Feria de Abril di Siviglia: quando, dove e cosa fare

Con l’arrivo della primavera Siviglia si sveglia. Prima la Settimana Santa, poi arriva l’immancabile Feria de Abril o Feria de Sevilla. Nel giro di poco più di due settimane, Siviglia è stravolta prima dall’evento religioso e poi da quello folclorico, entrambi molto sentiti da gran parte della popolazione locale. La Feria de Abril di Siviglia è colore, musica, polvere e rebujito. Una settimana più o meno di vacanza, nella quale la gente spende tanto tempo e denaro mangiando, bevendo e ballando.

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Decorazioni all’interno di una caseta.

Per capire meglio quest’articolo è consigliabile consultare anche la Feria in Andalusia.

Quando è la Feria de Abril

La Feria di Siviglia normalmente avviene due settimane dopo la Settimana Santa, anche se vi sono state delle eccezioni. Assieme alla Settimana Santa e alla corrida, prende il nome generico di Fiestas de Primaveras de Sevilla.

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Giornate di Feria a Siviglia.

Se sino al 2016, la Feria de Abril iniziava il lunedì notte con la denominata cena del pescaito (cena di pesce fritto) e l’alumbrao de la portada (l’accensione della porta d’accesso). Dal 2017, invece, la Feria di Siviglia inizierà prima, ovvero la domenica sera e durerà sino alla domenica successiva dove i fuochi artificiali concluderanno la festività.

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La portada della Feria (grazie Los viajes de Claudia).

Dove è la Feria di Siviglia

La Feria de Sevilla avviene nel recinto ferial, a sud del quartiere de Los Remedios nel lato della città a ovest del fiume Guadalquivir. In questo spazio della città dedicato unicamente a quest’evento si monta e si smonta una città fittizia su un terreno piuttosto sabbioso (albero de la Feria). Ogni anno, infatti, la porta d’accesso e le casette (casetas) si rimontano. La portada cambia ogni anno e ogni anno viene dedicata a qualche evento o particolarità della storia locale.

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La portada de la Feria di Siviglia 2016.

In questo grande quartiere sono poco più di 1.000 le colorate casetas e circa 237.000 le lampadine che illuminano la Feria de Abril. È risaputo come, diversamente da altre ferie d’Andalusia, a Siviglia la gran parte di casetas siano private e perciò viene limitato l’accesso ai soli invitati. Ci sono però alcune casetas pubbliche come quelle del comune, dei quartieri e dei partiti politici. Questi luoghi vengono allestiti e decorati con i colori e gli ornamenti tipici d’Andalusia. Non potranno mancare perciò: fiori, tavoli e sedie colorate e farolillos (lampadine).

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Una caseta della Feria.

Cosa fare alla Feria de Abril

Spesso i turisti sono un po’ perplessi e a disagio una volta entrati alla Feria de Abril. Come detto alla Feria di Siviglia si va per mangiare, bere, ballare, socializzare e divertirsi.

Alla Feria si arriva a piedi, in auto, in pullman, a cavallo o in carrozza. Potrete vedere come molta della popolazione locale arriverà a cavallo con il classico vestito traje corto o in carrozze trainate da tintinnanti cavalli. Molte delle donne che partecipano alla Feria vestiranno il caratteristico e coloratissimo traje de flamenca.

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Una delle tante carrozze della Feria.

Nelle casetas è possibile mangiare. I prezzi sono un po’ più cari rispetto all’abituale ma una volta dentro alla feria è quasi impensabile non provare un po’ di jamón, un po’ di formaggio o una tapa di tortilla. Tutto ciò accompagnato dal rebujito, la bevanda alcolica tipica della Feria di Siviglia. Più raffinato, ma altrettanto usato è il vino fino.

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Il rebujito, il protagonista della feria (grazie Los viajes de Claudia).
“Ballando” sevillanas alla Feria de Abril.

Nelle casetas si può anche ballare. La Feria de Abril è piuttosto tradizionale e perciò le canzoni proposte, spesso anche dal vivo, riguardano quasi sempre il repertorio flamenco e in particolare quello del sottogenere della sevillanas. Balli di coppia si accendono in ogni punto delle casetas sino a fuori della struttura e sino a notte inoltrata. Una volta conclusa la “baldoria” è quasi imprescindibile fermarsi in uno degli ambulanti per mangiare churros e cioccolato caldo.

Alla Feria de Abril c’è anche uno spazio dedicato ai più piccoli (e non solo). I denominati cacharritos nella calle del infierno sono le giostre e rappresentano la distrazione preferita per i bambini, nonché il parco d’attrazione temporale più grande di Spagna.

Dove dormire a Siviglia durante la Feria de Abril

Durante Feria de Abril vi è un  quartiere che più degli altri raccomanderei per la propria vicinanza sia al Centro Storico sia alla zona della Feria. Per questa occasione io consiglierei di alloggiare nel quartiere di Triana. Di seguito, però, propongo tutti gli hotel in offerta in città.



