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Mertola: lungo il fiume Guadiana, il più prezioso tesoro arabo

Mertola è definita dalla letteratura specializzata come la città portoghese che meglio conserva la propria essenza araba. Quest’antico porto fluviale romano è stato durante i secoli un punto strategico chiave per il controllo del fiume Guadiana, corpo idrico che separa la Spagna dal Portogallo (vedi Tour lungo il Guadiana).

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Il fiume Guadiana passando per Mertola.

Cosa vedere a Mertola

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La torre del Homenaje.

La città, infatti, presenta una rilevante e diffusa fortificazione. Oltre alla muraglia che accompagna il visitatore dal fondovalle sino al nucleo storico ed alla Torre do Relogio (edificio del XVII secolo), sussiste l’importante Castello di Mertola. Quest’ultimo domina tutta la valle, compreso il paese sottostante. In esso è possibile trovare l’immancabile torre del Homenaje del 1292, oltre a due pozzi: uno romano-mussulmano ed un’altro medievale. Dalla cima della torre del Castello è apprezzabile un bellissimo panorama che si estende dal fiume sino all’incantevole abitato. Di fronte all’entrata del Castello, infine, sono stati scoperti i resti di un foro romano e diversi mosaici.

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Il Castello che sovrasta il paese.

Testimonianze arabe a Mertola

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L’interno della chiesa-moschea.

Scendendo dal Castello verso il paese, ci imbatteremo in qualcosa di esclusivo in Portogallo. La moschea di Mertola, infatti, è l’unico edificio religioso di epoca mussulmana che è sopravvissuto alle guerre e catastrofi naturali che hanno colpito lo stato lusitano. Un edificio che oggi ospita la chiesa cristiana Nossa Senhora da Assunḉao. La moschea-chiesa è formata da cinque navate del XI secolo, modificate nel XIII secolo. Le arcate di questa sono separate da file di fini colonne portanti.

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L’unica moscha medievale in Portogallo.
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Le strette e irte strade del disegno urbano di Mertola.

Anche la conformazione del paese manifesta tutt’oggi una certa essenza mussulmana. Ripide e strette vie, infatti, tracciano un caratteristico disegno urbano di origine araba.  Gli abitanti del paese hanno vissuto per lo più grazie ai benefici economici dello sfruttamento minerario, oggi terminato. Ora le semplici persone di Mertola vivono dell’artigianato e del turismo, quest’ultima un’attività nuova e alla quale di dedicano con speciale impegno e creatività.

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La muraglia che circonda il centro storico sino in valle.

Un paese umile come la propria comunità che accoglie i visitatori come propri familiari, con il camino acceso e sempre pronti a condividere le prelibatezze enogastronomiche della regione portoghese dell’Alentejo. Vino e salumi di maiale iberico non mancano mai, sono infatti i prodotti più caratteristici della zona.

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L’accoglienza in un umile bar: vino, formaggio e salame.

Dove dormire a Mertola

La dolce cittadina di Mertola non è ancora invasa dalle strutture turistiche. Nonostante ciò, qui potrete trovare tutti gli hotel, B&B e pensioni presenti in questo paese dell’Alentejo portoghese.

Cosa vedere a Mertola (Portogallo):

  • Torre do Relogio
  • La muraglia
  • Il panorama con il Guadiana
  • Il Castello di Mertola
  • La moschea-chiesa
  • I musei del paese

Per maggiori informazioni su cosa vedere a Mertola o per una visita guidata è possibile contattarmi scrivendo ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilando il seguente form:

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Rincorrendo i mulini a vento di Don Chisciotte della Mancia

Chiudi gli occhi e dimmi la prima cosa che ti viene in mente con la parola La Mancia (dall’arabo territorio secco, senz’acqua). Quasi sicuramente per molti italiani la regione spagnola della Catiglia-La Mancia rappresenta lo scenario del libro Don Chisciotte, famosa opera del 1605 scritta da Miguel de Cervantes. Un’ambientazione fatta di paesaggi pianeggianti, color ocra come il caldo estivo e di colline armoniose sulla quale poggiano bianchi mulini.

