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Il Caminito del Rey di Emiliana

Per la rassegna “Andalusia con i tuoi occhi“, Emiliana ci porta in provincia di Malaga a scoprire il Caminito del Rey.

Il Caminito del Rey

E come tutti gli anni settembre per me è il mese che segna il mio ritorno nella mia amata Andalusia. Purtroppo quest’anno il tempo a disposizione era davvero poco e, allora perché non approfittare per tornare a Malaga e fare il Caminito del Rey (Sentiero del re), un percorso costruito lungo le pareti del Desfiladero de Los Gaitanes a El Chorro, vicino a Alora (Malaga). Si tratta di un passaggio pedonale di 3Km con lunghe rampe sospese  sul fiume, su delle pareti praticamente verticali.

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Il caminito del rey e il precipizio.

Si trovava in condizioni fatiscenti, quasi tutto il percorso privo di balaustre e c’erano dei tratti crollati dove restava solo la trave di supporto, ma grazie alla lungimiranza delle  autorità provinciali di Málaga, in collaborazione con quelle dell’Andalusia il Caminito del Rey è stato rimesso in sicurezza dopo il restauro terminato a marzo 2015. Il vecchio percorso resta ancora tutt’oggi visibile sotto il nuovo. Cosa dire, l’emozione ha preso il sopravvento,  ti ritrovi davanti a uno spettacolo naturale, panorami mozzafiato a picco su acque agitate  e circondati dal fascino della storia passata.

Come arrivare al Caminito del Rey

Il Caminito è facilmente raggiungibile da Malaga, è lineare, si svolge dal punto di accesso nord nel comune di Ardales per terminare a sud nella zona di Alora.

Con il treno da Malaga ho raggiunto la stazione di El Chorro e da qui con un servizio di bus lanzaderas (con un costo di solo €1,55) sono giunta fino al punto di accesso nord di Ardales.

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Emiliana intraprendendo il Caminito.
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Emiliana sulla passerella del caminito.

E’ iniziata una bellissima avventura. Il mio consiglio più spassionato: la prima volta che intraprendete  il Caminito acquistate un ingresso con visita guidata (ingresso €10 + guida €8) perché non solo godrete di bellissimi paesaggi ma ne scoprirete tutta la storia umana e naturale-geologica (numerosi fossili lungo il percorso) che lo rende maggiormente prezioso. Inoltre prendetevi tempo per scoprire la zona dei laghi dove l’acqua con le sue sfumature che vanno dal verde all’azzurro rendono il paesaggio ancor più attrattivo e magico o spingetevi fino alle rovine di Bobastro.

Ora qualche annotazione storica

La Sociedad Hidroeléctrica del Chorro, proprietaria del Salto del Gaitanejo e del Salto del Chorro aveva bisogno di un accesso alle due cascate per facilitare il passaggio degli operai per la manutenzione, il trasporto di materiali e per la vigilanza. I lavori furono iniziati nel 1901 e furono terminati nel1905. Il percorso cominciava con i binari del treno della Renfe (la società ferroviaria spagnola) e percorreva il Desfiladero de Los Gaitanes, permettendo l’accesso a tutte e due le cascate.

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I paesaggi della provincia di Malaga.

Nel 1921, il re Alfonso XIII, intervenne all’inaugurazione della diga del Conde del Guadalhorce e attraversò il percorso appena costruito. A partire da questo momento cominciarono a chiamare il percorso Caminito del Rey, nome che resta ancora oggi.

Grazie mille a Emiliana!

Per consigli personalizzati o per organizzare una visita, invece, non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 


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Vacanze al mare in Andalusia: le più belle spiagge

I miei consigli su dove andare in vazanza al mare in Andalusia e sulle migliori spiagge come Marbella, Bolonia, Nerja e Almeria. Le più belle spiagge o cale che non sempre combaciano con quelle insignite con la Bandiera Blu.

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La duna di Bolonia.

L’Andalusia si può dividere in due macro zone costiere, quella atlantica dall’Algarve a Tarifa e quella mediterranea da Tarifa a Murcia.

Le migliori spiagge in Andalusia sulla costa atlantica

Questo litorale, chiamato anche Costa de la Luz, comprende due provincia Cadice e Huelva. Le due province possono essere considerate dei sub ambiti della costa atlantica andalusa. Ciò che differenza le spiagge di Cadice da quelle di Huelva sono principalmente due caratteristiche: il vento e la tipologia di turismo.

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Spiaggia El Terrón (Islantilla).

