per i più curiosi.

  • Provincia di Córdoba: Cosa vedere in Andalusia? - Provincia_Cordoba

    una provincia ricca di storia che si allarga dal Guadalquivir alla Sierra Morena, dilungandosi sino alla Sierra Subbetica. Una zona fertile a livello agricolo, storico e culturale. Il paradiso per un appassionato di storia…non solo per il capoluogo.

  • Provincia di Granada: Cosa vedere in Andalusia? - Provincia_Granada

    Granada non è solo Alhambra. Un’influenza araba che si estende in gran parte della provincia dando luogo a paesini di grandissimo valore storico. Valore storico paragonabile a quello ambientale offerto dalla Sierra Nevada e dall’Alpujarra.

  • Provincia di Huelva: Cosa vedere in Andalusia? - Provincia_Huelva

    provincia rinchiusa tra l’ Oceano Atlantico, la Sierra de Aracena, il Guadalquivir ed il Portogallo. Un mix che offre al visitatore ottime spiagge, natura incontaminata, un parco nazionale, paesaggi extraterrestri e una prelibata gastronomia

  • Provincia di Jaén: Cosa vedere in Andalusia? - Provincia_Jaen

    la capitale dell’olio d’oliva nel mondo. I 66 milioni di ulivi disegnano il paesaggio che non preclude a delle fantastiche testimonianze storiche (con due patrimoni Unesco) e un bellissimo parco nazionale dal quale fuoriesce il principale fiume d’Andalusia.

  •  Provincia di Málaga:

    Cosa vedere in Andalusia? Provincia_Malaga

    una provincia incredibile, la Costa del Sol è una delle mete turistiche più rinomate d’Europa, il capoluogo è una città estremamente dinamica a livello culturale e l’entroterra offre esperienze turistiche elettrizzanti e di vario interesse.

  • Provincia di Siviglia:

    Cosa vedere in Andalusia?_Provincia_Siviglia

    la capitale d’Andalusia si ubica in una provincia tagliata dal Guadualquivir, un fiume di civiltà. Tanti sono i paesi, sorti in questa terra ricca di nutrienti e di saperi, che meritano maggior interesse. A nord del corso d’acqua, invece, si estende la Sierra sino ad abbandonare la regione.

Guide semplici e veloci delle città andaluse:

Se siete interessati solamente alle singole città capoluogo allora vi possono interessare le guide semplici e veloci delle città di:

Curiosità, gastronomia, consigli e tour:

Infine, se cercate curiosità o altri aspetti d’Andalusia, allora potrete consultare:

Servizi utili

Buon viaggio in Andalusia!

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Niebla: una piccola roccaforte sulle sponde del Río Tinto

Niebla, in provincia di Huelva, può essere considerata, a scapito de Las Minas del Río Tinto, la capitale storico-culturale del territorio che circonda il fiume Tinto. Questa cittadina di 4.000 abitanti si ubica in una zona abitata dall’uomo da sempre. Nonostante ciò, il paese non si è mai evoluto in una grande città ed ha sempre mantenuto una limitata importanza. Questo però, non ha impedito a Niebla di ereditare un grande patrimonio storico, che oggi, fortunatamente, può raccontare e sfruttare a livello turistico. Come molte cittadine dell’Andalusia, anche a Niebla si trovano testimonianze delle diverse civiltà che hanno occupato quest’area onubense (di Huelva).

Cosa vedere a Niebla - tinto
Il Río Tinto, corso d’acqua che caratterizza tutto il territorio di Niebla.

Cosa vedere a Niebla:

Questo paesino è sorto come piccolo snodo commerciale sulla riva del Río Tinto. Successivamente i Fenici scoprirono l’importanza mineraria di questo territorio e ne sfruttarono le opportunità. All’epoca romana fu un centro di comunicazione, che univa il fiume Guadiana con l’importante sito di Itálica. Con la conquista mussulmana, il paese costituì un regno taifa indipendente sino alla immissione, nel 1262, del Re cattolico Alfonso X. Dalla riconquista cristiana, Niebla, passò nelle mani della Casa de los Guzmanes, meglio conosciuti come i duchi di Medina Sidonia. È nel XV secolo, infatti, che si edifica il Castello de los Guzmán, la testimonianza storica più imponente del paese.

