Archivi categoria: #Andalusia con i tuoi occhi

Enrico ed Andreea on the road in Andalusia

Per “Andalusia con i tuoi occhi” ricevo questo materiale da Enrico ed Andreea che presentano il proprio tour dell’Andalusia effettuato nel maggio del 2015. La coppia ha visitato: Malaga, Granada, il deserto di Tabernas, Cordoba, Siviglia, Zahara de la Sierra e Ronda.

Cosa vedere Andalusia- Malaga
Foto ricordo lungo la salita del Castello di Gibralfaro di Malaga.

Il viaggio di Enrico ed Andreea è avvenuto per gran parte nell’entroterra della regione. Dopo una esaustiva visita di Malaga, soffermandosi ad ammirare sopratutto la “manquita” (Cattedrale di Malaga) ed il Castello di Gibralfaro, la coppia si è messa in viaggio verso una delle meraviglie del mondo contemporaneo: l’Alhambra di Granada.

Cosa vedere Andalusia
Bellissima vista dell’Alhambra di Granada dall’Albaicín.

Il tempo a disposizione non è molto (una settimana) e le cosa da vedere tante, forse troppe. Dall’arabeggiante Granada, lo spirito d’avventura, spinge la coppia ad inoltrarsi nell’unico deserto europeo, il Deserto di Tabernas, scenografia di tanti film di Sergio Leone (vedi anche Andalusia nel Cinema).

Cosa vedere Andalusia - Tabernas
Scenografi western nel deserto di Tabernas.

Dai paesaggi selvaggi del deserto, la coppia piemontese, si sposta nella fertile pianura del Guadalquivir per visitare le magnifiche testimonianze delle civiltà instauratesi in questa regione. Cordoba e Siviglia sono città-monumento imperdibili.

Cosa vedere Andalusia_ siviglia
La Plaza de España di Siviglia.

Tra una tapas e l’altra è ancora giunto il momento di muoversi, Zahara de la Sierra e Ronda sono mete da intenditori. Zahara de la Sierra è un paesino bianco della provincia di Cadice, un luogo incantevole che mostra il fantastico adattamento dell’uomo nell’ambiente “serrano” (vedi tour dei paesi bianchi).

Cosa vedere Andalusia_Zahara
Lo spettacolare panorama da Zahara de la Sierra.

Ronda invece, sin dall’epoca romana rappresenta un enclave strategico. In questa luogo mozzafiato, romani, visigoti ed arabi hanno lasciato le loro preziose tracce.

Cosa vedere Andalusia_Ronda
Il ponte nuovo di Ronda che collega la parte nuova del paese con il nucleo storico.

“L’Andalusia è veramente una bellissima regione da girare tranquillamente anche in “fai da te“. Il nostro giro lo abbiamo fatto in una settimana, non abbiamo potuto perderci uno spettacolo di flamenco (patrimonio immateriale dell’Unesco), la Mezquita di Cordoba, l’Alhambra di Granada e la Plaza de España a Siviglia.
Molto particolare e suggestivo anche lo spettacolo western nel deserto di Tabernas.
Sicuramente una delle migliori mete con rapporto qualità /prezzo!

Grazie ad Enrico ed Andreea!



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Emozioni in Andalusia di Jacopo

A fine agosto ho intrapreso un viaggio di una settimana in cui ho percorso varie tappe dell’Andalusia.

Da Malaga a Ronda, da Cordoba a Granada e cosi via mi son fatto man mano un viaggio di quella che ora posso affermare una delle terre più accoglienti e magiche della terra. La cultura ti assale da ogni piccola via o innalzato arco: il flamenco (patrimonio immateriale Unesco), che ho potuto ammirare tra le vie del suggestivo quartiere arabo a Granada, è un armonia di amore per la propria terra e per l’arte che affascina sin da subito.

emozioni in andalusia - Malaga
Un dettaglio della ruota panoramica di Malaga.
La maestosa mezquita di Cordoba, che sino a pochi mesi prima avevo studiato sui libri di storia dell’arte, era li dinanzi a me, ed è stato un onore per me poter fare da guida ad altri turisti mostrandogli le volte a crociera e le 800 colonne che si disperdono nello spazio. E’ stato un sogno per me, studente di cinema e fotografia, poter esercitare la mia dote da fotografo sui colossali soggetti di Ronda, paese nel bel mezzo del deserto e dei campi che ha sempre una sorpresa per chi la visita.
Emozioni in Andalusia - Ronda
Un dettaglio della Sierra attorno alla città di Ronda.
Insomma, questo paese si è permesso di prendere una parte di me per tenersela appressa, obbligandomi a tornare in futuro, quando avrò affinato le mie capacità fotografiche, per poter ritrarre, come una bellissima donna, quella terra aspra e calda che per un artista è come un paradiso in continua espansione.
Grazie a Jacopo
Facebook: Jacopo Cozzani

Instagram: jacopocozzani_ph



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Il tour on the road d’Andalusia di Daniela

Per la terza puntata di “Andalusia con i tuoi occhi“, Daniela condivide le foto del suo tour on the road in Andalusia.

