Tour dell’Andalusia: noleggio auto economico

Come noleggiare un’auto low cost in Andalusia, a Malaga o Siviglia, senza carta di credito? Questa è una delle domande più ricorrenti che mi arrivano alla casella di posta. Di seguito risolveremo il dubbio.

Noleggiare un veicolo in Andalusia

Se avete in mente di fare un tour dell’Andalusia, un tour dei paesi bianchi o semplicemente spostarvi da una città all’altra e non avete intenzione di usare i trasporti pubblici, allora dovrete per forza di cose noleggiare un veicolo. Una delle soluzioni migliori, è senza dubbio, quella di riservare un veicolo nella città di arrivo del proprio volo, che normalmente risulta essere Malaga, Siviglia o Granada.

I servizi di rent a car in Andalusia, come di consueto,  sono posti nei punti strategici delle città come negli aeroporti o nelle stazioni ferroviarie. Di seguito elenco tutte le compagnie di noleggio auto presenti in ogni punto d’arrivo.

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Noleggiare un auto per percorrere le strade d’Andalusia.

Rent a car nell’aeroporto di Siviglia

  • Hertz
  • Europcar
  • Enterprise Rent A Car
  • Avis – Budget
  • Sixt
  • Goldcar Rental
  • Centauro

Nella pagina ufficiale dell’aeroporto di Siviglia potrete trovare tutte le compagnia di noleggio auto aggiornate.

Noleggiare un’auto nell’aeroporto di Malaga

  • Hertz – Firefly
  • Avis – Budget
  • Goldcar Rental – Rhodium
  • Europcar – InterRent
  • Sixt
  • Record Go

Nella pagina ufficiale dell’aeroporto di Malaga potrete trovare tutte le compagnia di noleggio auto aggiornate.

Autonoleggio nell’aeroporto di Granada

  • Avis – Budget

Nella pagina ufficiale dell’aeroporto di Granada potrete trovare tutte le compagnia di noleggio auto aggiornate.

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All’interno della Stazione Santa Justa di Siviglia troviamo diversi servizi rent a car.

Rent a car nella stazione di Santa Justa di Siviglia

  • Avis – Budget
  • Hertz
  • Europcar
  • Sixt
  • Enterprise Rent a Car
  • Goldcar Rental
  • Expert Rental Car
  • Auriga Crown

Noleggio auto nella stazione Maria Zambrano di Malaga

  • Avis – Budget
  • Enterprise Rent a Car
  • Europcar
  • Hertz
  • Sixt
  • Goldcar Rental
  • Thrifty
  • Autos Lido

Autonoleggio nella stazione di Granada

  • Avis – Budget
  • Europcar

Noleggiare un’auto in Andalusia senza carta di credito

È difficile, quasi impossibile, trovare una compagnia di noleggio auto disposta a cedere i propri veicoli senza la garanzia di una carta di credito. Grazie alle vicissitudini di alcuni turisti, però, mi sono imbattuto in Carflet Rent a Car. Un’azienda che valuta possibile tale opzione e che, oltre a molti collaboratori, ha diverse sedi in Andalusia: Cadice (stazione treno), Conil de la Frontera, Jerez de la Frontera, Malaga (stazione treno), Siviglia.

Per consigli personalizzati su come e dove noleggiare un’auto in Andalusia  non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 

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Il più bel castello d’Andalusia? La Mota di Alcalá la Real

Alcalá la Real è un paese in provincia di Jaén celebre sopratutto per uno dei castelli più belli d’Andalusia: la Fortaleza de la Mota. Non troppo lontano da Zuheros e dalla Sierras Subbéticas e a 50 chilometri da Granada, Alcalá la Real è un piccolo gioiello monumentale tra le colline di uliveti della provincia di Jaén.

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Classica vista all’interno della fortezza de la Mota.

Come Antequera, Lucena, Puente Genil, Loja, Écija ed Estepa, anche Alcalá la Real fa parte della marca “Ciudades medias de Andalucía”.

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La muraglia e una delle porte della Fortaleza de la Mota.

La Fortaleza de la Mota di Alcalá

Il grazioso paese è sovrastato dalla Fortaleza de la Mota, un complesso storico-monumentale molto apprezzato soprattutto da parte del turismo nazionale. La fortezza situata a 1.033 metri d’altezza conserva gran parte degli elementi caratterizzanti la vita tra il 713 ed il 1341. In questo arco di tempo, sino alla riconquista cristiana a opera di Alfonso XI, fu il regno arabo Nasride di Granada l’autore e il gestore di tale cittadella.

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Una delle torri dell’Alcazaba.

Le mura, le torri e le possenti porte d’accesso difendono un’incantevole città fortificata. All’interno, oltre al reticolato urbano medievale, troveremo l’edificio difensivo (Alcazaba), aljibes (pozzi d’acqua), cantine e la Iglesia Mayor Abacial. Il complesso è senza dubbio molto interessante, ma con le spiegazioni teatralizzate di Tu historia la visita si converte in un piacevole gioco.

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La visita teatralizzata di Tu historia.

I tunnel de la Mota

Grazie allo staff di Tu historia, è possibile scoprire le viscere de la Mota. Dai piedi del colle, infatti, si diramano dei tunnel usati nel passato come abitazioni, via di fuga e come accesso al pozzo che forniva d’acqua la cittadella. I cunicoli, anche se messi in sicurezza, sono di difficile accesso. Scalini non uniformi, una pendenza molto accentuata e diversi ostacoli rendono il percorso leggermente faticoso ma assolutamente autentico e spettacolare.

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I tunnel che portano a la Mota.

Percorrere i tunnel della Fortaleza de la Mota, calpestando un’incredibile opera medievale, è qualcosa di veramente suggestivo e da non perdere. La visita, inoltre, è realizzabile anche nell’oscurità della notte.

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I tunnel ad Alcalá la Real.

Nel complesso monumentale

Come di consueto, un punto di grande interesse storico e paesaggistico è il torrione difensivo chiamato del Homenaje. Da questa torre militare sarà possibile vedere nella propria interezza tutto il recinto archeologico de la Mota e le altre torri di sorveglianza presenti nel territorio usate per difendere la capitale del regno, città di Granada.