Nelle meravigliose spiagge di Huelva, infatti, non spira tanto vento come più a sud, in provincia di Cadice. Quest’ultima, infatti, è la “patria” degli amanti di surf e kitesurf. Queste attività attraggono turismo anche internazionale e perciò l’ambiente che troviamo a Cadice, Tarifa o Conil è variegato. A Huelva, invece, predomina il turismo nazionale e andaluso. In questa provincia, infatti, sono diffusissime la vacanza in famiglia e la seconda casa.

Le più belle spiagge in Andalusia lungo il Mediterraneo

Il litorale mediterraneo d’Andalusia può essere suddiviso in quattro ambiti turistici: la Costa del Sol, la Axarquia, la Costa Tropical e la Costa d’Almeria.

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La spiaggia della Malagueta (Malaga).

La Costa del Sol non ha certo bisogno di presentazioni. Tutti abbiamo sentito parlare o abbiamo un amico che è andato in vacanza al mare a Malaga o in località come Marbella, Torremolinos o Benalmadena. È una parte di territorio molto “sfruttato” dai vacanzieri ma non per questo non offre delle belle spiagge, quasi tutte di sabbia.

  • Playa del Cristo (Estepona)
  • Cabopino (Marbella)
  • El castillo (Fuengirola)
  • Bil-Bil (Benalmadena)
  • de la Carihuela (Torremolinos)
  • Malagueta (Malaga)
  • El Palo (Malaga)
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I sassolini della cala de Maro (Nerja).

Con Axarquia ci si riferisce alla zona orientale della provincia di Malaga. Le spiagge cambiano, non sono più di sabbia fine bensì prevalentemente di ghiaietta e sassi. Forse questo fattore ha fatto si che anche il flusso di visitatori sia inferiore alla zona occidentale della provincia. Nonostante ciò, i paesaggi sono fantastici e, come detto, meno deturpati dalle strutture turistiche. Le più belle spiagge nell’Axarquia sono:

  • Spiaggia di Torre del Mar  (Vélez Malaga)
  • Playa de Calahonda (Nerja)
  • Cala de Maro (Nerja)
  • Playa de Burriana  (Nerja)
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La spiaggia di Almuñecar (grazie a Los viajes de Claudia).

La Costa Tropical è il tramo di costa in provincia di Granada. Si chiama così perché il microclima sembra quello omonimo, tanto che qui si coltivano frutti tipicamente tropicali come il mango e l’avocado. Qui le spiagge si alternano, a volte di ghiaietta a volte di sabbia (non troppo fine).

  • Spiaggia di Almuñecar (Almuñecar)
  • San Cristobal (Almuñecar)
  • Spiaggia di Salobreña (Salobreña)
  • Calahonda (Motril)
  • Playa de la Rijana (Motril)
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Spiaggia de los Genoveses (Níjar).

La Costa d’Almeria racchiude le spiagge più orientali d’Andalusia. In questa zona si intervallano spiagge accessibili “urbane” a bellissime spiagge “selvagge” come nel Parco Naturale di Cabo de Gata. Sabbia piuttosto grossa e ghiaia si suddividono il litorale d’Almeria. In ogni caso tutte le spiagge di questa provincia sono di altissima qualità e l’ideale per passare una vacanza in Andalusia al mare.

Le belle spiagge d’Andalusia si dimostrano un’opzione molto valida per passare le proprie vacanze al mare noleggiando un’auto e scoprendo le cale più sconosciute oppure usufrueno delle spiagge accessibili nelle più famose località balneari.

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La spiaggia di Valdevaqueros (Tarifa).

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A cavallo dal Parco Doñana alla spiaggia di Mazagón

Tra le cose da fare assolutamente in Andalusia c’è la passeggiata a cavallo dal Parco Doñana alla spiaggia di Mazagón in provincia di Huelva. Attraversare a cavallo le dune e la pineta del Parco Nazionale sino ad arrivare sull’incredibile spiaggia di Mazagón, all’altura più o meno della celebre Cuesta Maneli, è qualcosa di esaltante.

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A cavallo nella spiaggia di Mazagón.

Visita di Doñana a cavallo

Nella località di Mazagón c’è la possibilità d’iniziare una visita guidata a cavallo che permetterà di conoscere lentamente la pineta di Doñana. Il tour ha inizio proprio in un’area boscosa, nella quale i cavalli di varia stazza riposano e si alimentano tra un’escursione turistica e l’altre.

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Il momento di connessione con l’animale.

Dopo qualche istante di adattamento e di connessione con l’animale assegnato, la passeggiata ha inizio. Il paesaggio totalmente naturale è inizialmente apparentemente monotono attraverso pini e sabbia. Dopo qualche chilometro però la vegetazione si apre e davanti a noi spunta l’Oceano Atlantico.

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Tra la pineta di Doñana.

