Dove non andare a mangiare a Siviglia, perché qui ci vado io

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Bar Casa Eme in Puerta Osario.

Dove non manderei mai un turista a mangiare a Siviglia?

Un turista, normalmente, ricerca autenticità, prezzi economici, piatti di qualità, accessibilità, amabilità ed una atmosfera positiva. Tra i bar che frequento di Siviglia, ci sono due locali che rispettano solo parzialemente alcune di queste condizioni: economicità e piatti squisiti.

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Le “decorazioni” del Bar Eme.

Il Bar Eme in Puerta Osario e la Taberna Gonzalo Molina nella Calle Relator, per esempio, non brillano certo per la propria cordialità e neppure per il design del posto. Il menù non è vario ne raffinato. Anche le decorazioni non rispettano l’immaginario tradizionale dell’autentico bar sivigliano (per questo potete visitare il classico Rinconcillo).

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La Taberna Gonzalo Molina.

Allora perché ci vado così spesso?

I ristoratori sono alla “vecchia manera”. Mai un sorriso scalfirà il viso di queste persone. Il marketing, le offerte, i profumi ammicchevoli, i mobili ikea e le ricette fusion non sanno cosa siano. Sarà forse per questo che spesso mi rifugio nel Bar Eme e nella Taberna Gonzalo Molina, ricercando una sana semplicità e malavoglia. Una malavoglia che ormai è tabù per gran parte dei ristoratori e baristi di Siviglia.

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L’esterno del Bar Eme.

Oltre a questa particolare atmosfera che posso respirare solo in questi due bar, chiaramente ricerco piatti unici in tutta la capitale andalusa. Il Bar Eme offre, a mio punto di vista, il miglior “solomillo al whisky” di Siviglia, sempre sopra abbondante olio. Ad una cervecita e una tapa nel Bar Eme non dico mai di no. Impressiona, inoltre, come il locale sia gestito da una sola persona, Emeuterio.

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Il solomillo al whisky del Bar Eme.

Nella Taberna Gonzalo Molina, un tempio dedicato a Silvio Rockero, si va a mangiare “pajaritos fritos“, quaglie fritte. Questa pietanza, non facile da trovare, deve essere accompagnata assolutamente da un buon vino de naranja (di Huelva). I prezzi sono assolutamente popolari e rispecchiano la scarsa qualità dell’esperienza.

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Il famoso “pajarito frito” della Taberna.

Una esperienza che, se siete turisti, non vi consiglio.

Per maggiori informazioni e consigli personalizzati su Siviglia potete consultare la pagina del comune, oppure non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 

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Cosa vedere ad Antequera: Dolmen e monumenti

Nel mezzo d’Andalusia si ubica Antequera, un paese della Spagna che vi raccomando di visitare. Per comprendere l’importanza storica di questa zona, bisogna dire come in questo comune risieda l’80% del patrimonio della provincia di Malaga. È importante anche sottolineare come Antequera assieme a Lucena, Alcalá la Real, Écija, Puente Genil, Estepa e Loja faccia parte della poco conosciuta ma incantevole “marca turistica” Ciudades Medias de Andalucía.

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La Peña de los Enamorados domina la città.

La Peña de los Enamorados (vedi San Valentino in Andalucía), i Dolmen e il Torcal sono sicuramente i beni di rilevanza turistica più conosciuti di questo paese. Dal 2016, proprio questi tre rappresentativi luoghi sono stati riconosciuti patrimonio mondiale dell’Unesco per la maestosità dei monumenti megalitici e per la loro armoniosa interazione con il paesaggio circostante.

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La candidatura a patrimonio Unesco.

Cosa vedere ad Antequera

Antequera è una cittadina abbastanza grande (40.000 abitanti) e molto ben comunicata con le più importanti città d’Andalusia: Siviglia, Malaga, Granada e Cordoba. A livello infrastrutturale, è sicuramente il punto intermedio della regione.

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L’Arco de los Gigantes, accesso al complesso della Collegiata.

L’attività turistica in questo paesotto è aumentata nell’ultimo anno a causa del grande sforzo pubblicitario a favore della candidatura Unesco. Antequera, però, possiede anche un centro storico molto interessante e visitabile grazie alle competenti guide turistiche di Tu historia, che offrono anche tour teatralizzati e visite alternative.

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La Plaza de Armas e la torre del Homenaje.

Il patrimonio Unesco: i dolmen

Oltre al monumento naturale del Torcal e alla Peña de los Enamorados, conformazione rocciosa di grande rilevanza paesaggistica e simbolica, il sito Unesco di Antequera comprende gli ormai celebri Dolmen.

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L’entrata al Dolmen de Vieira.
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Il Dolmen de Menga all’interno.

Tre sono le costruzioni preistoriche funerarie ad Antequera: il Dolmen de Menga, il Dolmen de Viera e il Tholos de El Romeral. I primi due sono i più visitati e sono anche i più vicini al nuovo centro museale dove è possibile raccogliere tutte le informazioni necessarie. Nonostante il grande volume di visitanti, il Dolmen di Menga è la struttura sepolcrale neolitica più interessante ed emozionante del complesso. La principale particolarità di questo Dolmen è che è l’unico dei tre ad essere orientato verso la Peña de los Enamorados, cosa che si differenzia dall’abituale orientamento delle strutture megalitiche iberiche che “seguono” il sole.

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L’entrata al Dolmen de Menga.

I monumenti di Antequera: Alcazar e Collegiata

L’edificio del potere militare, l’Alcazar, e l’edificio del potere religioso, la Collegiata, come da tradizione dominano il paesaggio urbano. La Alcazar e l’attigua ben conservata muraglia sono di origine araba. Della costruzione difensiva risaltano tre torri, quella della Estrella, la Torre Blanca e soprattutto quella del Homenaje.

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L’Alcazar nella sua interezza.

È In quest’ultimo torrione dove Tu historia racconterà la romantica storia d’amore tra Abencerraje e la bella Jarifa. La torre del Homenaje, chiamata dai locali Papabellotas, fu culminata nel 1582 con un piccolo tempio nella quale riposa ancora oggi una campana. Questo è sicuramente uno dei migliori punti panoramici di tutta Antequera. Da qui sarà visibile tutta la Alcazar, il centro storico e all’orizzonte la fantastica silhouette della Peña de los Enamorados, o volgarmente “el Indio de Antequera”.

