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La capitale gastronomica spagnola? Huelva!

In Spagna e in Andalusia si mangia bene. Non conosco una città  dove non sia stato capace di scegliere 2 o 3 tapas e che di queste tutte non mi siano piaciute. Anche se dipende un po’ dai gusti, è davvero difficile mangiare male in questa regione del sud della Spagna.

Vedi anche –> Cosa mangiare in Andalusia

Huelva capitale gastronomica

Tra tutte le province però, ce n’è una che, secondo me e secondo tanti andalusi, risalta per la qualità e varietà dei propri prodotti. Sto parlando della provincia di Huelva, un territorio non molto conosciuto dal pubblico italiano. Huelva racchiude l’essenza d’Andalusia, ovvero il mare e la sierra. È forse per questo che questa città è stata scelta come Capitale Spagnola Gastronomica 2017.

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Il famoso Jamón de bellota di Huelva.

Huelva e i prodotti di terra

Iniziamo dal vero re delle tapas. Dalla sierra proviene il celebre prosciutto Jamón Serrano de Jabugo, una località vicino ad Aracena. In questa zona boscosa i maiali sono liberi di pascolare le ghiande dei lecci. Questo tipo di allevamento estensivo produce il prosciutto migliore, il Jamón Iberico de bellota DOP. Un prosciutto ormai riconosciuto a livello internazionale e che ogni anno espande il proprio mercato di riferimento. Oltre il prosciutto, anche tutti gli altri tagli di carne e salumi, grazie alle bellotas (ghiande), prendono un sapore unico e inimitabile.

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Un piatto di pluma iberica.

Nominando la sierra di Huelva e Aracena è d’obbligo parlare di altri prodotti del bosco come i funghi. Tra le centinaia di qualità cinque sono soprattutto da sottolineare in questa zona: tanas, gurumelos, chanterelles, gallipiernos e boletus (tipo i porcini). Le tanas sono una specie tipica della zona di Aracena e per approfittare di tutto il proprio sapore si degustano semplicemente alla piastra. Rociana del Condado, invece, si è convertita nella capitale regionale dei frutti rossi (fragole, lamponi e mirtilli). A testimonianza di ciò esiste la fiera gastronomica Enoberry che mette in risalto appunto questi prodotti, oltre al Vino del Condado.

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Un dolce a base di fragole e vino.

Tra i frutti rossi abbiamo nominato le fragole di Huelva. Nonostante la fiera, Rociana del Condado non è la principale zona di produzione di questo succoso frutto di Huelva. Lepe e Palos de la Frontera, infatti, sono i principali comuni produttori di fragole a livello nazionale. La fragola è conosciuta come “fresón” una qualità piuttosto grande, succosa e molto redditizia.

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Fresón de Huelva.

Il vino è un altro prodotto di estrema qualità. Due sono i vini DOP in questa provincia: il Vino del Condado de Huelva e il Vino de Naranja. Il primo è un tipico vino andaluso, intenso e d’elevata gradazione alcolica. Il secondo, invece, è un vino aromatizzato all’arancia, altro prodotto articolo molto presente in questa provincia.

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Venenciando il vino a Rociana del Condado.

In provincia, come in tutta Andalusia, non potevano mancare degli apprezzati prodotti olivicoli. In comparazione con il resto della regione la produzione dell’olio d’oliva in provincia di Huelva è inferiore. Questo però non limita che ci siano delle realtà di eccelsa qualità.

Huelva e i prodotti di mare

Tra i tanti pesci, corstacei e frutti di mare presenti nell’Atlantico, sono quattro quelli che la provincia di Huelva risece a valorizzare: il gambero bianco (gamba blanca), la seppia (choco), il tonno (atún) e la tellina (coquina).

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Un mercato della provincia di Huelva.

Las gambas blancas (gamberi bianchi) sono il piatto che maggiormente identifica la zona di costa di Huelva. Un crostaceo autoctono di queste spiagge e che non possiamo trovare in nessun altro luogo della regione. Questo significa però che è un prodotto scarso e la scarsità eleva il prezzo. È realmente difficile trovare gamberi bianchi in Andalusia e nella stessa Huelva e quando si trovano si deve essere disposti a pagare un prezzo giusto.

VEDI:  Escursione in barca assaporando gambas blancas 

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Elaborazione con gambas blancas.