Cosa vedere a Niebla - castello
Due delle torri del Castello di Niebla viste dall’esterno.

Il Castello è protetto da una muraglia (barbacana) di origine almohades che includeva 46 torri e 5 porte, delle quali alcune sono ancora conservate.

Vedi anche: I migliori Castelli d’Andalusia

Cosa vedere a Niebla - muraglia
La muraglia che circonda Niebla e la Puerta del Socorro.

Il Castello de los Guzmán conserva un secondo muro difensivo che racchiude l’edificio. Questo è composto da due cortili nella quale si affacciano più di una decina di sale, oggi valorizzate e tematizzate. Ad un estremo del complesso non può mancare la Torre del Homenaje. Varie sono le torri visitabili e dalla quale è possibile apprezzare il paesaggio che circonda il nucleo storico di Niebla.

Cosa vedere a Niebla- castello
cortili interni del Castello de los Guzmán.

Nei bassifondi del Castello de los Guzmán si conservano le Mazmorras, ovvero le carceri e luoghi di tortura. Queste, a differenza di quelle di Alhama de Granada, sono state costruite in epoca cristiana appositamente con lo scopo di incarcerare, torturare ed esecutare i condannati. In queste buie sale sono esposte alcuni dei crudeli strumenti di tortura ed esecuzione utilizzati nei secoli passati.

Cosa vedere a Niebla - mazmorras
La graticola usata durante l’inquisizione spagnola.

Tra le mura mussulmane dalla cittadina, si conservano anche altri patrimoni per lo più cristiani come:

  • l’Hospital Nuestra Señora de los Ángeles del XIV secolo
  • la Chiesa di San Martín, di cui si conservano solo la navata del XV secolo e la porta mudéjar
  • la Chiesa della Nuestra Señora la Granada, composto da un insieme di elementi romani, arabi e gotico-mudéjar.
Cosa vedere a Niebla - san martin
La Chiesa di San Martín.
Cosa vedere a Niebla - senora de granada
Cortile della Nuestra Señora la Granada.
Cosa vedere a Niebla - chiesa
La Chiesa Nuestra Señora la Granada dall’esterno.

Fuori dalle mura troviamo il Ponte Romano che attraversa il Río Tinto. Quest’infrastruttura ha sofferto varie ristrutturazioni e per questo motivo conserva solamente le basi d’età romana. Oggi è il principale accesso veicolare di Niebla.

Cosa vedere a Niebla - ponte
Il ponte romano di Niebla che attraversa il fiume Tinto.

Forse però, l’elemento di maggior interesse turistico di Niebla è proprio il fiume che costeggia il paesino. Infatti, il Río Tinto offre degli spunti paesaggistici davvero notevoli.

Cosa vedere a Niebla riotinto
Fiume rossiccio, Tinto.
Cosa vedere a Niebla - riotinto
Belle foto lungo le rive del Tinto…
Cosa vedere a Niebla - riotinto
…con dei colori incredibili.

Con il suo caratteristico color rossiccio (tinto in spagnolo), dovuto alla notevole quantità di metalli pesanti (sopratutto rame e ferro) nel terreno, è un luogo prediletto per tutti gli amanti della geologia, della natura in generale e sopratutto della fotografia. Questa striscia d’acqua rossa, nel bel mezzo della provincia di Huelva, sta divenendo sempre più un richiamo turistico nazionale ed addirittura internazionale.

Dove dormire a Niebla

Niebla è un paesino ed offre ben poco a livello di alloggi turistici. Qui potrete trovare i pochi stabilimenti presenti in questa località. Sotto, invece, tutti gli hotel in offerta presenti in provincia di Huelva.



