Le 3 U di Jaén: Úbeda, Unesco, Ulivo

“Irse/Perderse por los Cerros de Úbeda”

è una espressione Andalusa che si utilizza quando qualcuno, spiegando qualche concetto, prolunga troppo il proprio racconto perdendo l’obiettivo iniziale. Questa famosa espressione ha origine nel 1231 quando il Re cattolico Fernando III di Castiglia si propose di recuperare Úbeda, a quel tempo in mano ai mussulmani. Durante l’attacco decisivo un gruppo di soldati non si presentò al fronte. Finito l’assedio e conquistata la cittadina, il capitano Álvar Fáñes “el Mozo” giustificò al Re l’assenza del proprio nucleo di uomini dicendo che si era perso tra le colline di Úbeda.

Il panorama del mare di ulivi che si apprezza dal mirador di Ubeda.
Il panorama del mare di ulivi che si apprezza dal mirador di Ubeda.

Visitare Úbeda

Percorrendo l’autostrada che collega Cordoba (e l’Andalusia) con Madrid ci addentriamo in Jaén, una provincia non molto conosciuta turisticamente. Jaén è una delle tre province andaluse senza mare (le altre sono Cordoba e Siviglia), o meglio, senza un mare d’acqua. Il mare di Jaén è verde, ed è composto da onde di ulivi. Al centro di questa provincia si ubica Úbeda, una cittadina di 35.000 abitanti, capoluogo del territorio chiamato La Loma, un’area famosa per essere la maggior produttrice al mondo di olio d’oliva. Il 15% dell’olio d’oliva mondiale proviene da questa piccola regione agricola di Jaén. La ruralità del territorio caratterizza la cittadina in ogni suo aspetto. Sicuramente Úbeda non è il classico paesotto a vocazione prettamente turistica, bensì conserva la propria identità agricola e la valorizza congiuntamente al ricco patrimonio culturale (vedi Tour della Provincia di Jaén).

La Collegiata Santa Maria Maggiore de los Reales Alcázares du Úbeda.
La Collegiata Santa Maria Maggiore de los Reales Alcázares du Úbeda.

Úbeda, infatti, forma con Baeza uno dei patrimoni Unesco d’Andalusia, precisamente “l’insieme monumentale rinascimentale di Úbeda e Baeza“. Il piccolo centro storico è una perla grezza nel mare verde della campagna. Lo stile rinascimentale dei beni Unesco si mescola con l’influenza araba, con il barocco e in alcuni casi con il gotico. La più grande testimonianza rinascimentale di tutta la Spagna è sicuramente la Plaza Vázquez de Molina di Úbeda. In essa si affaccia la Sacra Capilla del Salvador, la Collegiata di Santa Maria Maggiore, il palazzo del Deán Ortega e il palazzo de las Cadenas (l’attuale sede del Municipio). Questi quattro maestosi edifici tipicamente color ocra racchiudono l’ampia piazza e altri beni rinascimentali di minor importanza.

La Sacra Capilla del Salvador e il Palazzo di Deán Ortega nella piazza rinascimentale di Úbeda.
La Sacra Capilla del Salvador e il Palazzo di Deán Ortega nella piazza rinascimentale di Úbeda.

Di rilevante interesse sono, anche, la muraglia e i torrioni difensivi che circondano tutto il casco antiguo. Questi sono la cornice di un tranquillo nucleo storico che offre al visitatore tantissime testimonianze culturali. In primo luogo è da rimarcare la bellezza e l’immensità del Hospital de Santiago. Un edificio che sino al 1975 è stato un vero e proprio Ospedale cittadino e che ora è il principale centro culturale e landmark turistico di Úbeda.

L’Hospital de los Honrados Viejos del Salvador di Úbeda.
L’Hospital de Santiago di Úbeda.

Come per tutta l’Andalusia e la Spagna, una grande influenza sulla città di Úbeda la ha avuta la comunità ebrea. I cognomi, la cultura e alcuni edifici, come la recente scoperta della Sinagoga (2007), testimoniano questo passaggio. Incredibile è la storia della rivelazione di questo prezioso patrimonio religioso medievale. Durante la riqualificazione di tre comuni costruzioni residenziali, vengono alla luce degli archi strutturali nascosti tra le pareti divisorie. Investigando più a fondo e scavando accuratamente, si scoprì come in quel sito si nascondesse un’importantissima Sinagoga. Un luogo di culto scavato nella roccia, con vari spazi per la preghiera, la “galleria delle donne”, la cantina e un’impressionante bagno di purificazione naturale di acqua risorgiva.

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Insomma, questa cittadina è uno straordinario esempio dell’Andalusia autentica, dove il turismo non ha soppiantato le altre attività tradizionali e dove cultura e agricoltura continuano a convivere armoniosamente.

Come il capitano  Álvar Fáñes “el Mozo”, perdetevi tra i colli di Úbeda!

Dove dormire a Úbeda

Nonostante le esigue dimensioni, Úbeda ha già una certa rilevanza turistica ed è per questo che con facilità sarà possibile trovare alloggio. Qui potrete consultare tutti gli stabilimenti presenti in questa località patrimonio Unesco. Di seguit, invece, tutte le offerte in provincia di Jaén.