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Per maggiori informazioni sulla Feria de Abril di Siviglia è possibile contattarmi scrivendo ad andaluciaitalia@gmail.com o compilando il seguente form:

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Settimana Santa di Siviglia: cosa e dove vedere

La Semana Santa, Pasqua o Settimana Santa di Siviglia è qualcosa di davvero unico e sorprendente. In tutta Andalusia si celebra con grande fervore la Settimana Santa, ma quella di Siviglia è senza dubbio la cerimonia turisticamente più importante della regione. Migliaia e migliaia sono i visitatori spagnoli e stranieri che riempiono la città durante questa settimana sacra.

Per capire meglio quest’articolo vi consiglio di consultare anzitutto il glossario della Settimana Santa in Andalusia.

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Una processione sul ponte di Triana.

Storia della Settimana Santa di Siviglia

Già nel medioevo vi erano processioni che sfilavano durante la settimana di Pasqua, ma è solo dal XV-XVI secolo che questa tradizione viene “ufficializzata” con la comparsa delle confraternite. Inizialmente erano persone laiche, più tardi assunse una connotazione religiosa. Solo dal 1604 si stabilisce che tutte le processioni, che sino da allora erano di quartiere, debbano sfilare nella Cattedrale di Siviglia.

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Uscita di un “paso” dalla Anunciación vicino a Las Setas.

Come funziona la Settimana Santa di Siviglia

A Siviglia ci sono più di 60 confraternite che organizzano altrettante processioni che hanno inizio da diverse zone della città. Una sessantina di processioni durante poco più di una settimana, dal venerdì di passione alla domenica di Pasqua, con sessione doppia, di giorno e di notte, durante il giovedì santo (la Madrugá).

Come detto le processioni a Siviglia devono passare per la Cattedrale e lungo la “Carrera Oficial”, ovvero devono sfilare obbligatoriamente dalla Campana – Calle Sierpes – Plaza San Francisco – Cattedrale. Queste portano in corte uno o due “Pasos“, che nel caso della Madonna si chiama “Palio“.

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Un “palio” durante la Settimana Santa di Siviglia.

I personaggi che protagonizzano la Settimana Santa di Siviglia sono: i costaleros, ovvero coloro che trasportano le pesanti immagini sacre, i nazarenos, ovvero coloro che sfilano con capirote in teste e cero ed i penitentes, ovvero coloro che compiono il proprio cammino portando una croce (vedi Glossario della Settimana Santa in Andalusia).

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Alcuni “penitentes” durante la Semana Santa.

Le varie confraternite si differenziano per la parrocchia di provenienza, i colori delle tuniche, le immagine religiose e le musiche. Alcune sfilano completamente in silenzio. Le processioni, sia di giorno sia di notte, durano varie ore: quella del Santo Entierro è la più corta e dura 4 ore, invece quella della Sed e de El Cerro del Aguila durano sino a 14 ore.

Questo lungo processo trascorre a tappe (chicotá) più o meno programmate. Tutto ciò per far riposare i costaleros dall’incredibile sforzo. Durante alcune di queste pause sorge dal pubblico o da un balcone una saeta, ovvero una toccante preghiera cantata da un professionista.

Se volte saperne ancora di più, guardate le 10 curiosità che non sapete sulla Settimana Santa in Andalusia.

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“Nazarenos” pronti a sfilare.

Cosa e dove vedere la Settimana Santa di Siviglia

Come detto, dalla “Carrera Oficial” sarebbe possibile osservare tutte le processioni in assoluta comodità. Ci sono due problemi però: una sedia in uno di questi palchi costa dai 70 ai 700€  e sono in un certo modo “ereditarie“. Per avere l’opportunità di avere una sedia bisogna avere delle conoscenze che un normale turista non può certo ottenere.

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La Carrera Oficial di Siviglia nella Plaza San Francisco.

Anche se ogni quartiere e ogni devoto ha la propria confraternita preferita, devo per forza consigliarvi quelle più famose:

  • Macarena: sfila durante la Madrugá e porta la Madonna considerata la “Signora di Siviglia”.
  • Jesús del Gran Poder: sfila durante la Madrugá e porta il Cristo considerato il “Signore di Siviglia”.
  • Esperanza de Triana: sfila durante la Madrugá e porta il Cristo de las Tres Caidas, una delle immagini più grandi e spettacolari. Si dice che quando passa il ponte di Triana, Siviglia trema.

Per vedere dove e a che ora passano le processioni in tutta la città ci sono guide gratuite a disposizione dei turisti e non. Le più significative zone di Siviglia dove vedere una processione sono sicuramente:

  • La Cuesta del Bacalao
  • La Cuesta del Rosario
  • El Postigo
  • EL Baratillo
  • Puente de Triana
  • Alfalfa
  • Calle Feria

Questi punti “magici” sono presi d’assalto dai visitatori perciò mi sento di raccomandare alcune vie un po’ più “comode”:

  • Las Setas
  • Reyes Catolicos
  • Alameda de Hercules
  • Parque Maria Luisa

Cosa mangiare a Siviglia durante la Settimana Santa

Come in Italia, anche a Siviglia è “proibito” mangiare carne durante la Settimana Santa. Oltre al pesce, il classico piatto di Semana Santa è il garbanzos con espinacas (ceci con spinaci). Anche i dolci durante la Pasqua sivigliana assumono un ruolo importante. Non c’è l’uovo di Pasqua bensì: torrijas, pestiños, leche frita.

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Una “tapa” di garbanzos con espinacas: ceci con spinaci.