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Dalla torre del Homenaje (grazie a Los Viajes de Claudia).

Per raggiungere il complesso della Collegiata sarà necessario varcare il simbolico Arco de los Gigantes. Dalla piazza della Collegiata sarà visibile da un lato lo sviluppo della città, dall’altro i resti delle terme romane in attesa di valorizzazione.

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La facciata della Collegiata.

L’edificio religioso dedicato a Santa María la Mayor è del 1550 con una splendida facciata rinascimentale e una volta dell’altare maggiore in stile gotico-mudéjar. Anche in quest’ambiente, sarà possibile apprendere un po’ di storia grazie alle rappresentazioni teatrali e soprattutto capire l’origine della celebre frase pronunciata da Don Fernando: “salga el sol por Antequera y que sea lo que Dios quiera“.

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In compagnia di Don Fernando di Tu historia.

La gastronomia di Antequera

Tre sono sicuramente le specialità gastronomiche di Antequera raccomandabili: mollete, porra e bienmesabe.

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La porra antequerana.

Il mollete de Antequera è un tipo di pane molto usato in tutta la regione per la tipica colazione andalusa, con pane tostato. La porra antequerana è una zuppa fredda molto simile al più conosciuto salmorejo. Le due pietanze si differenziano solo in pochi ma decisivi ingredienti (vedi zuppe fredde in Andalusia). Il bienmesabe, infine, è un dolce tipico di Antequera dall’intenso sapore di mandorle e cannella. Tutti questi deliziosi piatti sono preparati con maestria nell’accogliente ristorante Leila.

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Un bienmesabe.

Cosa vedere ad Antequera (Malaga):

  • I Dolmen
  • Il Torcal
  • La Peña de los Enamorados
  • La Alcazar
  • La Collegiata
  • Il centro storico

Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina web comunale dedicata all’attività turistica di Antequera. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 

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Siviglia dal basso verso l’alto (foto gallery)

Se non tutti, gran parte dei turisti che visitano Siviglia rimangono affascinati dai panorami della capitale d’Andalusia vista dall’alto. Con questa foto gallery voglio rendere onore alla Siviglia vista dal basso verso l’alto, una prospettiva che spesso dimentichiamo.

Alcune foto saranno molto conosciute e probabilmente le avrete anche voi tra i vostri ricordi al ritorno dalle vacanze andaluse. Altre immagini, invece, saranno dettagli o posti più ricercati. Esempi che possono esservi d’ispirazione.

Guardando Siviglia dal basso verso l’alto (foto gallery)

La nostra passeggiata a testa in su per le strade di Siviglia parte dall’Alameda de Hércules.

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Le colonne dell’Alameda de Hércules.

Durante la nostra camminata bisognerà osservare tutti i dettagli, come per esempio gli incredibili azulejos (piastrelle) che decorano i balconi delle case.

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Le piastrelle sotto i balconi delle case sivigliane.

Ci spostiamo verso sud, verso il centro storico e ci imbattiamo nell’antica stazione ferroviaria di Plaza de Armas.

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La vetrata di Plaza de Armas.

Costeggiando il corso del Guadalquivir, troviamo il ponte di Triana. È giunto il momento di attraversare il fiume ed immetterci nell’omonimo quartiere.

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Le luci della Velá di Santa Ana.

Oltre a Triana, questo lembo di città ospita ogni anno la feria di Siviglia. La fittizia porta d’entrata o “portada” cambia ogni anno.

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La portada della feria di Siviglia 2016.

Questo lato del fiume Guadalquivir ospita anche l’isola della Cartuja, il monastero ed il CAAC, Centro andaluso d’arte contemporaneo.

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Una installazione del centro andaluso arte contemporaneo.

Sempre da questa parte del fiume troviamo l’edificio più alto di Siviglia: la discutibile Torre Pelli.

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La Torre Pelli.

È ora di tornare verso il centro di Siviglia, attraversando il ponte di San Telmo ci inoltriamo verso la zona monumentale. Non possiamo non entrare all’Alcazar.

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Uno dei soffitti dell’Alcazar di Siviglia.

Intanto, la possente e maestosa Giralda domina il paesaggio.

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La Giralda di Siviglia.

Invece, particolari sorprendenti come questa mano che sorregge la statua di San Paolo nella Puerta del Perdón, decorano la bellissima Cattedrale di Siviglia.

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La mano che sorregge San Paolo nella Puerta del Perdón.

Lasciamo per un attimo il centro per immetterci nella Avenida Constitución. Andiamo sino all’Università di Siviglia, una ex fabbrica di tabacco.

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Una vetrata dell’Università di Siviglia.

Proseguendo per la stessa direzione, poco a poco si intravvederanno le guglie di Plaza de España. Andiamo a vederle da vicino.

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Una delle torri di Plaza de España.

Dato che siamo arrivati sino a qui, è possibile spingersi verso il quartiere di Nervión. Per chi fosse appassionato di calcio saprà che qui si situa lo stadio de Sevilla F.C.

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Il centro commerciale Nervión Plaza.

Prendiamo il MetroCentro da San Bernardo per riportarci a Plaza Nueva. Da qui partono le vie dello shopping Calle Sierpes e Calle Tetuán che quando batte il sole devono essere riparate.

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I teli parasole nella Calle Sierpes.

Risalendo sbuchiamo alla Campana. Andiamo verso destra per ammirare una delle ultime opere sivigliane: il Metropol Parasol o più comunemente “Las Setas”.

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Un particolare de Las Setas e la chiesa de la Anunciación.

L’ultimo tramo della passeggiata sivigliana si svilupperà verso est, raggiungendo e contemplando i favolosi dettagli della Casa Pilatos.

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La Casa Pilatos di Siviglia.

Per maggiori informazioni e consigli personalizzati su Siviglia potete consultare la pagina del comune, oppure non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 

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Natale e capodanno a Siviglia: cosa fare

Le temperature durante il mese di dicembre, compresi Natale e Capodanno, a Siviglia sono clementi. È per questo che la destinazione spagnola ben si presta per essere visitata durante il periodo natalizio.