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Cosa vedere a Úbeda (Jaén):

  • La Piazza Vázquez de Molina
  • La Sacra Capilla del Salvador
  • La Collegiata di Santa Maria Maggiore
  • Il palazzo del Deán Ortega
  • Il palazzo de las Cadenas
  • La muraglia
  • L’Hospital de los Honorados Viejos del Salvador
  • La Sinagoga

Per maggiori informazioni turistiche è possibile consultare la pagina ufficiale dell’officina turistica del comune di Úbeda. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 



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10 sensazioni (per 5 sensi) da provare a Siviglia

La vista di Siviglia:

A Siviglia c’è molto da vedere, molta bellezza da contemplare e moltissimo patrimonio culturale da scoprire. Sicuramente la vista dello skyline sivigliano, con la Giralda onnipresente, è qualcosa che non può lasciare indifferenti. Dall’alto de Las Setas (Metropol Parasol de la Encarnación), al tramonto, Siviglia s’illumina ed è bellissima, perché, come dice la canzone: “Sevilla tiene un color especial!”.

Lo skyline di Siviglia da "Las Setas".
Lo skyline di Siviglia da “Las Setas”.

Somma indecisione per quanto riguarda la seconda scelta. L’Alcazar, il Monastero de la Cartuja, il Ponte di Triana con il Guadalquivir, la Torre de Oro sono tutti beni unici e che andrebbero premiati, ma per l’autorevolezza e per l’armonia tra gli elementi antropici e naturali scegliamo la vista della Plaza de España dal Parco Maria Luisa.

La magnifica Plaza de España di Siviglia.
La magnifica Plaza de España di Siviglia.

L’udito:

Andalusia è la terra del Flamenco ed è proprio da qui che iniziamo. Particolari sensazioni trasmette la Sevillana, un sottogenere del Flamenco che specialmente viene suonata durante la Feria. La musica, accompagnata dal suono del taconeo (sbattere il tacco contro il suolo),  las palmas (tenere il ritmo con le mani) e dall’entusiasmo che manifestano las bailaoras, fa sì che la Feria sia un evento gioviale e di manifesta bellezza.

Se in Aprile si ascoltano le divertenti musiche della Feria, poco prima, durante la Settimana Santa, sono immancabili  le marce delle confraternite. A Siviglia le bande provano tutto l’anno le musiche della Settimana Santa. I luoghi preferiti dove i musicisti si radunano per affinare le melodie sono la riva del Guadalquivir e il Parco Maria Luisa. Perciò nella capitale andalusa, in qualunque epoca dell’anno, se ascoltate una marcia di questo genere, fermatevi e godetevela, poiché questa è Siviglia!

L’olfatto:

Non ci sono dubbi, due sono gli odori che caratterizzano Siviglia: el Azahar e “el olor a Semana Santa“. Il primo è il fiore dell’arancio che in primavera dona il suo aroma per le vie della città. Sembra impossibile, ma sopratutto durante le sere primaverili, viene voglia di passeggiare per le vie alberate del centro solo per essere inebriati da questo delicato profumo che annuncia l’imminente arrivo dell’estate.

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Il fiore dell’arancio caratterizza le sere primaverili di Siviglia.

“El olor a Semana Santa” è il profumo dell’inceso. A Siviglia, l’incenso viene identificato strettamente con la Settimana Santa anche se viene venduto per le strade durante tutto l’anno. I “venditori di fumo” ambulanti si appostano agli angoli delle vie più frequentate come l’Avenida Costitución, il Patio de Banderas, la Calle Sierpes e la Calle Tetuán e dispensano nell’ambiente, par attirare la clientela, il caratteristico profumo di questa resina.

I "vendedores de humo" cercano di invogliare la clientela bruciando parte del loro prodotto.
I “vendedores de humo” cercano di invogliare la clientela bruciando parte del loro prodotto.

Il tatto:

D’estate a Siviglia fa caldo, caldissimo. Anche di notte la situazione non migliora, l’afa è opprimente. Tutto ciò se non si passeggia lungo il Guadalquivir per “tomar el fresco”. La brezza che il fiume regala ai residenti e ai turisti, nelle notti d’estate, è qualcosa di sublime e di necessario.

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La passeggiata adiacente al Ponte di Triana a Siviglia viene rinfrescata dalla brezza del Guadalquivir.

L’Alcazar di Siviglia è un patrimonio bellissimo, da vedere e rivedere. Ma avete mai sfiorato gli arabeggianti adorni in gesso del palazzo? Non suggerisco di “tastare” i delicati e preziosi graffiti mudejar, bensì sfiorarli e seguir il loro disegno con la punta delle dita.  Solo in questo modo si apprezza realmente il lavoro e l’arte che i mori hanno usato per fabbricare questo patrimonio culturale.

Uno dei tantissimi adorni mudejar dell'Alcazar di Siviglia.
Uno dei tantissimi adorni mudejar dell’Alcazar di Siviglia.

Il gusto:

Tra le tantissime specialità gastronomiche d’Andalusia cosa consigliare? Los Chicharrones di Siviglia è un piatto che consiste in pezzi di cotica di maiale fritti. A mezzogiorno, nel mercato della Calle Feria, è possibile provare questa pietanza in una delle macellerie della Plaza de Abastos (mercato).  Il gusto, accompagnato dalla convivialità del luogo, fa si che l’esperienza sia autenticamente di Siviglia.

Tapa di Chicharrones di Siviglia appena fritti.
Tapa di Chicharrones di Siviglia appena fritti.

Il Serranito è la tapa sicuramente più comune di Siviglia. Consiste in un panino caldo di lonza di maiale completato con delle fettine di pomodoro, una buona fetta di Jamón Serrano e un peperone verde arrostito.  In qualunque bar della città è possibile ordinare questa semplice prelibatezza ed è per questo motivo, forse, che il  gusto del Serranito è quello che meglio identifica la capitale d’Andalusia.

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Un gustoso serranito a Siviglia .