Dove dormire a Siviglia durante la Settimana Santa

Durante la Settimana Santa, bisogna saper trovare un compromesso tra confusione e vicinanza al centro per poter vivere l’atmosfera. Per questa occasione io consiglierei di alloggiare nel quartiere di Triana. Di seguito, però, propongo tutti gli hotel in offerta in città.



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Per maggiori informazioni sulla Settimana Santa di Siviglia è possibile contattarmi scrivendo ad andaluciaitalia@gmail.com o compilando il seguente form:

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Casa 1858: la tua casa vacanze a Siviglia

È importante poter dormire nel centro e scegliere la migliore casa vacanze a Siviglia perché questa è una città che tranquillamente è possibile visitare a piedi. Il centrico Barrio Santa Cruz è affascinante però oggi è divenuto un quartiere molto, forse troppo, turistico. Per questo se cercate qualcosa di sivigliano, lontano dalle solite proposte, potete decidere di alloggiare nella Casa 1858.

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La camera da letto della Casa 1858.

Ubicazione nel centro di Siviglia

La Casa 1858 si trova nella Calle Miguel Cid, a pochi passi dalla più rinomata Calle Baños, a 5 minuti dalla Campana, 20 minuti a piedi dalla Giralda e a poca distaza dall’Alameda (vedi Dove uscire allla sera a Siviglia). Una zona tranquilla nella quale soprattutto risiede popolazione locale. Solo alcuni sono gli hotel presenti in questo caratteristico e comodo, ma poco conosciuto, quartiere.

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L’entrata della Casa 1858 di Siviglia.

La Casa 1858

Come detto, gran parte degli abitanti di queste case è di Siviglia. Uno di questi, Eduardo, ha avuto il coraggio d’intraprendere l’esperienza di aprire un’attività turistica. Il giovane e accogliente proprietario ha completamente riformato un’intera casa tradizionale del quartiere, ricavando varie abitazioni. Molto dell’originale è stato conservato, soprattutto nelle zone comuni come le autentiche piastrelle in stile andaluso nelle scale e nel cortile interno. Questi elementi tradizionali ben si sposano con le decorazioni moderne “fai da te”. Un arredo che rispecchia Eduardo: semplice, originale e gradevole.

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La scala con i tipici “azulejos”.

La Casa 1858 oltre alle camere dispone di vari spazi comuni molto utili per la propria vacanza a Siviglia. Il cortile interno è il salotto della casa. Qui è possibile chiacchierare, lavorare, studiare o mangiare. Infatti, nella Casa 1858, è possibile anche cucinare: una fornita cucina a disposizione dei clienti permette, per chi volesse, risparmiare sulle uscite. La terrazza, che sarà pronta per quest’estate, è un surplus che molti altri stabilimenti della città invidieranno.

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Il cortile interno della Casa.

Come tutta la casa, anche le stanze sono molto accoglienti. Gli elementi moderni delle decorazioni qui prendono il sopravvento sul tradizionale. La stanza “Plaza de España” dove ho alloggiato, per esempio, propone un comodo letto matrimoniale, un ambiente ampio e una finestra affacciata alla Calle Miguel Cid. Candele, quadri di Siviglia e decorazioni in legno e corda abbelliscono tutta la camera e il semplice bagno.

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Le decorazioni nella camera.

Attenzione al cliente

Eduardo, vivendo nello stesso stabile è sempre a disposizione del cliente e l’attenzione da parte sua è insuperabile. Qualunque necessità possa sorgere sarà risolta in un momento, così come si rende disponibile a fornire consigli e informazioni.

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Il cortile interno dall’alto.

Per prenotare potete direttamente farlo contattando con Eduardo nella sua pagina web, oppure attraverso booking. Non c’è niente di meglio come viaggiare e sentirsi come in casa.

Per consigli personalizzati e per avere uteriori informazioni su dove dormire a Siviglia non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 


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Cosa mangiare in Andalusia: tapas e piatti tipici

I piatti tipici di Siviglia, Malaga o Granada, le tapas e in generale cosa mangiare in Andalusia sono uno dei quesiti più comuni del turista italiano in partenza per questa regione della Spagna. Abbiamo già parlato delle tapas, detto cosa sono, come ordinare e quelle più famose.

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L’immancabile tortilla de patatas.

Con quest’articolo, invece, entreremo nel dettaglio spiegando le tapas, le ricette tradizionali di ogni provincia e i prodotti tipici che assolutamente dovrete provare in ogni territorio d’Andalusia. Alcuni ottimi prodotti come l’olio d’oliva e il vino e alcuni piatti come il gazpacho, la tortilla de patatas (frittata di patate), l’ensaladilla (insalata russa), il pisto (caponata), le croquetas (crocchette), le anchoas en vinagre (acciughe sott’aceto), i huevos rotos (uovo strapazzato) e il rabo de toro (coda del toro) sono presenti indistintamente in ogni parte della regione.