Da quel momento non si abbandonerà più il blu del mare e la cavalcata porseguirà parallela alla scoscesa che separa il bosco mediterraneo dalla spiaggia. Questo tramo è sicuramente il più affascinante e quello per cui vale davvero la pena un’escursione di 2-3 ore a cavallo. Colori e armoniose forme che si mescolano creando paesaggi davvero unici, come unico al mondo d’altronde è il Parco Naturale di Doñana.

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Dopo il bosco, spunta il mare.

La spiaggia di Mazagón

Trovato un punto dalla scarpata in cui scendere in sicurezza con i cavalli, ci si ritroverà immediatamente sulla spiaggia di Mazagón, molto vicino a Cuesta Maneli.

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La spettacolare spiaggia di Mazagón.

La spiaggia di Mazagón è una delle più belle della Costa de la Luz e di tutta Andalusia. Lunghe spianate di sabbia dorata protette dalle rocce e dalla vegetazione del Parco Nazionale di Doñana. Grazie all’altissima protezione verso il parco naturale patrimonio Unesco, anche le spiagge di Mazagón hanno conservato gran parte della propria ricchezza naturale e della biodiversità tipica di Doñana.

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Una lunga distesa di sabbia dorata.

Tra Cuesta Maneli e la località di mare di Mazagón si situano altre due spiagge piuttosto famose, quella del Parador e quella di Rompeculos. Quest’ultima spiaggia, dal nome piuttosto singolare, è una delle più famose della zona per chi volesse praticare nudismo.

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Sfilano i cavalli lungo la spiaggia.

Fine passeggiata a cavallo a Doñana

Il percorso è circolare, se all’andata siamo rimasti sul promontorio che protegge la spiaggia, il ritorno sarà sul bagnasciuga. La brezza dell’oceano e l’andatura del cavallo vi trasmetterà una bellissima sensazione di libertà. Per ritornare alle stalle bisognerà ripercorrere un tratto di pineta. Questa volta con un po’ di nostalgia dato che si fa sempre più percepibile l’ora di scendere dall’animale.

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Si ritorna verso il verde.

Dove dormire a Mazagón

A Mazagón si trovano alcune ottime soluzione per dormire. In questa località di mare potrete trovare degli stabilimenti molto gradevoli. Qui vi lascio tutti gli alloggi disponibili a Mazagón. Di sotto, invece, tutti gli hotel in offerta in provincia di Huelva.



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Cosa vedere a Mazagón (Huelva):

  • La spiaggia de Rompeculos
  • Cuesta Maneli
  • La spiaggia del Parador

Per ulteriori informazioni potete consultare la pagina comunale di Moguer. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita, invece, non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 


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Marchena: visitando la Provincia di Siviglia

Tra la campagna della provincia di Siviglia scopriamo Marchena, un paese con tanto da vedere. Marchena si situa in direzione di Malaga, qualche chilometro prima del più rinomato  paese di Osuna e non lontano da Ècija e Carmona. Marchena è una cittadina che turisticamente ha iniziato da poco a valorizzarsi, possiede qualche risorsa turistica di notevole interesse, ma la concorrenza degli altri paesi della provincia di Siviglia sopracitati è veramente troppo elevata.

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Il campanile di Santa Maria de la Mota.

Cosa vedere a Marchena

Il patrimonio monumentale presente a Marchena è composto soprattutto da edifici religiosi e da qualche testimonianza dell’epoca medievale mussulmana.

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La Chiesa San Juan Bautista.

Tra le chiese, quella di San Juan Bautista è sicuramente la più rilevante, tanto che è riconosciuta come Bene d’Interesse Culturale. Quest’edificio del 1490 è in stile mudéjar e si trova proprio nel centro storico del paese. Tra tutte le opere d’arte incluse nella chiesa, risalta sicuramente la pala d’altare, probabilmente la miglior testimonianza del gotico sivigliano del XVI secolo. Assolutamente imperdibile è la sacrestia che ospita opere del pittore Zurbarán.

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La favolosa pala d’altare nella chiesa San Juan Bautista.

Tra le antiche mura medievali un’altra costruzione religiosa sicuramente degna di nota è la Chiesa di Santa Maria de la Mota, anch’essa Bene d’Interesse Culturale. Questa, costruita nel 1360, in stile mudéjar si erge nell’antica fortezza (Alcazaba) di Marchena.

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La Chiesa di Santa Maria de la Mota.

Le vestigia mussulmane sono visibili in tutta la città di Marchena. Oltre alle varie porte d’ingresso come la Puerta de Morón e la Puerta Sevilla, meglio conosciuta come Arco de la Rosa. La muraglia e le porte sono del XII secolo anche se concretamente quest’ultimo bastione fu ristrutturato nel 1430.