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La Torre del Homenaje.

La chiesa sconsacrata, Iglesia  Mayor Abacial è un altro punto d’interesse tra le mura della Fortaleza de la Mota. Quest’edificio inizialmente gotico e riformato rinascimentale, oggi viene utilizzato come scenografia di un’emozionante video sulla storia di Alcalá la Real.

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L’interno della chiesa.

Altre attività ad Alcalá la Real

La zona di Alcalá la Real non è solo zona di ulivi. Tra queste colline si produce anche un apprezzato vino che è possibile provare el centro cittadino in un lagar riutilizzato oggi come enoteca.

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Il lagar dove provare il vino di Jaén.

Una visita interessante è quella alla Hilandera. Un palazzo modernista che conserva ancora gran parte dei ricordi e delle decorazioni di quel periodo.  Tra le cose più particolari sicuramente c’è una collezione di bottigliette di liquori.

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Tanti bei dettagli nel palazzo Hilandera.

Dove dormire ad Alcalá la Real

Ad Alcalá la Real la disponibilità di alloggio non è molto elevata. Qui è possibile consultare tutte le offerte e soluzione per poter visitare questa bella cittadina della provincia di Jaén.


Booking.com

Cosa vedere ad Alcalá la Real (Jaén):

  • La Fortaleza de la Mota
  • I tunnel de la Mota
  • Iglesia Mayor Abacial
  • Paseo de los Alamos
  • Palacio Abacial
  • Hilandera

Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina web dedicata all’attività turistica di Alcalá la Real. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 

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Lucena: città e perla ebraica in provincia di Cordoba

Lucena è un’importantissima città con influenza ebraica in Spagna. Chi conosce bene l’Andalusia avrà sentito parlare della Lucena industriale, centro nevralgico della produzione di mobili in legno e delle operazioni di raffreddamento industriale.

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La Chiesa di San Metteo di Lucena.

Lucena, però assieme ad Antequera, Alcalá la Real, Puente Genil, Loja, Écija e Estepa fa parte delle “Ciudades medias de Andalucía” e presenta un notevole patrimonio culturale e monumentale. Un attrattivo turistico che valorizzato a dovere sta dando ottimi benefici e permette, in parte, di differenziare l’economia del paese.

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Il museo bodega El Alfolí.

Cosa vedere a Lucena

Lucena presume di una storia molto antica, ancestrale. Come ben ci ricordano le guide di Tu historia nel museo archeologico ed etnologico del paese, a Lucena l’uomo trovò le condizioni ideali per vivere già nella preistoria. Sotto questo punto di vista, molto importanti sono, infatti, la Sima e la Cueva del Ángel. Dalla preistoria, tante civiltà passarono in questo angolo della Subbética di Cordoba: romani, ebrei, arabi ed infine cristiani.

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Il Castello del Moral.

Ciò che rende speciale Lucena rispetto alle altre città d’Andalusia è sicuramente l’importanza che ha avuto questo paese nella storia ebraica spagnola tanto che per secoli fu conosciuta come “città degli ebrei”. La Lucena tra il IX ed il XII secolo fu una città di grande fama, chiamata la “Perla Sefarad” ed era comparabile con le rilevanti comunità di Cordoba e Granada. Eli ossana (in ebraico) o al-Yussana (in arabo) fu importante punto d’incontro di intellettuali ebraici oltre che paese di grandi dimensioni. Lucena, infatti, ospita la necropoli più grande della penisola iberica.

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Ammirando Eli Ossana.

Imprescindibile a Lucena è la visita al Castello del Moral, una costruzione difensiva del XI secolo, epoca ebraica della città. Il cestello possiede quattro torri. Quella del Homenaje fu anche la cella dell’ultimo re nazarí di Granada, Boabdil el Chico. È per questo che questa torre, dalla quale è possibile avere anche una bellissima vista della città, viene chiamata “de los lamentos del moro”.

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La vista di Lucena dalla torre del Homenaje.

Non lontano dal Castello del Moral, la chiesa di San Matteo ospita una cappella imperdibile, una delle migliori testimonianze del barocco in Andalusia. Un’ulteriore visita raccomandata è quella all’antico casino.

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Fantastica cappella barocca a Lucena.

Il palazzo dei Conti di Santa Anna accoglie l’esperienza, a mio parere, più emozionante di tutte quelle che offre Tu historia. In questa casa del XVIII secolo sarà possibile rivivere la terribile epoca dell’inquisizione spagnola. Unico dettaglio, questa attività avverrà con gli occhi bendati. Dialoghi e rumori commuoventi e struggenti vi colpiranno al cuore e, vi assicuro, non vi lasceranno indifferenti.

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Foto ricordo dopo l’esperienza nel palazzo dei Conti di Santa Anna.

Enogastronomia di Lucena

Lucena, data la poca distanza dalla zona vinicola Montilla-Moriles, è un’ottima città dove degustare del buon vino. Ne El Alfolí sarà possibile fare una completo assaggio delle varie qualità di vino fornite dalla zona DOP Montilla-Moriles. Sulla tavola di Lucena non possono certo mancare il jamón ed il formaggio locale e neppure un buon salmorejo.

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Spettacolare aperitivo a Lucena.
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Degustazione vini Montilla Moriles.

La degustazione del vino locale è una esperienza molto interessante, soprattutto se guidata, come nel nostro caso, da un esperto enologo. Le varietà “joven”, “fino”, “amontillado”, “oloroso” e “Pedro Ximénez” sono molto distinte tra loro, sia come sensazione sia come grado alcolico (per saperne di più vedi vini in Andalusia).

Dove dormire

Sicuramente l’Hotel Santo Domingo è molto più che una semplice struttura ricettiva di 4 stelle. Questo palazzo riconvertito in hotel, infatti, rievoca il glorioso passato di Lucena. Il favoloso cortile interno, non solo è un ambiente gradevole per gli ospiti, bensì è un vero punto d’incontro per gli stessi abitanti del paese.

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Il cortile interno del Convento Santo Domingo.