La seppia in verità è piuttosto comune in tutta Andalusia e in tutto l’Atlantico. La particolarità, però, è che gli abitanti di Huelva vengono chiamati choqueros in onore proprio alla seppia.

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Seppia alla piastra al Terrón.

Il tonno più famoso è forse quello della provincia di Cadice, ma anche in provincia di Huelva si elabora questo pesce nel miglior modo possibile. Dagli stabilimenti di elaborazione IGP, seguendo una tecnica tradizionale, si produce la pregiata mojama, ovvero il tonno essiccato. La mojama viene chiamata anche il Jamón del mar.

VEDI: Visita a un’azienda di lavorazione pesce sott’olio IGP

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Una tapa di mojama di Isla Cristina.

Forse non è un prodotto poi così tipico di Huelva, però a me piace molto mangiarla in una località balneare di questa provincia. La coquina, in italiano tellina, si pesca lungo le spiagge di Huelva soprattutto nelle zone vicino alla foce di un fiume. Anche queste possiamo trovarle in altre zone d’Andalusia.

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Coquinas o telline di Huelva.

Infine, anche il sale è un prodotto di pregio in provincia di Huelva. Dalle saline del Odiel e di Isla Cristina nasce un sale e un fior di sale di eccellente qualità.

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Il sale di Isla Cristina.

In conclusione, come abbiamo potuto apprezzare la provincia di Huelva riassume quasi completamente il meglio della gastronomia andalusa. Huelva è una provincia poco considerata  che merita essere visitata per le proprie spiagge, i propri paesaggi naturali e per quello che può offrire a livello gastronomico. I prodotti del territorio di Huelva si trasformano così nel terzo pilastro dell’attrazione turistica onubense.

Per uteriori informazioni o per consigli personalizzati su cosa mangiare in provincia di Huelva o per organizzare una visita potete scrivermi ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilate il seguente form:

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Il pesce sott’olio IGP d’Andalusia: un’azienda di Isla Cristina

Tra i tanti prodotti IGP (Identificazione Geografica Protetta) d’Andalusia, come il vino, l’olio e il jamón, il pesce sott’olio è forse quello meno conosciuto e pubblicizzato. Il tombarello (melva) e lo sgombro (caballa) sono i due prodotti ittici in Andalusia in possesso di questo importante riconoscimento qualitativo e sanitario. Le province di costa della regione sono quelle che possono vantare aziende di conservazione con questi elevati standard.

Caballa e Melva IGP in Andalusia.
Caballa e Melva IGP in Andalusia.

La lavorazione del pesce sott’olio IGP d’Andalusia

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Il grande motore di USISA, le operaie.

Tra queste vi è USISA di Isla Cristina. Una società nata grazie all’unione di diverse piccole aziende artigianali della zona, tutte produttrici di pesce sott’olio. Un’unione che ha permesso a questa realtà di Isla Cristina di poter sfidare le grandi marche alimentari a livello internazionale senza però perdere i valori artigianali ereditati da 40 anni di storia.

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Inscatolamento manuale dello sgombro.

Ad USISA, infatti, i processi di conservazione, pulitura, taglio, inscatolamento e sterilizzazione hanno avuto un’innovazione nel tempo dal punto di vista dei macchinari, ma le lavorazioni, ancora oggi, necessitano dell’indispensabile esperienza e destrezza umana delle lavoratrici (80% donne).

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Un prima pulitura del pesce.

Ad USISA il pesce viene spellato, pulito e filettato artigianalmente, ancora a mano dalle oltre 400 dipendenti dell’azienda. È da sottolineare come la velocità delle operaie riesca a competere con i processi chimici usati dalle potenti lobby dell’alimentazione.

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Si toglie la pelle allo sgombro manualmente.

Dal tonno alla mojama

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La materia prima, il tonno.

Oltre al tombarello ed allo sgombro, USISA lavora in grande quantità il tonno procedente dall’Oceano Atlantico. In quest’azienda il tonno viene in gran parte filettato, messo in salagione ed essiccato per preparare una vera e propria prelibatezza andalusa: la mojama, conosciuta anche come “il prosciutto del mare“. I resti del tonno, invece, vengono anch’essi posti sott’olio ed inscatolati.

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La mojama durante la fase di essicazione.

