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Tour tra i paesi del prosciutto di Huelva

Nel nord della provincia di Huelva, nell’omonima sierra, si nascondono tra i monti dei bellissimi paesi che si dedicano principalmente alla produzione del jamón serrano, del prosciutto. Un prosciutto riconosciuto di ottima qualità a livello nazionale (con il marchio DOP – Denominazione di Origine Protetta) e internazionale. Un territorio che ospita tutte le fasi della produzione: dall’allevamento dei maiali sino all’elaborazione ed esportazione di questo apprezzatissimo prodotto di Huelva.

Vedi anche –> Tour dell’Andalusia in auto: i più bei paesi on the road

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Uno dei paesini nella Sierra de Aracena.

I paesi della Sierra di Huelva, terra di jamón

Aracena è il capoluogo amministrativo e turistico di questa piccola regione, principalmente boschiva, che come detto si dedica all’allevamento e alla produzione del Jamón serrano. Aracena è un paese dalle grandi dimensioni ma accogliente e che ancora oggi offre un’esperienza gastro-turistica piacevole grazie ai sui monumenti, alla grotta de las maravillas e all’eccellente gastronomia. Oltre ai derivati del maiale, infatti, in questa area sono apprezzatissimi anche i funghi, i formaggi e alcuni dolci tipici.

–> Prenota la visita di Aracena e il prosciutto serrano partendo da Siviglia

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Aracena dallo specchietto.

Jabugo, invece, è il principale centro di elaborazione del cluster del prosciutto e per questo motivo è il nome che più risuona. Jabugo, però, è un paese che ormai si è dedicato alla produzione intensiva del jamón perdendo di fatto l’incantevole magia di questi paesi bianchi e dal tetto rosso della sierra di Huelva, o meglio sierra di Aracena.

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Un piatto di Jamón di Huelva.

Quello della sierra di Aracena y Pico de Aroche (vedi parchi naturali in Andalusia) è un parco naturale che fa parte della più estesa Sierra Morena. In questo bosco si distingue la tipica vegetazione della dehesa composta da lecci e querce da sughero. In questo habitat maiali vengono allevati in modo estensivo. Qui gli animali pascolano e si nutrono delle ghiande (bellotas) degli alberi sopra citati. Attraversando il parco in auto sarà possibile apprezzare qualche esemplare di maiale serrano, ovvero di colore scuro, spaparanzato al sole. È però passeggiando tra i percorsi del parco quando ci si renderà conto come questo sia veramente il territorio del prosciutto di Huelva, o meglio del jamón serrano de bellota.

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Linares de la Sierra nel bel mezzo del bosco.

I paesi nei dintorni di Aracena

Dove si respira l’essenza della tradizione è in paesini come  Linares de la Sierra, Alájar, Almonaster la Real, Cortegana o Fuenteheridos. Località sperdute nella sierra di Aracena, non sempre di facile accesso e che sono rimaste ferme nel tempo. L’architettura tradizionale è stata conservata, così come il patrimonio culturale tangibile e intangibile. I beni, inoltre, sono spesso di altissimo valore monumentale e fortunatamente il turismo qui ancora non ha “contaminato” più di tanto il paesaggio. Il bosco non è solo l’elemento predominante nel panorama, ma si riflette anche nelle tradizione, nelle feste, nei prodotti e piatti locali.

    • Aracena –> 8 Km
    • Linares de la Sierra –> 5 Km
    • Alájar –> 15 Km
    • Almonaster la Real –> 9 Km
    • Cortegana –> 20 Km
    • Castaño del Robledo –> 5 Km
    • Fuenteheridos –> 28 Km
    • Corteconcepción –> 12 Km
    • Aracena

Linares de la Sierra è un paesino situato in una profonda vallata e raggiungibile solo attraverso una strada stretta e tortuosa. Un paese quasi sperduto, tanto che il cellulare qui non riceve segnale. Questa località di poche case bianche e saliscendi di strade, nonostante possa sembrare strano, ospita anche un hammam, un’ottima soluzione per rilassarsi dopo qualche lunga passeggiata tra i sentieri della Sierra Morena.

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L’hammam di Linares de la Sierra.