Cosa vedere a Lucena (Cordoba):

  • Il Castello del Moral ed il museo
  • La Chiesa di San Matteo
  • Il palazzo dei Conti di Santa Anna
  • Il casino
  • Il museo Bodega Alfolí

Per maggiori informazioni e consigli personalizzati su cosa vedere a Lucena potete consultare la pagina del comune, oppure non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 



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Dove non andare a mangiare a Siviglia, perché qui ci vado io

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Bar Casa Eme in Puerta Osario.

Dove non manderei mai un turista a mangiare a Siviglia?

Un turista, normalmente, ricerca autenticità, prezzi economici, piatti di qualità, accessibilità, amabilità ed una atmosfera positiva. Tra i bar che frequento di Siviglia, ci sono due locali che rispettano solo parzialemente alcune di queste condizioni: economicità e piatti squisiti.

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Le “decorazioni” del Bar Eme.

Il Bar Eme in Puerta Osario e la Taberna Gonzalo Molina nella Calle Relator, per esempio, non brillano certo per la propria cordialità e neppure per il design del posto. Il menù non è vario ne raffinato. Anche le decorazioni non rispettano l’immaginario tradizionale dell’autentico bar sivigliano (per questo potete visitare il classico Rinconcillo).

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La Taberna Gonzalo Molina.

Allora perché ci vado così spesso?

I ristoratori sono alla “vecchia manera”. Mai un sorriso scalfirà il viso di queste persone. Il marketing, le offerte, i profumi ammicchevoli, i mobili ikea e le ricette fusion non sanno cosa siano. Sarà forse per questo che spesso mi rifugio nel Bar Eme e nella Taberna Gonzalo Molina, ricercando una sana semplicità e malavoglia. Una malavoglia che ormai è tabù per gran parte dei ristoratori e baristi di Siviglia.

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L’esterno del Bar Eme.

Oltre a questa particolare atmosfera che posso respirare solo in questi due bar, chiaramente ricerco piatti unici in tutta la capitale andalusa. Il Bar Eme offre, a mio punto di vista, il miglior “solomillo al whisky” di Siviglia, sempre sopra abbondante olio. Ad una cervecita e una tapa nel Bar Eme non dico mai di no. Impressiona, inoltre, come il locale sia gestito da una sola persona, Emeuterio.

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Il solomillo al whisky del Bar Eme.

Nella Taberna Gonzalo Molina, un tempio dedicato a Silvio Rockero, si va a mangiare “pajaritos fritos“, quaglie fritte. Questa pietanza, non facile da trovare, deve essere accompagnata assolutamente da un buon vino de naranja (di Huelva). I prezzi sono assolutamente popolari e rispecchiano la scarsa qualità dell’esperienza.

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Il famoso “pajarito frito” della Taberna.

Una esperienza che, se siete turisti, non vi consiglio.

Per maggiori informazioni e consigli personalizzati su Siviglia potete consultare la pagina del comune, oppure non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 

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Cosa vedere ad Antequera: Dolmen e monumenti

Nel mezzo d’Andalusia si ubica Antequera, un paese della Spagna che vi raccomando di visitare. Per comprendere l’importanza storica di questa zona, bisogna dire come in questo comune risieda l’80% del patrimonio della provincia di Malaga. È importante anche sottolineare come Antequera assieme a Lucena, Alcalá la Real, Écija, Puente Genil, Estepa e Loja faccia parte della poco conosciuta ma incantevole “marca turistica” Ciudades Medias de Andalucía.

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La Peña de los Enamorados domina la città.

La Peña de los Enamorados (vedi San Valentino in Andalucía), i Dolmen e il Torcal sono sicuramente i beni di rilevanza turistica più conosciuti di questo paese. Dal 2016, proprio questi tre rappresentativi luoghi sono stati riconosciuti patrimonio mondiale dell’Unesco per la maestosità dei monumenti megalitici e per la loro armoniosa interazione con il paesaggio circostante.

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La candidatura a patrimonio Unesco.

Cosa vedere ad Antequera

Antequera è una cittadina abbastanza grande (40.000 abitanti) e molto ben comunicata con le più importanti città d’Andalusia: Siviglia, Malaga, Granada e Cordoba. A livello infrastrutturale, è sicuramente il punto intermedio della regione.

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L’Arco de los Gigantes, accesso al complesso della Collegiata.

L’attività turistica in questo paesotto è aumentata nell’ultimo anno a causa del grande sforzo pubblicitario a favore della candidatura Unesco. Antequera, però, possiede anche un centro storico molto interessante e visitabile grazie alle competenti guide turistiche di Tu historia, che offrono anche tour teatralizzati e visite alternative.

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La Plaza de Armas e la torre del Homenaje.

Il patrimonio Unesco: i dolmen

Oltre al monumento naturale del Torcal e alla Peña de los Enamorados, conformazione rocciosa di grande rilevanza paesaggistica e simbolica, il sito Unesco di Antequera comprende gli ormai celebri Dolmen.

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L’entrata al Dolmen de Vieira.
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Il Dolmen de Menga all’interno.

Tre sono le costruzioni preistoriche funerarie ad Antequera: il Dolmen de Menga, il Dolmen de Viera e il Tholos de El Romeral. I primi due sono i più visitati e sono anche i più vicini al nuovo centro museale dove è possibile raccogliere tutte le informazioni necessarie. Nonostante il grande volume di visitanti, il Dolmen di Menga è la struttura sepolcrale neolitica più interessante ed emozionante del complesso. La principale particolarità di questo Dolmen è che è l’unico dei tre ad essere orientato verso la Peña de los Enamorados, cosa che si differenzia dall’abituale orientamento delle strutture megalitiche iberiche che “seguono” il sole.

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L’entrata al Dolmen de Menga.

I monumenti di Antequera: Alcazar e Collegiata

L’edificio del potere militare, l’Alcazar, e l’edificio del potere religioso, la Collegiata, come da tradizione dominano il paesaggio urbano. La Alcazar e l’attigua ben conservata muraglia sono di origine araba. Della costruzione difensiva risaltano tre torri, quella della Estrella, la Torre Blanca e soprattutto quella del Homenaje.