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La Plaza San Francisco pronta nel mese di dicembre.

È vero, Siviglia e tutta l’Andalusia, diversamente da altre zone europee, non hanno un affermato fascino natalizio, ma la capitale andalusa sarà comunque capace di sorprendervi (vedi anche Natale e Capodanno in Andalusia).

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Clima natalizio a Siviglia.

Dicembre a Siviglia

La città durante il periodo natalizio, come spesso accade, riesce a trasmettere una atmosfera particolare. Saranno le luci ed i profumi degli aranci, saranno le castagne arrosto, sarà l’animo delle persone, ma passeggiare per le vie dello shopping di Siviglia a dicembre è veramente suggestivo. Il centro, dall’Avenida Constitución sino alla Campana, passando da Calle Sierpes o Calle Tetuán, s’illumina grazie alle luminarie, ma soprattutto al gran flusso di gente alla ricerca del regalo perfetto.

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Il Natale nell’Avenida Constitución.

Oltre alle luminarie, agli aranci e alle canzoni natalizie tradizionali (villancicos), un altro elemento che trasmette la dolce atmosfera del Natale è il presepe. A Siviglia potremo visitare diversi presepi, come per esempio quello della Cattedrale, quello del comune (Ayuntamiento), quello della fondazione Cajasol o quello del Ciruito Mercantil nella calle Sierpes.

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Il presepe del comune di Siviglia.
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Il mercatino dell’artigianato di Plaza Nueva.

Non saranno come quelli altoatesini o quello napoletano, ma anche Siviglia ha i propri mercatini natalizi. Quello di maggior richiamo è senz’altro il mercatino che si propone tra la Cattedrale e l’Archivo de Indias. In queste bancarelle vengono esposti pezzi artigianali di presepe che possono essere considerate vere opere d’arte. Altre zone della città che normalmente ospitano i mercatini natalizi sono: Plaza Nueva, la Encarnacíon (las Setas) e la Alameda de Hércules.

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Le statuine del presepe nel mercatino di Siviglia.

Anche i bambini hanno la loro parte d’intrattenimento. La Alameda de Hércules, la Plaza San Francisco ed il Prado de San Sebastian, infatti, sono gli spazi tradizionali dove s’installano giostre e suggestive piste di ghiaccio. Spazi sicuri e adornati dove tutta la famiglia può vivere tranquillamente l’atmosfera natalizia sivigliana.

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La pista di ghiaccio dell’Alameda de Hércules.
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Spettacolo di luci nell’Alameda.

Un’atmosfera tradizionale interrotta solamente dall’introduzione da qualche anno del “mapping”, ovvero da giochi di luci e musica. Ad oggi, non è ancora stato stabilito dove avranno luogo nel 2016 questi eventi, ma normalmente vengono svolti nella Plaza de la Encarnacíon (Las Setas), nell’Alameda de Hércules e nella Plaza San Francisco (per aggiornamenti vi consiglio di seguire la pagina facebook).

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Favoloso spettacolo a “Las Setas”.
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La ricevitoria del Gato Negro.

Una tradizione imperdibile del periodo natalizio sivigliano è quella di giocare alla lotteria nazionale. Il rivenditore più acclamato è sicuramente il “gato negro” ubicato nella Avenida Constitución. Se volete sfidare la scaramanzia dovrete armarvi di pazienza, dato che a dicembre davanti al “gato negro” si forma sempre una coda interminabile.

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Il biglietto della lotteria nazionale de “El niño”.

Natale e Capodanno a Siviglia

A Siviglia, innanzitutto si vive il Natale, o meglio la vigilia o Nochebuena, con grande sentimento. Normalmente si celebra in famiglia, davanti ad un grande cenone. Anche molti ristoranti preparano menu speciali per la notte di Natale. Non vi è una ricetta comune, però normalmente sulla tavola natalizia non possono certo mancare il jamón ed il “marisco”, ovvero crostacei e frutti di mare.

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I gamberi non possono mancare a Natale e Capodanno.

Anche i dolci sono una parte fondamentale del periodo natalizio a Siviglia. Mantecados, polvorones, hojaldres, turrón sono solo i più famosi prodotti natalizi del territorio.

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Un mix di dolci andalusi.

La nochevieja, ovvero l’ultimo dell’anno non è poi così differente dalla notte della vigilia. Il cenone è sempre il protagonista della serata del 31 dicembre. Dopo aver consumato gli squisiti prodotti gastronomici d’Andalusia si aspettano i rintocchi della mezzanotte con in mano 12 acini d’uva che si dovranno mangiare parallelamente ai 12 rintocchi delle campane (campanadas).

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Aspettando la mezzanotte con l’uva de la suerte.

Normalmente anche questo episodio avviene in famiglia, anche se a Siviglia è possibile riunirsi in Plaza Nueva, davanti al municipio per mangiare l’uva in compagnia di altri turisti e sivigliani.

Epifania, Reyes Magos a Siviglia

Il 6 gennaio, giorno dell’epifania, è senz’altro tra le festività più importanti a Siviglia ed in Andalusia. La tradizione vuole che siano i re magi a portare i doni la notte tra il 5 ed il 6 di gennaio. Babbo Natale non ha ancora sorpassato questa tradizione e la Befana sivigliana non esiste.

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Il passaggio dei re magi nella Calle Feria.

Molto particolare è la carnevalesca sfilata dei Re Magi per le strade di Siviglia. Carrozze molto carnevalesche si susseguono per tutta la città lanciando giochi e caramelle ai bambini. La quantità di dolciumi è tale che è consigliabile proteggere le proprie scarpe.

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Un consiglio sivigliano per proteggere la suola delle scarpe.

Il giorno del 6 gennaio è un altro momento di raccolta familiare. Dopo aver ricevuto i doni alla mattina, è tradizione mangiare con i propri cari il Roscón de Reyes, un ciambellone ripieno di crema e adornata con frutta candita. L’interno del Roscón nasconde normalmente due oggetti: una moneta o statuina che porterà fortuna ed un fagiolo che segnalerà la persona che dovrà pagare il Roscón.