Alájar più che un paese è una borgo. Poche abitazioni bianche con tetti rossi compongono quest’incantevole località che ha il piacere di accogliere tra i confini comunali la “vetta” più alta della provincia di Huelva: la cima Alájar a soli 837 metri d’altezza. Questo nucleo che non arriva ad avere mille abitanti è osservabile da uno dei punti panoramici più romantici di tutta la sierra di Aracena, quello da dall’eremo della Reina de los Angeles.

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L’eremo di Alájar.

Almonaster la Real è, dopo Aracena, il paese più rinomato tra quelli citati. Questo non perché Almonaster la Real sia una località di grande importanza, bensì perché questa cittadina ospita una moschea del IX-X secolo. Un edificio religioso di origine islamica che include anche resti romani e che dalla propria cima domina la vallata e il paese.

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La moschea di Almonaster la Real.

Come spesso accade in Andalusia, anche la mezquita di Almonaster la Real, dopo la riconquista cristiana, è stata convertita in una chiesa, in concreto in un eremo. Nonostante l’unicità che rappresenta una moschea in un ambiente prettamente rurale, anche Almonaster la Real è rimasta una destinazione con poco flusso turistico.

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L’interiore della moschea.

Arrivando a Cortegana ci sorprenderemo. Ancor prima di entrare nell’abitato sarà possibile notare un dominante castello in alto del colle e un bianco paese ai suoi piedi, una cartolina da mandare ai propri famigliari. Cortegana, per la propria conformazione, può essere considerata la sorella minore di Aracena. Il castello fu eretto nel XII secolo per proteggere il regno spagnolo dai possibili attacchi dei portoghesi. Il confine con il paese lusitano, infatti, si trova a meno di 40 Km.

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Il panorama di Cortegana.

Castaño del Robledo è, come d’altronde gli altri paesini dell Sierra de Aracena, un nucleo di case semplice. La particolarità è che qui sussistono due chiese, una delle quali mastodontica e incompiuta. Ancor più del patrimonio, quello che bisogna apprezzare a Castaño del Robledo è la tranquillità, il paesaggio e chiaramente la gastronomia a base di carne di maiale. Il ristorante El Dornillo per esempio offre tutto ciò: silenzio e pace, una vista incredibile al paese e alla Sierra e soprattutto piatti abbondanti e squisiti.

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Una grigliata di carne nel ristorante El Dornillo.

Anche Fuenteheridos non arriva ad avere mille abitanti. Poche case che ben descrivono la tipica architettura della zona. Dalla piazza centrale, nella quale troviamo la principale fonte d’acqua, fontane e lavatoi, si diramano strade strette irte e zigzaganti, oltre a scalinate e abitazioni dalla forma irregolare. Come gli altri o forse più degli altri,  Fuenteheridos raccoglie tutta la semplicità che si respira in questa atmosfera e dipinge un incantevole paesaggio che gli sporadici turisti non riescono a rovinare.

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Il semplice ma fantastico paese di Fuenteheridos.

Poco più di 500 persone risiedono a Corteconcepción. Un nucleo di case che non arriva ad essere paese dedito da sempre alla produzione del jamón serrano. In questa tappa, infatti, sarà quando bisognerà conoscere tutti i segreti del prosciutto iberico visitando la zona di pasto dei maiali nella sierra, i processi della produzione, la fabbrica e la cantina dell’azienda secolare Eiriz. Qui sarà possibile vedere, capire perché il prosciutto DOP della zona di Aracena è considerato il migliore della Spagna.

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La cantina di prosciutti Eiriz.

Ulteriori consigli per il tour del prosciutto di Huelva

  • La via consigliata che da Aracena porta a Cortegana passando per i paesini è una strada di curve e non sempre ben messa. Anche se tra i vari paesini i chilometri sono pochi tenete in considerazione questo fattore negativo.
  • La strada che consiglio per il ritorno che collega Cortegana ad Aracena è una nazionale ampia e scorrevole, tutto il contrario di quella appena citata.
  • Non perdetevi le feste locali. Tra le più importanti bisogna citare la Jornadas Medievales di Cortegana a principio d’agosto, la Feria di Aracena a fine agosto e la Feria del Jamón ad Aracena ad ottobre.
  • Non andatevene senza aver provato il prosciutto, jamón serrano de bellota. Oltre a provarlo consiglio la visita didattica ad un allevamento di maiale ed essiccatoio di prosciutti.
  • In queste località è possibile affrontare attività alternative, oltre alle passeggiate in campagna. Provate l’hammam di Linares de la Sierra (che è anche hotel), un’osservazione astronomica nel bel mezzo della Sierra o assistete ad una giornata micologica.
  • Questo tour come descritto è effettuabile solo noleggiando un veicolo.