 



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El Rocio: un rito polemico in un paesaggio splendido

El Rocio è una piccola frazione di Almonte, una località nella provincia di Huelva. Per quasi tutto l’anno è un tranquillo borgo di 1.635 abitanti immerso nel Parco Nazionale di Doñana con qualche visita turistica durante il fine settimana, mentre che, per la Romeria del Rocio (che si celebra la Domenica di Pentecoste) diviene un luogo di pellegrinaggio nella quale si riuniscono fino ad un milione di devoti. Questa celebrazione, che richiama religiosi da tutte le province d’Andalusia, viene molto discussa nella Regione. Anche se apparentemente il rituale continui ad essere quello tradizionale, molti sono quelli che mettono in discussione la veridicità della fede con la quale avviene (molti sono gli andalusi che vedono la Romeria del Rocio come un bagordo portato all’estremo). Oltre agli eccessi dei festeggiamenti, a volte sconfinanti nell’illegalità, la Romeria del Rocio viene messa in discussione per l’impatto ambientale che la festa ha sul delicato habitat del Parco Patrimonio Unesco di Doñana. Insomma in Andalusia, El Rocio è come la Settimana Santa, o si ama o si odia.

–> Visita del Parco Nazionale Doñana da Siviglia

Il tradizionale pellegrinaggio verso El Rocio (franalonso7blogspot – Grazie @sarviponce).
Il tradizionale pellegrinaggio verso El Rocio (franalonso7blogspot – Grazie @sarviponce).

Dal punto di vista culturale, la Romeria è assolutamente interessante. Il pellegrinaggio per lo più avviene della forma tradizionale, ovvero con il carro trainato dai buoi e accompagnato dagli immancabili cavalli. Oggigiorno però, anche per accorciare i tempi del viaggio,  è frequente vedere carri decorati con i colori tipici d’Andalusia trainati dai trattori. Tutto l’evento si svolge, come per la Feria, con l’abito tradizionale (l’abito da Romeria è un poco differente da quello da Feria) e tra balli, canti, mangiate, bevute e qualche preghiera. La domenica notte e l’alba del lunedì, dopo lunghe devozioni,  è quando viene portata in trionfo la Blanca Paloma (Colomba Bianca), ovvero la Madonna del Rocio o la Reina de las Marisams (Regina delle Paludi). Questo momento è sicuramente il più suggestivo, dove la fede prende forma attraverso scene nevrasteniche e sensazionalistiche.

La moltitudine di devoti in pellegrinaggio verso El Rocio (Grazie @sarviponce).
La moltitudine di devoti in pellegrinaggio verso El Rocio (Grazie @sarviponce).

Finita la settimana di eccessi, El Rocio ritorna ad essere un piacevole paesino immerso nella natura, dove la sabbia nasconde le vie di comunicazione, i fenicotteri e i cavalli passeggiano nella palude sotto il sole cuocente  e nella quale il bianco santuario de la Nuestra Señora del Rocio ritorna alla sua tranquilla sussistenza. Durante il fine settimana vi è qualche turista (per lo più turismo nazionale) che sosta in questa località prima di giungere a Matalascañas, meta finale e nota località balneare anch’essa immersa nel Parco di Doñana.

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Il Santuario de El Rocio e la palude adiacente in una giornata d’agosto.

Il paesaggio, come tutto quello del Parco, è meraviglioso. L’ocra della sabbia, il verde dei pini mediterranei, il blu della palude e il cielo azzurro d’Andalusia offrono un quadro spettacolare che deve essere protetto.  La sfida è quella di far sussistere il culto religioso con il prestigioso habitat dell’avifauna e della lince iberica. El Rocio e Matalscañas hanno la fortuna di ubicarsi in un luogo unico al mondo e per questo motivo devono rispettarlo, conservalo e “sfruttarlo sostenibilmente”.

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Il Charco de la Boca, la palude adiacente alla località de El Rocio. In estate l’acqua lascia posto all’erba e i fenicotteri ai cavalli.

Dove dormire a El Rocio

El Rocio è una cittadina piuttosto piccola però propone diverse soluzioni di alloggio. Qui potete trovare tutte le offerte disponibili in città.



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Cosa vedere a El Rocio (Huelva):

  • Il Santuario de la Nuestra Señora del Rocio
  • Il Charco de la Boca
  • Il Parco Naturale Doñana

Per maggiori informazioni su El Rocio è possibile visitare una pagina del portale turistico d’Andalusia dedicata appositamente all’evento e al paesino. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 



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Pitres: un porto di mare (senza mare) nell’Alpujarra granadina

L’Alpujarra è una zona a cavallo tra le Province di Granada e Almeria, ai piedi della Sierra Nevada (vedi Parchi Naturali d’Andalusia). Un territorio geograficamente montagnoso che offre incredibili paesaggi tra mandorli, vigneti e terrazzamenti.  Qui sembra che il tempo si sia fermato. I paesi perfettamente adattati ai dislivelli, al clima temperato e all’intensa idrografia punteggiano i fertili pendii delle montagne. Quest’ultima caratteristica ha fatto sì che l’Alpujarra sia stata una zona apprezzata da tutte le civiltà  insediatesi in Andalusia. Le caratteristiche strade lastricate e tortuose sono dei percorsi perfetti per passeggiare e respirare pace e tranquillità.

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Uno splendido scorcio invernale del borgo di Pitres.