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La fila di mulini sulla cresta del colle.

I mulini di Don Chisciotte della Mancia

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I mulini ed il castello di Consuegra.

Il paese di Consuegra, in provincia di Toledo, si trova proprio lungo la A-4, l’autostrada che collega Cordoba e l’Andalusia con la capitale Madrid. In questo territorio di buon formaggio, ottimo vino, pregiato zafferano e tradizionali ceramiche, si situa l’immagine simbolo dell’intera regione: i mulini. Sulla collina del Calderico, infatti, è dove si ergono i famosi dodici mulini a vento ed il castello. Come dice il proprio nome, La Mancia è una regione secca, senza fiumi che apportino la forza idraulica necessaria per muovere un mulino. È per questo motivo che in questo territorio venne sfruttata l’energia eolica.

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La classica foto dei mulini a vento di Consuegra.
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Gli ingranaggi e la macina del mulino.

Dei dodici  mulini a vento che con la pietra molare producevano farina, solo quattro conservano i propri ingranaggi e sono in grado ancora di macinare il grano. Due di quest’ultimi sono stati trasformati in musei, uno pubblico ed uno privato. Il “Bolero” è quello pubblico e permette di addentrarsi nelle viscere di un mulino del XVI secolo con tutti gli elementi originali restaurati e, come detto, funzionanti. Un video, inoltre, spiega la storia e tutta la messa in moto di questa fantastica e romanzesco elemento.

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Un mulino a vento sovrastando la pianura de La Mancia.

Due sono le cose che più mi hanno colpito del mulino: il fatto che ci siano otto finestrelle grazie alla quale il mugnaio capiva la direzione del vento e il fatto che per spostare le pale in direzione del vento sia necessario ruotare tutto il tetto del mulino e che per fare ciò siano sufficienti solo due persone. Quello del “Bolero” è il primo degli undici mulini, susseguono sulla cresta della collina gli altri dieci, quasi ma non del tutto allineati.

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Da una delle finestrelle si vede il paese di Consuegra.

Il paesaggio letterario di Consuegra

Questo paesaggio letterario di Consuegra ci immerge nelle scenografie immaginate da Cervantes nel VIII capitolo del primo libro della sua più famosa opera, quando Don Chisciotte affrontò con coraggio i mulini a vento scambiandoli con giganti dalle braccia rotanti.

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La pianura secca de La Macia.

Il Castello, anch’esso in cima al colle, è uno dei primi che si costruì successivamente alla riconquista cristiana al principio del XIII secolo, anche se sembrerebbe che fu edificato su resti romani. Un castello semplice, senza pretese artistiche, dalla quale però è apprezzabile una stupenda vista dei mulini, della cittadina di Consuegra e della pianura circostante.

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Il castello di Consuegra.

Dove dormire a Consuegra

Per vivere davvero l’esperienza di Don Chisciotte è possibile soggiornare a Consuegra. Non sono molte gli hotel in questa località. Qui potrete consultare tutti gli alloggi disponibili e dormire tra i mulini a vento.

Cosa vedere a Consuegra (Castiglia-La Mancia):

  • Cerro Calderico con i 12 mulini a vento
  • Il paesaggio mancego
  • Il Castello
  • La cappella della Virgen Blanca
  • La Plaza de España

Per maggiori informazioni sui mulini a vento di Consuegra potete contattarmi scrivendo ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilando il seguente form:

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Cosa vedere nella città Faro dell’Algarve

Visitando l’Algarve sarà importantissimo sapere cosa vedere a Faro, capoluogo politico ed economico di questa regione. La città di 30.000 abitanti di Faro rappresenta senza dubbio il luogo più rinomato di tutto l’Algarve Orientale, grazie soprattutto all’importante aeroporto internazionale che collega la regione con il mondo. Come per gran parte della costa del sud del Portogallo, anche Faro si situa dietro un’ampia fascia lagunare e dune di sabbia. Un ambiente protetto dal Parco Naturale Ria Formosa che si estende oltre Tavira. Continua la lettura di Cosa vedere nella città Faro dell’Algarve