Dove dormire nella Sierra de Aracena

Come anticipato, Aracena è il capoluogo turistico di questa regione. Per questo motivo è facilmente possibile trovare alloggio in uno degli hotel di questa località. Se però volete ancor più essere isolati, anche tra i paesini citati spesso si nascondono casas rurales dove poter soggiornare. Di seguito, invece, è possibile consultare tutti gli stabilimenti turistici in offerta presenti in provincia di Hueva.



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Per ulteriori informazioni o per consigli personalizzati sul tour tra i paesi del prosciutto di Huelva o per organizzare una visita potete scrivermi ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilate il seguente form:

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La capitale gastronomica spagnola? Huelva!

In Spagna e in Andalusia si mangia bene. Non conosco una città  dove non sia stato capace di scegliere 2 o 3 tapas e che di queste tutte non mi siano piaciute. Anche se dipende un po’ dai gusti, è davvero difficile mangiare male in questa regione del sud della Spagna.

Vedi anche –> Cosa mangiare in Andalusia

Huelva capitale gastronomica

Tra tutte le province però, ce n’è una che, secondo me e secondo tanti andalusi, risalta per la qualità e varietà dei propri prodotti. Sto parlando della provincia di Huelva, un territorio non molto conosciuto dal pubblico italiano. Huelva racchiude l’essenza d’Andalusia, ovvero il mare e la sierra. È forse per questo che questa città è stata scelta come Capitale Spagnola Gastronomica 2017.

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Il famoso Jamón de bellota di Huelva.

Huelva e i prodotti di terra

Iniziamo dal vero re delle tapas. Dalla sierra proviene il celebre prosciutto Jamón Serrano de Jabugo, una località vicino ad Aracena. In questa zona boscosa i maiali sono liberi di pascolare le ghiande dei lecci. Questo tipo di allevamento estensivo produce il prosciutto migliore, il Jamón Iberico de bellota DOP. Un prosciutto ormai riconosciuto a livello internazionale e che ogni anno espande il proprio mercato di riferimento. Oltre il prosciutto, anche tutti gli altri tagli di carne e salumi, grazie alle bellotas (ghiande), prendono un sapore unico e inimitabile.

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Un piatto di pluma iberica.

Nominando la sierra di Huelva e Aracena è d’obbligo parlare di altri prodotti del bosco come i funghi. Tra le centinaia di qualità cinque sono soprattutto da sottolineare in questa zona: tanas, gurumelos, chanterelles, gallipiernos e boletus (tipo i porcini). Le tanas sono una specie tipica della zona di Aracena e per approfittare di tutto il proprio sapore si degustano semplicemente alla piastra. Rociana del Condado, invece, si è convertita nella capitale regionale dei frutti rossi (fragole, lamponi e mirtilli). A testimonianza di ciò esiste la fiera gastronomica Enoberry che mette in risalto appunto questi prodotti, oltre al Vino del Condado.

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Un dolce a base di fragole e vino.

Tra i frutti rossi abbiamo nominato le fragole di Huelva. Nonostante la fiera, Rociana del Condado non è la principale zona di produzione di questo succoso frutto di Huelva. Lepe e Palos de la Frontera, infatti, sono i principali comuni produttori di fragole a livello nazionale. La fragola è conosciuta come “fresón” una qualità piuttosto grande, succosa e molto redditizia.

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Fresón de Huelva.

Il vino è un altro prodotto di estrema qualità. Due sono i vini DOP in questa provincia: il Vino del Condado de Huelva e il Vino de Naranja. Il primo è un tipico vino andaluso, intenso e d’elevata gradazione alcolica. Il secondo, invece, è un vino aromatizzato all’arancia, altro prodotto articolo molto presente in questa provincia.

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Venenciando il vino a Rociana del Condado.

In provincia, come in tutta Andalusia, non potevano mancare degli apprezzati prodotti olivicoli. In comparazione con il resto della regione la produzione dell’olio d’oliva in provincia di Huelva è inferiore. Questo però non limita che ci siano delle realtà di eccelsa qualità.