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Il Roscón de Reyes.

Zone dove dormire a Siviglia con atmosfera natalizia:

        • Avenida Constitución
        • Plaza Nueva e Plaza San Francisco (Ayuntamiento)
        • La plaza de la Encarnación
        • Calle Sierpes, Calle Tetuán e La Campana
        • Alameda de Hércules
        • Prado de San Sebastian



Booking.com

Per maggiori informazioni e consigli personalizzati sul Natale e Capodanno a Siviglia potete consultare la pagina del comune, oppure non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 

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Spagna di lusso: un weekend a Marbella

Marbella è una località di mare e vita notturna tra le più importanti della Spagna. Le sue spiagge e il meteo favorevole fan sì che sia una delle destinazioni favorite dagli italiani in Andalusia. Nonostante le contrapposte opinioni, infatti, Marbella è la sesta meta andalusa preferita dal pubblico italiano.

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Il lungomare di Marbella.

Scoprendo Marbella con #MarbellaATB

L’evento #MarbellaATB, durato un fine settimana ed organizzato da Patricia del blog Marbellista, dall’associazione Andalucía Travel Bloggers  e con l’appoggio del dipartimento turistico del comune, ha voluto presentare la località della provincia di Malaga come una meta da 5 stelle, di lusso. Un lusso però più “democratico” rispetto a qualche anno fa. Tutte le esperienze che i blogger hanno potuto provare durante il #MarbellaATB sono assolutamente riproponibili ed economicamente accessibili ad un turista medio in visita a Marbella.

L’eccellenza, comunque, si paga ed a Marbella nulla è fuori posto, tutto è perfettamente preparato a soddisfare le esigenze dei visitatori nazionali ed internazionali.

Hotel Playa Senator di Marbella

In concreto, io e solo alcuni componenti dell’associazione di blogger, abbiamo alloggiato nell’Hotel 4 stelle Playa Senator. Un comodo Hotel a due passi dal mare, non lontano dal centro storico ed il porto sportivo di Marbella ed a qualche chilometro dall’esclusiva località di Puerto Banús.

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La vista dall’Hotel Senator.

Il Playa Senator di Marbella, che fa parte di una ampia catena di Hotel, è un 4 stelle di ottima qualità. Le camere sono spaziose e ben curate, la colazione internazionale ben fornita ed i servizi agli ospiti sono un ottimo motivo per scegliere questo Hotel.

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La ampia stanza dell’hotel.

Le piscine poste all’ultimo piano, oltre a fornire la freschezza necessaria durante l’estate, presentano una vista mare, e della montagna della Concha, veramente indimenticabile.

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le piscine del Playa Senator.

All’opposto, nel seminterrato si situa la SPA. Un ambiente dalle decorazioni semplici ma con una grande varietà di vasche e sensazioni. Particolare è la vasca tonda di acqua calda e limoni.

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La SPA nell’interrato.

Formazione made #MarbellaATB

Il weekend a Marbella per i blogger non è stato solo di divertimento e tempo libero. L’associazione Andalucía Travel Bloggers, infatti, ha organizzato una intensa mattinata di formazione tutta relativa al mondo del blogging.

Il primo intervento di Jose (de El viaje me hizo a mi) è stato focalizzato sul SEO, ovvero sul posizionamento web. Successivamente Miriam Urbano si è concentrata ad illustrare alcuni interessanti segreti riguardanti WordPress.

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Un momento della formazione.

Nel terzo intervento Marta Mones ha sottolineato l’importanza della fotografia al giorno d’oggi e soprattutto se relazionata con i blogger. Infine, Patri (La Cosmopolilla), Molly (Piccavey) e Claudia (Los Viajes de Claudia y Lucía) hanno intrattenuto la platea suggerendo buone pratiche per la gestione dei più importanti social network. Tutta la mattinata di formazione è stata accompagnata dalla deliziosa frutta di “Fruta y Verdura de Eladio“.

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Pausa con frutta al #MarbellaATB.

Photowalk nel lungomare di Marbella

Dopo la formazione, i blogger del #MarbellaATB hanno avuto il piacere di ammirare il tramonto passeggiando sul lungomare di Marbella. Immagini e colori bellissimi che riscaldano gli animi. Dopo una suggestiva sessione di fotografie e registrazioni anche attraverso un drone, la televisione locale HavisTV ha avuto la gentile considerazione di intervistare tutti i blogger partecipanti all’evento.

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Sessione di foto sul lungomare di Marbella.

Ristorante Los Mellizos

Il famoso ristorante Los Mellizos (presente anche a Malaga, Benalmadena e Puerto Marina) ha accolto con entusiasmo e professionalità tutti i blogger di #MarbellaATB per la cena.

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Pesce fritto de Los Mellizos.

La degustazione che il ristorante ha proposto non poteva che essere a base di pesce, prodotto che elaborano con particolare destrezza. La paella, anch’essa di pesce, accompagnata da un buon vino barbadillo ha galvanizzato la “truppa”.

Nella costa del golf: Enjoy Golf Accademy

La Costa del Sol è conosciuta anche come costa del golf. È per questo che nel nostro weekend a Marbella non poteva mancare una esperienza del genere. Molti dei blogger si sono cimentati per la prima volta con questo sport che è a tutti parso molto più complesso di quello che poteva sembrare.

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Provando a giocare a golf a Marbella.

I competenti e pazienti istruttori di Enjoy Golf Accademy ci hanno affiancato ed aiutato ad affrontare le prime buche della nostra vita.

Masterchef al #MarbellaATB

Super originale è stata l’attività proposta dall’Alanda Club di Marbella. Questa catena catalana di Hotel ha proposto di dividere l’insieme dei blogger in due gruppi, uno dei quali chiamato “guiri” per la presenza di vari componenti stranieri (tra cui io).

Le due squadre si sono sfidate, allo stile masterchef, preparando paella e sangria. Grazie al supporto dello chef Arnau entrambe le squadre hanno completato, con gran soddisfazione e divertimento, le due ricette. Il giurato composto dallo staff dell’Hotel-ristorante ripartirono la vittoria equamente: miglior sangria della squadra “guiri” e miglior paella dell’altro gruppo.