Malaga-Tour_Andalusia_On the road
Daniela salendo verso il Castello di Gibralfaro a Malaga.
Alhambra_Granada_Andalusia_Tour_On the road
La porta della giustizia nell’Alhambra di Granada.

Atterrati a Malaga, Daniela e Michele, decidono che l’Andalusia meriti la pena di essere scoperta on the road, ovvero in viaggio e senza vincoli. L’Andalusia in effetti si presta ad un tour del genere, nel quale l’esperienza del viaggio risulta essere l’autentica vacanza. Gli spostamenti ed i paesaggi agricoli (vedi Cortijos e Lagares d’Andalusia) tra una grande città e l’altra sono la vera essenza d’Andalusia. Il viaggio on the road offre, inoltre, la possibilità di soddisfare tutte le esigenze e le curiosità che sorgono durante la propria permanenza.

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La classica foto della Giralda dalla porta del Patio de Banderas.

Il tour on the road in Andalusia:

In particolare, la coppia aretina, opta per visitare il triangolo culturale: MalagaGranadaSiviglia, per poi lanciarsi verso la costa e verso la fine del continente europeo a Tarifa, questo non senza aver prima fatto una sosta a Jerez de la Frontera per assaporare il rinominato sherry e visitare il famoso circuito motociclistico.

Sherry_jerez_Tio pepe_Andalusia_Tour_Cosa vedere_Andalucia
La cantina di González Byass, marca che produce il rinomato sherry Tio Pepe.

Nei tre capoluoghi di provincia (Malaga, Granada e Siviglia) non sono potute mancare le visite a parte del meraviglioso patrimonio storico della regione: il Castello Gibralfaro di Malaga, l’Alhambra  di Granada e la Cattedrale di Siviglia sono state delle tappe obbligate. Il turismo culturale delle città non ha precluso, però, momenti leggeri e d’ozio come le passeggiate nel Muelle Uno o nel Mercato della Atarazanas di Malaga (vedi 6 Mercati in Andalusia), sporcarsi le mani con gli espetos nel Pedregalejo, la visita della Real Maestranza di Siviglia o una romantica cena lungo il Guadalquivir.

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La Costa della Luz nei pressi di Tarifa.

Per chiudere il cerchio del tour, Daniele e Michele scelgono di fermarsi a Marbella, rinomata e movimentata località di mare in Provincia di Malaga. La Costa del Sol d’altronde, per la quantità e qualità dei servizi al turista che vengono offerti, è una delle principali mete europee del turismo che in Spagna chiamano de Sol y Playa.

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Michele lanciandosi nel Mediterraneo con una moto d’acqua.



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Córdoba con gli occhi di Diego

Questa è la settima tappa di un tour on the road in Andalusia.
Il resto del viaggio si trova nel Blog Esplorazioni Minime.

Cosa vedere a Cordoba in due giorni

Sulla strada per Córdoba avvistiamo diversi rapaci e un gran numero di cicogne. Il nostro hotel è facile da raggiungere in macchina, ma non vicinissimo al centro. Camminiamo per circa un chilometro e mezzo lungo una brutta, puzzolente e trafficata strada della prima periferia, abbruttita da discount, anonimi condomini e garage non meglio identificati. Solo un edificio coloratissimo si distingue nettamente dagli altri: sembra un museo di arte contemporanea, invece è una struttura sanitaria.

Cordoba, Andalusia – Ponte Romano
Cordoba, Andalusia – Ponte Romano

Stanco dal viaggio in macchina e po’ stordito dal traffico, sono sconcertato e deluso rispetto alle mie aspettative. E poi accade il miracolo: la città vecchia appare come un miraggio nel deserto, laggiù, oltre il fiume Guadalquivir, alla fine del massiccio ponte romano che termina con l’imponente porta della città. C’è una luce perfetta mentre ci incamminiamo, con il profilo color sabbia disegnato dagli edifici, che comunica una quieta solenne, una pace meritata, raggiunta dopo travagli lunghi più di un millennio. È da qui che sono passati i romani, i mori, gli ebrei, i cristiani. È attraversando questo stesso ponte che il Tempo si è infilato sotto la porta e i Secoli si sono diffusi tra i vicoli e le piazze. È esattamente qui che, se l’ho avuto, ho avuto il mio duende: una percezione generalmente collegata al flamenco, la sensazione impalpabile di sentirsi ipnotizzati, posseduti dall’Andalusia e condotti verso una sorta di catarsi. Trattengo letteralmente il fiato mentre attraverso la porta, con la percezione quasi tattile di varcare realmente una soglia che mi condurrà in un altrove, in Europa certo, ma anche molto lontano da qui: una dimensione dove tutte le epoche, tutti i secoli, tutti i giorni e gli attimi convivono contemporaneamente in un eterno confondersi ed evolvere. Trovo meraviglioso che immediatamente dietro la porta, il primo edificio che ci accoglie sia una struttura contemporanea, tutta vetri e materiali di ultima generazione, ma perfettamente inserita nel contesto, con ritmi, colori e proporzioni studiati per completare idealmente il profilo cittadino. Accanto, nella piazza costruita in salita, edifici ammantati di rosso e giallo esibiscono con orgoglio la propria identità islamica (vedi anche Medina Azahara).