La mojama è un alimento consumato preponderantemente in Spagna. I prodotti sott’olio, invece, vengono in gran parte esportati. L’Italia è uno dei principali mercati di vendita dello sgombro sott’olio di USISA.

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Latte di pesce pronte per essere esportate.

La trasparenza di USISA

La fabbrica, data l’eccellente qualità e pulizia, è totalmente trasparente. Oltre ad accettare le visite del pubblico, vende i propri prodotti in loco, in un negozio adiacente dalla quale una finestra mostra ai clienti il funzionamento e l’organizzazione interna dell’azienda.

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USISA permette la visita al pubblico, come me.

Per saperne di più sui prodotti tipici d’Andalusia potete scrivermi ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilando il seguente form:

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Frutti di mare e pesce in Andalusia: dove mangiare e cosa chiedere

Il pesce e i frutti di mare fanno parte della gastronomia d’Andalusia e sono la base fondamentale della dieta di tante zone di costa, ma non solo. Personalmente ho avuto molta difficoltà a ricordare i tanti nomi delle specie di pesci, crostacei e molluschi che mi venivano offerti nei vari ristoranti. Ulteriori difficoltà si presentarono nella comprensione delle modalità di cottura o di preparazione. Per questo motivo, con quest’articolo cercherò di aiutarvi nel grande mondo della gastronomia a base di pesce in Andalusia.

Cosa mangiare, dove mangiare e cosa chiedere?

Almejas, Chirlas –> Vongole: si pescano soprattutto a Punta Umbría e in altre località di Huelva e Cadice. Per non alterare troppo il delicato sapore, normalmente si mangiano “alla marinara”, ovvero scottate velocemente solo con olio, aglio, cipolla, vino bianco e prezzemolo.

cosa mangiare andalusia pesce chirlas
Chirlas soffritte con aglio e vino.

Atún –> Tonno: il tonno principalmente si deve consumare lungo la costa Atlantica, ovvero nella provincia di Cadice e Huelva. Particolare fama ha il Tonno di Barbate e di Zahara de los Atunes, dove ogni anno avviene ancora la tradizionale tonnara (almadraba). Il tonno è preferibile consumarlo alla piastra (a la plancha) o sottoposto a salagione con un filo d’olio (mojama).

cosa mangiare andalusia pesce mojama
Una tapita di Mojama, tonno sottoposto a salagione.

Boquerón –> Acciuga, Alice: è sicuramente il protagonista della tavola malagueña (N.B. gli abitanti di Malaga vengono chiamati boquerones). Sicuramente possiamo trovare il boquerón intero, infarinato e fritto in un “pescaito frito” o filettato come aperitivo “en vinagre”, ovvero sottaceto.

Boquerones fritos.
Boquerones fritos a Malaga.

Brótolas –> Musdea: è un pesce tipico della provincia d’Almeria. È poco conosciuto nonostante il sapore delicato e la poca presenza di spine. Come la Pijota, si impana e si frigge intero, anche se spesso si usa nelle varie zuppe di pesce.

Brótolas fritte in provincia d'Almeria.
Brótolas fritte in provincia d’Almeria.

Caballa –> Sgombro: si pesca in gran parte del litorale. Come la Melva, anche le conserve di sgombro sono state protette con il marchio IGP (Identificazione Geografica Protetta). I piatti di sgombro che maggiormente si consumano in Andalusia sono: “Caballas con fideo” ovvero con pasta fine e sgombro con piriñaca, ovvero con peperoni, pomodoro e cipolla (vedi pesce IGP in Andalusia).

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Caballa fresca in un mercato d’Andalusia.

Calamar, Chipirón –> Calamaro: due diversi nomi per lo stesso animale ma di diversa grandezza. Si pescano in gran parte della costa d’Andalusia, sia nell’Atlantico sia nel Mediterraneo. Normalmente l’esemplare grande si mangia tagliato ad anelli, impanato e fritto. Lungo la costa d’Almeria si prepara “en aceite”, ovvero intero ed arrostito con olio, aglio, vino, alloro e spezie. Con chipirón abitualmente s’intende l’esemplare piccolo e viene per lo più fritto intero, lo ritroviamo nel “pescaito frito” o frittura di pesce.

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Calamar en aceite a Mojácar (Almeria).

