Hotel-ristorante Mesón de Despeñaperros: punto di riferimento del parco

Il Mesón de Despeñaperros per la propria rilevanza rappresenta nel territorio molto di più di una semplice struttura ricettiva. Questo hotel-ristorante, oltre ad essere una delle poche possibilità di alloggio nel Parco Naturale di Despeñaperros, è un vero e proprio punto di riferimento per il turista interessato a scoprire questa parte settentrionale della provincia di Jaén.

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La terrazza con vista al parco.

Il Mesón de Despeñaperros

La storia del Mesón de Despeñaperros è legata alla via di comunicazione autostradale che da sempre, passando per il parco, ha collegato Madrid con l’Andalusia. Oggi però, l’hotel rimane sufficientemente distanziato dal rumore dal traffico della nuova direttrice che collega La Mancia con l’Andalusia. Per questo, il Mesón è una struttura tipicamente “autostradale” in fase di grande rinnovamento.

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L’hotel-ristorante Mesón de Despeñaperros.

Sia la parte ricettiva, sia quella ristorativa stanno innovando a passi da gigante. Tutto ciò, però, senza perdere l’essenza e l’identità originaria, ovvero un complesso legato al Parco Naturale de Despeñaperros e con rilevante attenzione verso la selvaggina e gli usi e le abitudini “di montagna”.

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Le decorazioni legate al territorio.

La vista panoramica

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Incredibile vista dal ristorante.

Uno dei punti di forza del Mesón de Despeñaperros è sicuramente la vista panoramica apprezzabile dalla terrazza, dal ristorante e dalle camere da letto. Una visione della magnificenza del parco naturale che allieta il risveglio ed accompagna i visitatori durante l’ora della colazione e del pranzo. Un patrimonio paesaggistico che riflette tutta l’essenza di questa bella zona della provincia di Jaén.

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Bella vista dalla finestra della camera.

Il ristorante

I piatti del Mesón de Despeñaperros sono una delle eccellenze del territorio. Questo ristorante è conosciutissimo e raccomandatissimo, non solo da chi visita il parco naturale, bensì anche da chi è in viaggio e decide di attuare una leggera deviazione per pranzare o cenare. La gastronomia rispecchia il Parco Naturale de Despeñaperros e la cucina del ristorante utilizza e valorizza i prodotti locali come l’abbondante selvaggina.

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Lo squisito e rinomato paté di pernice fatto in casa.

La carne di cervo, di daino, di pernice e di cinghiale saranno senza dubbio i protagonisti del vostro pranzo. Salmorejo con prosciutto di cervo, paté di pernice, insalata con carne di pernice, hamburger di cervo, salami di cervo, daino e cinghiale e stufati di cervo o cinghiale sono solo alcune delle prelibatezze che lo chef del ristorante preparerà con notevole destrezza.

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Il salmorejo con prosciutto di cervo.

Da sottolineare anche la bontà del pane, del formaggio, dell’olio d’oliva ed il sapore che trasmette il forno a legna utilizzato in cucina. Per i più esperti, nel Mesón de Despeñaperros si utilizza un forno Josper, nella quale solo si brucia legna di leccio. Molto singolare è la storia della “Tortilla de Alfonso XIII”, una specialità della casa. Proprio in questo ristorante, infatti, fece sosta il monarca al principio del ventesimo secolo. Per l’occasione il cuoco locale inventò questa squisita ricetta che ancora oggi possiamo provare esclusivamente nel Mesón.

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Una singolarità del ristorante: la tortilla Alfonso XIII.

L’attenzione al cliente e le attività

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Il team del Mesón de Despeñaperros. Grazie a David, Cris e Antonio.

Alloggiare nel Mesón de Despeñaperros è un capriccio. Il personale è cordiale e disponibilissimo, in ogni momento della giornata ci si sente coccolati ed assistiti. Dettagli come il kit di benvenuto e sopratutto la simpatia di Antonio e Cris fanno notare la differenza tra un alloggio familiare come il Mesón ed uno impersonale.

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Il fantastico benvenuto al Mesón.