Visitare Pitres

Pitres è una frazione di La Taha, un altro comune dell’Alpujarra granadina. Questa località, di poco più di 400 abitanti e a 1.249 metri d’altezza, non si distingue per il proprio patrimonio artistico o architettonico, bensì per il proprio folklore e per l’ironia dei suoi cittadini. Los barbaros, così vengono chiamati gli abitanti di Pitres per la feroce opposizione alle rivolte dei Moriscos nel XVII secolo, sono proverbialmente dei burloni. La leggenda vuole che, un giorno, un celebre politico locale si diresse a Pitres con la finalità di chiedere ai sui abitanti il voto alle posteriori elezioni. Si racconta, che i residenti dopo aver ascoltato la volontà dell’autorità, chiesero (scherzosamente) a cambio un porto di mare nel paese. Sorprendentemente il politico replicò: “Concedido lo tenéis!” (A voi è concesso).

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La placca commemorativa della leggenda de Pitres: un porto di mare a 1.249 metri.

Lo scherzo si protrae fino ai giorni nostri. Pitres è riconosciuta legalmente come porto di mare, ha “attraccato” la prima barca nel 1998 e tutti gli anni, nel mese di luglio, si festeggia la Virgen del Carmen, la patrona del mare  e la protettrice dei marinai. Durante la festa si consumano grandi quantità di espetos de sardinas (spiedini si sardine), non propriamente una pietanza tradizionale dei monti dell’Alpujarra granadina. Inoltre, durante la manifestazione si commemora un altro passo della leggenda, ovvero quello di piantare sardine (obbligatoriamente a testa in su) nel terreno. Questo atto, molto probabilmente, è sempre stato un gesto propiziatorio per la fertilità della terra.

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La spaziosa e alberata piazza di Pitres in una vista notturna.

Come anticipato, Pitres non offre delle eccellenza artistiche o architettoniche, ma ciò non significa che non abbia cultura e storia. La sua piazza è probabilmente di origine romana, anche se nessun elemento può testimoniarlo con certezza. Tutti i paesi dell’Alpujarra hanno un’origine molto antica, ma la tradizione del “riuso dei materiali” in queste zone isolate, ha fatto sì che  le testimonianze storiche siano state cancellate. Nonostante ciò, l’Alpujarra è una zona turisticamente molto attiva. Il turismo rurale, l’escursionismo, il trekking, attivano l’economia di questi tipici paesini di montagna in Andalusia.

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I camini delle abitazioni di Pitres, un paesaggio che si ripete infinite volte nell’Alpujarra granadina.

Dove dormire a Pitres

Pitres è una minuscola cittadina e gli alloggi turistici si possono contare con le dita di una mano. È per questo che consiglio di cercare soluzioni in soluzioni in tutta la regionre. Infatti, vari sono i B&B e agriturismi presenti nelle varie vallate dell’Alpujarra. Qui è possibile consultare tutti gli alloggi disponibili nell’Alpujarra Granadina. Di seguito, invece, le offerte in provincia di Granada e città di Granada.



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Cosa vedere a Pitres (Granada):

  • Il paesaggio dell’Alpujarra
  • Il borgo di Pitres
  • Il “porto” di Pitres
  • Il borgo di Capilerilla
  • Il Chorreón

Per maggiori informazioni su Pitres è possibile visitare la pagina web del comune di La Taha.

Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 

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A Baeza tra cultura e ruralità

Come per la provincia di Huelva, anche la provincia di Jaén è poco conosciuta nel mercato turistico internazionale. Però, questa provincia tipicamente agricola può offrire piacevoli e autentiche esperienze di viaggio. Baeza, in particolare, è una cittadina di 16.000 abitanti che, assieme a Úbeda, forma uno dei patrimoni Unesco d’Andalusia. Questo riconoscimento pervenuto dal 2003 premia il patrimonio storico-monumentale rinascimentale dei due paesi. In verità, affermare che a Baeza vi siano solo beni cristiani rinascimentali è molto riduttivo. Come per tutta l’Andalusia, anche in questa cittadina di Jaén, le testimonianze storiche sono molto varie. Dai romani ai cristiani, passando per i goti e i mussulmani, tutte queste popolazioni hanno lasciato traccia del loro passaggio a Baeza.

catedral de Baeza

Cosa vedere a Baeza

La configurazione del tessuto urbano di Baeza è tipicamente mussulmano. I vicoli e le stradine strette sfociano nelle piazze del paese, che continuano ad essere tradizionali luoghi di convivialità. La Plaza de Santa Maria è la piazza principale. Qui si affaccia l’imponente Cattedrale del 1147, che come spesso accade in Andalusia è stata edificata sulle ceneri di un’antica moschea. La Cancillerias gotica, la Fuente (Fontana) Santa Maria e il Seminario di San Filippo Neri completano il paesaggio di una delle piazza dal più alto valore storico-culturale di Spagna.

Baeza - Fuente de los Leones

Un’altra piazza d’incommensurabile valore è la Plaza de los Leones o del Populo. In questa piazza troviamo una prova tangibile della muraglia cittadina, con la Puerta de Jaén. L’antica Carniceria (Macelleria) del XVI secolo, il Palazzo di Jabalquinto e la Casa del Popolo, palazzo gotico che oggi ospita il centro d’informazione turistica, sono gli altri beni d’interesse turistico del paese che davvero meritano la pena. Dal mio punto di vista, ciò che deve colpire di Baeza, così come di Alhama de Granada, è l’armonia del paese con il proprio paesaggio naturale, in questo caso agricolo. Questa cittadina, come tutta la provincia di Jaen, non ostenta, nonostante il riconoscimento Unesco,  nessun tipo di vanità e di arroganza. La semplicità, come semplice è l’imperterrito color ocra degli edifici, è la caratteristica principale di Baeza.