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La Puerta Sevilla o Arco de la Rosa.

I pressi della Puerta Carmona sono un’altra zona d’interesse turistico. Qui troveremo una torre ottagonale ed i resti dell’Alcazaba. Da questo punto, inoltre, si potrà godere di una fantastica vista dell’intera cittadina dalla quale senza dubbio si fa notare il Convento di San Augustín.

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Ronda de la Alcazaba.

Marchena non solo mette in mostra il proprio patrimonio religioso e medievale. Tante sono le case ed i palazzi signorili soprattutto del XVIII secolo. Vi sorprenderanno le facciate, i balconi e le porte d’ingresso di questi autentici e conservati monumenti residenziali.

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Stupenda vista di Marchena.

Dove dormire a Marchena

Come detto, Marchena non è una città ancora molto turistica. Per questo motivo, gli alloggi scarseggiano abbastanza. Qui potrete trovare tutti gli stabilimenti presenti in questa località. Sotto, invece, tutti gli hotel in offerta in provincia di Siviglia.



Booking.com

Cosa vedere a Marchena (Siviglia):

  • Puerta de Morón
  • Chiesa di San Juan Bautista
  • I palazzi signorili
  • Chiesa di Santa Maria de la Mota
  • Arco de la Rosa
  • Convento di San Augustín
  • Ronda de la Alcazaba

Per ulteriori informazioni potete consultare la pagina comunale. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita, invece, non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 


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Ricordo di Granada

Una Granada che emoziona è quella che ci racconta Velia, autrice del blog Alla fine di un viaggio e che oggi partecipa alla rassegna settimanel “Andalusia con i tuoi occhi”.

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L’Alhambra di Granada.

Granada: dall’Alhambra all’Albaicín

Granada è una signora affascinante e appariscente, che trasuda eleganza da ogni gesto. Quando passa non puoi fare a meno di voltarti a guardarla per poi restare attonito di fronte allo sfarzo e alla ricchezza che emana a ogni suo movimento. Così come è impossibile non restare incantati di fronte agli immensi tesori che nasconde all’interno di ogni chiesa, cappella e monastero.

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I Giardini del Generalife.

Quando attraversi l’Alhambra la signora ti cattura tenendoti aggrappato al filo di una storia che racconta di dominazioni, splendori e culture lontane; ti ammalia con la grazia dei fiori e dei giochi d’acqua dei Giardini del Generalife e ti innamora definitivamente con uno sguardo sul panorama della piccola città bianca osservata dall’alto.

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Fantastica vita dell’Alhambra da San Nicolás.

Granada è anche una giovane dal passo agile, che nelle sere d’estate ama restare fuori fino a tardi, sorprendendosi per come l’aria finalmente si faccia frizzante dopo i 40 gradi della giornata. Di giorno, la giovane ama perdersi tra i vicoli dell’Alcaicerìa, alla ricerca di forme, colori e sapori che le fanno quasi dimenticare di essere in Europa. E poi, quando il sole si abbassa e nel cielo cominciano a farsi vivi i colori del tramonto, si mette in marcia e percorre le colline che conducono ai quartieri alti di Albaicin e Sacromonte per ammirare le casette ricavate nelle rocce e le tracce delle comunità di gitani che quelle zone avevano abitato.

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Lungo la Carrera del Darro.

Interrompe il suo cammino solo ogni tanto per fermarsi ad ascoltare qualche musicista solitario che, lungo la Carrera del Darro, sul piccolo ponte, delizia i passanti con il suo sassofono. E giunta ad Albaicin si ferma nella solita piazza, per un bicchiere di vino, quattro chiacchiere e qualche nota di flamenco alla solita locanda.

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Dettagli dell’Alhambra.

Ma è anche molto bambina, Granada. Soprattutto quando, seduta a cavalcioni sul muretto che delimita la piazza del Mirador San Nicolas, rimane in silenzio e incolla i suoi occhi grandi e stupiti al panorama dell’Alhambra illuminata, di sera.

E insomma non ha età, Granada. O meglio, le racchiude tutte e nessuna. Quel che è certo è che incanta, qualunque sia il suo volto.

Grazie ancora a Velia!

Oltre che nel sopracitato blog, la potete trovare nei social network: facebook e instagram.