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L’Alcazar nella sua interezza.

È In quest’ultimo torrione dove Tu historia racconterà la romantica storia d’amore tra Abencerraje e la bella Jarifa. La torre del Homenaje, chiamata dai locali Papabellotas, fu culminata nel 1582 con un piccolo tempio nella quale riposa ancora oggi una campana. Questo è sicuramente uno dei migliori punti panoramici di tutta Antequera. Da qui sarà visibile tutta la Alcazar, il centro storico e all’orizzonte la fantastica silhouette della Peña de los Enamorados, o volgarmente “el Indio de Antequera”.

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Dalla torre del Homenaje (grazie a Los Viajes de Claudia).

Per raggiungere il complesso della Collegiata sarà necessario varcare il simbolico Arco de los Gigantes. Dalla piazza della Collegiata sarà visibile da un lato lo sviluppo della città, dall’altro i resti delle terme romane in attesa di valorizzazione.

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La facciata della Collegiata.

L’edificio religioso dedicato a Santa María la Mayor è del 1550 con una splendida facciata rinascimentale e una volta dell’altare maggiore in stile gotico-mudéjar. Anche in quest’ambiente, sarà possibile apprendere un po’ di storia grazie alle rappresentazioni teatrali e soprattutto capire l’origine della celebre frase pronunciata da Don Fernando: “salga el sol por Antequera y que sea lo que Dios quiera“.

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In compagnia di Don Fernando di Tu historia.

La gastronomia di Antequera

Tre sono sicuramente le specialità gastronomiche di Antequera raccomandabili: mollete, porra e bienmesabe.

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La porra antequerana.

Il mollete de Antequera è un tipo di pane molto usato in tutta la regione per la tipica colazione andalusa, con pane tostato. La porra antequerana è una zuppa fredda molto simile al più conosciuto salmorejo. Le due pietanze si differenziano solo in pochi ma decisivi ingredienti (vedi zuppe fredde in Andalusia). Il bienmesabe, infine, è un dolce tipico di Antequera dall’intenso sapore di mandorle e cannella. Tutti questi deliziosi piatti sono preparati con maestria nell’accogliente ristorante Leila.

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Un bienmesabe.

Dove dormire a Antequera

Antequera ospita diverse opportunità per alloggiare, da bellissimi hotel 5 stelle sino a opzioni più economiche. Qui potete vedere tutte le offerte disponibili in città.

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Cosa vedere ad Antequera (Malaga):

  • I Dolmen
  • Il Torcal
  • La Peña de los Enamorados
  • La Alcazar
  • La Collegiata
  • Il centro storico

Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina web comunale dedicata all’attività turistica di Antequera. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 

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Siviglia dal basso verso l’alto (foto gallery)

Se non tutti, gran parte dei turisti che visitano Siviglia rimangono affascinati dai panorami della capitale d’Andalusia vista dall’alto. Con questa foto gallery voglio rendere onore alla Siviglia vista dal basso verso l’alto, una prospettiva che spesso dimentichiamo.

Alcune foto saranno molto conosciute e probabilmente le avrete anche voi tra i vostri ricordi al ritorno dalle vacanze andaluse. Altre immagini, invece, saranno dettagli o posti più ricercati. Esempi che possono esservi d’ispirazione.

Guardando Siviglia dal basso verso l’alto (foto gallery)

La nostra passeggiata a testa in su per le strade di Siviglia parte dall’Alameda de Hércules.

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Le colonne dell’Alameda de Hércules.

Durante la nostra camminata bisognerà osservare tutti i dettagli, come per esempio gli incredibili azulejos (piastrelle) che decorano i balconi delle case.

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Le piastrelle sotto i balconi delle case sivigliane.

Ci spostiamo verso sud, verso il centro storico e ci imbattiamo nell’antica stazione ferroviaria di Plaza de Armas.

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La vetrata di Plaza de Armas.

Costeggiando il corso del Guadalquivir, troviamo il ponte di Triana. È giunto il momento di attraversare il fiume ed immetterci nell’omonimo quartiere.

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Le luci della Velá di Santa Ana.

Oltre a Triana, questo lembo di città ospita ogni anno la feria di Siviglia. La fittizia porta d’entrata o “portada” cambia ogni anno.

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La portada della feria di Siviglia 2016.

Questo lato del fiume Guadalquivir ospita anche l’isola della Cartuja, il monastero ed il CAAC, Centro andaluso d’arte contemporaneo.

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Una installazione del centro andaluso arte contemporaneo.

Sempre da questa parte del fiume troviamo l’edificio più alto di Siviglia: la discutibile Torre Pelli.

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La Torre Pelli.

È ora di tornare verso il centro di Siviglia, attraversando il ponte di San Telmo ci inoltriamo verso la zona monumentale. Non possiamo non entrare all’Alcazar.

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Uno dei soffitti dell’Alcazar di Siviglia.

Intanto, la possente e maestosa Giralda domina il paesaggio.

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La Giralda di Siviglia.

Invece, particolari sorprendenti come questa mano che sorregge la statua di San Paolo nella Puerta del Perdón, decorano la bellissima Cattedrale di Siviglia.

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La mano che sorregge San Paolo nella Puerta del Perdón.

Lasciamo per un attimo il centro per immetterci nella Avenida Constitución. Andiamo sino all’Università di Siviglia, una ex fabbrica di tabacco.

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Una vetrata dell’Università di Siviglia.

Proseguendo per la stessa direzione, poco a poco si intravvederanno le guglie di Plaza de España. Andiamo a vederle da vicino.

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Una delle torri di Plaza de España.

Dato che siamo arrivati sino a qui, è possibile spingersi verso il quartiere di Nervión. Per chi fosse appassionato di calcio saprà che qui si situa lo stadio de Sevilla F.C.

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Il centro commerciale Nervión Plaza.

Prendiamo il MetroCentro da San Bernardo per riportarci a Plaza Nueva. Da qui partono le vie dello shopping Calle Sierpes e Calle Tetuán che quando batte il sole devono essere riparate.

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I teli parasole nella Calle Sierpes.