Palacio de Jabalquinto, Baeza

Ma l’ocra cittadino si fonde con il verdone. I caratteristici lunares (poua) verdi della provincia di Jaen, si integrano con il paese, nello stesso modo con cui i contadini entrano e vivono ancora la città monumentale. Se per l’Andalusia l’ulivo è importante, per questa zona d’entroterra è fondamentale per il sostentamento di gran parte della popolazione. Gli uliveti, ancora oggi, circondano il paese, creando la magnifica immagine di un’isola color terra in un ondeggiato mare verde. Inoltre, l’olio d’oliva di questa zona, frutto della tradizione e del lavoro dei braccianti, è molto apprezzato. Tanto da creare anche una nuova diversione: l’oleoturismo (ti può interessare anche il Tour della Provincia di Jaén).

Dove dormire a Baeza

Lo sviluppo turistico degli ultimi anni ha portato che a Baeza ci siano diversi alloggi. Qui potrete trovare tutte le soluzioni disponibili nella cittadina. Di sotto, invece, tutti gli hotel in offerta in provincia di Jaén.



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Cosa vedere a Baeza (Jaén): 

  • La Piazza Santa Maria
  • La Cattedrale
  • La Cancillerias
  • La Fuente (Fontana) Santa Maria
  • Il Seminario di San Filippo Neri
  • La Piazza de los Leones o del Populo
  • La Puerta de Jaén
  • La Carniceria (Macelleria)
  • Il Palazzo di Jabalquinto
  • La Casa del Popolo

Per maggiori informazioni e prenotazioni per Baeza  è possibile consultare la web di promozione turistica di Úbeda e Baeza. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 



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El Torcal de Antequera: un paesaggio lunare a 30 minuti da Malaga

In Andalusia, oltre a degli ambienti marziani come lungo il Riotinto in provincia di Huelva, possiamo trovare veri e propri paesaggi lunari. El Torcal in provincia di Malaga è un ambiente montagnoso unico in Spagna. Quest’area protetta si ubica precisamente nei confini municipali di Antequera, una cittadina abbastanza grande che si trova a mezz’ora dalla capitale della Costa del Sol. Quest’anomalo paesaggio carsico si è sviluppato a causa dei vari agenti erosivi che hanno modellato magnificamente la roccia.

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Il paesaggio carsico del Torcal di Antequera.

El Torcal è formato da rocce calcaree di origine Giurassica. In questo periodo geologico, il territorio Andaluso fu ricoperto dall’Oceano Atlantico e per questo motivo sono numerosi i reperti fossili marini osservabili in questa zona. I sentieri turistici preparati variano a secondo della lunghezza e della difficoltà. Gli itinerari anche più semplici, comunque, presentano alcune asperità impegnative. La fatica, però, viene considerevolmente premiata dalle vedute irreali che la morfologia del territorio offre.   I tre percorsi offerti (1,5 km – 2,5 km – 4,5 km) si integrano perfettamente con l’ambiente. Le infrastrutture artificiali sono minime, così da consentire la contemplazione nella loro totalità di questi paesaggi scenici.

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El Torcal è un Paro Naturale atipico di 1.171 ettari in provincia di Malaga.

Nonostante l’afflusso di visitatori, quest’ambiente continua ad essere l’habitat dello stambecco iberico (cabra montés), che in lontananza, ma senza timore, si lascia ammirare in tutta la sua selvaticità. El Torcal, nonostante la sua originale inospitalità, oggi è l’ideale per passare una giornata differente dalla spiaggia e dalle consuete capitali culturali della regione. È un viaggio consolidato e utile per scoprire una piccola parte dell’entroterra di Malaga. Per questo motivo, i collegamenti tra Antequera e i principali destini turistici (Malaga e Siviglia) sono molto efficienti. Treni, autobus e agenzie di viaggio offrono una ampia scelta di orari, tariffe ed esperienze.

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Spettacolare panorama dalla cima del Torcal, al fondo si intravede Antequera.

L’escursione al Torcal è qualcosa di assolutamente irripetibile in Andalusia. Queste antichissime rocce, nella patria della gustosa Porra Antequerana, trasmettono emozioni trascendentali. La maestosità della natura e la testimonianza del tempo trascorso faranno meditare qualunque persona sull’essenza della vita e la fragilità del singolo individuo.

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Le secolari rocce del Torcal testimoniano il passare inesorabile del tempo.

Dove dormire al Torcal

Per visitare il Torcal è consigliabile alloggiare in uno degli hotel di Antequera. Di seguito, invece, si mostrano tutte gli stabilimenti in offerta in provincia di Malaga.



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Cosa vedere al Torcal di Antequera (Malaga):

  • L’ufficio d’accoglienza turistica “Centro de Visitantes de El Torcal”
  • Il paesaggio carsico
  • I belvedere
  • La fauna
  • I fossili

Per maggiori informazioni è possibile visitare il portale web gestito direttamente dalla sezione Spazi Naturali Protetti della Junta de Andalucia. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 



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I paesini più suggestivi d’Andalusia

La Spagna è il secondo paese al mondo avente più beni riconosciuti Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Questa medaglia d’argento significa comunque essere un centro di cultura, arte e turismo.  Il patrimonio che ospita è immenso e l’Andalusia è un elemento chiave di questa ricchezza. Con l’obiettivo di diffondere questa bellezza, si creò nel 2011 l’associazione “Los Pubelos mas bonitos de España“, che si dedica a pubblicizzare le località con meno di 15.000 abitanti più affascinanti del paese. Fino ad ora sono 25 i paesini iscritti alla lista, di cui cinque in Andalusia. Inoltre, il catalogo include molti altri pretendenti andalusi.

Vedi anche –> Tour Andalusia in auto: i più bei paesi on the road

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Aracena (Huelva), uno dei pre-candidati per rientrare tra i paesini più suggestivi della Spagna.