È importantissimo prenotare l’entrata Alhambra ed è consigliabile visitare questo fantastico patrimonio con una guida ufficiale in italianoPer consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 



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Cosa vedere in Andalusia nel 2017 dopo Fitur

La fiera internazionale del turismo di Madrid (Fitur) è sempre un banco di prova per le destinazioni turistiche e una vetrina d’ispirazione per migliaia di turisti. Dopo quella del 2016, anche nel 2017 ho ripetuto  l’esperienza e ho cercato di scovare le tendenze del turismo, soprattutto per quanto riguarda l’Andalusia.

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Fitur 2017: principale sponsor Argentina.

Fitur 2017: le proposte dell’Andalusia

Per quanto riguarda Almeria, l’obiettivo di questo territorio si è focalizzato sul turismo cinematografico e sull’immancabile Bisbal. Nessuna proposta ha realmente richiamato la mia attenzione, nonostante il grandissimo patrimonio turistico presente in questa provincia.

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Il padiglione dell’Andausia.

La provincia di Cadice ha voluto diversificare la propria proposta tipicamente di mare. Grazie alla realtà virtuale, infatti, queste provincia ha messo in risalto il tanto “verde” della provincia. Una risorsa non ancora vissuta turisticamente al 100%.

Cordoba ha puntato quasi tutto sulla gastronomia e sul turismo rurale, soprattutto nella Subbética. Il Califato Gourmet e le Cofradías gastronomiche hanno deliziato il pubblico di Fitur 2017.

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Evento di promozione Granada Gastro-Rock.

La città di Granada è sicuramente quella che maggiormente mi ha sorpreso. Per una volta ha lasciato da parte l’Alhambra e tutto il patrimonio storico-culturale della città e si è proposta come città Gastro-Rock, ovvero una città gastronomica e di concerti. L’aspettativa per il 2017 da parte mia è davvero elevata.

Il chiaro obiettivo della provincia di Huelva è quello di diversificare il turismo incentrato in particolare sull’offerta “sol y playa”. L’entroterra della provincia offre tantissime altre opportunità come per esempio la gastronomia. Nel 2017, infatti, Huelva sarà capitale spagnola gastronomica.

Jaén ha puntato sul turismo rurale, turismo culturale e turismo sportivo. Il percorso della “Batallas y de los Castillos” e il cicloturismo hanno quasi soppiantato il grande tradizionale protagonista di questa provincia: l’olioturismo.

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Nel padiglione della Costa del Sol.

Malaga si è proposta nella veste di city break, valorizzando il patrimonio museale e culturale della città, oltre allo shopping e alla gastronomia. Nel 2017, in provincia avrà una certa importanza l’inizio della Vuelta de España da Coín.

Nella capitale Siviglia, il 2017 è l’anno di Murillo. Vari eventi e commemorazioni del pittore riempiranno l’agenda culturale sivigliana. Sia in città come in provincia avrà una grande promozione l’eredità romana presente nel territorio.

Per maggiori informazioni turistiche su cosa vedere in Andalusia nel 2017, per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 



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La Costa de la Luz: cosa vedere e le sue spiagge

La Costa de la Luz è la fascia mediterranea più occidentale della Spagna, zona di spiagge e ottimo clima. Tradotto in italiano, la Costa della Luce si distende lungo le province di Cadice e Huelva, da Tarifa al confine con l’Algarve.

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La spiaggia di San Bruno a Isla Canela, l’ultima in territorio andaluso.

Dove andare nella Costa de la Luz

Il territorio chiamato Costa de la Luz, insiste nel Golfo di Cádiz ed è una zona anzitutto turistica. Alcune località, soprattutto in provincia di Huelva, propendono per il turismo nazionale, mentre altre, in provincia di Cadice, sono aperte anche ai viaggiatori internazionali.

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La spiaggia a El Puerto de Santa Maria.

I paesaggi nella Costa de la Luz sono impressionanti, così come il patrimonio naturale ed i tramonti. Da nord a sud, si passa dal confine con il Portogallo nei pressi del fiume Guadiana, sino alla ventosa Tarifa, attraversando eclatanti località turistiche, graziosi paesini di pescatori ed un Parco Nazionale patrimonio Unesco: Doñana.

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Biodiversità nel Parco Nazionale di Doñana.

In particolare, un tour nella Costa de la Luz potrebbe seguire quest’itinerario:

Le spiagge della Costa de la Luz

La Costa de la Luz offre sicuramente alcune delle spiagge più belle d’Andalusia e di tutta la Spagna. Solo poche della gran quantità di spiagge sono Bandiera Blu. Questo non per una scarsa qualità ambientale, bensì perché spesso non offrono alcuni servizi turistici necessari. Soprattutto la ventosa zona più meridionale (da Conil a Tarifa) è patria dei surfisti, di kitesurf e degli amanti degli sport acquatici in generale.

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Una famosa spiaggia per surfisti, quella di Valdevaqueros (Tarifa).