Risalendo sbuchiamo alla Campana. Andiamo verso destra per ammirare una delle ultime opere sivigliane: il Metropol Parasol o più comunemente “Las Setas”.

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Un particolare de Las Setas e la chiesa de la Anunciación.

L’ultimo tramo della passeggiata sivigliana si svilupperà verso est, raggiungendo e contemplando i favolosi dettagli della Casa Pilatos.

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La Casa Pilatos di Siviglia.

Per maggiori informazioni e consigli personalizzati su Siviglia potete consultare la pagina del comune, oppure non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 

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Natale e capodanno a Siviglia: cosa fare

Le temperature durante il mese di dicembre, compresi Natale e Capodanno, a Siviglia sono clementi. È per questo che la destinazione spagnola ben si presta per essere visitata durante il periodo natalizio.

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La Plaza San Francisco pronta nel mese di dicembre.

È vero, Siviglia e tutta l’Andalusia, diversamente da altre zone europee, non hanno un affermato fascino natalizio, ma la capitale andalusa sarà comunque capace di sorprendervi (vedi anche Natale e Capodanno in Andalusia).

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Clima natalizio a Siviglia.

Dicembre a Siviglia

La città durante il periodo natalizio, come spesso accade, riesce a trasmettere una atmosfera particolare. Saranno le luci ed i profumi degli aranci, saranno le castagne arrosto, sarà l’animo delle persone, ma passeggiare per le vie dello shopping di Siviglia a dicembre è veramente suggestivo. Il centro, dall’Avenida Constitución sino alla Campana, passando da Calle Sierpes o Calle Tetuán, s’illumina grazie alle luminarie, ma soprattutto al gran flusso di gente alla ricerca del regalo perfetto.

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Il Natale nell’Avenida Constitución.

Oltre alle luminarie, agli aranci e alle canzoni natalizie tradizionali (villancicos), un altro elemento che trasmette la dolce atmosfera del Natale è il presepe. A Siviglia potremo visitare diversi presepi, come per esempio quello della Cattedrale, quello del comune (Ayuntamiento), quello della fondazione Cajasol o quello del Ciruito Mercantil nella calle Sierpes.

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Il presepe del comune di Siviglia.
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Il mercatino dell’artigianato di Plaza Nueva.

Non saranno come quelli altoatesini o quello napoletano, ma anche Siviglia ha i propri mercatini natalizi. Quello di maggior richiamo è senz’altro il mercatino che si propone tra la Cattedrale e l’Archivo de Indias. In queste bancarelle vengono esposti pezzi artigianali di presepe che possono essere considerate vere opere d’arte. Altre zone della città che normalmente ospitano i mercatini natalizi sono: Plaza Nueva, la Encarnacíon (las Setas) e la Alameda de Hércules.

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Le statuine del presepe nel mercatino di Siviglia.

Anche i bambini hanno la loro parte d’intrattenimento. La Alameda de Hércules, la Plaza San Francisco ed il Prado de San Sebastian, infatti, sono gli spazi tradizionali dove s’installano giostre e suggestive piste di ghiaccio. Spazi sicuri e adornati dove tutta la famiglia può vivere tranquillamente l’atmosfera natalizia sivigliana.

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La pista di ghiaccio dell’Alameda de Hércules.
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Spettacolo di luci nell’Alameda.

Un’atmosfera tradizionale interrotta solamente dall’introduzione da qualche anno del “mapping”, ovvero da giochi di luci e musica. Dopo il grande successo del 2015 questi eventi, ma vengono riproposti nella Plaza de la Encarnacíon (Las Setas), nell’Alameda de Hércules e nel Palazzo di San Telmo (per aggiornamenti vi consiglio di seguire la pagina facebook).

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Favoloso spettacolo a “Las Setas”.
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La ricevitoria del Gato Negro.

Una tradizione imperdibile del periodo natalizio sivigliano è quella di giocare alla lotteria nazionale. Il rivenditore più acclamato è sicuramente il “gato negro” ubicato nella Avenida Constitución. Se volete sfidare la scaramanzia dovrete armarvi di pazienza, dato che a dicembre davanti al “gato negro” si forma sempre una coda interminabile.

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Il biglietto della lotteria nazionale de “El niño”.

Natale e Capodanno a Siviglia

A Siviglia, innanzitutto si vive il Natale, o meglio la vigilia o Nochebuena, con grande sentimento. Normalmente si celebra in famiglia, davanti ad un grande cenone. Anche molti ristoranti preparano menu speciali per la notte di Natale. Non vi è una ricetta comune, però normalmente sulla tavola natalizia non possono certo mancare il jamón ed il “marisco”, ovvero crostacei e frutti di mare.

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I gamberi non possono mancare a Natale e Capodanno.

Anche i dolci sono una parte fondamentale del periodo natalizio a Siviglia. Mantecados, polvorones, hojaldres, turrón sono solo i più famosi prodotti natalizi del territorio.

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Un mix di dolci andalusi.

La nochevieja, ovvero l’ultimo dell’anno non è poi così differente dalla notte della vigilia. Il cenone è sempre il protagonista della serata del 31 dicembre. Dopo aver consumato gli squisiti prodotti gastronomici d’Andalusia si aspettano i rintocchi della mezzanotte con in mano 12 acini d’uva che si dovranno mangiare parallelamente ai 12 rintocchi delle campane (campanadas).

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Aspettando la mezzanotte con l’uva de la suerte.

Normalmente anche questo episodio avviene in famiglia, anche se a Siviglia è possibile riunirsi in Plaza Nueva, davanti al municipio per mangiare l’uva in compagnia di altri turisti e sivigliani.

Epifania, Reyes Magos a Siviglia

Il 6 gennaio, giorno dell’epifania, è senz’altro tra le festività più importanti a Siviglia ed in Andalusia. La tradizione vuole che siano i re magi a portare i doni la notte tra il 5 ed il 6 di gennaio. Babbo Natale non ha ancora sorpassato questa tradizione e la Befana sivigliana non esiste.

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Il passaggio dei re magi nella Calle Feria.