Questo hotel, come detto, è un punto di riferimento della zona. Per questo, sarà molto comodo intraprendere tutte le varie attività che offre l’area settentrionale della provincia di Jaén partendo proprio da questo sito. Una delle aziende che collabora con l’hotel è Iberus, con la quale si potrà conoscere facilmente la fauna del Parco Despeñaperros e quello di Andújar.

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L’hotel, punto di riferimento per tutti i visitatori del parco.

Per maggiori informazioni è possibile contattarmi scrivendo ad andaluciaitalia@gmail.com o compilando il seguente form:

 
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Il parco Despeñaperros: confine naturale tra Andalusia e La Mancia

All’estremo nord-est dell’Andalusia, tracciando il confine con La Mancia si trova il Parco Naturale di Despeñaperros (vedi 24 parchi naturali d’Andalusia). Un ambiente molto conosciuto grazie anche all’espressione “de Despeñaperros pa’ arriba“, utilizzata per segnalare quando qualcuno o qualcosa è spagnolo ma non andaluso (si utilizza anche inversamente con “pa’ abajo“).

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La vallata caratteristica del parco Despeñaperros.

Anche il nome Despeñaperros descriverebbe dei limiti geografici, infatti, significherebbe “punto estremo di Spagna”. In realtà questo parco fa parte ancora della Sierra Morena e si trova interamente nel comune di Santa Elena nella verde provincia di Jaén.

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Pini vicino a La Aliseda.

Il parco di Despeñaperros

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Un grifone ne “Los Organos”.

Questa zona è caratterizzata da una profonda vallata scavata dall’omonimo fiume e dall’imponente autostrada (sostituisce la vecchia N-IV) che oggi trafigge con i suoi viadotti il meraviglioso spazio naturale. Nonostante ciò, Despeñaperros risulta essere un ecosistema dal grandissimo valore naturale. Questo è anche l’habitat prediletto di rapaci come il Grifone, l’Aquila Reale ed il Biancone, oltre ad ospitare Cervi, Cinghiali, Lupi ed in rara occasione la minacciata Lince Iberica. Questi animali, diversamente dal Parco Naturale della Sierras de Cazorla, Segura y Las Villas, non sono abituati alla presenza dell’uomo e per questo si nascondono e scappano nella vegetazione.

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Cervi lungo la strada verso Aldeaquemada.

Il monumento naturale de Los Organos è sicuramente la zona più apprezzata del parco. Si tratta di una particolare e spettacolare formazione geologica situata lungo un versante della vallata del fiume Despeñaperros. Il grifone sorvola costantemente questo spazio per poi appollaiarsi nelle insenature della roccia.

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Il monumento naturale “Los Organos”.

Oltre alla stupenda vista de Los Organos, un’altra famosa panoramica è quella lungo la strada che collega il parco a Aldeaquemada. Una strada tortuosa che sale sino alla “cueva de los muñecos“. Durante l’ascesa si apprezzerà l’intero parco naturale ed al principio dell’autunno sará possibile ascoltare detenidamente l’eco del bramito dei cervi.

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La vista lungo la strada verso Aldeaquemada.

Cosa fare nel Parco Despeñaperros

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Inizio di una corsa campestre notturna.

Molto spesso, per la propria ubicazione, si considera il Parco Naturale di Despeñaperros come un luogo bellissimo ma di passaggio. La comunità del parco però, grazie anche alle iniziative del centro d’accoglienza “Llanos de las Américas”, crede nel potenziale turistico del proprio parco.

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Il centro d’accoglienza “Llanos de las Américas”.

È per questo che in questo spazio protetto sarà possibile fare trekking o hiking in tutta tranquillità con percorsi di diversa difficoltà e ben segnalati. Sarà dunque possibile raggiungere bellissimi siti come il “Salto del Fraile” o la cascata della “Cimbarra“. A Despeñaperros è possibile anche praticare birdwatching o, come anticipato, partecipare ad escursione per ascoltare il bramito dei cervi in amore.

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Immerso nella natura del parco durante una escursione.

Inoltre, grazie alla biodiversità presente nel parco e nella zona d’influenza di Despeñaperros, è possibile intraprendere passeggiate molto affascinanti dal punto di vista naturalistico, come quella che conduce verso l’area ricreativa La Aliseda. Grandi pini, un frassino secolare e simpatici scoiattoli sono solo la parte più appariscente del percorso.