I paesini più suggestivi d’Andalusia sono:

Pre-candidati di Huelva

La prima città alla quale ci avviciniamo è Cortegana, nella quale il castello medievale valorizza un remoto villaggio di 5.000 abitanti. A pochi chilometri, spunta Fuenteheridos, una frazione di casette bianche dall’eccellente gastronomia e ambiente naturale. Seguendo verso oriente sorge Aracena, con la sua popolare sierra e Gruta de las Maravillas. A  sud della provincia, spunta La Palma del Condado, Città Europea del Vino e splendente borgo grazie al suo centro storico di origine romana. L’ultimo paese della lista della provincia di Huelva è la cittadina monumentale di Niebla.

Vedi anche –> Tour in auto tra i paesi del prosciutto di Huelva

Pre-candidati di Siviglia

L’unico paesino sivigliano della lista è Osuna. In questo comune distaccano la Collegiata e la Università, tra una lunga serie di templi e palazzine.

Vedi anche –> Paesi da vedere vicino Siviglia

Pre-candidati di Cadiz

Tra le colline si innalza Olvera, paesino bianco presidiato da un castello arabo e da una chiesa neoclassica. A pochi chilometri si regge un’altra località di origine araba: Torre Alhaquime. Setenil de las Bodegas distacca per la costruzione delle sue abitazioni sotto gli enormi blocchi di pietra naturale.  Un altro paese bianco e incantevole è Zahara de la Sierra, anch’esso coronato da un castello. Sulle stesse montagne, si ubica Grazalema, porta d’accesso all’omonimo parco naturale. Nella zona del litorale gaditano, distaccano Castellar e Vejer de la Frontera, la quale candidatura si è convertita quest’anno in uno dei paesi più suggestivi di Spagna.

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Uno dei 5 paesini più belli d’Andalusia: Vejer de la Frontera.

Pre-candidati di Malaga

Sulla Costa del Sol sorge Casares: case bianche che punteggiano in lungo e in largo la sierra. Verso nord si innalza Genalguacil, con le sue strade sinuose e pronunciate dal sapore arabeggiante. Infine, Frigiliana che è ufficialmente l’unico paese più suggestivo di Spagna della provincia di Malaga.

Vedi anche –> Paesi da vedere vicino a Malaga

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Pre-candidati di Cordoba

Accerchiato dal Guadalquivir e sopra un colle, s’innalza Montoro. Similare all’anteriore, Luque è governata da un castello arabo; e a pochi chilometri, Zuheros, un caratteristico paese della campiña di Cordoba. Per ultimo, distacca Iznajar attorniata da un’immenso bacino d’acqua dolce.

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Frigiliana (Malaga) uno dei paesini più suggestivi della Spagna.

Pre-candidati di Jaen

Il primo di questi è Alcaudete con il suo imponente castello islamico. Segue la magnifica cittadina di Sabiote, vicino a Ubeda. A ovest, sorge Hornos de Segura arroccato su di una collina. A sud, appaiono sia Cazorla, paese bianco avvolto dalla natura, sia La Iruela, rustica e tranquilla.

Vedi anche –> Tour culturale-naturalistico in provincia di Jaén

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Il fantastico paese di Cazorla, in provincia di Jaén.

Almeria e Granada: i più suggestivi

Tre sono i paesi d’Almeria e di Granada che sono iscritti in questa privilegiata lista. Il primo di questi è Pampaneira, a Granada. I suoi 300 abitanti hanno l’orgoglio di vivere in una bianca, berbera e allegra località dell’Alpujarra. In Almeria si trovano gli altri due: Mojácar e Lucainena de las Torres. Il primo risalta per i mazzetti di fiori tra le facciate bianche, attirando i turisti. Nel secondo, i simpatici cittadini abitano le delicate stradine scolpite come gioielli. Con questo si conclude il piccolo articolo sui paesi andalusi più belli, un catalogo dal quale mancano i nomi di tante altre località. Non ci sono dubbi che presto la lista dei paesi più suggestivi di Spagna si allungherà con altre delizie d’Andalusia.

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Mojacar (Almeria), ufficialmente uno dei 5 paesini andalusi più suggestivi di Spagna.

In conclusione, secondo questa associazione, i più bei paesini d’Andalusia sono Pampaneira (Granada), Frigiliana (Malaga), Vejer de la Frontera (Cadice), Mojácar (Almeria) e Lucainena de las Torres (Almeria). Cosa fate, venite a comprovare?



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Si ringraziano gli amici di ArteOlé: Cultura y turismo de Andalucia.



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Palma del Rio: la vita tra due acque

La provincia di Córdoba è per lo più sconosciuta al turismo internazionale, ma forse, è più qui che in qualunque altro posto, dove si respira l’autenticità andalusa. Palma del Rio si fonda in un’area geograficamente avvantaggiata, dove il fiume Genil si immette nel Guadalquivir, il donatore di vita d’Andalusia. Per questo motivo, los palmeños hanno una lunga storia da poter raccontare. In Andalusia questa cittadina è più che altro conosciuta per la grande produzione delle arance e per il fatto di essere la “culla di grandi toreri” (per gli appassionati il torero palmeño più rinomato è El Cordobés).

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Il passaggio del fiume Genil nei limiti comunali di Palma del Río.

Cosa vedere a Palma del Río

Turisticamente rilevanti sono i suoi monumenti storico-culturali e i paesaggi offerti dalla vega  del Guadalquivir (ambiente tipico, molto apprezzato per la produzione agricola) e dallo storico nucleo urbano. Come per tante città d’Andalusia, anche a Palma del Rio hanno convissuto arabi, cristiani ed ebrei, apportando grande varietà e molta ricchezza culturale. Anche se presumibilmente questo angolo beneficiato dalle nutrienti acque dei due fiumi fu abitato già in epoca preistorica e  romana. Si hanno testimonianze certe solo a partire dalla fastosa epoca araba, intorno al 855 d.C.