Molto particolare è la carnevalesca sfilata dei Re Magi per le strade di Siviglia. Carrozze molto carnevalesche si susseguono per tutta la città lanciando giochi e caramelle ai bambini. La quantità di dolciumi è tale che è consigliabile proteggere le proprie scarpe.

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Un consiglio sivigliano per proteggere la suola delle scarpe.

Il giorno del 6 gennaio è un altro momento di raccolta familiare. Dopo aver ricevuto i doni alla mattina, è tradizione mangiare con i propri cari il Roscón de Reyes, un ciambellone ripieno di crema e adornata con frutta candita. L’interno del Roscón nasconde normalmente due oggetti: una moneta o statuina che porterà fortuna ed un fagiolo che segnalerà la persona che dovrà pagare il Roscón.

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Il Roscón de Reyes.

Zone dove dormire a Siviglia con atmosfera natalizia:

        • Avenida Constitución
        • Plaza Nueva e Plaza San Francisco (Ayuntamiento)
        • La plaza de la Encarnación
        • Calle Sierpes, Calle Tetuán e La Campana
        • Alameda de Hércules
        • Prado de San Sebastian



Booking.com

Per maggiori informazioni e consigli personalizzati sul Natale e Capodanno a Siviglia potete consultare la pagina del comune, oppure non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 

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Spagna di lusso: un weekend a Marbella

Marbella è una località di mare e vita notturna tra le più importanti della Spagna. Le sue spiagge e il meteo favorevole fan sì che sia una delle destinazioni favorite dagli italiani in Andalusia. Nonostante le contrapposte opinioni, infatti, Marbella è la sesta meta andalusa preferita dal pubblico italiano.

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Il lungomare di Marbella.

Scoprendo Marbella con #MarbellaATB

L’evento #MarbellaATB, durato un fine settimana ed organizzato da Patricia del blog Marbellista, dall’associazione Andalucía Travel Bloggers  e con l’appoggio del dipartimento turistico del comune, ha voluto presentare la località della provincia di Malaga come una meta da 5 stelle, di lusso. Un lusso però più “democratico” rispetto a qualche anno fa. Tutte le esperienze che i blogger hanno potuto provare durante il #MarbellaATB sono assolutamente riproponibili ed economicamente accessibili ad un turista medio in visita a Marbella.

L’eccellenza, comunque, si paga ed a Marbella nulla è fuori posto, tutto è perfettamente preparato a soddisfare le esigenze dei visitatori nazionali ed internazionali.

Hotel Playa Senator di Marbella

In concreto, io e solo alcuni componenti dell’associazione di blogger, abbiamo alloggiato nell’Hotel 4 stelle Playa Senator. Un comodo Hotel a due passi dal mare, non lontano dal centro storico ed il porto sportivo di Marbella ed a qualche chilometro dall’esclusiva località di Puerto Banús.

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La vista dall’Hotel Senator.

Il Playa Senator di Marbella, che fa parte di una ampia catena di Hotel, è un 4 stelle di ottima qualità. Le camere sono spaziose e ben curate, la colazione internazionale ben fornita ed i servizi agli ospiti sono un ottimo motivo per scegliere questo Hotel.

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La ampia stanza dell’hotel.

Le piscine poste all’ultimo piano, oltre a fornire la freschezza necessaria durante l’estate, presentano una vista mare, e della montagna della Concha, veramente indimenticabile.

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le piscine del Playa Senator.

All’opposto, nel seminterrato si situa la SPA. Un ambiente dalle decorazioni semplici ma con una grande varietà di vasche e sensazioni. Particolare è la vasca tonda di acqua calda e limoni.

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La SPA nell’interrato.

Formazione made #MarbellaATB

Il weekend a Marbella per i blogger non è stato solo di divertimento e tempo libero. L’associazione Andalucía Travel Bloggers, infatti, ha organizzato una intensa mattinata di formazione tutta relativa al mondo del blogging.

Il primo intervento di Jose (de El viaje me hizo a mi) è stato focalizzato sul SEO, ovvero sul posizionamento web. Successivamente Miriam Urbano si è concentrata ad illustrare alcuni interessanti segreti riguardanti WordPress.

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Un momento della formazione.

Nel terzo intervento Marta Mones ha sottolineato l’importanza della fotografia al giorno d’oggi e soprattutto se relazionata con i blogger. Infine, Patri (La Cosmopolilla), Molly (Piccavey) e Claudia (Los Viajes de Claudia y Lucía) hanno intrattenuto la platea suggerendo buone pratiche per la gestione dei più importanti social network. Tutta la mattinata di formazione è stata accompagnata dalla deliziosa frutta di “Fruta y Verdura de Eladio“.

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Pausa con frutta al #MarbellaATB.

Photowalk nel lungomare di Marbella

Dopo la formazione, i blogger del #MarbellaATB hanno avuto il piacere di ammirare il tramonto passeggiando sul lungomare di Marbella. Immagini e colori bellissimi che riscaldano gli animi. Dopo una suggestiva sessione di fotografie e registrazioni anche attraverso un drone, la televisione locale HavisTV ha avuto la gentile considerazione di intervistare tutti i blogger partecipanti all’evento.

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Sessione di foto sul lungomare di Marbella.

Ristorante Los Mellizos

Il famoso ristorante Los Mellizos (presente anche a Malaga, Benalmadena e Puerto Marina) ha accolto con entusiasmo e professionalità tutti i blogger di #MarbellaATB per la cena.

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Pesce fritto de Los Mellizos.

La degustazione che il ristorante ha proposto non poteva che essere a base di pesce, prodotto che elaborano con particolare destrezza. La paella, anch’essa di pesce, accompagnata da un buon vino barbadillo ha galvanizzato la “truppa”.

Nella costa del golf: Enjoy Golf Accademy

La Costa del Sol è conosciuta anche come costa del golf. È per questo che nel nostro weekend a Marbella non poteva mancare una esperienza del genere. Molti dei blogger si sono cimentati per la prima volta con questo sport che è a tutti parso molto più complesso di quello che poteva sembrare.

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Provando a giocare a golf a Marbella.

I competenti e pazienti istruttori di Enjoy Golf Accademy ci hanno affiancato ed aiutato ad affrontare le prime buche della nostra vita.