Nella Costa de la Luz si ubicano le famose spiagge di Islantilla, Punta Umbria, Matalascañas e Mazagón (Cuesta Maneli) in provincia di Huelva che sono la meta di una grande quantità di turisti spagnoli e andalusi. In queste località, infatti, domina la seconda residenza, piuttosto che l’attività degli hotel. In provincia di Cadice, invece, troviamo maggior attività turistica internazionale. In questa provincia punti di richiamo sono soprattutto le spiagge di Sancti Petri, del Palmar, de los Caños de Meca, Valdevaqueros e Bolonia.

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La scarpata nei pressi di Mazagón e di Cuesta Maneli.

Consigli sul tour nella Costa de la Luz

Dove dormire nella Costa de la Luz

Come detto, è una zona notevolmente turistica e per questo non vi è difficoltà di alloggio. Soprattutto durante la bella stagione è imprescindibile prenotare. Qui vi lascio il mio consiglio personale su due zone una in provincia di Cadice e una in provincia di Huelva dove prenotare. Di seguito, invece, tutte le offerte presenti nella zona.



Booking.com

Per consigli personalizzati sulla Costa de la Luz non dubitate a consultare le pagine ufficiali di turismo della provincia di Huelva e Cádiz o potete scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:




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Tour dell’Andalusia: noleggio auto economico

Come noleggiare un’auto low cost in Andalusia, a Malaga o Siviglia, senza carta di credito? Questa è una delle domande più ricorrenti che mi arrivano alla casella di posta. Di seguito risolveremo il dubbio.

Noleggiare un veicolo in Andalusia

Se avete in mente di fare un tour dell’Andalusia, un tour dei paesi bianchi o semplicemente spostarvi da una città all’altra e non avete intenzione di usare i trasporti pubblici, allora dovrete per forza di cose noleggiare un veicolo. Una delle soluzioni migliori, è senza dubbio, quella di riservare un veicolo nella città di arrivo del proprio volo, che normalmente risulta essere Malaga, Siviglia o Granada.

I servizi di rent a car in Andalusia, come di consueto,  sono posti nei punti strategici delle città come negli aeroporti o nelle stazioni ferroviarie. Di seguito elenco tutte le compagnie di noleggio auto presenti in ogni punto d’arrivo.

Noleggio_Auto_AndalusiaRent a car nell’aeroporto di Siviglia

  • Hertz
  • Europcar
  • Enterprise Rent A Car
  • Avis – Budget
  • Sixt
  • Goldcar Rental
  • Centauro

Nella pagina ufficiale dell’aeroporto di Siviglia potrete trovare tutte le compagnia di noleggio auto aggiornate. Qui, invece, potrete iniziare a prenotare.

Noleggiare un’auto nell’aeroporto di Malaga

  • Hertz – Firefly
  • Avis – Budget
  • Goldcar Rental – Rhodium
  • Europcar – InterRent
  • Sixt
  • Record Go

Nella pagina ufficiale dell’aeroporto di Malaga potrete trovare tutte le compagnia di noleggio auto aggiornate. Qui, invece, potrete iniziare a confrontare prezzi.

Autonoleggio nell’aeroporto di Granada

  • Avis – Budget

Nella pagina ufficiale dell’aeroporto di Granada potrete trovare tutte le compagnia di noleggio auto aggiornate.

Rent_a_car_siviglia_noleggio_auto
All’interno della Stazione Santa Justa di Siviglia troviamo diversi servizi rent a car.

Rent a car nella stazione di Santa Justa di Siviglia

  • Avis – Budget
  • Hertz
  • Europcar
  • Sixt
  • Enterprise Rent a Car
  • Goldcar Rental
  • Expert Rental Car
  • Auriga Crown

Noleggio auto nella stazione Maria Zambrano di Malaga

  • Avis – Budget
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Autonoleggio nella stazione di Granada

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Noleggiare un’auto in Andalusia senza carta di credito

È difficile, quasi impossibile, trovare una compagnia di noleggio auto disposta a cedere i propri veicoli senza la garanzia di una carta di credito. Grazie alle vicissitudini di alcuni turisti, però, mi sono imbattuto in Carflet Rent a Car. Un’azienda che valuta possibile tale opzione e che, oltre a molti collaboratori, ha diverse sedi in Andalusia: Cadice (stazione treno), Conil de la Frontera, Jerez de la Frontera, Malaga (stazione treno), Siviglia.