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La muraglia Almohade di Palma del Rio.

Grande fu il contributo mussulmano nello sviluppo della civiltà in questa area della provincia di Córdoba. Tutt’oggi apprezzabili sono la muraglia difensiva e le torri d’avvistamento del XI e XII secolo del regno Almhoade. Una dinastia mussulmana, precisamente marocchina, che ha stanziato nella città sino al 1241, ovvero sino alla la conquista cristiana. Nella muraglia vi è un meraviglioso accesso alla città perfettamente conservato: la Puerta del Sol.

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La Puerta del Sol che si immette nella piazza del comune di Palma del Río.

La popolazione cristiana non fu da meno. Di alto valore architettonico-culturale sono molti degli edifici religiosi e civili del territorio di Palma. La piazza del Ayuntamiento (Municipio), anticamente utilizzata come Plaza de toros, oggi ospita il Palazzo Portocarrero del XV secolo e la Lonja (Mercato) del XVI secolo, recentemente restaurata.

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La Lonja di Palma del Río recentemente restaurata.

Ma come sempre, sono gli edifici religiosi quelli maggiormente conservati e che oggi possiamo apprezzare.

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Il campanile della Ntra. Sra. de la Asunción.

La chiesa barocca della Ntra. Sra. de la Asunción del XVIII secolo e i conventi di San Domenico e San Francesco del XVI secolo sono solo alcuni dei monumenti che Palma del Rio offre ai suoi visitatori. Di elevato interesse, per le attività proposte e per la recente riqualificazione è il Convento di Santa Clara, un Bene d’Interesse Culturale in stile mudéjar che oggi ospita l’officina di turismo, il museo cittadino e dei servizi di ristorazione.

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La Chiesa parrocchiale della Ntra. Sra. de la Asunción di Palma del Río.

Un evento alla quale merita davvero la pena partecipare è la Feria del Teatro di Palma, un avvenimento annuale che si produce nel mese di Giugno e dove i visitatori possono godere della cittadina in tutto il suo splendore culturale. Una bellezza che sopratutto è donata dall’armonia tra la cultura e l’importante patrimonio paesaggistico e naturale presente nel comune. I due fiumi, realmente, sono i protagonisti della storia passata, presente e futura dell’abitato. Due corsi d’acqua portatori di vita, di nutrienti, dove la produzione agricola (sopratutto di arance) è fondamentale per la sussistenza della gente di questo angolo d’Andalusia autentico.

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Archeologia industriale lungo il Genil a Palma del Río.

Da nominare la presenza, nei limiti amministrativi del comune, del Puente de Hierro sul Guadalquivir, un’infrastruttura dichiarata Bene d’Interesse Culturale e progettata  dal celebre Gustave Eiffel (ideatore della famosissima statua parigina) nel 1884.

Dormire a Palma del Río

Questo paese non offre tantissime soluzioni di alloggio, però aclune di quelle presenti sono di elevata qualità. Qui potrete trovare tutti gli hotel presenti a Palma. Di seguito, invece, tutte le offerte in provincia di Cordoba.



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Cosa vedere a Palma del Río (Cordoba):

  • La muraglia
  • La Puerta del Sol
  • Il Palazzo Portocarrero
  • La Lonja
  • La chiesa della Nuestra Señora de la Asunción
  • Il convento di San Domenico
  • Il convento di San Francesco
  • Il convento di Santa Clara

Per maggiori informazioni turistiche è possibile visitare il semplice ma completo portale comunale di Palma del Río (Cordoba). Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 



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Una riserva naturale con nome di donna: Doñana

Potenzialmente è la maggior attrazione turistica d’Andalusia, ma per i vincoli imposti per la sua conservazione il Parco Nazionale di Doñana rimane ancora un luogo per lo più sconosciuto al di fuori della Spagna (vedi Parchi Naturali d’Andalusia) . Questo spazio naturale, ubicato principalmente in provincia di Huelva, ma sconfinante anche nelle province di Cadiz e Siviglia, oltre che, riserva della biosfera è stato riconosciuto come patrimonio mondiale dell’Unesco dal 1994.

–> Visita del Parco Nazionale Doñana da Siviglia

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Una vista aerea della palude di Doñana, habitat di circa 300 specie d’uccelli.

Questo ambiente situato sul delta dell’importantissimo fiume Guadalquivir, offre l’habitat paludoso ideale per circa 300 specie diverse di uccelli. La riserva, infatti, è la principale area di sosta europea di tutti gli uccelli migratori, che dal nord d’Europa raggiungono l’Africa. Per questo motivo, Doñana è la meta preferita dagli appassionati di bird-watching di tutto il mondo.

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La ricca biodiversità del Parco attrae molti appassionati di bird-watching.

Il peculiare nome proviene da Doña Ana, la sposa del VII Duca di Medina Sidonia, che risiedeva appunto nella riserva. Visitando il parco si concepisce perché la duchessa scelse questo particolare ambiente in cui stanziare. I paesaggi che si manifestano sono allo stesso tempo discrepanti e coerenti.

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Il paesaggio del Parco Naturale Doñana passa dalla pineta…
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…gradatamente…
...alla spiaggia.
…alla spiaggia.

In questo ambiente è possibile apprezzare animali tipici della sierra e dei monti cercando cibo sulla spiaggia. Volpi, cervi, cinghiali e cavalli sono solo alcuni dei mammiferi che abitano liberamente in questo luogo fiabesco, dove il Guadalquivir si immette lentamente nell’Atlantico. Nell’area asciutta, la lince iberica (il felino più minacciato d’estinzione del pianeta) sopravvive e convive con l’impressionante fauna e avifauna presente nel parco d’Andalusia.

