Un punto bianco nella sierra de Grazalema

Grazalema è uno de los Pueblos Blancos (vedi anche Setenil de las Bodegas e Arcos de la Frontera) in provincia di Cadiz. Si ubica sulla strada che collega Ronda ad Arcos de la Frontera. È una piccola cittadina di poco più di 2.000 abitanti che attualmente sta avendo un grande interesse turistico. La sierra de Grazalema, primo parco naturale riconosciuto in Andalusia nel 1984 e Riserva della Biosfera Unesco nel 1997, offre angoli di pace integrando armonicamente la rigogliosa vegetazione con i vari paesini. Il caratteristico colore bianco di questi borghi è dovuto all’usanza di dipingere le case con la calce. Questo servirebbe ad impermeabilizzare le abitazioni ed a riflettere i forti raggi solari d’Andalusia. È curioso però, come Grazalema sia considerata la città spagnola nel quale cadono più millimetri di pioggia durante l’anno.

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Panoramica di Grazalema.

Paesi bianchi in Andalusia: Grazalema

Come la maggior parte dei paesi bianchi, Grazalema ha un’origine araba. Il XVII secolo però, è stato il periodo in cui la cittadina ha avuto una maggior fioritura economica, grazie ai lanifici ed alla produzione delle famose coperte. Un altro prodotto tipico della zona è il queso Payoyo, un gustosissimo formaggio derivato dal latte di capra e fabbricato nel limitrofo paese di Villaluenga del Rosario. Il turismo di Grazalema si incentra principalmente sull’escursionismo, sul trekking e sul relax. Numerosi sono i percorsi attraverso la sierra de Grazalema che collegano i vari paesi bianchi. La vicinanza del parco Los Alcornocales fa sì che, anche in questa zona, sia più che comune incontrarsi con piantagioni di alcornoques, dalla quale si ottiene il prezioso sughero (vedi Parchi Naturali d’Andalusia).

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Grazalema nel bel mezzo della omonima sierra.

Tra il XVI e XVII sorgono le più famose testimonianza culturali di Grazalema. La Iglesia de Nuesta Señora de la Aurora, la Iglesia de San Juan e la Iglesia de San José sono gli unici monumenti religiosi rilevanti del paese. La loro architettura è semplice e rurale, ma risulta in coerenza con la sobrietà della cittadina gaditana.

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Da sinistra a destra: la Iglesia de San José, la Iglesia de San Juan e la Iglesia de Nuestra Señora de la Aurora.

Dove dormire a Grazalema

Sorprende l’attività turistica di Grazalema. Nonostante le piccole dimensioni, qui è possibile trovare molta disponibilità d’alloggio. Qui potrete consultare la disponibilità di tutte le strutture ricettive. Di sotto, invece, tutti gli hotel in provincia di Cadice in offerta.



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Cosa vedere a Grazalema (Cadice):

  • La Chiesa della Nuesta Señora de la Aurora
  • La Chiesa de San Juan
  • La Chiesa de San José
  • Il belvedere

Date le ridotte dimensioni di tutte le cittadine di questa parte della provincia di Cadiz, è molto comune visitare più comuni in una stessa giornata. I tour de los pueblos blancos partono da tutte le maggiori città d’Andalusia Occidentale (Cadiz, Jerez, Malaga, Ronda, Sevilla). Per maggiori informazioni su Grazalema è possibile visitare la pagina web comunale. Per consigli personalizzati o per organizzare un tour non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 



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Frigiliana, tre culture…e in lontananza il Mediterraneo

Nel fantastico ufficio di informazione turistica di Frigiliana, immediatamente, si scopre che questo paese dell’Axarquia ha ospitato tre culture nell’arco della sua storia. Questo non è del tutto sorprendente, dato che, in Andalusia, ebrei, mussulmani e cristiani hanno frequentemente abitato le stesse città.

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Un panorama dalla città, in lontananza si apprezza il Mediterraneo.

Cosa vedere a Frigiliana

Però, Frigiliana è una cittadina speciale. Con i suoi 3.400 abitanti è un paese, della provincia di Malaga, tradizionalmente votato all’agricoltura (in tutta la Axarquia ha molta importanza l’avocado), alla produzione di miele e da qualche tempo al turismo. Lo sviluppo di quest’ultima attività ha fatto sì che vi sia nel comune uno speciale riguardo verso il decoro urbano e che i negozi si specializzino nella vendita di artigianato e gastronomia del luogo.