Cosa mangiare a Siviglia

Anche se Siviglia è una città d’entroterra, la poca distanza dalla Costa de la Luz permette trovare in questa città piatti sia di carne che di pesce. Immancabile protagonista, come in tutta la regione, il maiale: jamón, chicharrones, serranito e il caballito de jamón sono tapas che non potete perdervi a Siviglia. Il pesce è presente soprattutto grazie al tradizionale pescaito frito, ovvero la frittura mista. Più salutale, ma altrettanto squisito e tipico sivigliano è il piatto di spinaci con i ceci (espinacas con garbanzos). Importante è anche la selezione pasticcera sivigliana: torrijas, pestiños, tocino de cielo, mostachones e mantecados sono solo alcuni dei dolci che sarà possibile godere in questa provincia.

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Il caballito de Jamón, tipico di Siviglia.

Cosa mangiare a Malaga

A Malaga, città di costa domina senza dubbio il pesce. Il simbolo gastronomico della città, infatti, sono gli espetos, spiedi di sardine. Il fritto misto e il gazpachuelo sono altre pietanze che facilmente troveremo lungo la Costa del Sol. Se ci spingiamo nell’entroterra della provincia, invece, la gastronomia cambia. Tra le altre cose, nella sierra troveremo il denominato plato de los montes, mentre che ad Antequera la gustosissima porra antequerana. In questa zona sono molto apprezzati anche alcuni vini dolci e rossi.

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Gli spiedi (o espetos) di sardine.

Cosa mangiare a Granada

A Granada, lungo la costa la dieta assomiglia a quella della Costa del Sol a base di pesce. Nell’entroterra, invece, compreso il capoluogo ritornano protagonisti la carne, i legumi e i vegetali. Tra i piatti da tenere in considerazione, bisogna nominare le habas con jamón (fagiolini con prosciutto), la tortilla del Sacromonte (frittata con interiora), il remojón granaino (insalata di arance), le lumache, il plato alpujarreño (simile a los plato de los montes di Malaga) e il cocido de hinojo (zuppa di finocchio). Una particolare menzione va alla prelibata trota del Riofrio. Per terminare, invece, un dolce molto tipico di Granada è senza dubbio il pionono.

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Un cocido de hinojo (finocchio).

Cosa mangiare a Cordoba

Il piatto tradizionale di Cordoba è sicuramente il salmorejo. Anche la variante con le mandorle, chiamata mazamorra è originaria di questa provincia. Essendo una provincia dell’entroterra un ruolo importante la ha la carne con pietanze tipiche come il rabo de toro e il flamenquín cordobés. Le lumache o caracoles, sono una tapa molto presente nella città di Cordoba e in tutta la provincia. Particolare menzione, inoltre, deve essere concessa al vino DOP di Montilla-Moriles.

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Il salomorejo cordobés, un classico.

Cosa mangiare a Cadice

Cadice è una provincia di costa e non può che essere influenzata da questo fattore. Tapas e piatti tipici di Cadice contengo per gran parte pesce. Esempi sono i ricci di mare, il cazón en adobo (squalo impanato), la tortillita de camarones (frittatina di gamberetti), il tonno di Barbate e Zahara de los Atunes e la papas con cocho (patate con seppie) tipico di Jerez de la Frontera. Nella sierra, invece, spiccano i formaggi di capra payoya. Nominando Jerez, non si può non ricordare il famosissimo vino sherry proveniente proprio da quella zona.

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Dettaglio di una tortillita de Camarones.

Cosa mangiare a Huelva

Molto similare alla dieta di Cadice, in provincia di Huelva si consuma molto pesce come ad esempio la mojama (tonno essicato) di Isla Cristina, le gambas blancas (gamberi bianchi), le coquinas (telline) ed il choco (la seppia). La provincia di Huelva però include anche una stupenda Sierra dove si produce uno dei migliori prosciutti iberici di tutta la Spagna, il jamón di Jabugo. Anche il vino del Condado e le fragole hanno un ruolo importantissimo nella provincia più occidentale d’Andalusia.

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Gambas blancas di Huelva.

Cosa mangiare a Jaén

La provincia di Jaén è quella che maggiormente viene influenzata dalla gastronomia de La Mancia. In questo territorio dell’entroterra due sono i prodotti assolutamente di riferimento: l’oliva e la cacciagione. Olio d’oliva e carne in varie forme faranno parte dei menu dei ristoranti di questa zona. Alcuni dei piatti più tradizionali della provincia di Jaén sono i patè di olive e di carne (squisito quello di pernice), la pipirrana (insalata di pomodori, peperoni e tonno), l’agnello segureño e tutti i tipi di stufati con cervo, daino o cinghiale.

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Lo squisito e rinomato paté di pernice fatto in casa.

Cosa mangiare ad Almeria

A differenza di Jaén, quella d’Almeria è una gastronomia rivolta al mare. I principali prodotti sono i classici pesci presenti nel Mediterraneo ed alcuni in particolare della zona come la brotola (musdea), il calamaro, la triglia e il gambero rosso di Garrucha. Anche un piatto tipico d’Andalusia come la migas, in provincia d’Almeria, ha la sua variante con le sarde sostituendo la carne.

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Calamar en aceite a Mojácar (Almeria).

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Il Caminito del Rey di Emiliana

Per la rassegna “Andalusia con i tuoi occhi“, Emiliana ci porta in provincia di Malaga a scoprire il Caminito del Rey.