Masterchef al #MarbellaATB

Super originale è stata l’attività proposta dall’Alanda Club di Marbella. Questa catena catalana di Hotel ha proposto di dividere l’insieme dei blogger in due gruppi, uno dei quali chiamato “guiri” per la presenza di vari componenti stranieri (tra cui io).

Le due squadre si sono sfidate, allo stile masterchef, preparando paella e sangria. Grazie al supporto dello chef Arnau entrambe le squadre hanno completato, con gran soddisfazione e divertimento, le due ricette. Il giurato composto dallo staff dell’Hotel-ristorante ripartirono la vittoria equamente: miglior sangria della squadra “guiri” e miglior paella dell’altro gruppo.

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La paella del gruppo “guiri”.

Per maggiori informazioni e consigli personalizzati non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 

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Cosa vedere a Tarifa: spiagge più belle, storia e surf

Cosa visitare a Tarifa? Tarifa è un miscuglio di culture, un mix di esperienze. È una città a soli 14 chilometri da Tanger (o Tangeri), dal Marocco e dal continente africano. Tarifa è una città da vedere almeno una volta nella vita, è l’unico paese abitato europeo ad affacciarsi sia sul Mediterraneo, sia sull’Atlantico.

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Da una parte il Mediterraneo, dall’altra l’Atlantico.

Proprio per la caratteristica geografica del territorio di spingersi verso sud, dapprima i romani, poi le popolazioni arabe ed infine i cristiani stabilirono in questo luogo della provincia di Cadiz la propria roccaforte sullo stretto di Gibilterra.

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Lo stretto di Gibilterra. Al fondo si vede Tangeri.

Cosa visitare a Tarifa

Il Castello de Guzman el Bueno fu costruito nel 960 d.C. in epoca mussulmana per volere di Abd al Rahman III per proteggere il traffico commerciale nello stretto. La costruzione difensiva, piuttosto austera, è composta da torri merlate, passerelle di sorveglianza e cortili difensivi. Tutti elementi costruiti in diversa epoca.

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Il castello de Guzman el Bueno.

A Tarifa si conserva la muraglia costruita quasi interamente nel XVIII secolo, quando la Spagna tentò di recuperare Gibilterra, a quel tempo caduta nelle mani della corona inglese. Non bisogna confondere questo perimetro con quello di origine araba di cui fa parte la più antica entrata alla città: Puerta Jerez. Un ulteriore monumento nel centro storico di Tarifa è il Castello di Santa Catalina, probabilmente del XII secolo e ristrutturato più volte.

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Il castello di Santa Catalina a Tarifa.

Cosa vedere a Baelo Claudia, vicino Bolonia

Il patrimonio monumentale del centro storico di Tarifa è interessante, ma non tanto come quello di Baelo Claudia, un vero gioiello assolutamente da visitare. Ubicato a pochi chilometri a nord da Tarifa, non lontano dalla famosa duna della spiaggia di Bolonia, la civiltà romana trovò qui il territorio adatto per sviluppare una città: Baelo Claudia.

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Parte del parco archeologico di Baelo Claudia.

Baelo Claudia è un parco archeologico in provincia di Cadiz o Cadice, nel comune di Tarifa, che conserva i resti di una antica colonia legata alla produzione dell’indispensabile Garum, una ripugnante salamoia di scarti di pesce. Baelo Claudia sorse alle pendici di Bolonia per volere dell’Imperatore Claudio I. Dell’antica città romana sono riscontrabili ancora diversi elementi urbanistici, produttivi, religiosi e ludici.

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Una strada romana ed al fondo il museo.

Trale cose de vedere a Baelo Claudia è possibile notare l’eccellenza romana per quanto riguarda i servizi al cittadino, come la strada e l’acquedotto. Parte di queste grandi infrastrutture sono ancora perfettamente visibili in questo angolo di Tarifa.

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L’acquedotto romano.

Le cisterne scavate nella pietra per la produzione del Garum sono l’elemento che maggiormente distingue Baelo Claudia dalle altre città romane d’Andalusia, ad esempio Italica in provincia di Siviglia.

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Le cisterne del garum.
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Le colonne e Bolonia.

In una città romana non poteva mancare di certo il luogo dedicato al culto. Sarebbero addirittura tre i tempi capitolini di Baelo Claudia dedicati probabilmente a Giove, Minerva e Giunone. Una statua di quest’ultima divinità ritrovata nel parco archeologico rafforza l’ipotesi anteriore. Il recinto religioso è stato in parte ricostruito utilizzando il più possibile gli elementi originali. È per ciò che questo luogo emblematico di Tarifa ancora oggi regala fantastiche fotografie con al fondo il mare e la spiaggia di Bolonia.

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Luogo di culto di Baelo Claudia.

Altri elementi che non possono certo mancare in una città romana sono: le terme ed il teatro. Il teatro romano, eretto secondo i dettami tradizionali, conserva intatta parte della platea ed alcune delle sette porte d’accesso. Assieme a quelli di Italica, di Malaga, di Cadiz e di Osuna è tra i teatri romani meglio conservati in Andalusia.

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Il teatro romano di Tarifa.

Nota Bene: Assieme a Medinat al-Zahra, l’Alcazaba d’Almeria, il Cástulo di Jaén, Itálica, la Necropoli di Carmona e i Dólmenes de Antequera, Baelo Claudia è uno dei complessi archeologici e monumentali conservati e valorizzati dalla Junta de Andalucía.

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Alcuni dei resti conservati a Baelo Claudia.

Una duna a Tarifa: la spiaggia di Bolonia

Tra il pubblico italiano, la playa di Bolonia è sicuramente una delle spiagge  più famose d’Andalusia e sicuramente la più conosciuta di Tarifa. La duna di Bolonia è un’immensa distesa di sabbia a poca distanzia da Baelo Claudia.

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La duna di Bolonia.

Questa spiaggia di circa 4 chilometri di lunghezza di sabbia fine è un ambiente protetto. Purtroppo però questa grande duna alta 30 metri e larga 200 metri, soprattutto durante la bella stagione, è sempre più spesso presa d’assalto dai turisti e dalle aziende turistiche. Se sino a qualche anno fa si poteva considerarsi una spiaggia incontaminata affacciata all’Atlantico, ora certamente non si può più dire lo stesso.