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Un’abitazione del centro storico di Frigiliana.

Le tre culture di Frigiliana sono ricordate dai vari monumenti del paese e dai molteplici cartelli informativi piastrellati e decorati, che si possono trovare per tutto il centro storico. La stessa maglia urbana del centro abitato è una chiara testimonianza dell’origine araba del paese. Vi sono dati certi che a Frigiliana durante gli ultimi decenni del XV secolo convissero in armonia mussulmani, cristiani ed ebrei.

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Particolare de El Ingenio di Frigiliana.

Il bene culturale che predomina nella cittadina è sicuramente El Ingenio. Quello che fu edificato come palazzo del conte Manrique de Lara nel XVI secolo, oggi è una autentica fabbrica di miele di canna da zucchero, unica produttrice in tutta Europa. Ci sono testimonianze di come la produzione di miele di canna nel Ingenio di Frigiliana fosse già operativa nel ‘700. Alcuni macchinari del primo ‘900, ancora oggi, vengono utilizzati in questo antico edificio civile convertito, per necessità, in produttore economico locale.

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El Ingenio, la unica fabbrica di miele di canna in Europa.

Oltre ad un insieme di beni notevole, Frigiliana vanta di un patrimonio paesaggistico incredibile. Ubicata al limite della Sierra de Tejeda, Almijara y Alhamadista meno di 10 chilometri dal mare Mediterraneo e dalla città costiera più vicina, che è Nerja (vedi Parchi Naturali d’Andalusia).  Per questo motivo, il panorama che si osserva dalla città è meraviglioso, un tipico ambiente serrano in primo piano ed in lontananza i colori del Mediterraneo.

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Frigiliana, la sierra e il Mediterraneo.

Se intraprendiamo qualche sentiero che si addentra nella campagna, possiamo trovare paesaggi incluso migliori. Contemplare la bianca cittadina, su di un fondo verdone e con le tonalità azzurre del mare e del tipico cielo sereno d’Andalusia è un’esperienza che fa di Frigiliana un paese speciale.

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Una simpatica capretta lungo uno dei sentieri rurali che iniziano da Frigiliana.

Dove dormire a Frigiliana

Frigiliana è un’ottima località dove poter soggiornare. Qui potrete trovare tutte le strutture disponibili in questa bellissima cittadina dell’Axarquia. Sotto, invece, tutti gli hotel in offerta in provincia di Malaga.



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Cosa vedere a Frigiliana (Malaga):

  • El Ingenio
  • La Fuente (fontana) Vieja
  • La Casa del Apero
  • Il Torreón
  • La Chiesa di Sant’Antonio da Padova
  • Il belvedere
  • Il Parco della Sierra de Tejeda, Almijara y Alhama

Per maggiori informazioni sul paese è possibile visitare la pagina turistica del comune. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 



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Le contrapposte spiagge di Carboneras

Carboneras è una cittadina della costa levantina della provincia di Almeria di poco più di 8.000 abitanti. Questo comune a nord di Níjar, oltre a essere un paese di pescatori, è famoso per essere quasi totalmente inserito nel Parco Naturale de Cabo de Gata-Nijar. Ciò significa che i paesaggi terrestri e marittimi, in questo spazio protetto, sono unici in tutta la regione. Le montagne di origine vulcanica formano dei terreni aridi e semi-aridi, che sboccano nel mar Mediterraneo.

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La “periferia” di Carboneras, immersa nel Parco Naturale Cabo de Gata-Nijar.

Le spiagge di Carboneras

La frangia costiera con le sue spiagge e le saline sono un notevole patrimonio naturale, così come il gran tratto di mare adiacente ed il suo fondale. Un esempio della ottima conservazione e del rispetto del parco naturale è la Playa de Los Muertos. Questa è una spiaggia lunga poco più di un chilometro, cui deve il peculiare nome ad una leggenda che racconta come in questa parte del litorale si ritrovarono diversi cadaveri di naufraghi sospinti dalla corrente.