Qui potrete trovare l’auto a noleggio in Andalusia al miglior prezzo. Per consigli personalizzati su come e dove noleggiare un’auto in Andalusia  non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 



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Il più bel castello d’Andalusia? La Mota di Alcalá la Real

Alcalá la Real è un paese in provincia di Jaén celebre soprattutto per uno dei castelli più belli d’Andalusia: la Fortaleza de la Mota. Non troppo lontano da Zuheros e dalla Sierras Subbéticas e a 50 chilometri da Granada, Alcalá la Real è un piccolo gioiello monumentale tra le colline di uliveti della provincia di Jaén.

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Classica vista all’interno della fortezza de la Mota.

Come Antequera, Lucena, Puente Genil, Loja, Écija ed Estepa, anche Alcalá la Real fa parte della marca “Ciudades medias de Andalucía”.

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La muraglia e una delle porte della Fortaleza de la Mota.

La Fortaleza de la Mota di Alcalá

Il grazioso paese è sovrastato dalla Fortaleza de la Mota, un complesso storico-monumentale molto apprezzato soprattutto da parte del turismo nazionale. La fortezza situata a 1.033 metri d’altezza conserva gran parte degli elementi caratterizzanti la vita tra il 713 ed il 1341. In questo arco di tempo, sino alla riconquista cristiana a opera di Alfonso XI, fu il regno arabo Nasride di Granada l’autore e il gestore di tale cittadella.

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Una delle torri dell’Alcazaba.

Le mura, le torri e le possenti porte d’accesso difendono un’incantevole città fortificata. All’interno, oltre al reticolato urbano medievale, troveremo l’edificio difensivo (Alcazaba), aljibes (pozzi d’acqua), cantine e la Iglesia Mayor Abacial. Il complesso è senza dubbio molto interessante, ma con le spiegazioni teatralizzate di Tu historia la visita si converte in un piacevole gioco.

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La visita teatralizzata di Tu historia.

I tunnel de la Mota

Grazie allo staff di Tu historia, è possibile scoprire le viscere de la Mota. Dai piedi del colle, infatti, si diramano dei tunnel usati nel passato come abitazioni, via di fuga e come accesso al pozzo che forniva d’acqua la cittadella. I cunicoli, anche se messi in sicurezza, sono di difficile accesso. Scalini non uniformi, una pendenza molto accentuata e diversi ostacoli rendono il percorso leggermente faticoso ma assolutamente autentico e spettacolare.

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I tunnel che portano a la Mota.

Percorrere i tunnel della Fortaleza de la Mota, calpestando un’incredibile opera medievale, è qualcosa di veramente suggestivo e da non perdere. La visita, inoltre, è realizzabile anche nell’oscurità della notte.

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I tunnel ad Alcalá la Real.

Nel complesso monumentale

Come di consueto, un punto di grande interesse storico e paesaggistico è il torrione difensivo chiamato del Homenaje. Da questa torre militare sarà possibile vedere nella propria interezza tutto il recinto archeologico de la Mota e le altre torri di sorveglianza presenti nel territorio usate per difendere la capitale del regno, città di Granada.

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La Torre del Homenaje.

La chiesa sconsacrata, Iglesia  Mayor Abacial è un altro punto d’interesse tra le mura della Fortaleza de la Mota. Quest’edificio inizialmente gotico e riformato rinascimentale, oggi viene utilizzato come scenografia di un’emozionante video sulla storia di Alcalá la Real.

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L’interno della chiesa.

Altre attività ad Alcalá la Real

La zona di Alcalá la Real non è solo zona di ulivi. Tra queste colline si produce anche un apprezzato vino che è possibile provare el centro cittadino in un lagar riutilizzato oggi come enoteca.

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Il lagar dove provare il vino di Jaén.

Una visita interessante è quella alla Hilandera. Un palazzo modernista che conserva ancora gran parte dei ricordi e delle decorazioni di quel periodo.  Tra le cose più particolari sicuramente c’è una collezione di bottigliette di liquori.

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Tanti bei dettagli nel palazzo Hilandera.

Dove dormire ad Alcalá la Real

Ad Alcalá la Real la disponibilità di alloggio non è molto elevata. Qui è possibile consultare tutte le offerte e soluzione per poter visitare questa bella cittadina della provincia di Jaén.


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Cosa vedere ad Alcalá la Real (Jaén):

  • La Fortaleza de la Mota
  • I tunnel de la Mota
  • Iglesia Mayor Abacial
  • Paseo de los Alamos
  • Palacio Abacial
  • Hilandera

Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina web dedicata all’attività turistica di Alcalá la Real. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 



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Lucena: città e perla ebraica in provincia di Cordoba

Lucena è un’importantissima città con influenza ebraica in Spagna. Chi conosce bene l’Andalusia avrà sentito parlare della Lucena industriale, centro nevralgico della produzione di mobili in legno e delle operazioni di raffreddamento industriale.