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Cosa vedere a Niebla (Huelva):

  • Il Castello de los Guzmán
  • L’Hospital Nuestra Señora de los Ángeles
  • La Chiesa di San Martín
  • La Chiesa della Nuestra Señora la Granada
  • Il Ponte Romano
  • Il Río Tinto

Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina web dedicata all’attività turistica di Niebla. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivere ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilare il seguente form:

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Alla scoperta della colonia di fenicotteri di Fuente de Piedra, la più grande della Spagna

Fuente de Piedra è un paesino di poco più di 2.000 abitanti della provincia di Málaga. Situato a pochi chilometri da Antequera e dal Caminito del Rey, è una meta turistica veramente speciale. Il paese quasi perde del tutto valore quando si scopre la laguna che si apre avanti alla superficie urbana. Quest’area umida è l’attrazione principale di Fuente de Piedra, l’habitat della più grande colonia di fenicotteri della Spagna e la seconda in Europa (dietro alla colonia di fenicotteri della Camargue). Continua la lettura di Alla scoperta della colonia di fenicotteri di Fuente de Piedra, la più grande della Spagna

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Cosa vedere a Carmona: da millenni vigilando la pianura del Guadalquivir

Da 500.000 anni, gruppi di esseri umani si stabilirono nei pressi di Carmona. Una città della provincia di Siviglia a pochi chilometri da Écija, ubicata in una posizione strategicamente favorevole lungo la direttrice SivigliaCórdoba (vedi Tour culturale da Siviglia a Córdoba). Dalla terrazza de Los Alcores, infatti, Carmona protegge da sempre la fondamentale vega (fertile pianura) del Guadalquivir.

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Cosa vedere a Carmona - alcores
Da questa immagine si nota dove finisce la terrazza de Los Alcores e dove inizia la vega del Guadalquivir.

Testimonianze certe della presenza dell’uomo si hanno a partire dall’età del rame. Successivamente, nell’età del bronzo, il colle diviene un centro molto popolato. Con l’arrivo dei Cartaginesi, Carmona, si sviluppò in una città-fortezza di grandissimo valore. Qui si combatté una delle più importanti e difficili battaglie tra Cartaginesi e Romani per la conquista del Mediterraneo. Giulio Cesare, infatti, dopo la conquista romana, ammise che Carmona era la roccaforte difensivamente meglio attrezzata di tutta la Bética (provincia romana caratterizzata dalla presenza del Río Betis = Guadalquivir).

Cosa vedere a Carmona - torri
Una splendida panoramica di Carmona. Si vede in primo piano il campanile di S.Pietro, poi l’Alcazar Puerte de Sevilla e al fondo l’Alcazar del Rey Don Pedro.

Cosa vedere a Carmona?

La città venne trasformata più volte. Cartaginesi, Romani, Mori del regno al-Andalus e i Re Cristiani cambiarono la configurazione della città a proprio piacimento, lasciandoci in eredità uno dei complessi patrimoniali più importanti d’Andalusia.

Cosa vedere a Carmona - puerta sevilla
L’Alcazar della Puerta de Sevilla con: la Torre del Homenaje, il cortile e l’Aljibe.

L’ Alcazar de la Puerta de Sevilla, infatti, è una costruzione che rispecchia il passaggio di tutte queste civiltà. È di origine Cartaginese, modificata prima dai Romani (III-I a.C.) e poi dai Mori (IX-XII d.C.). In questo edificio monumentale è possibile notare oltre al fossato difensivo, la Torre del Homenaje, la Torre del Oro, il cortile con l’Aljibe (pozzo, cisterna di origine araba) e varie salette.

Tutta la struttura è stata restaurata nel 1975 e oggi ospita il punto d’informazione turistica.

Cosa vedere a Carmona - puerta sevilla
L’Alcazar della Puerta de Sevilla. In primo piano la Puerta e la Torre del Homenaje.

Questa però non è l’unica Alcazar (castello fortificato) di Carmona. Nella parte opposta del centro storico, a est, in direzione di Córdoba, si ubicano la Puerta de Córdoba e l’Alcazar del Rey Don Pedro. Questa fortezza è più recente rispetto a quella della Puerta de Sevilla, probabilmente di origine mussulmana. Un grande intervento, però, è stato effettuato dopo la riconquista dei Re Cristiani. Ora questo prezioso patrimonio viene utilizzato da una famosissima azienda come hotel-bar-ristorante.