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Tavira: bellezza e divertimento nell’Algarve orientale

Tavira, assieme a Faro, è la città più rinomata della costa est dell’Algarve. È considerata come la città più gradevole dell’intera regione del sud del Portogallo. Questo grazie alla romantica ubicazione lungo il Rio Gilao ed al patrimonio monumentale comprendente addirittura 40 chiese. Il turismo, abbastanza prosperoso in estate, non ha modificato il semplice ma grazioso paesaggio urbano che risulta essere ancora piuttosto tradizionale.

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Il piccolo approdo nella Ilha (isola).

Cosa vedere a Tavira

Come per l’Andalusia, anche la regione dell’Algarve fu conquistata dalle popolazioni arabe nel medioevo ed è per questo che tutt’oggi sono apprezzabili alcuni preziosi elementi di questa cultura a Tavira, città conquistata dai portoghesi nel 1242. Dall’alto dei resti del Castello, danneggiato dal forte terremoto del 1755, è possibile avere una vista molto suggestiva della città, osservando il fiume che “taglia” l’abitato del paese ed il ponte con le fondamenta di origine romane.

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La vista della città dal Castello.

La chiesa Santa Maria del Castello è il punto di riferimento della città. La facciata con l’appariscente orologio sono la parte più riconoscibile dell’edificio che ospita le tombe dei cavalieri cristiani che sconfissero definitivamente gli arabi in questo territorio. Questa chiesa fu edificata sulle ceneri di una antica moschea, è del XIII però ristrutturata a causa del sisma del 1755. Oggi è un mix di stili arabeggianti, gotici e moderni.

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La chiesa Santa Maria del Castello.

La spiaggia di Tavira

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In barca verso Ilha de Tavira.

I turisti, però, sono attratti soprattutto dalle spiagge e dall’ambiente naturale che circonda Tavira. Il centro cittadino non si situa lungo la costa, bensì ad un paio di chilometri dall’Oceano Atlantico. Il quartiere che si affaccia al mare è chiamato Quatro Aguas. Per raggiungere questa zona bisogna seguire il fiume, oltrepassare il mercato, il cantiere navale e la salina. Oltre che ad essere un luogo meraviglioso dove poter cenare dell’ottimo pesce, è il porto dalla quale poter raggiungere finalmente la meravigliosa spiaggia.

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Uno dei fari dell’entrata nel Rio Gilao verso Tavira.

La spiaggia, infatti, si trova sull’Ilha de Tavira. Un’imbarcazione collega ogni ora dalle 8:30 alle 20:00 il continente con l’isola che ospita un fantastico campeggio e perciò risulta fornita da tutti i servizi necessari al turista. Un’area nella quale l’ambiente naturale, facente parte al Parco Naturale Ria Formosa, è ancora molto ben conservato e nella quale le dune di sabbia caratterizzano la meravigliosa spiaggia.

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La lunghissima spiaggia di Ilha de Tavira.
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La ricca avifauna nel Parco.

Tra la penisola iberica e l’isola, il Parco Naturale Ria  Formosa ospita una quantità impressionante di avifauna. È per questo che direttamente dal centro abitato di Tavira partono piccole imbarcazioni che, solcando il fiume, offrono la possibilità al visitatore di praticare un’attività sostenibile come il bird-watching. Con le barche sarà possibile inserirsi nella palude per scovare gli esemplari più comuni della zona.

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Una stupenda immagine del Parco Ria Formosa.

Dove dormire a Tavira

Tavira è senza dubbio una delle zone che preferisco dell’Algarve dove soggiornare. Qui potrete trovare tutte le soluzioni di alloggio presenti in città. Di sotto, invece, tutti gli hotel in offerta presenti nella regione meridionale portoghese.