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La paella del gruppo “guiri”.

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Cosa vedere a Tarifa: spiagge più belle, storia e surf

Cosa visitare a Tarifa? Tarifa è un miscuglio di culture, un mix di esperienze. È una città a soli 14 chilometri da Tanger (o Tangeri), dal Marocco e dal continente africano. Tarifa è una città da vedere almeno una volta nella vita, è l’unico paese abitato europeo ad affacciarsi sia sul Mediterraneo, sia sull’Atlantico.

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Da una parte il Mediterraneo, dall’altra l’Atlantico.

Proprio per la caratteristica geografica del territorio di spingersi verso sud, dapprima i romani, poi le popolazioni arabe ed infine i cristiani stabilirono in questo luogo della provincia di Cadiz la propria roccaforte sullo stretto di Gibilterra.

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Lo stretto di Gibilterra. Al fondo si vede Tangeri.

Cosa visitare a Tarifa

Il Castello de Guzman el Bueno fu costruito nel 960 d.C. in epoca mussulmana per volere di Abd al Rahman III per proteggere il traffico commerciale nello stretto. La costruzione difensiva, piuttosto austera, è composta da torri merlate, passerelle di sorveglianza e cortili difensivi. Tutti elementi costruiti in diversa epoca.

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Il castello de Guzman el Bueno.

A Tarifa si conserva la muraglia costruita quasi interamente nel XVIII secolo, quando la Spagna tentò di recuperare Gibilterra, a quel tempo caduta nelle mani della corona inglese. Non bisogna confondere questo perimetro con quello di origine araba di cui fa parte la più antica entrata alla città: Puerta Jerez. Un ulteriore monumento nel centro storico di Tarifa è il Castello di Santa Catalina, probabilmente del XII secolo e ristrutturato più volte.

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Il castello di Santa Catalina a Tarifa.

Cosa vedere a Baelo Claudia, vicino Bolonia

Il patrimonio monumentale del centro storico di Tarifa è interessante, ma non tanto come quello di Baelo Claudia, un vero gioiello assolutamente da visitare. Ubicato a pochi chilometri a nord da Tarifa, non lontano dalla famosa duna della spiaggia di Bolonia, la civiltà romana trovò qui il territorio adatto per sviluppare una città: Baelo Claudia.

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Parte del parco archeologico di Baelo Claudia.

Baelo Claudia è un parco archeologico in provincia di Cadiz o Cadice, nel comune di Tarifa, che conserva i resti di una antica colonia legata alla produzione dell’indispensabile Garum, una ripugnante salamoia di scarti di pesce. Baelo Claudia sorse alle pendici di Bolonia per volere dell’Imperatore Claudio I. Dell’antica città romana sono riscontrabili ancora diversi elementi urbanistici, produttivi, religiosi e ludici.

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Una strada romana ed al fondo il museo.

Trale cose de vedere a Baelo Claudia è possibile notare l’eccellenza romana per quanto riguarda i servizi al cittadino, come la strada e l’acquedotto. Parte di queste grandi infrastrutture sono ancora perfettamente visibili in questo angolo di Tarifa.

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L’acquedotto romano.

Le cisterne scavate nella pietra per la produzione del Garum sono l’elemento che maggiormente distingue Baelo Claudia dalle altre città romane d’Andalusia, ad esempio Italica in provincia di Siviglia.

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Le cisterne del garum.
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Le colonne e Bolonia.

In una città romana non poteva mancare di certo il luogo dedicato al culto. Sarebbero addirittura tre i tempi capitolini di Baelo Claudia dedicati probabilmente a Giove, Minerva e Giunone. Una statua di quest’ultima divinità ritrovata nel parco archeologico rafforza l’ipotesi anteriore. Il recinto religioso è stato in parte ricostruito utilizzando il più possibile gli elementi originali. È per ciò che questo luogo emblematico di Tarifa ancora oggi regala fantastiche fotografie con al fondo il mare e la spiaggia di Bolonia.

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Luogo di culto di Baelo Claudia.

Altri elementi che non possono certo mancare in una città romana sono: le terme ed il teatro. Il teatro romano, eretto secondo i dettami tradizionali, conserva intatta parte della platea ed alcune delle sette porte d’accesso. Assieme a quelli di Italica, di Malaga, di Cadiz e di Osuna è tra i teatri romani meglio conservati in Andalusia.

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Il teatro romano di Tarifa.

Nota Bene: Assieme a Medinat al-Zahra, l’Alcazaba d’Almeria, il Cástulo di Jaén, Itálica, la Necropoli di Carmona e i Dólmenes de Antequera, Baelo Claudia è uno dei complessi archeologici e monumentali conservati e valorizzati dalla Junta de Andalucía.

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Alcuni dei resti conservati a Baelo Claudia.

Una duna a Tarifa: la spiaggia di Bolonia

Tra il pubblico italiano, la playa di Bolonia è sicuramente una delle spiagge  più famose d’Andalusia e sicuramente la più conosciuta di Tarifa. La duna di Bolonia è un’immensa distesa di sabbia a poca distanzia da Baelo Claudia.

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La duna di Bolonia.

Questa spiaggia di circa 4 chilometri di lunghezza di sabbia fine è un ambiente protetto. Purtroppo però questa grande duna alta 30 metri e larga 200 metri, soprattutto durante la bella stagione, è sempre più spesso presa d’assalto dai turisti e dalle aziende turistiche. Se sino a qualche anno fa si poteva considerarsi una spiaggia incontaminata affacciata all’Atlantico, ora certamente non si può più dire lo stesso.

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La spiaggia ed al fondo la duna.

Le migliori spiagge di Tarifa: Valdevaqueros e Los Lances

Ciò che caratterizza maggiormente le più belle spiagge di Tarifa, oltre alla sabbia fine, è senza dubbio il vento. Questa zona nei pressi dello stretto di Gibilterra è terribilmente battuta dal vento, agente che spesso rende impossibile godere della spiaggia.

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Kitesurf lungo la spiaggia di Valdevaqueros.

Non tutte le persone, però, sono dello stesso parere. Gli amanti del surf e del kitesurf, infatti, trovano in questa zona un clima ideale per praticare il loro amato sport.