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Lo scoglio che caratterizza la Playa de los Muertos.

La spiaggia è di ghiaietta fine, grigiastra, con pietre nere di origine vulcanica che spuntano occasionalmente. La sua bellezza e conservazione viene garantita dal difficile accesso (bisogna scendere da un ripido sentiero abbastanza sconnesso) e dal forte vento “levante” che spazza costantemente la cala. Questi fattori garantiscono un’acqua dal colore blu marino ed una alta frequentazione turistica solamente durante i mesi estivi.

Una fantastica vista della spiaggia de Los Muertos a Carboneras.
Una fantastica vista della spiaggia de Los Muertos a Carboneras.

A differenza della spiaggia de Los Muertos, il paesaggio della playa del Algarrobico è stato deturpato dalla costruzione di un Hotel. Questo edificio è divenuto simbolo della lotta all’abusivismo nel territorio costiero d’Andalusia (anche se in Almeria gli esempi sono piuttosto rari). Questa spiaggia, di 3 chilometri di lunghezza, fu lo spettacolare scenario delle riprese del film “Lawrence d’Arabia” (vedi Cinema in Andalusia). Purtroppo, però, dal 2003, con la costruzione del Hotel Algarrobico, il paesaggio è cambiato notevolmente. La spiaggia continua ad essere di notevolissima qualità, ma la vista del Parco Naturale Cabo de Gata-Níjar è guastata dall’edificio illegale.

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La playa urbana di Carboneras.

Nonostante questo spiacevole esempio, è da sottolineare come le spiagge di Carboneras, ma in generale di tutta la provincia di Almeria, siano di altissima qualità. Diversamente dalla costa malagueña, questa zona andalusa non è sottoposta alle pressioni del turismo di massa ed è per questo che risulta molto piacevole e rigenerante trascorrere una tranquilla giornata in una delle playas di Carboneras.

Dove dormire a Carboneras

Carboneras è un’ottima soluzione per dormire nel Parco di Cabo de Gata. In questa località vi sono alcuni alloggi proprio utili ad esplorare tutte le spiagge della zona. Qui potrete consultare tutti gli stabilimenti e appartamenti e b&b presenti a Carboneras. Di seguito, invece, tutti gli hotel in offerta nel Parco di Cabo de Gata.



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Cosa vedere a Carboneras (Almeria):

  • Il Parco Naturale Cabo de Gata-Níjar
  • La spiaggia de los Muertos
  • La spiaggia del Algarrobico

Per maggiori informazioni sul turismo sol y playa a Carboneras è possibile visitare la pagina web dell’agenzia turistica d’Almeria. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 



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Las minas del Riotinto, un paesaggio marziano in Andalusia

Se nominiamo Huelva, la maggior parte del pubblico italiano non conoscerà questa provincia spagnola. Però, guardando la cartina d’Andalusia, noteremo come questa sia la provincia costiera dell’estremo ovest della regione.

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L’incredibile colore dell’acqua del fiume Rio Tinto.

Giustamente, in un primo momento, si penserà alle spiagge e al classico turismo sol y playa. Infatti, non ci si sbaglia, le coste di Huelva sono bellissime e alcune ancora piuttosto non densamente frequentate. Ma in questo articolo vogliamo farvi conoscere qualcosa in più. Qualcosa di veramente strano, marziano, alieno. Un turismo originale, che non si è ancora diffuso ma che esiste. Un esempio di archeologia industriale in Andalusia.

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Paesaggio marziano nelle Minas de Riotinto.

La mina del Riotinto in Andalusia

Las minas del Riotinto sono delle enormi escavazioni  che dal XVIII secolo sino al 2001 si sfruttarono per estrarre il rame e, in quantità minore, altri metalli. In tre secoli di storia questa mina ha avuto tante trasformazioni, tanti proprietari e tanti successi, come il trionfale XIX secolo sotto la proprietà inglese del Rio Tinto Company Limited.  Ma quest’area ha sofferto anche tante disgrazie, tra cui morti e disastri ambientali.

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Il color rosso (tinto) è dovuto alla presenza di metalli pesanti nel terreno, per lo più rame e ferro.