Il Caminito del Rey

E come tutti gli anni settembre per me è il mese che segna il mio ritorno nella mia amata Andalusia. Purtroppo quest’anno il tempo a disposizione era davvero poco e, allora perché non approfittare per tornare a Malaga e fare il Caminito del Rey (Sentiero del re), un percorso costruito lungo le pareti del Desfiladero de Los Gaitanes a El Chorro, vicino a Alora (Malaga). Si tratta di un passaggio pedonale di 3Km con lunghe rampe sospese  sul fiume, su delle pareti praticamente verticali.

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Il caminito del rey e il precipizio.

Si trovava in condizioni fatiscenti, quasi tutto il percorso privo di balaustre e c’erano dei tratti crollati dove restava solo la trave di supporto, ma grazie alla lungimiranza delle  autorità provinciali di Málaga, in collaborazione con quelle dell’Andalusia il Caminito del Rey è stato rimesso in sicurezza dopo il restauro terminato a marzo 2015. Il vecchio percorso resta ancora tutt’oggi visibile sotto il nuovo. Cosa dire, l’emozione ha preso il sopravvento,  ti ritrovi davanti a uno spettacolo naturale, panorami mozzafiato a picco su acque agitate  e circondati dal fascino della storia passata.

Come arrivare al Caminito del Rey

Il Caminito è facilmente raggiungibile da Malaga, è lineare, si svolge dal punto di accesso nord nel comune di Ardales per terminare a sud nella zona di Alora.

Con il treno da Malaga ho raggiunto la stazione di El Chorro e da qui con un servizio di bus lanzaderas (con un costo di solo €1,55) sono giunta fino al punto di accesso nord di Ardales.

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Emiliana sulla passerella del caminito.

E’ iniziata una bellissima avventura. Il mio consiglio più spassionato: la prima volta che intraprendete  il Caminito acquistate un ingresso con visita guidata (ingresso €10 + guida €8) perché non solo godrete di bellissimi paesaggi ma ne scoprirete tutta la storia umana e naturale-geologica (numerosi fossili lungo il percorso) che lo rende maggiormente prezioso. Inoltre prendetevi tempo per scoprire la zona dei laghi dove l’acqua con le sue sfumature che vanno dal verde all’azzurro rendono il paesaggio ancor più attrattivo e magico o spingetevi fino alle rovine di Bobastro.

Ora qualche annotazione storica

La Sociedad Hidroeléctrica del Chorro, proprietaria del Salto del Gaitanejo e del Salto del Chorro aveva bisogno di un accesso alle due cascate per facilitare il passaggio degli operai per la manutenzione, il trasporto di materiali e per la vigilanza. I lavori furono iniziati nel 1901 e furono terminati nel1905. Il percorso cominciava con i binari del treno della Renfe (la società ferroviaria spagnola) e percorreva il Desfiladero de Los Gaitanes, permettendo l’accesso a tutte e due le cascate.

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I paesaggi della provincia di Malaga.

Nel 1921, il re Alfonso XIII, intervenne all’inaugurazione della diga del Conde del Guadalhorce e attraversò il percorso appena costruito. A partire da questo momento cominciarono a chiamare il percorso Caminito del Rey, nome che resta ancora oggi.

Grazie mille a Emiliana!

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Vacanze al mare in Andalusia: le più belle spiagge

I miei consigli su dove andare in vazanza al mare in Andalusia e sulle migliori spiagge come Marbella, Bolonia, Nerja e Almeria. Le più belle spiagge o cale che non sempre combaciano con quelle insignite con la Bandiera Blu.

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La duna di Bolonia.

L’Andalusia si può dividere in due macro zone costiere, quella atlantica dall’Algarve a Tarifa e quella mediterranea da Tarifa a Murcia.

Le migliori spiagge in Andalusia sulla costa atlantica

Questo litorale, chiamato anche Costa de la Luz, comprende due provincia Cadice e Huelva. Le due province possono essere considerate dei sub ambiti della costa atlantica andalusa. Ciò che differenza le spiagge di Cadice da quelle di Huelva sono principalmente due caratteristiche: il vento e la tipologia di turismo.

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Spiaggia El Terrón (Islantilla).

Nelle meravigliose spiagge di Huelva, infatti, non spira tanto vento come più a sud, in provincia di Cadice. Quest’ultima, infatti, è la “patria” degli amanti di surf e kitesurf. Queste attività attraggono turismo anche internazionale e perciò l’ambiente che troviamo a Cadice, Tarifa o Conil è variegato. A Huelva, invece, predomina il turismo nazionale e andaluso. In questa provincia, infatti, sono diffusissime la vacanza in famiglia e la seconda casa.

Le più belle spiagge in Andalusia lungo il Mediterraneo

Il litorale mediterraneo d’Andalusia può essere suddiviso in quattro ambiti turistici: la Costa del Sol, la Axarquia, la Costa Tropical e la Costa d’Almeria.

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La spiaggia della Malagueta (Malaga).

La Costa del Sol non ha certo bisogno di presentazioni. Tutti abbiamo sentito parlare o abbiamo un amico che è andato in vacanza al mare a Malaga o in località come Marbella, Torremolinos o Benalmadena. È una parte di territorio molto “sfruttato” dai vacanzieri ma non per questo non offre delle belle spiagge, quasi tutte di sabbia.