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Vista della spiaggia di Mazagón nel Parco Doñana.

Il patrimonio naturale si trasforma lentamente lungo il Guadalquivir, passando dalla foresta alla brughiera, dalle dune alle spiagge. Le tartarughe si incontrano e scontrano con le volpi, mentre le aquile imperiali controllano dall’alto tutto il delicato ecosistema. Un ambiente di svariate sfumature, in cui il verde dei pini marini, l’azzurro Oceano Atlantico e l’ocra della sabbia compongono un’armonica tavolozza di colori. In questa entusiasmante cornice, gli stormi di fenicotteri punteggiano le rive di rosa fino al tramonto, quando le sagome in contro luce regalano altre splendide fotografie.

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Fenicotteri al tramonto in una zona paludosa del Parco.

Dove dormire nei pressi del Parco nazionale Doñana

Il Parco naturale Doñana è uno spazio protetto e dentro i propri confini non permette soluzioni turistiche. Nei pressi del Parco, invece, sarà possibile trovare diversi tipi di alloggio. Qui potrete trovare tutte le soluzioni e le offerte che faranno al caso vostro.

 

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Cosa vedere nel Parco nazionale Doñana (Huelva, Siviglia, Cadice):

  • La flora
  • La fauna
  • La pineta
  • La laguna
  • La spiaggia

Per maggiori informazioni e prenotare un tour da Siviglia è possibile rivolgersi a questo competente portale. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 



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A Conil con “levante” o senza

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L’infinita spiaggia del Palmar.

Chi fosse già stato sulla Costa de la Luz o la costa atlantica andalusa, sa benissimo che nei giorni che tira vento proveniente de est è quasi impossibile soggiornare sulla spiaggia. Sopratutto su queste spiagge lunghe e chiare, tipiche della provincia di Cadiz, la fine sabbia sollevata dal vento Levante pizzica la pelle  dei bagnanti. Ma a Conil de la Frontera si può rimediare. Il comune di Conil si caratterizza per le molte cale che offre il litorale. Queste spiagge, scavate dal mare nella roccia, sono sorprendentemente isolate dal vento. Questo fa si che in una giornate in cui il Levante impedirebbe il tranquillo proseguimento in spiaggia, si possa godere il, così detto, sol y playa d’Andalusia.

Le spiagge di Conil de la Frontera

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La spiaggia Fuente del Gallo.
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La torre de Castilnovo, verso il Palmar.

La Cala Puntalejo è solo una delle spiagge di Conil. Le più famose sono la Playa Fuente del Gallo, la Playa de la Fontanilla, le spiagge bandiera blu Playa de Roche e Playa del los Bateles e la rinomata e ampia Playa del Palmar (che Conil condivide con la limitrofa Vejer de la Frontera). La costa de la luz (costa della luce), ovvero il litorale che dal fiume Guadiana raggiunge Tarifa e che attraversa le province di Huelva e Cadiz (vedi anche Islantilla e Barbate), tuttavia non ha avuto uno sviluppo turistico massivo come in altre parti d’Andalusia. Alcune zone sono state densamente urbanizzate da residenze private estive, ma generalmente, sopratutto nella parte di costa gaditana, è possibile usufruire liberamente della sabbia, del bagnasciuga e dell’oceano in tutta tranquillità.

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La Playa de los Bateles.
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Una delle calette di Calas de Roche.
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La Playa Castilnovo di Conil.

Conil de la Frontera comunque è un simpatico paese di costa. Di origine preistorica, questo centro costiero è stato calpestato nel corso della sua storia da fenici, romani e arabi. Le testimonianze monumentali sono poche, l’uomo, il mare  e il vento cancellano le tracce lasciate dalle diverse comunità che hanno approfittato di questo territorio.

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Un magico tramonto a Conil de la Frontera.

Il bene culturale più caratteristico del paese è sicuramente la Torre de Guzman, l’unico elemento superstite del castello gotico dei Guzaman del XIV secolo. Altri monumenti d’interesse sono: l’Arco de la Villa, la porta d’entrata della città risalente al XVI secolo e la Iglesia de Santa Catalina, un edificio religioso, nel centro cittadino, ricostruito interamente nel XIX secolo ma con elementi del 1400.

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L’Arco de la Villa, la Torre de Guzman e la Chiesa de Santa Catalina.

Come è immaginabile, le notti estive in questa cittadina sono piuttosto movimentate. Bar e ristoranti sono presi d’assalto dai turisti, più spagnoli (andalusi) che stranieri. Tutti vogliono provare il delizioso pescaito frito (pesce fritto) e l’autentico tonno che offre l’oceano Atlantico a Conil.

Dove dormire a Conil de la Frontera

Nonostante le dimensioni esigue del paese, Conil de la Frontera offre molte opportunità dove dormire. Hotel, alberghi, pensioni, B&B forniscono un servizio fondamentale al turista in visita a questa parte della provincia di Cadica. Qui potrete trovare tutte le soluzioni presenti nella bella cittadina. di seguito, invece, le offerte presenti in provincia.



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Cosa vedere a Conil de la Frontera (Cadice):

  • La spiaggia Cala Puntalejo
  • La spiaggia Fuente del Gallo
  • La spiaggia della Fontanilla
  • Le spiagge de Roche
  • La spiaggia del los Bateles
  • La Torre de Guzman
  • L’Arco de la Villa
  • La chiesa de Santa Catalina

Per maggiori informazioni turistiche su questa località è possibile visitare la pagina web turismo a Conil. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 



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