È un territorio vissuto, totalmente trasformato dall’uomo, ma per questo non meno affascinante. In questa porzione della provincia di Huelva si è sviluppato un turismo specifico. Qui si riuniscono appassionati di archeologia industriale e di geologia. Sempre più successo, anche tra i visitatori comuni, ha la visita guidata nel parco minerario e nel non lontano paese di Niebla.

El corazon de la tierra

Queste escursioni prevedono vari punti d’interesse. Uno di essi è la visita alla Casa 21, ovvero una tipica abitazione vittoriana risalente al XIX secolo, quando la compagnia inglese era la proprietaria della cava. Nella Peña de Hierro, invece, i visitatori potranno entrare in una vera e propria mina sotterranea di 200 metri e conoscere il luogo in cui la NASA studia il progetto MARTE. La visita guidata offre anche l’opportunità di conoscere da vicino alcuni dei mastodontici strumenti che sono serviti per l’estrazione dei metalli.

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Archeologia industriale nelle Minas del Riotinto.

L’attrazione turistica più rilevante di quest’area, però, è l’antica ferrovia mineraria. Attualmente si sono recuperati 12 km di binari, il quale è possibile percorrere seduti tranquillamente su di un treno d’epoca, con locomotrice e vagoni completamente restaurati. In questo percorso si potranno apprezzare gli impattanti paesaggi della mina, il polo industriale e  le bellezze naturali che circondano questo territorio.  Tra queste meraviglie vi è il fiume Rio Tinto, che rimane il protagonista onnipresente di tutti gli itinerari.

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L’ambiente naturale del Rio Tinto.

Dove dormire a Las minas del Riotinto

Con le dita è possibile contare gli alloggi disponibili in questa località, alcuni però sono di ottimo livello. Qui potrete consultare tutti gli hotel disponibili a Las minas del Riotinto. Di sotto, invece, tutti gli alloggi in offerta presenti in provincia di Huelva.



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Cosa vedere a Las minas del Riotinto (Huelva):

  • Il belvedere
  • La Casa 21
  • La Peña de Hierro
  • La ferrovia mineraria

Per maggiori informazioni sulla visita alle Minas del Riotinto è possibile consultare la pagina web del Parque Minero de Riotinto. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 

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Il monastero della Cartuja, un viaggio nella storia di Siviglia

Su Siviglia c’è moltissimo materiale turistico scritto. Tutti i visitatori di questa città conoscono la Cattedrale, la Alcazar, la Plaza de España e Triana. Ma non tutti hanno avuto l’occasione di apprezzare il CAAC.

Il Centro Andaluz de Arte Contemporaneo è molto più di una mostra d’arte contemporanea. Il suo edificio racchiude in sé molta della storia e molte delle trasformazioni della capitale andalusa. Quest’area di Siviglia, che si trova esattamente sull’isola della Cartuja, ovvero tra le due braccia del fiume Guadalquivir, si sviluppò come complesso monastico, per convertirsi, successivamente, in un’apprezzata fabbrica di porcellana.

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Il Monastero de la Cartuja che oggi ospita il CAAC.

Questo monumento venne costruito tra il XV e il XVI secolo. Presenta diversi stili: dal gotico, al barocco, dal rinascimentale al mudejar (stile della popolazione mussulmana stanziata in territorio cristiano). Il monastero della Cartuja divenne un centro religioso molto importante all’epoca, tanto che anche Cristoforo Colombo era abituale frequentatore della biblioteca del complesso. I monaci continuarono le loro opere fino al 1835 quando ci fu l’espulsione dell’ordine religioso per effetto dell’espropriazione forzosa dei beni della Chiesa da parte del ministro Mendizabal.

Il Monastero della Cartuja di Siviglia.
Il Monastero della Cartuja di Siviglia.

Dal 1838 quest’area fu presa in gestione dal commerciante Carlos Pickman che cambiò radicalmente la funzione del monastero. Da edificio religioso la Cartuja si trasformò in una fabbrica di ceramica e di porcellana decorata all’inglese.  Ciò produsse dei grandi sconvolgimenti nell’architettura di questo spazio. Si costruirono forni, ciminiere e tutto ciò che fosse necessario alla produzione.