  • Playa del Cristo (Estepona)
  • Cabopino (Marbella)
  • El castillo (Fuengirola)
  • Bil-Bil (Benalmadena)
  • de la Carihuela (Torremolinos)
  • Malagueta (Malaga)
  • El Palo (Malaga)
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I sassolini della cala de Maro (Nerja).

Con Axarquia ci si riferisce alla zona orientale della provincia di Malaga. Le spiagge cambiano, non sono più di sabbia fine bensì prevalentemente di ghiaietta e sassi. Forse questo fattore ha fatto si che anche il flusso di visitatori sia inferiore alla zona occidentale della provincia. Nonostante ciò, i paesaggi sono fantastici e, come detto, meno deturpati dalle strutture turistiche. Le più belle spiagge nell’Axarquia sono:

  • Spiaggia di Torre del Mar  (Vélez Malaga)
  • Playa de Calahonda (Nerja)
  • Cala de Maro (Nerja)
  • Playa de Burriana  (Nerja)
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La spiaggia di Almuñecar (grazie a Los viajes de Claudia).

La Costa Tropical è il tramo di costa in provincia di Granada. Si chiama così perché il microclima sembra quello omonimo, tanto che qui si coltivano frutti tipicamente tropicali come il mango e l’avocado. Qui le spiagge si alternano, a volte di ghiaietta a volte di sabbia (non troppo fine).

  • Spiaggia di Almuñecar (Almuñecar)
  • San Cristobal (Almuñecar)
  • Spiaggia di Salobreña (Salobreña)
  • Calahonda (Motril)
  • Playa de la Rijana (Motril)
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Spiaggia de los Genoveses (Níjar).

La Costa d’Almeria racchiude le spiagge più orientali d’Andalusia. In questa zona si intervallano spiagge accessibili “urbane” a bellissime spiagge “selvagge” come nel Parco Naturale di Cabo de Gata. Sabbia piuttosto grossa e ghiaia si suddividono il litorale d’Almeria. In ogni caso tutte le spiagge di questa provincia sono di altissima qualità e l’ideale per passare una vacanza in Andalusia al mare.

Le belle spiagge d’Andalusia si dimostrano un’opzione molto valida per passare le proprie vacanze al mare noleggiando un’auto e scoprendo le cale più sconosciute oppure usufrueno delle spiagge accessibili nelle più famose località balneari.

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La spiaggia di Valdevaqueros (Tarifa).

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A cavallo dal Parco Doñana alla spiaggia di Mazagón

Tra le cose da fare assolutamente in Andalusia c’è la passeggiata a cavallo dal Parco Doñana alla spiaggia di Mazagón in provincia di Huelva. Attraversare a cavallo le dune e la pineta del Parco Nazionale sino ad arrivare sull’incredibile spiaggia di Mazagón, all’altura più o meno della celebre Cuesta Maneli, è qualcosa di esaltante.

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A cavallo nella spiaggia di Mazagón.

Visita di Doñana a cavallo

Nella località di Mazagón c’è la possibilità d’iniziare una visita guidata a cavallo che permetterà di conoscere lentamente la pineta di Doñana. Il tour ha inizio proprio in un’area boscosa, nella quale i cavalli di varia stazza riposano e si alimentano tra un’escursione turistica e l’altre.

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Il momento di connessione con l’animale.

Dopo qualche istante di adattamento e di connessione con l’animale assegnato, la passeggiata ha inizio. Il paesaggio totalmente naturale è inizialmente apparentemente monotono attraverso pini e sabbia. Dopo qualche chilometro però la vegetazione si apre e davanti a noi spunta l’Oceano Atlantico.

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Tra la pineta di Doñana.

Da quel momento non si abbandonerà più il blu del mare e la cavalcata porseguirà parallela alla scoscesa che separa il bosco mediterraneo dalla spiaggia. Questo tramo è sicuramente il più affascinante e quello per cui vale davvero la pena un’escursione di 2-3 ore a cavallo. Colori e armoniose forme che si mescolano creando paesaggi davvero unici, come unico al mondo d’altronde è il Parco Naturale di Doñana.

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Dopo il bosco, spunta il mare.

La spiaggia di Mazagón

Trovato un punto dalla scarpata in cui scendere in sicurezza con i cavalli, ci si ritroverà immediatamente sulla spiaggia di Mazagón, molto vicino a Cuesta Maneli.

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La spettacolare spiaggia di Mazagón.

La spiaggia di Mazagón è una delle più belle della Costa de la Luz e di tutta Andalusia. Lunghe spianate di sabbia dorata protette dalle rocce e dalla vegetazione del Parco Nazionale di Doñana. Grazie all’altissima protezione verso il parco naturale patrimonio Unesco, anche le spiagge di Mazagón hanno conservato gran parte della propria ricchezza naturale e della biodiversità tipica di Doñana.

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Una lunga distesa di sabbia dorata.

Tra Cuesta Maneli e la località di mare di Mazagón si situano altre due spiagge piuttosto famose, quella del Parador e quella di Rompeculos. Quest’ultima spiaggia, dal nome piuttosto singolare, è una delle più famose della zona per chi volesse praticare nudismo.

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Sfilano i cavalli lungo la spiaggia.