Cosa vedere a Carmona - Alcazar
La porta dell’Alcazar del Rey Don Pedro.
Cosa vedere a Carmona - alcazar
Le torri dell’Alcazar del Rey Don Pedro.

Il casco antiguo di Carmona è un museo a cielo aperto. Impossibile e noioso sarebbe elencare e descrivere tutti i monumenti, chiese, conventi, palazzi e piazze dal grande valore storico della città. Imperdibile è la visita alla piazza principale del paese, la Plaza San Fernando. Da qui è visibile il Municipio e a poca distanza si situa la particolare Plaza de Abastos (piazza del mercato) del XIX secolo.

Cosa vedere a Carmona - abastos
La Plaza de Abastos.

Un’altra delle principali attrazioni di Carmona sono i balconi panoramici dalla quale è possibile apprezzare la verde pianura del Guadalquivir. Dalla Puerta de Córdoba, dall’Alcazar del Rey Don Pedro e da altri punti è possibile lasciarsi trasportare con la vista sino all’infinito.

Cosa vedere a Carmona - panorama
L’interminabile pianura del Guadalquivir.

A meno di 2 Km dal centro storico, si situa un’ulteriore ricchezza di Carmona: il complesso archeologico. Questo è diviso in due, l’Anfiteatro Romano che ancora è in attesa di valorizzazione e la Necropoli. Quest’ultima, di origine pre-romana (VII a.C.), conserva tombe romane risalenti dal II secolo a.C. al II secolo d.C.. L’itinerario è molto interessante sopratutto perché vi è la possibilità di scendere in alcuni delle sepolture.

Cosa vedere a Carmona - anfiteatro
I resti dell’Anfiteatro romano.
Cosa vedere a Carmona - tomba elefante
La Tomba dell’Elefante.
Cosa vedere a Carmona - necropoli
La Tomba de Servilia nella Necropoli romana di Carmona.

Per il suo patrimonio, l’importanza storica, l’architettura religiosa e civile, i numerosi edifici d’età romana, islamica, barocca e contemporanea, Carmona aspirò per alcuni anni di divenire una città riconosciuta patrimonio dell’Unesco. Purtroppo, con le progressive restrizioni dell’organizzazione internazionale, questo rimase un sogno. Un sogno però, che qualunque turista può compiere tranquillamente percorrendo i 45 Km che dividono Siviglia e Carmona.

–> Prenota la visita in italiano di Carmona partendo da Siviglia

Cosa vedere a Carmona - puerta cordoba
La Puerta de Córdoba.

Nota Bene: Assieme a Medinat al-Zahra, l’Alcazaba d’Almeria, il Cástulo di Jaén, Itálica, Baelo Claudia e i Dólmenes de Antequera, la Necropoli di Carmona è uno dei complessi archeologici e monumentali conservati e valorizzati dalla Junta de Andalucía.

Dove dormire a Carmona

Carmona è una cittadina che offre un buon numero di alloggi turistici, alcuni di ottima qualità. Qui potrete trovare controllare la disponibilità di tutti gli stabilimenti di Carmona. Sotto, invece, tutte le occasioni presenti nella provincia di Siviglia.



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Cosa vedere a Carmona (Siviglia):

  • L’Alcazar de la Puerta de Sevilla
  • L’Alcazar del Rey Don Pedro
  • La Puerta de Córdoba
  • La Plaza San Fernando
  • La Plaza de Abastos
  • L’Anfiteatro Romano
  • La Necropoli
  • I balconi panoramici
  • La Chiesa San Pedro
  • Altre Chiese, Conventi, Palazzi

È possibile visitare Carmona partendo da Siviglia. Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina web dedicata all’attività turistica di Carmona. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivermi ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilate il seguente form:

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5 cose che (forse) non sapevate di Siviglia!

1. Sapete perché nel 2010 la Giralda ha seriamente rischiato di perdere l’onorificenza dell’Unesco?

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Il grattacielo Cajasol o meglio conosciuto come Torre Pelli.