Huelva e i prodotti di mare

Tra i tanti pesci, corstacei e frutti di mare presenti nell’Atlantico, sono quattro quelli che la provincia di Huelva risece a valorizzare: il gambero bianco (gamba blanca), la seppia (choco), il tonno (atún) e la tellina (coquina).

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Un mercato della provincia di Huelva.

Las gambas blancas (gamberi bianchi) sono il piatto che maggiormente identifica la zona di costa di Huelva. Un crostaceo autoctono di queste spiagge e che non possiamo trovare in nessun altro luogo della regione. Questo significa però che è un prodotto scarso e la scarsità eleva il prezzo. È realmente difficile trovare gamberi bianchi in Andalusia e nella stessa Huelva e quando si trovano si deve essere disposti a pagare un prezzo giusto.

VEDI:  Escursione in barca assaporando gambas blancas 

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Elaborazione con gambas blancas.

La seppia in verità è piuttosto comune in tutta Andalusia e in tutto l’Atlantico. La particolarità, però, è che gli abitanti di Huelva vengono chiamati choqueros in onore proprio alla seppia.

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Seppia alla piastra al Terrón.

Il tonno più famoso è forse quello della provincia di Cadice, ma anche in provincia di Huelva si elabora questo pesce nel miglior modo possibile. Dagli stabilimenti di elaborazione IGP, seguendo una tecnica tradizionale, si produce la pregiata mojama, ovvero il tonno essiccato. La mojama viene chiamata anche il Jamón del mar.

VEDI: Visita a un’azienda di lavorazione pesce sott’olio IGP

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Una tapa di mojama di Isla Cristina.

Forse non è un prodotto poi così tipico di Huelva, però a me piace molto mangiarla in una località balneare di questa provincia. La coquina, in italiano tellina, si pesca lungo le spiagge di Huelva soprattutto nelle zone vicino alla foce di un fiume. Anche queste possiamo trovarle in altre zone d’Andalusia.

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Coquinas o telline di Huelva.

Infine, anche il sale è un prodotto di pregio in provincia di Huelva. Dalle saline del Odiel e di Isla Cristina nasce un sale e un fior di sale di eccellente qualità.

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Il sale di Isla Cristina.

In conclusione, come abbiamo potuto apprezzare la provincia di Huelva riassume quasi completamente il meglio della gastronomia andalusa. Huelva è una provincia poco considerata  che merita essere visitata per le proprie spiagge, i propri paesaggi naturali e per quello che può offrire a livello gastronomico. I prodotti del territorio di Huelva si trasformano così nel terzo pilastro dell’attrazione turistica onubense.

Per uteriori informazioni o per consigli personalizzati su cosa mangiare in provincia di Huelva o per organizzare una visita potete scrivermi ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilate il seguente form:

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Cosa vedere a Moguer: un paese da Premio Nobel

Visitare Moguer è un cosa imprescindibile se state scoprendo la provincia di Huelva o i paesi della “Ruta colombina”, ovvero i luoghi relazionati con Cristoforo Colombo. Moguer, oltre a essere stato un importante luogo di riposo per Colombo è il comune nella quale nacque uno dei più grandi scrittori d’Andalusia, Juan Ramón Jiménez.

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Il Monastero di Santa Clara un luogo “colombino”.

Moguer e Juan Ramón Jiménez

Il Premio Nobel Juan Ramón Jiménez è nativo di Moguer. Questo scrittore, resosi famoso con l’opera “Platero e io”, ebbe sempre un forte legame con il proprio territorio. Si dice, infatti, che l’illustre scrittore portasse sempre con se nel proprio taschino una piccola pietra del paese della provincia di Huelva. Un modo per non separarsi mai dalle proprie radici.

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La Casa Concistoriale e la statua di Juan Ramón Jiménez.

In un certo modo il paese di Moguer ha cercato di restituire, attraverso la commemorazione della persona e delle sue opere, l’affetto che l’autore provava per il proprio paese. Oggi, infatti, Moguer è tappezzata di monumenti che ricordano Juan Ramón Jiménez e le storie da lui create, soprattutto relazionate con l’asino Platero. “Platero e io” è un libro che in Spagna si legge a scuola quasi obbligatoriamente. Un testo dall’importanza comparabile ai “Promessi Sposi” in Italia.

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Statua dedicata a Platero.