Le piastrelle o "azulejos" ricordano al visitatore l'antica funzione.
Le piastrelle o “azulejos” ricordano al visitatore l’antica funzione dell’edificio.

L’intero complesso è stato restaurato in occasione dell’Expo ’92 e nel 1997 iniziò ad avere una concreta funzione di centro culturale. Attualmente, questa testimonianza di archeologia industriale sivigliana, ospita il museo d’arte contemporaneo, che offre esposizioni permanenti e temporanee di artisti nazionali e internazionali. Oltre a ciò, è sede del rettorato dell’Università Internazionale d’Andalusia (UNIA).

L'interno del CAAC: si nota la ristrutturazione di uno dei forni.
L’interno del CAAC: si nota la ristrutturazione di uno dei forni.

Così che in questo spazio, fuori dal centro storico, è possibile apprezzare tutta la varietà che esprime Siviglia: dal monastero cristiano agli adorni mussulmani, dalla funzione industriale alla funzione culturale. Oltretutto, il complesso è immerso nel proprio parco del museo e fa si che la visita alla Cartuja sia un’esperienza tranquilla e rigenerante dopo l'”abbuffata culturale” del casco antiguo.

Il forno, il camino e la torre del monastero, tutto nel CAAC della Cartuja.
Il forno, il camino e la torre del monastero, tutto nel CAAC della Cartuja.

Cosa vedere alla Cartuja (Siviglia):

  • Il Monastero
  • L’esposizione
  • Il parco esterno

Il prezzo dell’entrata è più che accessibile. La visita al monumento e alle esposizioni temporali vale 1,80 Euro, invece la visita completa costa solo 3,01 euro. Per maggiori informazioni sul CAAC si può visitare la pagina ufficiale del museo.

Dove dormire per visitare la Cartuja di Siviglia

Come detto, rispetto al centro, la Cartuja si trova dall’altra parte del fiume Guadalquivir, nei pressi del quartiere di Triana. È in questo barrio che è consigliabile soggiornare. Qui potrete trovare tutte le strutture albeghiere della zona. Di seguito, invece, tutti gli hotel in offerta in tutta l’area di Siviglia.



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Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 



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Un paesaggio unico al mondo: la dehesa de Los Pedroches

Al nord della provincia di Córdoba si ubica una comarca, che coincide con la Valle de Los Pedroches, di grande interesse culturale  e naturalistico. La dehesa è un particolare tipo di paesaggio nella quale regna l’armonia tra i tre elementi: umano-animale-vegetale. Questa zona cordobesa, si può considerare un patrimonio culturale-naturale unico al mondo.

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Vacche al pascolo nella dehesa de Los Pedroches.

L’elemento naturale è dato dalle numerose encinas (lecci) e dagli animali allo stato brado presenti in queste colline. Però Los Pedroches, sono da considerarsi anche un patrimonio culturale, poiché questa regione viene modificata costantemente dall’uomo, come un giardino. Quest’ultimo, è riuscito a creare un ambiente produttivo, in cui i bisogni dell’uomo e la natura convivono meravigliosamente.

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I colori della dehesa a Torrecampo.

Cosa vedere ne Los Pedroches

La popolazione locale e gli allevatori, di questa zona della Provincia di Cordoba, vedono la dehesa come un paesaggio comune  e come una forma di vita. Invece i turisti, distaccano la ricchezza naturalistica e le sue potenzialità per il divertimento, come per esempio gli itinerari per l’escursionismo. Questo territorio leggermente irregolare disegna un orizzonte sinuoso dove il verde dell’erba si incontra con il bosco. Il leccio, con le sue foglie perenni attua da filtro e nutre il terreno provocando una diversa gamma di colori dal verde pistacchio all’ocra.

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Una classica immagine de Los Pedroches, il maiale sotto il leccio.

Lo sfruttamento agricolo della Valle de Los Pedroches è principalmente estensivo. Si utilizza una forma di allevamento che mantiene una relazione sostenibile con l’ecosistema naturale. Di notevole rilevanza è l’allevamento del suino.

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L’allevamento estensivo del maiale nella dehesa de Los Pedroches.