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La Chiesa di San Metteo di Lucena.

Lucena, però assieme ad Antequera, Alcalá la Real, Puente Genil, Loja, Écija e Estepa fa parte delle “Ciudades medias de Andalucía” e presenta un notevole patrimonio culturale e monumentale. Un attrattivo turistico che valorizzato a dovere sta dando ottimi benefici e permette, in parte, di differenziare l’economia del paese.

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Il museo bodega El Alfolí.

Cosa vedere a Lucena

Lucena presume di una storia molto antica, ancestrale. Come ben ci ricordano le guide di Tu historia nel museo archeologico ed etnologico del paese, a Lucena l’uomo trovò le condizioni ideali per vivere già nella preistoria. Sotto questo punto di vista, molto importanti sono, infatti, la Sima e la Cueva del Ángel. Dalla preistoria, tante civiltà passarono in questo angolo della Subbética di Cordoba: romani, ebrei, arabi ed infine cristiani.

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Il Castello del Moral.

Ciò che rende speciale Lucena rispetto alle altre città d’Andalusia è sicuramente l’importanza che ha avuto questo paese nella storia ebraica spagnola tanto che per secoli fu conosciuta come “città degli ebrei”. La Lucena tra il IX ed il XII secolo fu una città di grande fama, chiamata la “Perla Sefarad” ed era comparabile con le rilevanti comunità di Cordoba e Granada. Eli ossana (in ebraico) o al-Yussana (in arabo) fu importante punto d’incontro di intellettuali ebraici oltre che paese di grandi dimensioni. Lucena, infatti, ospita la necropoli più grande della penisola iberica.

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Ammirando Eli Ossana.

Imprescindibile a Lucena è la visita al Castello del Moral, una costruzione difensiva del XI secolo, epoca ebraica della città. Il cestello possiede quattro torri. Quella del Homenaje fu anche la cella dell’ultimo re nazarí di Granada, Boabdil el Chico. È per questo che questa torre, dalla quale è possibile avere anche una bellissima vista della città, viene chiamata “de los lamentos del moro”.

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La vista di Lucena dalla torre del Homenaje.

Non lontano dal Castello del Moral, la chiesa di San Matteo ospita una cappella imperdibile, una delle migliori testimonianze del barocco in Andalusia. Un’ulteriore visita raccomandata è quella all’antico casino.

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Fantastica cappella barocca a Lucena.

Il palazzo dei Conti di Santa Anna accoglie l’esperienza, a mio parere, più emozionante di tutte quelle che offre Tu historia. In questa casa del XVIII secolo sarà possibile rivivere la terribile epoca dell’inquisizione spagnola. Unico dettaglio, questa attività avverrà con gli occhi bendati. Dialoghi e rumori commuoventi e struggenti vi colpiranno al cuore e, vi assicuro, non vi lasceranno indifferenti.

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Foto ricordo dopo l’esperienza nel palazzo dei Conti di Santa Anna.

Enogastronomia di Lucena

Lucena, data la poca distanza dalla zona vinicola Montilla-Moriles, è un’ottima città dove degustare del buon vino. Ne El Alfolí sarà possibile fare una completo assaggio delle varie qualità di vino fornite dalla zona DOP Montilla-Moriles. Sulla tavola di Lucena non possono certo mancare il jamón ed il formaggio locale e neppure un buon salmorejo.

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Spettacolare aperitivo a Lucena.
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Degustazione vini Montilla Moriles.

La degustazione del vino locale è una esperienza molto interessante, soprattutto se guidata, come nel nostro caso, da un esperto enologo. Le varietà “joven”, “fino”, “amontillado”, “oloroso” e “Pedro Ximénez” sono molto distinte tra loro, sia come sensazione sia come grado alcolico (per saperne di più vedi vini in Andalusia).

Dove dormire

Sicuramente l’Hotel Santo Domingo è molto più che una semplice struttura ricettiva di 4 stelle. Questo palazzo riconvertito in hotel, infatti, rievoca il glorioso passato di Lucena. Il favoloso cortile interno, non solo è un ambiente gradevole per gli ospiti, bensì è un vero punto d’incontro per gli stessi abitanti del paese.

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Il cortile interno del Convento Santo Domingo.



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Cosa vedere a Lucena (Cordoba):

  • Il Castello del Moral ed il museo
  • La Chiesa di San Matteo
  • Il palazzo dei Conti di Santa Anna
  • Il casino
  • Il museo Bodega Alfolí

Per maggiori informazioni e consigli personalizzati su cosa vedere a Lucena potete consultare la pagina del comune, oppure non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 



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