Camarones –> Gamberetti: come gli altri crostacei, anche i gamberetti vengono pescanti lungo l’Atlantico. Con la parola “Camarón” non possono che venire in mente due cose: il famoso cantante di flamenco di San Fernando (Cadice) e le “tortillitas de camarones”, ovvero delle frittatine di gamberetti tipiche proprio della città di Cadice. I gamberetti si mangiano anche come aperitivo solamente lessi.

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Dettaglio di una tortillita de Camarones.

Cazón –> Canesca: questo squalo si trova anche nel Mediterraneo, ma più facilmente nell’Oceano. In tutte le province d’Andalusia si prepara “en adobo”, anche se la ricetta è tipica di Cadice. Per il “Cazón en adobo”, i pezzi di pesce vengono marinati per varie ore in aceto, aglio e spezie, successivamente impanati e fritti.

Tapa di Cazón en adobo in un bar.

Chanquete –> Rossetto: presente in tutto il Mediterraneo, nelle province di Malaga, Almeria e Granada. È un pesciolino molto piccolo che si presta alla frittura o ad integrare una tortilla. Questo piccolo pesce, quasi praticamente estinto, è stato protetto e sostituito nella gastronomia locale con un esemplare asiatico.

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Delle piccole “tortillas” con chanquete.

Choco –> Seppia: proviene soprattutto dalla costa Atlantica (Huelva e Cadice). Ha un sapore intenso che lo rende perfetto per preparare degli stufati come per esempio la tipica “Papas con Chocos” (patate e seppie) della provincia di Cadice. È possibile trovare nei bar d’Andalusia la seppia fritta, la seppia a la piastra o preparata con il proprio nero. (N.B. gli abitanti di Huelva vengono chiamati “choqueros”).

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Un piatto di Papa con Choco, ricetta tipica della provincia di Cadice.

Cigalas –> Scampi: come gli altri crostacei è riscontrabile nell’Oceano Atlantico, ovvero nelle province andaluse di Huelva e Cadice. Soprattutto si apprezzano bolliti, scottati alla piastra o arricchendo di sapore le zuppe di pesce o delle ricette a base di riso.

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Una “mariscada” di Huelva. I crostacei da sinistra a destra: Cigalas, Gambas e Langostinos.

Coquinas –> Telline: sono soprattutto lungo la costa Atlantica e vicino alla foce dei fiume. Per questo le zone di Isla Canela (foce del Guadiana), Isla Cristina (foce del Carreras), Mazagón (foce del Rio Tinto) e lungo la grande foce del Guadalquivir in provincia di Cadice sono le predilette dai pescatori.  Si preparano come le vongole, con un po’ di olio, aglio e vino della zona, manzanilla o fino.

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Un perfetto piatto di Coquinas di Huelva.

Erizos –> Ricci di mare: mollusco tipico della costa di Cadice. Durante il noto Carnevale si consumano crudi, passeggiando in strada.

Street Food a Cadice: Erizos, Ostiones, Mojama e Camarones.
Street Food a Cadice: Erizos, Ostiones, Mojama e Camarones.

Gambas –> Gamberi: la più rinomata “Gamba” è quella “Blanca de Huelva”. Viene pescata lungo la costa onubense sino a Sanlúcar de Barrameda. Viene chiamata bianca, perché ha un colore leggermente meno rossastro dell’abituale. Al contrario l’autoctona “Gamba Roja de Garrucha” in provincia d’Almeria ha un colore rosso intenso.  I gamberi in Andalusia sono talmente buoni che normalmente si assaporano semplicemente bolliti. Nei bar è molto frequente trovare anche “Gambas al ajillo”, ovvero con un soffritto d’aglio.

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Gambas fresche nel mercato di La Antilla (Huelva).

Huevas –> Bottarga: in Andalusia si usano le uova del tonno o del merluzzo, pesci che troviamo nell’Oceano Atlantico e perciò nella provincia di Huelva e Cadice. Principalmente si mangiano impanate come una crocchetta e fritte o stagionate in salagione come la mojama.

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Una tapita di Huevas a Cadice.

Langostino –> Mazzancolla o Gamberone: il Langostino Tigre ha, per il proprio sapore, una fama incredibile in Andalusia. Proviene dall’Atlantico, soprattutto dai porti  di Sanlúcar de Barrameda, Chipiona e Isla Cristina. Il Langostino Tigre viene solamente bollito. Con gli altri gamberoni, invece, si preparano anche dei piatti a base di riso (non chiamatela paella!)