Il maiale campestre de Los Pedroches si nutre e ingrassa grazie alle ghiande che il leccio offre in abbondanza. Questo sistema fa si che i prodotti derivanti dall’allevamento del maiale siano di elevata qualità. Da questa regione, verso tutta la Spagna, si esporta il famoso Jamon Iberico de Bellota DOP, ovvero il prosciutto di maiale nutrito a base di bellotas (ghiande). Anche se non con lo stesso successo mediatico, è molto sviluppato, in questa regione, anche l’allevamento estensivo bovino da carne e ovino. Per motivi economici, ci sono zone specifiche della valle in cui l’allevamento intensivo bovino da latte ha sostituito la pratica tradizionale estensiva.

Il centro d’interpretazione dell’allevamento ad Añora.

Della Valle de Los Pedroches fanno parte 17 comuni, molti dei quali hanno un ricco patrimonio culturale, oltre al noto interesse naturalistico. Paesi come Dos Torres, Belalcazar, Pozoblanco o Hinojosa del Duque possono vantare un’architettura e dei giacimenti archeologi d’interesse culturale notevoli. Culturalmente rilevanti sono il tour de las siete villas ed il tour del condado de Belalcazar.

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La Chiesa parrocchiale della Assunción del XV secolo a Dos Torres.
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L’imponente Castello di Belalcazar del XV secolo.

Dove dormire ne Los Pedroches

Questa zona agricola d’Andalusia ha sviluppato una serie di alloggi rurali dove poter rilassarsi. Qui potrete trovre tutte le soluzioni presenti in questo magico territorio. Di seguito, invece, tutti gli hotel in offerta presenti nella provincia di Cordoba.



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Cosa vedere ne Los Pedroches (Cordoba):

  • I paesaggi
  • Il paese di Dos Torres
  • Il paese di Pozoblanco
  • Il paese di Belalcazar
  • Il castello di Belalcazar
  • Il paese di Hinojosa del Duque

Per maggiori informazione è possibile visitare il portale turistico della comarca de Los Pedroches. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 



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Paella? No gracias, Migas

Ok, la paella è il piatto spagnolo più conosciuto, ma certamente in Andalusia non è il più tradizionale. In questa pagina conoscerete las migas andaluzas, un piatto povero proveniente dalla campagna. È una pietanza che riutilizza il pane duro dei giorni anteriori e che proviene dalla dieta dei pastori, come indica la presenza delle verdure e sopratutto della carne di maiale, un ingrediente che si caratterizza per la sua facile conservazione. Per questo motivo, las migas sono un piatto tradizionale che, abitualmente, le persone del luogo preparavano nel campo (in campagna).

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Una padella di Migas andalusa fatta in casa.

In privato, las migas si preparano per le occasioni speciali o per qualche avvenimento. Nei bar sono servite come tapas, mentre che nei ristoranti è possibile approfittare del piatto unico sopratutto durante la stagione invernale. Un’esperienza autentica è la preparazione di questa pietanza su di un focolare in campagna.

La ricetta della migas:

Normalmente gli ingredienti della migas andaluza sono:

  • Pane duro
  • Olio d’oliva
  • Aglio
  • Anice verde
  • Pomodoro
  • Peperone verde
  • Cipolla
  • Carne di maiale (Chorizos e Torreznos)

Spesso, in Andalusia si cerca di dare un tocco di freschezza a questo piatto piuttosto “pesante”, con del melograno, del melone, del cetriolo, delle olive, del rapanello o, come a Malaga, con degli spicchi d’arancia.

Nella provincia di Almeria, la preparazione è un poco differente: non si usa il pane duro, bensì la farina. Oltre alla carne di maiale e alle verdure, si usa aggiungere al composto delle sardine, l’aglio (con la pelle!) e in alcuni casi anche del cioccolato.

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Una migas dell’Alpujarra.



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Setenil de las Bodegas…..e non ci credi

Sulla strada che conduce a los pueblos blancos (vedi Grazalema e Arcos de la Frontera) e al nord del Parco de los Alcornocales si trova Setenil de la Bodegas, una cittadina di 2.800 abitanti nella sierra di Cadiz.  Setenil non è propriamente un paesino turistico tipico, come i “paesi bianchi” della provincia. Se los pueblos blancosnormalmente, svettano dalla cima di un promontorio, Setenil è inghiottita dalla vallata. Il verbo “inghiottire” è sicuramente il più adatto per descrivere i paesaggi che offre questa cittadina.