Fine passeggiata a cavallo a Doñana

Il percorso è circolare, se all’andata siamo rimasti sul promontorio che protegge la spiaggia, il ritorno sarà sul bagnasciuga. La brezza dell’oceano e l’andatura del cavallo vi trasmetterà una bellissima sensazione di libertà. Per ritornare alle stalle bisognerà ripercorrere un tratto di pineta. Questa volta con un po’ di nostalgia dato che si fa sempre più percepibile l’ora di scendere dall’animale.

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Si ritorna verso il verde.

Dove dormire a Mazagón

A Mazagón si trovano alcune ottime soluzione per dormire. In questa località di mare potrete trovare degli stabilimenti molto gradevoli. Qui vi lascio tutti gli alloggi disponibili a Mazagón. Di sotto, invece, tutti gli hotel in offerta in provincia di Huelva.



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Cosa vedere a Mazagón (Huelva):

  • La spiaggia de Rompeculos
  • Cuesta Maneli
  • La spiaggia del Parador

Per ulteriori informazioni potete consultare la pagina comunale di Moguer. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita, invece, non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 


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Marchena: visitando la Provincia di Siviglia

Tra la campagna della provincia di Siviglia scopriamo Marchena, un paese con tanto da vedere. Marchena si situa in direzione di Malaga, qualche chilometro prima del più rinomato  paese di Osuna e non lontano da Ècija e Carmona. Marchena è una cittadina che turisticamente ha iniziato da poco a valorizzarsi, possiede qualche risorsa turistica di notevole interesse, ma la concorrenza degli altri paesi della provincia di Siviglia sopracitati è veramente troppo elevata.

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Il campanile di Santa Maria de la Mota.

Cosa vedere a Marchena

Il patrimonio monumentale presente a Marchena è composto soprattutto da edifici religiosi e da qualche testimonianza dell’epoca medievale mussulmana.

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La Chiesa San Juan Bautista.

Tra le chiese, quella di San Juan Bautista è sicuramente la più rilevante, tanto che è riconosciuta come Bene d’Interesse Culturale. Quest’edificio del 1490 è in stile mudéjar e si trova proprio nel centro storico del paese. Tra tutte le opere d’arte incluse nella chiesa, risalta sicuramente la pala d’altare, probabilmente la miglior testimonianza del gotico sivigliano del XVI secolo. Assolutamente imperdibile è la sacrestia che ospita opere del pittore Zurbarán.

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La favolosa pala d’altare nella chiesa San Juan Bautista.

Tra le antiche mura medievali un’altra costruzione religiosa sicuramente degna di nota è la Chiesa di Santa Maria de la Mota, anch’essa Bene d’Interesse Culturale. Questa, costruita nel 1360, in stile mudéjar si erge nell’antica fortezza (Alcazaba) di Marchena.

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La Chiesa di Santa Maria de la Mota.

Le vestigia mussulmane sono visibili in tutta la città di Marchena. Oltre alle varie porte d’ingresso come la Puerta de Morón e la Puerta Sevilla, meglio conosciuta come Arco de la Rosa. La muraglia e le porte sono del XII secolo anche se concretamente quest’ultimo bastione fu ristrutturato nel 1430.

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La Puerta Sevilla o Arco de la Rosa.

I pressi della Puerta Carmona sono un’altra zona d’interesse turistico. Qui troveremo una torre ottagonale ed i resti dell’Alcazaba. Da questo punto, inoltre, si potrà godere di una fantastica vista dell’intera cittadina dalla quale senza dubbio si fa notare il Convento di San Augustín.

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Ronda de la Alcazaba.

Marchena non solo mette in mostra il proprio patrimonio religioso e medievale. Tante sono le case ed i palazzi signorili soprattutto del XVIII secolo. Vi sorprenderanno le facciate, i balconi e le porte d’ingresso di questi autentici e conservati monumenti residenziali.

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Stupenda vista di Marchena.

Dove dormire a Marchena

Come detto, Marchena non è una città ancora molto turistica. Per questo motivo, gli alloggi scarseggiano abbastanza. Qui potrete trovare tutti gli stabilimenti presenti in questa località. Sotto, invece, tutti gli hotel in offerta in provincia di Siviglia.



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Cosa vedere a Marchena (Siviglia):

  • Puerta de Morón
  • Chiesa di San Juan Bautista
  • I palazzi signorili
  • Chiesa di Santa Maria de la Mota
  • Arco de la Rosa
  • Convento di San Augustín
  • Ronda de la Alcazaba

Per ulteriori informazioni potete consultare la pagina comunale. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita, invece, non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 


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Ricordo di Granada

Una Granada che emoziona è quella che ci racconta Velia, autrice del blog Alla fine di un viaggio e che oggi partecipa alla rassegna settimanel “Andalusia con i tuoi occhi”.

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L’Alhambra di Granada.

Granada: dall’Alhambra all’Albaicín

Granada è una signora affascinante e appariscente, che trasuda eleganza da ogni gesto. Quando passa non puoi fare a meno di voltarti a guardarla per poi restare attonito di fronte allo sfarzo e alla ricchezza che emana a ogni suo movimento. Così come è impossibile non restare incantati di fronte agli immensi tesori che nasconde all’interno di ogni chiesa, cappella e monastero.

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I Giardini del Generalife.