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Langostinos in vendita in un mercato di Siviglia.

Melva –> Tombarello: si pesca in gran parte della costa d’Andalusia. Come la Caballa, anche le conserve di tombarello sono state protette con il marchio IGP (Identificazione Geografica Protetta). Questo pesce è facile trovarlo “encebollado” (con cipolla), “en escabeche” (con varie spezie) o con los “pimientos del piquillo”, ovvero una varietà di peperoni di Navarra (vedi pesce IGP in Andalusia).

Caballa e Melva IGP in Andalusia.
Caballa e Melva IGP in Andalusia.

Mejillones –> Cozze: si pescano nell’Atlantico. Perciò le province di Cadice e Huelva sono quelle che maggiormente possono vantare questa prelibatezza. La forma più comune di consumare le cozze in Andalusia è semplicemente al vapore.

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In piatto di cozze in un bar della costa andalusa.

Ortiguilla –> Anemone: è una specialità della provincia e della città di Cadice. Questo “frutto di mare” abbastanza inusuale, viene, principalmente, infarinato e fritto.

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Una tapa di Ortiguillas di Sanlúcar de Barrameda.

Ostiones –> Ostrica concava: un mollusco del litorale Atlantico. Come i ricci di mare, fa parte dello street food del Carnevale di Cadice. Queste ostriche si mangiano fresche e con una spruzzata di limone.

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Ostiones in mostra in un mercato andaluso.

Pijota –> Piccolo Nasello o Merluzzo: si pesca lungo tutte le province di costa d’Andalusia. Si frigge intero come il boquerón, anche se è di dimensione sicuramente maggiore.

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Un piatto di Pijota fritta.

Pulpo –> Polpo: soprattutto si serve lungo la costa del sol. Nei chiringuitos del litorale di Malaga è possibile trovarlo “espetado” (allo spiedo) o fritto. In tutta la regione si è diffusa la ricetta del “Pulpo a la Gallega”, bollito e poi passato in padella con olio e pimentón.

cosa mangiare andalusia pesce pulpo
Pulpo fritto in un bar della Costa del Sol.

Puntillitas –> Seppioline: presenti un po’ lungo tutta la costa andalusa, si trovano facilmente sia a Cadice, sia a Malaga. Abitualmente, quando si richiede “puntillitas” in un bar, vengono servite infarinate e fritte.

cosa mangiare andalusia pesce puntillitas
Razione di Puntillitas in un bar di Malaga.

 

Salmonete –> Triglia: è un pesce molto comune in Andalusia, soprattutto in provincia d’Almeria e Cadice. Si prepara fritto, alla piastra o al forno.

cosa mangiare andalusia pesce salmonete
Salmonetes in un mercato di Siviglia.

Sardinas –> Sardine o Sarde: è un pesce che troviamo facilmente sia nel Mediterraneo sia nell’Atlantico. Malaga con i suoi “espetos” dei bar lungo le spiagge è divenuta la capitale andalusa delle sardine. Come anticipato, soprattutto a Malaga le sardine si mangiano allo spiedo, in Almeria si accompagnano alla migas.

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Il classico “espeto” di sardine in un chiringuito di Malaga.

Trucha –> Trota: è l’unico pesce d’acqua dolce della lista. È specialmente apprezzata la trota di Riofrio in provincia di Granada. Come in Italia, anche in Andalusia si prepara la trota in tantissimi modi.

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Truchas nel Riofrio.

Per maggiori informazioni su cosa mangiare in Andalusia è possibile contattarmi scrivendo ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilando il seguente form:

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Rosso, succoso frutto di Huelva

La provincia di Huelva può considerarsi come la “capitale gastronomica” d’Andalusia. In questa provincia, poco conosciuta in Italia, si elabora il rinomato Jamón de Jabugo nella Sierra di Aracena, si pescano le prelibate Gambas blancas e si produce l’apprezzato Vino del Condado. Con la bella stagione, però, in Spagna ci ricordiamo di Huelva anche per la produzione delle succulente fragole o meglio “fresones”.

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Le apprezzate fragole di Huelva.
Filari di fragole nelle serre.
Filari di fragole nelle serre di Lepe.