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La spiaggia ed al fondo la duna.

Le migliori spiagge di Tarifa: Valdevaqueros e Los Lances

Ciò che caratterizza maggiormente le più belle spiagge di Tarifa, oltre alla sabbia fine, è senza dubbio il vento. Questa zona nei pressi dello stretto di Gibilterra è terribilmente battuta dal vento, agente che spesso rende impossibile godere della spiaggia.

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Kitesurf lungo la spiaggia di Valdevaqueros.

Non tutte le persone, però, sono dello stesso parere. Gli amanti del surf e del kitesurf, infatti, trovano in questa zona un clima ideale per praticare il loro amato sport.

Le immagini che possiamo cogliere nelle spiagge da Punta Paloma sino a Tarifa, passando da Valdevaqueros e Los Lances sono tutte similari: cieli punteggiati da una miriade di aquiloni di kitesurf.

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La spiaggia di Valdevaqueros.

Soprattutto durante la primavera e l’estate, le playas di Valdevaqueros e Los Lances sono il paradiso dei surfisti. Una atmosfera giovanile e piuttosto hippy, inoltre, fa si che Tarifa risulti una destinazione sempre più affascinante anche per il pubblico italiano.

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La spiaggia de Los Lances nei pressi di Tarifa.

Come arrivare a Tarifa

Essendo la punta estrema del continente europeo, arrivare a Tarifa non è molto agevole, soprattutto con i mezzi pubblici. In auto si potrà raggiungere Tarifa abbastanza facilmente sia da Siviglia, sia da Malaga. Per quanto riguarda l’autobus è possibile consultare orari e tariffe sul sito dell’azienda Comes (vedi anche Come spostarsi in Andalusia). Infine, ottime sono le connessioni tra il porto di Tarifa ed il Marocco (Tangeri).

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Una strada nei pressi di Tarifa.

Dove dormire a Tarifa

Tarifa offre ambienti totalmente diversi. È possibile alloggiare in modo semplice in un campeggio, oppure è possibile soggiornare in un lussuoso hotel. Qui è possibile vedere tutte le offerte e le diverse opzioni.



Booking.com

Cosa vedere a Tarifa (Cadiz):

  • Castillo de Guzman el Bueno
  • Puerta de Jerez
  • Baelo Claudia
  • Spiaggia di Bolonia
  • Spiaggia di Valdevaqueros
  • Spiaggia de Los Lances
  • Punta Paloma

Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina web comunale dedicata all’attività turistica di Tarifa. Per consigli personalizzati o per organizzare una visita non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

 

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Ponte 1 novembre: curiosi cimiteri in Andalusia

Durante il ponte del 1 novembre anche in Andalusia vengono ricordate le ricorrenze cristiane di “Ognissanti” ed il “Giorno dei morti” ed esattamente come in Italia, anche in Spagna, la festa importata dagli Stati Uniti di Halloween prende sempre più piede, soprattutto tra i più piccoli.

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Il cimitero inglese di Malaga.

I cimiteri più curiosi d’Andalusia

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Un lugubre messaggio ne “las ermitas”.

Durante il “Giorno dei morti” anche qui è consuetudine visitare i propri cari defunti. I cimiteri durante tutto l’arco della giornata diventano luoghi molto frequentati, cosa che a mio avviso dovrebbe essere più comune. I campi santi, infatti, sono lo specchio di una comunità. A livello turistico, inoltre, ci sono cimiteri in Andalusia che nascondono storie o leggende molto particolari.

Il cimitero di Sayalonga (Malaga)

Anche se non molto famoso, il cimitero di Sayalonga in provincia di Malaga è un luogo molto peculiare. Rappresenta, infatti, l’unico cimitero circolare presente in Spagna. La particolarità del sito ha fatto sì che negli anni si sia sviluppato un certo interesse nella gente, tanto che oggi può addirittura contare con un centro d’interpretazione.

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Il cimitero di Sayalonga.

Il cimitero inglese di Malaga

Diversamente dall’antecedente, il cimitero inglese di Malaga è un bene turistico abbastanza riconosciuto. Un campo santo che si ubica tra la Malagueta ed il Pedregalejo e che fu il primo cimitero protestante in tutto il territorio spagnolo. Inaugurato nel 1830 ospita i resti di Robert Boyd, un liberale irlandese che accompagnò sino alla fucilazione il generale Torrijos durante la guerra d’indipendenza spagnola.

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Particolari tombe nel cimitero inglese di Malaga.

Il cimiteri di Gibilterra

Due cimiteri molto peculiari: quello di Trafalgar che, nonostante il nome, ospita solo due morti dovuti alla terribile battaglia navale del 1805 e quello comunale che per la propria ubicazione, di fianco all’aeroporto ed alle pendici della rocca di Gibilterra, si espone a fotografie molto singolari.

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Cimitero ed aeroporto di Gibilterra.

Il cimitero di Casabermeja (Malaga)

La leggenda vuole che i morti di Casabermeja siano stati sepolti in piedi, per risparmiare spazio. La conformazione dei loculi può ingannare il visitatore dato che sembrerebbero disposti verticalmente. Questa, però, è solo una leggenda. Gli abitanti del luogo confermano che i loro cari giacciono comodamente sdraiati.

Los cementerios están llenos de personas imprescindibles (Proverbio árabe)

Il cimitero a Las Ermitas (Cordoba)

Nel bel mezzo della Sierra di Cordoba, riposano tutti gli eremiti che hanno abitato questi 13 eremi durante 250 anni, dal 1700 al 1957. Il piccolo cimitero è umile e rispecchia il livello di vita mantenuta dai religiosi. Un’esistenza davvero povera di beni, ma ricca di bellezza, come il panorama osservabile da questo punto della città di Cordoba.

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Umile cimitero degli eremiti di Cordoba.

Per maggiori informazioni su cosa vedere in Andalusia è possibile contattarmi scrivendo ad andaluciaitalia@gmail.com o compilando il seguente form:

 
Trivago


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