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Setenil è in provincia di Cadiz, ma non lontano da Malaga.

Visitare Setenil de las Bodegas

Come Ronda e Alhama de Granada, anche Setenil fu un abitato fondamentale per la protezione del regno Nazarì. Questo nucleo storico fu considerato inespugnabile da parte dei Re Cattolici, che dovettero produrre sette assalti prima di conquistare Setenil de las Bodegas. Il nome Setenil proviene proprio da Septem nihil, ovvero settimo assedio. Fortunatamente, ancora oggi, il paese conserva delle testimonianze mussulmane, come la fortezza Nazarì del XIII secolo.

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Vista di Setenil. Si apprezza, al fondo, la Torre mussulmana dell’Homenaje.

Ma ciò che caratterizza maggiormente questo pueblo è lo spettacolare tessuto urbano. Setenil de las Bodegas è un meraviglioso esempio di come l’uomo sia stato capace di adattarsi alla morfologia di questo territorio. Le case e la roccia si utilizzano e si complementano mutuamente fino a creare uno spazio residenziale. Sicuramente, non si può definire Setenil un luogo comodo dove stanziare, per questo motivo è comune la visita di questo originalissimo paese nell’arco di una sola giornata.

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A Setenil è l’uomo che si è adattato alla morfologia del territorio.
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La Calle Sombra a Setenil de las Bodegas.

Se come abbiamo detto, non è consuetudine soggiornare in questo paese, è quasi obbligatorio sedersi alla Calle Sol (uno dei pochi luoghi della vallata in cui entrano i raggi del sole) e provare qualche specialità enogastronomica gaditana (di Cadiz). Questa via, infatti, è frequentatissima dal così detto turismo itinerante (motociclisti, ciclisti, etc.). Accompagnare una migas, una sopa cortijera (zuppa cortigiana), del queso de cabra (formaggio di capra) con del buon vino bianco o rosso di Cadiz, in questo incredibile posto, è una delle sensazioni più particolari che si possono provare in Andalusia.

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La celebre zona dei bar nella Calle Sol di Setenil.

Dove dormire a Setenil de las Bodegas

Setenil de las Bodegas, essendo di piccole dimensioni, non offre una varia offerta di alloggio. Qui potrete trovare gli unici hotel presenti nel paese dove vivere la magia del borgo. Di seguito, invece, tutte le offerte presenti nella zona.



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Cosa vedere a Setenil de las Bodegas (Cadice):

  • La Torre del Homenaje
  • I belvedere
  • La Calle Sol
  • La Calle Sombra

Maggiori informazioni su Setenil de las Bodegas si possono trovare nella pagina web dell’agenzia turistica di Cadiz. Per consigli personalizzati o per organizzare un tour non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 



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La Feria è la Feria, ma…..cos’è la Feria in Andalusia?

Spiegare cosa significhi la feria in Andalusia è forse impossibile, risulta necessario viverla. Inseme alla Settimana Santa, questo evento è la manifestazione popolare più significativa per le varie comunità della regione. Innanzitutto è un evento sociale, economico e culturale che si produce in un determinato luogo (recinto ferial) e che riguarda un determinato tema. In passato questi eventi si relazionavano con argomenti religiosi e agricoli (sopratutto l’allevamento).

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L'”arte” di cavalcare nella feria di Córdoba.

Quest’oggi, in questa regione, la feria è divenuta una celebrazione della cultura andalusa. Solo quella di Jerez de la Frontera integra, tutt’oggi, la festa culturale con l’esposizione di cavalli. Solitamente le celebrazioni durano una settimana. Iniziano il lunedì sera con “el alumbrao (l’accensione delle luci decorative) e durano fino alla domenica sera.

Accingendosi alla feria de Jerez.
Accingendosi al recinto di Jerez.
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Sfilano le carrozze nel recinto.