Due sono le zone della provincia specializzate in questa coltivazione: Palos de la Frontera (vedi La Rábida) e Lepe (vedi Islantilla). Le fragole di Huelva sono apprezzate e si esportano in tutta Europa. Gli abitanti di queste località hanno saputo approfittare al massimo il proprio lavoro agricolo e le poche risorse a propria disposizione. Per questo, a differenza del resto della campagna agricola d’Andalusia dove abbondano le estese tenute, la popolazione locale ha optato con successo d’intraprendere la coltivazione delle fragole nei piccoli campi famigliari.

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Spuntano los fresones di Huelva dalle serre.

Il principale vantaggio del territorio di Huelva sulla concorrenza europea è che in questa zona è possibile disporre delle fragole già a marzo grazie al cocente sole primaverile che scalda le serre. Le bellissime spiagge di Islantilla e Isla Cristina, perciò, lasciano spazio nell’entroterra alle preziose distese di plastica che offrono lavoro a un gran numero di persone.

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Distese di serre e un autobus di lavoratori.

Per maggiori informazioni sulla gastronomia nella Provincia di Huelva è possibile contattarmi scrivendo ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilando il seguente form:

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L’olio d’oliva d’Andalusia: inimitabile “oro verde”!

Ancor più che vinicola, l’Andalusia è una regione olivicola. È circa di un milione e mezzo di ettari, infatti, la superficie coltivata a ulivo. In nessun altro posto al mondo si ottengono quantitativamente così tante olive per la produzione d’olio.

Olivo cosa mangiare andalusia
L’impressionante paesaggio rurale della provincia di Jaén.

Il paesaggio olivicolo in Andalusia

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Selezione di Olio Extra Vergine d’Oliva in provincia di Jaén.

Quella dell’ulivo in Andalusia, diversamente da quella del Jamón serrano, è una produzione molto intensiva. Colline punteggiate da questa secolare pianta mediterranea si susseguono disegnando delle onde verdi senza fine. L’Andalusia e l’olio extra vergine d’oliva sono vincolati inseparabilmente da migliaia di anni. Gli uliveti sono una parte fondamentale del paesaggio agricolo andaluso e costituiscono la principale forma di reddito di molti paesi rurali. Questa coltura arriva a influenzare la cultura, l’architettura (vedi Cortijos, Lagares e Almazaras), le tradizioni e gli usi della popolazione locale.

Olio Oliva Andalusia cosa mangiare
Un uliveto in provincia di Granada.

In maniera maggiore in Provincia di Jaén (vedi tour naturalistico in provincia di Jaén), ma praticamente tutte le province della regione, traggono dalla coltivazione dell’olivo i più importanti benefici economici derivanti dall’agricoltura.

Uliveto intensivo in provincia di Jaén, la maggior produttrice mondiale.
Uliveto intensivo in provincia di Jaén. Questa provincia è la maggior produttrice mondiale d’olio d’oliva.

L’olio extra vergine d’oliva DOP in Andalusia

L’intensività di questa coltura lascia spazio anche a ottimi esempi di qualità. Guardando le classifiche internazionali, infatti, si scopre come l’olio extra vergine d’oliva d’Andalusia sia costantemente tra le primissime posizioni. Il riconoscimento internazionale, d’altronde, rispecchia le tante Denominazioni d’Origine Protetta (DOP) presenti nel territorio andaluso. Tanti certificati che valorizzano le forti tipicità di ogni presidio olivicolo.

Vedi anche –> Olio d’oliva di Siviglia

Olio Andalusia
Gli Oli Extra Vergine d’Oliva DOP presenti in Andalusia.

Come è possibile apprezzare dalla mappa, le province olivicole andaluse di maggior rilievo sono sicuramente quelle di:

olio andalusia oliva cosa mangiare
Paesaggio olivicolo tra Córdoba e Malaga.

L’olio extra vergine d’oliva non è l’unica prelibatezza derivante dall’ulivo in Andalusia. Le olive da tavola, infatti, sono il frutto del sudore di tanti “aceituneros” (raccoglitori di olive) che raccolgono ancora a mano quello che possiamo considerare “oro verde d’Andalusia“.

Olio Andalusia Cosa Mangiare
Olive da tavola andaluse.

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