Le immagini che possiamo cogliere nelle spiagge da Punta Paloma sino a Tarifa, passando da Valdevaqueros e Los Lances sono tutte similari: cieli punteggiati da una miriade di aquiloni di kitesurf.

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La spiaggia di Valdevaqueros.

Soprattutto durante la primavera e l’estate, le playas di Valdevaqueros e Los Lances sono il paradiso dei surfisti. Una atmosfera giovanile e piuttosto hippy, inoltre, fa si che Tarifa risulti una destinazione sempre più affascinante anche per il pubblico italiano.

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La spiaggia de Los Lances nei pressi di Tarifa.

Come arrivare a Tarifa

Essendo la punta estrema del continente europeo, arrivare a Tarifa non è molto agevole, soprattutto con i mezzi pubblici. In auto si potrà raggiungere Tarifa abbastanza facilmente sia da Siviglia, sia da Malaga. Per quanto riguarda l’autobus è possibile consultare orari e tariffe sul sito dell’azienda Comes (vedi anche Come spostarsi in Andalusia). Infine, ottime sono le connessioni tra il porto di Tarifa ed il Marocco (Tangeri).

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Una strada nei pressi di Tarifa.

Cosa vedere a Tarifa (Cadiz):

  • Castillo de Guzman el Bueno
  • Puerta de Jerez
  • Baelo Claudia
  • Spiaggia di Bolonia
  • Spiaggia di Valdevaqueros
  • Spiaggia de Los Lances
  • Punta Paloma

Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina web comunale dedicata all’attività turistica di Tarifa. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 

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Ponte 1 novembre: curiosi cimiteri in Andalusia

Durante il ponte del 1 novembre anche in Andalusia vengono ricordate le ricorrenze cristiane di “Ognissanti” ed il “Giorno dei morti” ed esattamente come in Italia, anche in Spagna, la festa importata dagli Stati Uniti di Halloween prende sempre più piede, soprattutto tra i più piccoli.

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Il cimitero inglese di Malaga.

I cimiteri più curiosi d’Andalusia

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Un lugubre messaggio ne “las ermitas”.

Durante il “Giorno dei morti” anche qui è consuetudine visitare i propri cari defunti. I cimiteri durante tutto l’arco della giornata diventano luoghi molto frequentati, cosa che a mio avviso dovrebbe essere più comune. I campi santi, infatti, sono lo specchio di una comunità. A livello turistico, inoltre, ci sono cimiteri in Andalusia che nascondono storie o leggende molto particolari.

Il cimitero di Sayalonga (Malaga)

Anche se non molto famoso, il cimitero di Sayalonga in provincia di Malaga è un luogo molto peculiare. Rappresenta, infatti, l’unico cimitero circolare presente in Spagna. La particolarità del sito ha fatto sì che negli anni si sia sviluppato un certo interesse nella gente, tanto che oggi può addirittura contare con un centro d’interpretazione.

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Il cimitero di Sayalonga.

Il cimitero inglese di Malaga

Diversamente dall’antecedente, il cimitero inglese di Malaga è un bene turistico abbastanza riconosciuto. Un campo santo che si ubica tra la Malagueta ed il Pedregalejo e che fu il primo cimitero protestante in tutto il territorio spagnolo. Inaugurato nel 1830 ospita i resti di Robert Boyd, un liberale irlandese che accompagnò sino alla fucilazione il generale Torrijos durante la guerra d’indipendenza spagnola.

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Particolari tombe nel cimitero inglese di Malaga.

Il cimiteri di Gibilterra

Due cimiteri molto peculiari: quello di Trafalgar che, nonostante il nome, ospita solo due morti dovuti alla terribile battaglia navale del 1805 e quello comunale che per la propria ubicazione, di fianco all’aeroporto ed alle pendici della rocca di Gibilterra, si espone a fotografie molto singolari.

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Cimitero ed aeroporto di Gibilterra.

Il cimitero di Casabermeja (Malaga)

La leggenda vuole che i morti di Casabermeja siano stati sepolti in piedi, per risparmiare spazio. La conformazione dei loculi può ingannare il visitatore dato che sembrerebbero disposti verticalmente. Questa, però, è solo una leggenda. Gli abitanti del luogo confermano che i loro cari giacciono comodamente sdraiati.

Los cementerios están llenos de personas imprescindibles (Proverbio árabe)

Il cimitero a Las Ermitas (Cordoba)

Nel bel mezzo della Sierra di Cordoba, riposano tutti gli eremiti che hanno abitato questi 13 eremi durante 250 anni, dal 1700 al 1957. Il piccolo cimitero è umile e rispecchia il livello di vita mantenuta dai religiosi. Un’esistenza davvero povera di beni, ma ricca di bellezza, come il panorama osservabile da questo punto della città di Cordoba.

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Umile cimitero degli eremiti di Cordoba.

Per maggiori informazioni su cosa vedere in Andalusia è possibile contattarmi scrivendo ad andaluciaitalia@gmail.com o compilando il seguente form:

 
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Trono di Spade a Siviglia: cosa vedere ad Osuna

Nella campiña della provincia di Siviglia, ad Osuna, c’è stato un avvenimento nel 2014 che ha scombussolato per quindici giorni il tranquillo paese. Per due settimane, infatti, la famosa serie “Il Trono di Spade” o “Games of Thrones” ha girato una piccola parte della quinta stagione proprio ad Osuna e questa cittadina si è vista invasa da moltitudini di fan, attori ed addetti ai lavori.

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Fantastica panoramica del paese (foto: Begoña Adrados).

Non deve sorprendere come la città di Osuna sia stata scelta dalla casa produttrice per girare qualche scena di questa serie TV dal grande successo. Oltre ad un importante e sorprendete patrimonio romano e preromano, come il Coto de las Canteras e la Necropoli romana, Osuna ospita un ricco centro storico per lo più cinquecentesco.

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La monumentale Calle Sevilla.

Come in tante altre città d’Andalusia, anche questo paesaggio è stato modellato da tutte le grandi civiltà che hanno messo piede in questo luogo che anticamente veniva chiamato Urso, per la presenza di orsi. Tartesios, romani, popolazioni arabe e cristiane hanno lasciato il proprio segno in quella che è oggi uno dei più bei paesi della provincia di Siviglia.