Per colpa di questo grattacielo, la Torre Sevilla (o Cajasol) o più conosciuta come Torre Pelli, dal cognome dell’archistar che la ha progettata (lo stesso della torre Unicredit di Milano). Questo edificio, raggiunge i 180 metri d’altezza, molto più della Giralda che misura solo 104 metri. Con la costruzione della struttura vetrata, la Giralda perse la caratteristica specifica di essere l’edificio più alto di Siviglia. Inoltre, ciò che l’Unesco non accettava, era che, con la realizzazione dell’opera, si perdesse un grandissimo patrimonio paesaggistico. Oggi infatti, dal centro storico di Siviglia, guardando verso ovest, le magnifiche colline dell’Aljarafe sono interrotte dal rigido e risplendente grattacielo Pelli.  Ciononostante, la Giralda continua ad essere patrimonio mondiale Unesco assieme all’Alcázar e all’Archivo de Indias.

2. Sapete perché la famosa birra “Cruzcampo” si chiama così? 

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Il marchio della Cruzcampo.

Ancora oggi vicino alla fabbrica si può notare una croce (cruz) che anticamente era in mezzo alla campagna (campo).

Quando ancora Siviglia non si era sviluppata urbanisticamente, da questo punto era possibile ammirare nella sua totalità la capitale andalusa. La croce, infatti, fu ubicata nel punto orientale (direzione Córdoba) più alto della vega del Guadalquivir sivigliano. Oggi il monumento è tristemente rinchiuso tra mastodontici edifici residenziali.
La Cruz del Campo, Sevilla

3. Sapete cosa significa il logo del comune di Siviglia “NO8DO”?

Il logo del comune di Siviglia: NO8DO.
Il logo del comune di Siviglia: NO8DO.

No + Gomitolo + Do, in spagnolo No + Madeja + Do che si legge “No me ha dejado”, in italiano “Non mi ha lasciato”.

Il logo avrebbe origine dal Re Alfonso X che per ringraziare la fedeltà della popolazione sivigliana fece creare questo simbolo. Negli ultimi decenni NO8DO, interpretandolo come “Siviglia non mi ha lasciato” è un slogan identitario della città, sopratutto in chiave turistica.

4. Conoscete la storia dei toponimi della vie del centro di Siviglia?

Varie Calles del centro di Siviglia prendono il nome dall’insediamento massivo di alcune popolazioni, in determinate vie della città, durante il Secolo d’oro (o Siglo de  oro) spagnolo. In quest’epoca gran parte della mercanzia proveniente dall’America sbarcava al porto di Siviglia.

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La Avenida Constitución, anticamente la Calle de Génova (come si apprezza dal nome di un bar).

Qui si concentravano mercanti provenienti da tutta Europa:

  • Alemanes  (Tedeschi)  –> Calle Alemanes
  • Francos (Francesi) –> Calle Francos
  • Placentines (Piacentini) –> Calle Placentines
  • Genoveses (Genovesi) –> Calle de Génova (che oggi si è trasformata nella Avenida de Constitución)

5. Tenetevi forte…sapete che il canale d’acqua che separa il centro di Siviglia da Triana non è propriamente il Río Guadalquivir?

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Il corso del Guadalquivir a Siviglia oggi (Proyectos Arquitectónicos 2.0).

Ebbene sì! Il fiume non scorre più all’interno della città. Quello che vediamo e che attraversiamo ogni qualvolta che andiamo a Triana è una darsena (si chiama Canal Alfonso XIII). Il fiume vero e proprio scorre ad ovest del quartiere di Triana, oltre El Charco de la Pava. Ciò non è stato sempre così, il fiume passava dove ora scorre il canale e Siviglia era uno dei più importanti porti marittimi (legalmente è considerato marittimo e non fluviale per la relativa vicinanza al mare).

Non vi siete mai resi conto che spesso la corrente nel canale va da sud a nord, quando il normale corso del Guadalquivir dovrebbe essere dalla sorgente alla foce, ovvero da nord a sud?  Questo perché la darsena viene alimentata da sud e scorre sino a nord della città, sino a San Jeronimo dove non trova nessuno sbocco.

…e tu da 1 a 5, quanto conoscevi Siviglia?

 

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