Quando attraversi l’Alhambra la signora ti cattura tenendoti aggrappato al filo di una storia che racconta di dominazioni, splendori e culture lontane; ti ammalia con la grazia dei fiori e dei giochi d’acqua dei Giardini del Generalife e ti innamora definitivamente con uno sguardo sul panorama della piccola città bianca osservata dall’alto.

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Fantastica vita dell’Alhambra da San Nicolás.

Granada è anche una giovane dal passo agile, che nelle sere d’estate ama restare fuori fino a tardi, sorprendendosi per come l’aria finalmente si faccia frizzante dopo i 40 gradi della giornata. Di giorno, la giovane ama perdersi tra i vicoli dell’Alcaicerìa, alla ricerca di forme, colori e sapori che le fanno quasi dimenticare di essere in Europa. E poi, quando il sole si abbassa e nel cielo cominciano a farsi vivi i colori del tramonto, si mette in marcia e percorre le colline che conducono ai quartieri alti di Albaicin e Sacromonte per ammirare le casette ricavate nelle rocce e le tracce delle comunità di gitani che quelle zone avevano abitato.

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Lungo la Carrera del Darro.

Interrompe il suo cammino solo ogni tanto per fermarsi ad ascoltare qualche musicista solitario che, lungo la Carrera del Darro, sul piccolo ponte, delizia i passanti con il suo sassofono. E giunta ad Albaicin si ferma nella solita piazza, per un bicchiere di vino, quattro chiacchiere e qualche nota di flamenco alla solita locanda.

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Dettagli dell’Alhambra.

Ma è anche molto bambina, Granada. Soprattutto quando, seduta a cavalcioni sul muretto che delimita la piazza del Mirador San Nicolas, rimane in silenzio e incolla i suoi occhi grandi e stupiti al panorama dell’Alhambra illuminata, di sera.

E insomma non ha età, Granada. O meglio, le racchiude tutte e nessuna. Quel che è certo è che incanta, qualunque sia il suo volto.

Grazie ancora a Velia!

Oltre che nel sopracitato blog, la potete trovare nei social network: facebook e instagram.

È importantissimo prenotare l’entrata Alhambra ed è consigliabile visitare questo fantastico patrimonio con una guida ufficiale in italianoPer consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 



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Cosa vedere in Andalusia nel 2017 dopo Fitur

La fiera internazionale del turismo di Madrid (Fitur) è sempre un banco di prova per le destinazioni turistiche e una vetrina d’ispirazione per migliaia di turisti. Dopo quella del 2016, anche nel 2017 ho ripetuto  l’esperienza e ho cercato di scovare le tendenze del turismo, soprattutto per quanto riguarda l’Andalusia.

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Fitur 2017: principale sponsor Argentina.

Fitur 2017: le proposte dell’Andalusia

Per quanto riguarda Almeria, l’obiettivo di questo territorio si è focalizzato sul turismo cinematografico e sull’immancabile Bisbal. Nessuna proposta ha realmente richiamato la mia attenzione, nonostante il grandissimo patrimonio turistico presente in questa provincia.

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Il padiglione dell’Andausia.

La provincia di Cadice ha voluto diversificare la propria proposta tipicamente di mare. Grazie alla realtà virtuale, infatti, queste provincia ha messo in risalto il tanto “verde” della provincia. Una risorsa non ancora vissuta turisticamente al 100%.

Cordoba ha puntato quasi tutto sulla gastronomia e sul turismo rurale, soprattutto nella Subbética. Il Califato Gourmet e le Cofradías gastronomiche hanno deliziato il pubblico di Fitur 2017.

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Evento di promozione Granada Gastro-Rock.

La città di Granada è sicuramente quella che maggiormente mi ha sorpreso. Per una volta ha lasciato da parte l’Alhambra e tutto il patrimonio storico-culturale della città e si è proposta come città Gastro-Rock, ovvero una città gastronomica e di concerti. L’aspettativa per il 2017 da parte mia è davvero elevata.

Il chiaro obiettivo della provincia di Huelva è quello di diversificare il turismo incentrato in particolare sull’offerta “sol y playa”. L’entroterra della provincia offre tantissime altre opportunità come per esempio la gastronomia. Nel 2017, infatti, Huelva sarà capitale spagnola gastronomica.

Jaén ha puntato sul turismo rurale, turismo culturale e turismo sportivo. Il percorso della “Batallas y de los Castillos” e il cicloturismo hanno quasi soppiantato il grande tradizionale protagonista di questa provincia: l’olioturismo.

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Nel padiglione della Costa del Sol.

Malaga si è proposta nella veste di city break, valorizzando il patrimonio museale e culturale della città, oltre allo shopping e alla gastronomia. Nel 2017, in provincia avrà una certa importanza l’inizio della Vuelta de España da Coín.

Nella capitale Siviglia, il 2017 è l’anno di Murillo. Vari eventi e commemorazioni del pittore riempiranno l’agenda culturale sivigliana. Sia in città come in provincia avrà una grande promozione l’eredità romana presente nel territorio.

Per maggiori informazioni turistiche su cosa vedere in Andalusia nel 2017, per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 



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Travel Blogger italiano in Andalusia. Cosa vedere in Andalusia in pochi giorni: le città più belle, i posti più belli e le destinazioni da non perdere.

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