Booking.com

Cosa vedere a Tavira (Portogallo):

  • I resti del Castello
  • Il centro storico ed il ponte
  • La Chiesa Santa Maria del Castello
  • La spiaggia di Ilha de Tavira
  • Il quartiere Quatro Aguas
  • Il Parco Naturale Ria Formosa

Per maggiori informazioni su cosa vedere a Tavira o per una visita guidata è possibile contattarmi scrivendo ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilando il seguente form:

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Spiagge, archeologia e mercati tra Asilah e Larache nel nord del Marocco

Aver imbarcato l’auto sul traghetto per affrontare la tratta Algeciras-Tangeri ha avuto un grande beneficio, ovvero quello di poter curiosare succesivamente gran parte del territorio compreso tra Asilah e Larache. Una zona in cui il turismo non ha avuto ancora la capacità di cambiare i paesaggi e le abitudini della popolazione, una parte di autentico Marocco.

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Una delle difficoltà che si possono trovare lungo le strade secondarie del Marocco.

La Spiaggia de las Cuevas ad Asilah

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La spiaggia de las cuevas al tramonto.

A sud di Asilah, in direzione di Larache, si ubica, probabilmente, una delle più belle spiagge di tutto il nord del Marocco. La spiaggia de las Cuevas composta da sabbia e rocce è di difficile accesso. È possibile arrivarci, infatti, solamente a piedi (l’auto si deve lasciar abbastanza lontano) o grazie a carri trainati dai muli messi a disposizione dalla gente del luogo. Uno spazio che, nonostante le difficoltà, merita sicuramente la pena soprattutto al tramonto.

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Una fantastica vista prima di arrivare alla spiaggia de las cuevas.

Il Cromlech di M’Soura

Si ubica nell’entroterra tra Asilah e Larache. Questo Cromlech è probabilmente l’unico monumento megalitico scoperto nel continente africano. Il Cromlech di M’Soura si ubica su di un’arida collina ed è composto da 170 dolmen posizionati attorno ad un sepolcro, presumibilmente, di un personaggio molto rilevante. Alcuni dei monoliti sono ancora in piedi e la loro altezza varia da 50 centimetri ai 6 metri ed il più grande ha una conferenza di 5 metri.

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Una parte del Cromlech di M’Soura.

Il Mercato agricolo di Had Garbia

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Macellazione in loco nel mercato di Had Garbia.

Il piccolo nucleo di Had Garbia si ubica a nord-est di Asilah, dopo 10 Km di strada a tratti molto sconnessa. Un paesuccio turisticamente insignificante, che riunisce ogni domenica un grande e caotico mercato agricolo. In questo Souk, assolutamente autentico, si recano centinaia di agricoltori ed allevatori della zona vendendo i pochi prodotti del proprio lavoro. È una esperienza tanto interessante, quanto cruda. In quest’ambiente per nulla turistico, infatti, si nota l’importante povertà della popolazione rurale marocchina ed è probabile che si assista al sacrificio e alla macellazione degli animali in loco.

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La povera economia degli agricoltori marocchini.

Il Parco Archeologico di Lixus

Il Parco Archeologico di Lixus si trova a pochi chilometri di distanza da Larache e dall’alto del colle domina la laguna della foce del fiume Lukus. In questo spazio storico protetto sono visibili indizi dell’occupazione umana durante il neolitico, precisamente 10.000 anni fa. Quest’area però è stata continuamente abitata dalle varie civiltà sino al VII secolo d.C. I resti della città che oggi sono maggiormente visibili, presumibilmente, risalgono al XII secolo a.C., ad opera della civiltà fenicia.

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I resti della città, probabilmente fenicia, di Lixus.

Cosa vedere tra Asilah e Larache (Marocco):

  • La spiaggia de las Cuevas
  • Il cromlech di M’Soura
  • Il mercato agricolo di Had Garbia
  • Il parco archeologico di Lixus
  • La palude del fiume Lukus

Per maggiori informazioni su cosa vedere tra Asilah e Larache o per una visita guidata è possibile contattarmi scrivendo ad alberto@andalusiaviaggioitaliano.com o compilando il seguente form:

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