Cordoba, Andalusia – Porta della Città
Cordoba, Andalusia – Porta della Città

È la città che mi è entrata più dentro, Córdoba (Patrimonio Unesco dal 1984). Mentre ti perdi tra i vicoli della juderia dove pochi turisti si avventurano, giocando a nascondino con archi e mura bianchissimi e trovandoti all’improvviso dentro a un patio traboccante di odori dolci e pungenti, non puoi restare indifferente. Non puoi non percepire Averroè Maimonide (vedi Poeti e Filosofi d’Andalusiache sono lì, a camminare insieme a te. Non puoi non sentire il fluire dei secoli, l’avvicendarsi delle culture. E quando finisci in una sinagoga quasi nascosta del 1300, resti con il naso all’insù per ore, a contemplare l’anima del luogo, comprendendo per istinto che il commento migliore è rimanere in perfetto silenzio.

Cordoba, Andalusia – Sinagoga
Cordoba, Andalusia – Sinagoga

Dopo un pranzo rapido al 101 tapas, visitiamo l’Alcazar de los Reyes Cristianos (entrata: 4,5 euro), la fortezza che fu palazzo dell’Inquisizione e che ora ostenta resti romani trovati dagli scavi del 1959. Sonnecchiamo pigramente nei suoi giardini, che tradizionalmente vengono considerati tra i più belli di tutta l’Andalusia (in realtà, pur belli, non reggono il confronto con quelli dell’Alhambra e per essere onesti non mi è sembrato che aggiungessero molto al fascino infinito di Córdoba e dei suoi patios ermetici, da guadagnarsi oltre le mura che li custodiscono come tesori nascosti). Al pomeriggio ci arrampichiamo su per il campanile della Mezquita, costruito su di un minareto, per osservare dall’alto tutta la città (Le visite durano mezz’ora e costano 2 euro), gironzoliamo sino a El Potro, un’antica taverna dove visse Cervantes (e che descrisse come un covo di briganti), diamo un’occhiata al museo dedicato a Julio Romero de Torres e alle sue donne, e infine ceniamo in un locale lì vicino, attardandoci volontariamente, per poter osservare la città anche sotto la luce della luna. È veramente difficile mettersi in testa di dover lasciare Cordoba. L’unico pensiero che mi consola, mentre mi giro indietro per l’ultima, inutile, insulsa foto notturna al ponte romano, è che l’indomani saremo di nuovo qui, per una visita mattutina alla Mezquita.

Cordoba, Andalusia – Vista dall’Alcazar
Cordoba, Andalusia – Vista dall’Alcazar

La Mezquita di Cordoba è una selva ipnotica e disorientante di archi bianchi e rossi a perdita d’occhio, che evocano le prospettive immaginarie di Escher e provocano capogiri ogni volta che si tenta di organizzarli nello spazio. È la terza moschea più grande del mondo, eppure è una chiesa cristiana. È la sorpresa di trovarsi all’improvviso, girando un angolo, dentro alla Capilla Mayor, uno spazio rinascimentale ed evidentemente cristiano, fatto edificare da Carlo V, che pare si sia in seguito pentito per aver violentato la natura islamica dell’edifico. È la luce che gioca con i decori dorati, i chiaroscuri che svelano e nascondono, è un continuo rimescolare Islam e Cristianesimo, con croci incastonate sotto ricami di pietra e icone sacre proprio dove dovrebbero essere considerate proibite. È un corpo solido, ma anche un aggregato immateriale di epoche, un complesso di simboli e segni che raccontano una storia iniziata nel 600 e, attraverso conversioni e riconversioni, arrivata sino ai giorni nostri. È, soprattutto, un grande laboratorio di culture, che forse potrebbe rappresentare un’occasione di dialogo ancor più di quanto già non sia (abbiamo letto che nel 2004 i musulmani spagnoli hanno richiesto di poter pregare all’interno, ma il Vaticano non ha concesso il permesso).

Cordoba, Andalusia – Mezquita
Cordoba, Andalusia – Mezquita

Un piccolo trucco per visitare la Mezquita di Cordoba

Se stai cercando consigli, ecco una cosa che mi sento di dire: visita la Mezquita al mattino presto, non appena apre, per tre ragioni fondamentali:
1. Dalle 8.30 alle 9.30 la visita è gratuita.
2. Ci sono pochissimi turisti e riuscirai a trovare angoli in cui rimanere completamente solo.
3. A quell’ora la luce è incredibile e contribuisce, con le sue penombre e i suoi chiaroscuri, a rendere l’atmosfera ancora più affascinante.

Cordoba, Andalusia – Mezquita
Cordoba, Andalusia – Mezquita
Autore: Diego Fontana
Mail: diegofontana@t-e-r-r-a.it

Twitter: @diego_effe



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Lorenzo S. (lorenzo.marco@tin.it – @loren_ti)20150714_210324po1

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