In questa esaltazione della cultura andalusa buona parte della popolazione locale si veste con l’abbigliamento tradizionale. Gli uomini portando il traje corto e le donne il colorato traje flamencaÈ altrettanto tipico veder accedere al recinto feriale, le persone più benestanti, direttamente a cavallo o in carrozza. Il flamenco anima la festa tutti i giorni della feria. In particolare viene suonata la sevillanas, una variante allegra di questo genere musicale andaluso.

Moltissimi sono gli elementi caratteristici della feria. La portada è una struttura architettonica effimera che normalmente si situa all’entrata del recinto. Questa rappresenta la porta d’entrata alla manifestazione, è tipicamente ad arco ed adornata con luci e colori.

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Flamencas tra le casetas del recinto feriale.
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Ragazze con il classico traje flamencas.

Le casetas sono chioschi coperti, fatti interamente di tela, con decori, arredi, ornamenti e colori tradizionali d’Andalusia. In questi luoghi normalmente si vendono specialità gastronomiche locali, come per esempio il jamón e il rebujito. Questi sono gestiti direttamente da famiglie, da associazioni o da enti pubblici o privati che pagano per offrire questo servizio di ristoro. Normalmente le casetas sono ad accesso libero, fatta eccezione per alcuni casi, sopratutto a Siviglia, dove vi è una restrizione all’ingresso molto severa.

L’albero de la feria è la caratteristica “sabbietta” giallastra che si trova in tutta l’ampiezza della feria e nelle varie plazas de toros della regione. Proviene da una roccia sedimentaria molto dura. Nelle ore più calde del pomeriggio, l’albero viene bagnato facendo sì che rimanga compatto e non si sollevi polvere al passaggio delle carrozze e dei cavalli. È più che frequente la presenza nel recinto feriale di giostre e giochi che intrattengono il pubblico più giovane.

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Sevillanas accedono alla Feria.

Tutti i comuni d’Andalusia organizzano la propria feria ogni anno. La stagione inizia ad aprile con la Feria de Mairana del Alcor (Siviglia) e termina ad ottobre con la Feria de San Lucas ad Jaen. È consuetudine che durante la settimana di festa, vi sia la corrida nella plaza de toros del comune.

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La portada della Feria di Conil de la Frontera.

La feria in Andalusia

Las ferias più importanti della regione sono:

  • De Mairena del Alcor (la più antica)
  • Feria de Abril de Sevilla
  • Del Caballo de Jerez de la Frontera
  • De Nuestra Señora de la Salud de Cordoba
  • De Agosto de Malaga (avviene di giorno nel centro urbano e di notte nel recinto feriale)
  • De San Lucas de Jaén (l’ultima della stagione estiva)
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La portada della Feria di Córdoba.

Ogni cittadino andaluso è strettamente legato alla feria del proprio paese d’origine. In questo avvenimento le famiglie possono spendere qualche migliaia di euro durante la settimana. Incluso, si conoscono casi dalla richiesta di finanziamenti bancari per onorare al meglio l’evento popolare più importante dell’anno.

Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 



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Il re della feria: il “Rebujito”

Tutti lo sanno, in qualunque feria d’Andalusia (sopratutto di Cadiz, Jerez e Siviglia) il protagonista assoluto è il rebujito. È inevitabile che questa bevanda sia la più consumata durante questi eventi popolari. Il calore del sole, la secchezza prodotta dall’albero de la feria, il flamenco e la festa fan sì che il rebujito sia il prodotto alcolico più desiderato e venduto nelle casetas.

Perché il rebujito ha tanto successo in queste manifestazioni è presto spiegato. I suoi ingredienti fan si che la bevanda sia allo stesso tempo leggermente alcolica, fresca e locale.

Cos’è il rebujito

I tre ingredienti sono:

Rebujito

Normalmente il rebujito si serve in jarras (caraffe) o macetas (vasi) da un litro, con vari bicchierini che invitano a condividere la bevanda. Il prezzo varia abbastanza dal luogo in cui si compra, ma abitualmente vale dai 6 ai 10 euro.

È una specialità alcolica tipica sivigliana, usata in tutte le manifestazioni popolari, dalla feria alla romeriaTutta la costa ovest andalusa concepisce il rebujito come il re incontrastato delle celebrazioni, mentre che a Malaga il vino Cartojal e a Cordoba il vino de Montilla minacciano l’egemonia di questo prodotto.



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