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Una immagina classica di Osuna, con la Collegiata visibile d’ovunque.

Visitare la Collegiata di Osuna

Sicuramente la visita al centro storico di Osuna può iniziare dalla cima del colle nella quale si situano l’Università e la Collegiata di Santa María de la Asunción. È qui dove, ancora oggi, si manifesta lo splendore cinquecentesco di Osuna. Un periodo d’oro per l’abitato, grazie soprattutto ai Conti di Ureña che trasformarono il paese in una città monumentale e nobiliare.

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Una città monumentale.

L’Università di Osuna in origine (XVI secolo) accolse le facoltà di teologia, diritto e medicina. Nonostante il tempo, ancora oggi in questo austero edificio si svolgono corsi universitari, alcuni in collaborazione con la Universidad de Sevilla.

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L’Università di Osuna.

La Collegiata di Santa María de la Asunción è il principale tempio religioso della città. Edificato tra il 1531 ed il 1535 ospita, oltre all’importantissimo Pantheon Ducale, delle notevoli opere d’arte rinchiuse nel museo. Il Pantheon sopra la quale si costruì la chiesa alberga i resti dell’aristocrazia di Osuna ed è sostenuto da colonne in stile nazarí.

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Il Pantheon della Collegiata.

Sorprendenti sono alcuni elementi interni della Collegiata, come per esempio il cortile interno “dei duchi”, la porta d’accesso al Pantheon, la pala dell’altare principale e le cappelle: del Santo Sepolcro e del Cristo Misericordioso.

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L’altare della Collegiata.
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La porta del Sol della Collegiata.

All’esterno, invece, tre porte danno accesso alla Collegiata. Quella sicuramente più rilevante è quella del Sol che domina la città e dalla quale è possibile avere uno spettacolare panorama delle bianche case contrastate dall’ocra degli aridi campi agricoli. Il vertice del campanile, invece, è crollato da diverso tempo ed ora la popolazione ha riconosciuto ed adottato senza remore la propria torre monca.

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La Collegiata con la torre monca.

Il grande valore della Collegiata, però, è racchiuso nei quadri del proprio museo. Tra le stanze della sacrestia, infatti, è possibile ammirare diverse opere di José de Ribera “El Españoleto”. Tra queste spiccano senza dubbio “Il Calvario”, “Il Martirio di San Bartolomeo”, “San Geronimo” ed “Il Martirio di Santo Stefano”.

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Due tra i più famosi quadri di José de Ribera.

Cosa vedere ad Osuna

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L’interno del palazzo del Marchese de la Gomera, oggi hotel.

Oltre al patrimonio sopra citato, la città di Osuna custodisce un centro storico sorprendentemente ricco e sfarzoso. La Calle San Pedro, considerata dall’Unesco una delle migliori al mondo, accoglie svariati palazzi nobiliari tra i quali quello del Cabildo e quello del Marchese de la Gomera, oggi un rinomato hotel. Si dice che questa sia una delle vie con la più alta densità di edifici storici in tutta Europa.

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La facciata del palazzo del Cabildo.

Tra gli edifici di alto valore, spuntano altre chiese e beni culturali che meriterebbero un’attenta visita. Tra questi, il Monastero de la Encarnacíon, non lontano dalla Collegiata, edificato tra il XVII ed il XVII secolo ed il Museo Archeologico della Torre del Agua.

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Il Monastero de la Encarnación (foto: Begoña Adrados).

Il Museo di Osuna, invece, si trova nel palazzo del XVII secolo de los Hermanos Arjona y Cubas. Tra le sale del semplice museo ripercorreremo la storia della città di Osuna, partendo dall’originaria funzione agricola dell’edificio, passando dalla vita del giornale “El Paleto”, sino a respirare l’autorità della sede universitaria sul paese.

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Un esemplare de “El Paleto” (foto: Begoña Adrados).

Il Trono di Spade ad Osuna

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Uno degli “Estranei”.

La storia del paese di Osuna, riscontrabile nel museo, termina in una sala dedicata alla serie Tv “Il trono di spade”. In questo spazio, oltre alle immancabili fotografie autografate degli attori, è possibile esaminare alcuni dei costumi della serie ed addirittura una riproduzione di uno degli “Estranei”. Uno spazio decisamente insolito che rende idea dell’influenza che ha avuto questa seria sulla cittadina sivigliana.

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I costumi di “Il trono di spade”.

Per visitare il patrimonio culturale della città di Osuna è raccomandabile riservare una visita con le guide di Visitar Osuna.

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In compagnia di Susana, la stupenda guida di Visitar Osuna.

Dove mangiare ad Osuna

Ad Osuna anche la ristorazione nasconde delle belle sorprese. Tra le vie del centro storico, infatti, si cela la Casa Curro. Un ristorante che ebbe inizio come un piccolo bar capace di offrire oltre 100 tapas diverse. Il successo di Casa Curro fece si che oggi, oltre al bar, poco lontano ci si possa sedere a tavola nel ristorante.

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Il ristorante Casa Curro (foto: Begoña Adrados).

Le decorazioni di Casa Curro sono tradizionali, con la classica galleria di fotografie che accompagna il commensale, i prosciutti appesi ed il menu perfettamente illustrato. I piatti sono abbondanti, elaborati e soprattutto squisiti. Una cucina  con buon gusto. In particolare sono raccomandabili le melanzane con crema di gamberetti, la cernia aromatizzata al limone, lo stufato al vino Pedro Ximenez ed il maiale con le mele cotogne.

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Carne di maiale con mele cotogne a Casa Curro.

Cosa vedere ad Osuna (Siviglia):

  • Coto de las Canteras
  • Necropoli Romana
  • La Università
  • La Collegiata de Santa Maria de la Asunción
  • La Calle San Pedro
  • Il Monastero de la Encarnacíon
  • Il Museo Archeologico della Torre del Agua
  • Il Museo di Osuna

Per maggiori informazioni su cosa vedere ad Osuna è possibile visitare la pagina web del comune o contattarmi scrivendo ad andaluciaitalia@gmail.com o compilando il seguente form:

 
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Coto de las Canteras di Osuna: la Petra d’Andalusia

Se da Siviglia ci dirigiamo verso Malaga attrverseremo tutta quella zona chiamata campiña (campagna) d’Andalusia. Apparentemente potrebbe risultare un paesaggio monotono di campi coltivati, però questo ambito nasconde bellissime ed importantissime realtà come il Torcal de Antequera, Estepa o la città di Osuna.