Nel comune di Moguer si rende onore a Jiménez e Platero nella Casa Museo, nella Casa natale di Juan Ramón Jiménez e nelle varie sculture, che rappresentano alcuni dei personaggi della celebre opera, presenti in alcuni punti significativi del comune.

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Una statua realtiva a un capitolo di “Platero e Io” e il campanile della parrocchia.

Moguer e Cristoforo Colombo

Come anticipato, il comune di Moguer fa parte della “Ruta colombina”, ovvero un percorso di paesi (esempio La Rábida) nella quale Cristoforo Colombo ha stazionato. In questo senso, il Monastero di Santa Clara è uno dei principali monumenti di Moguer. In questo luogo, Colombo dormì la prima notte dopo la scoperta dell’America e il ritorno in Spagna.

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Il busto di Colombo a Moguer.

Questo edificio del XIV secolo fondato dalle suore francescane conserva perfettamente il chiostro più antico d’Andalusia, chiamato de las Madres. La particolarità di questo chiostro è che ha due arcate: quella originale al piano terra del XIV secolo e quella al primo piano del XVI. Quella superiore, inoltre, non percorre i quattro lati del chiostro, bensì solo due. Una soluzione architettonica che permetterebbe approfittare della luce solare anche in inverno.

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Il chiostro più antico d’Andalusia.

Tra le varie stanze del Monastero possiamo trovare il coro, la cucina e la mensa. Spazi che oggi sono utilizzati anche per cerimonie e matrimoni. La chiesa, infine, è in stile gotico-mudéjar e al suo interno ospita i sepolcri in marmo dei fondatori di questo ambiente di culto. Altri spazi di Moguer relazionati con Colombo sono: l’archivio storico municipale, il castello, il teatro Felipe Godínez, la casa de los Ruiz e la casa del Almirante.

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Il coro del Monastero di Santa Clara.

Cosa fare a Moguer

Oltre ai beni culturali sopra citati e alla Casa Concistoriale (oggi municipio), il tranquillo paese di Moguer nasconde alcune perle. Della chiesa parrocchiale dedicata alla Nostra Signora de la Granada, per esempio, fa parte un campanile molto simile alla Giralda di Siviglia. Come direbbe Juán Ramón Jiménez:

La torre de Moguer, de cerca, parece una Giralda vista de lejos

Cap. XXII, Retorno – Platero e io

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La torre della chiesa parrocchiale di Moguer.

Parte della bellissima spiaggia di Mazagón è inclusa nei limiti municipali di Moguer. Sempre in questa direzione una porzione del Parco Naturale di Doñana protegge le stupenda spiaggia del Parador e offre un’area unica nel suo genere. Purtroppo durante il mese di giugno del 2017 un incendio ha devastato la pineta di Moguer e una parte della zona protetta. Questo è sicuramente un motivo in più per scegliere e appoggiare Moguer e Mazagón come mete turistiche.

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La pineta di Moguer che si lancia verso la spiaggia di Mazagón.

Dove dormire a Moguer

La cittadina di Moguer ha pochissime soluzioni di alloggio. Qui potrete trovare le uniche strutture dove poter dormire. A Mazagón, invece, potrete scegliere tra diversi hotel nella quale soggiornare. In questa zona di spiaggia è possibile trovare sia hotel modesti così come stabilimenti di lusso.  Di seguito, invece, è possibile consultare tutti gli hotel in offerta in provincia di Huelva.



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Cosa vedere a Moguer (Huelva):

  • Il Monastero di Santa Clara
  • La chiesa parrocchiale
  • La casa natale di Juan Ramón Jiménez
  • La casa museo
  • La casa concistoriale
  • Le spiagge di Mazagón

Per uteriori informazioni o per consigli personalizzati su cosa vedere a Moguer e le spiagge di Mazagón o per organizzare una visita potete scrivermi ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilate il seguente form:

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A cavallo dal Parco Doñana alla spiaggia di Mazagón

Tra le cose da fare assolutamente in Andalusia c’è la passeggiata a cavallo dal Parco Doñana alla spiaggia di Mazagón in provincia di Huelva. Attraversare a cavallo le dune e la pineta del Parco Nazionale sino ad arrivare sull’incredibile spiaggia di Mazagón nel comune di Moguer, all’altura più o meno della celebre Cuesta Maneli, è qualcosa di esaltante. Continua la lettura di A cavallo dal Parco Doñana alla spiaggia di Mazagón

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