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La campiña della provincia di Siviglia (foto: Begoña Adrados).

Osuna, oltre al ricchissimo centro storico composto da appariscenti edifici cinquecenteschi, ospita delle testimonianze romane e preromane molto rilevanti come il Coto de las Canteras, la Necropoli Romana ed il Teatro Romano, quest’ultimo ad oggi non visitabile.

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Il Coto de las Canteras poco fuori dal centro di Osuna (foto: Begoña Adrados).

Il Coto de las Canteras: Petra d’Andalusia

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Il retro dell’auditorio. Si percepiscono i tagli della miniera.

Le origini della città di Osuna risalgono al I millennio a.C. quando la popolazione della città-stato Tartesso abitò questa zona d’Andalusia. In origine Osuna era conosciuta come Urso, probabilmente per la presenza di orsi in quest’area anticamente boscosa della provincia di Siviglia. Proprio due orsi, oggi, fanno parte dello scudo cittadino.

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L’estrazione mineraria all’aperto di Urso.

Furono proprio gli abitanti di Urso i primi a scavare quella che oggi chiamiamo la Petra d’Andalusia. Il Coto de las Canteras, infatti, è il risultato di continue estrazioni minerarie di roccia. Materiale in gran parte utilizzato per la costruzione degli edifici del paese, anche se di qualità piuttosto scadente.

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L’entrata del Coto de las Canteras ad Osuna.

Il Coto de las Canteras, dopo il continuo utilizzo da parte di tutte le civiltà che hanno transitato per la storia di Osuna, terminò il proprio sfruttamento minerario negli anni ’60. Oggi, però ha una nuova vita e si presenta come un grandissimo patrimonio d’interesse turistico.

Oltre alla estesa parte della miniera all’aperto, il recinto del Coto de las Canteras ospita un maestoso auditorio alto 27 metri totalmente artificiale e veramente suggestivo. Le estrazzioni in questa grotta sono durate praticamente durante tutta l’esistenza della cittadina, le decorazioni esterne invece sono recentissime.

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Una delle sculture ornamentali (foto: Begoña Adrados).

Le decorazioni evocative, che possono ingannare il visitatore, sono state fatte negli anni 2000 per abbellire una struttura utilizzata dagli anni ’90 come location per matrimoni. Questo, però, non vuole e non deve sminuire la grande importanza storico-culturale di questa opera realizzata dall’uomo nell’arco di secoli.

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La Petra d’Andalusia, una perfetta location per i matrimoni.

La Necropoli Romana di Osuna

A dimostrazione di come questa zona elevata del paese di Osuna sia stata estremamente importante per le civiltà in Andalusia, vi è la Necropoli Romana. Non molto distante dal Coto de las Canteras si ubica una ampia Necropoli Romana che nulla ha da invidiare a quella più famosa di Carmona.

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L’entrata alla necropoli romana di Osuna. Come si vede poco protetta.
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Un cunicolo della necropoli.

Quella di Osuna, purtroppo, non è stata scavata del tutto e non è protetta e valorizzata a dovere, ma il bene è impressionante e veramente affascinante. Quattro o cinque sono le gallerie che ospitano svariate tombe perfettamente conservate che, ancora oggi, dato il basso livello di protezione, è possibile visitare da molto da vicino. Quasi limitrofo alla Necropoli Romana si situa il Teatro Romano di Osuna. Come anticipato, questo bene non è visitabile, però si è visibile da una certa distanza. Il Teatro Romano, infatti, è ancora ad oggi incluso in un lotto privato.

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Una delle galerie con le tombe romane.

Per visitare tutta questa zona della città di Osuna è raccomandabile riservare una visita con el competenti guide di Visitar Osuna, unici professionisti che ad oggi offrono servizio al Coto de las Canteras.

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Le competenti guide di “Visitar Osuna” (foto: Begoña Adrados).

Per maggiori informazioni su cosa vedere a Osuna è possibile contattarmi scrivendo ad andaluciaitalia@gmail.com o compilando il seguente form:

 
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Cammino sopra il vuoto

Per la rassegna “Andalusia con i tuoi occhi” pubblico molto volentieri l’emozionante contributo che mi ha inviato l’amico Gabriele R.

A lui la parola:

In queste righe che scriverò non voglio sostituirmi alle guide turistiche ma descrivere le emozioni che vi può dare : “Il Caminito del Rey“.

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Cammino soprail vuoto.

Un percorso, tra le montagne nei pressi della provincia di Malaga,  formato per la maggior parte di passerelle sospese fino a 100 metri di altezza sul fiume Guadalhorce.
La prima parte del percorso si sviluppa in un sentiero tra alberi alti e floridi, questo mi ha stupito per l’aridità che ero solito a vedere in Andalusia in estate.
Nello sfondo del percorso un lago di un azzurro limpido e cristallino che infonde un profondo senso di tranquillità.

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Il paesaggio attorno al Caminito del Rey.

Dopo un paio di chilometri il percorso  si innalza aggrappato alla parete della montagna, tutto il camminamento è in totale sicurezza.
Sospesi nelle passerelle si vede la profonda gola scavata dal fiume e le pareti rocciose con forme e colori come un dipinto.

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Qui sospeso nel vuoto mi sentivo piccolo rispetto alla natura ma allo stesso tempo entusiasta della sua bellezza e dominanza.
Perdetevi nella sensazione di vuoto che è sotto ai vostri piedi, potete emozionarvi come non vi immaginate.
Spero che queste righe vi abbiano creato almeno un po’ di curiosità e vi stimoli a fare questa escursione.

Potete partecipare anche voi ad #Andalusiaconituoiocchi, inviando il vostro contributo (foto e testi) ad andaluciaitalia@gmail.com o compilando il seguente form:

 
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