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Un frassino secolare.

Alloggio e grastronomia a Depseñaperros

Il miglior modo per scoprire il Parco Naturale di Despeñaperros è sicuramente quello di alloggiare nel Mesón de Despeñaperros. Questo non è solo un ottimo hotel-ristorante, bensì è il principale punto di riferimento turistico di tutta la zona.

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L’hotel-ristorante Mesón de Despeñaperros.

La gastronomia viene influenzata principalmente dalla presenza di selvaggina e cacciagione. Le principali portate infatti avranno come protagonista la carne di cervo, di daino, di pernice e di cinghiale. Questa è zona anche di miele, di olio e di formaggio.

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Uno squisito filetto di cervo.

Cosa vedere nel Parco Naturale Despeñaperros (Jaén):

  • Monumento Naturale “Los Organos” ed il punto panoramico
  • La strade verso Aldeaquemada
  • La grotta de “los Muñecos”
  • Cascata de la Cimbarra
  • Il Salto del Fraile
  • Passeggiata verso Miranda del Rey e La Aliseda
  • Museo della Battaglia della Navas de Tolosa

Per maggiori informazioni su cosa vedere nel Parco Naturale di Despeñaperros è possibile contattarmi scrivendo ad andaluciaitalia@gmail.com o compilando il seguente form:

 
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Birdwatching, linci e cervi in provincia di Jaén con Iberus

In Andalusia c’è una provincia che risalta sopra le altre per quanto riguarda il patrimonio naturalistico: è quella di Jaén. In questa zona nord-orientale dell’Andalusia, famosa per la produzione di olio d’oliva, sussistono quattro parchi naturali che favoriscono la conservazione dell’ambiente naturale, del paesaggio e della fauna che in esso sopravvive.

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Una cerva nel Parco d’Andújar.

Il paesaggio e la fauna di questa provincia possono essere una risorsa turistica, nel senso positivo del termine. Un ecoturismo, turismo sostenibile o turismo ecologico che rispetti le risorse del territorio e non comprometta il presente ed il futuro delle specie vegetali ed animali che compongono il quadro dei parchi della provincia di Jaén.

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Il paesaggio della provincia di Jaén è uno dei protagonisti dell’escursione.

Birdwatching, linci e cervi

In questo senso, Iberus Birding&Nature è un’azienda che promuove attività turistiche legate alla natura in codesta zona. Oltre a gestire il centro d’accoglienza turistica del Parco Naturale d’Andújar, offre ai visitanti la possibilità di compiere diverse escursioni rispettose con l’habitat animale e coerenti con la stagionalità ed il ritmo della natura.

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Un giovane maschio di cervo.

Il bramito dei cervi in provincia di Jaén

In autunno per esempio, sarà possibile essere accompagnati nel parco naturale di Andújar per ascoltare ed osservare il bramito dei cervi in amore. Un “verso selvaggio” che risuona tra le armoniche colline della Sierra Morena, marcando il territorio e che preannuncia la sfrenata voglia di accoppiarsi. L’esperienza si completa non solo con nozioni interessantissime riguardo alla fauna del parco, bensì con l’avvistamento e la descrizione di ogni animale incontrato lungo il cammino.

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Una cerva del parco d’Andújar.

Una delle guide è Inma, un’appassionata e amante della natura e del territorio di Jaén. È realmente un piacere ascoltarla ed interpretare il territorio grazie alle sue preziosissime informazioni. Durante tutto il tour Iberus si  farà carico di tutte le comodità per il visitatore. Oltre a passare a prende il turista nel proprio alloggio (consigliabile il Mesón de Despeñaperros), la guida arriverà estremamente equipaggiata con fuoristrada, binocoli, cannocchiale e macchina fotografica.

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Inma: una delle guide di Iberus.

L’escursione nel Parco Naturale d’Andújar prevederà diversi punti d’avvistamento, alcuni d’interesse per ascoltare e vedere il bramito del cervo, altri per avvistare rapaci ed altri ancora favorevoli all’osservazione del lince iberico. Un gustosissimo picnic, inoltre, spezzerà il ritmo dell’intensa esperienza.

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Un momento di distensione durante l’escursione.

Osservazione del lince iberico in Andalusia

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Cartello che segnala presenza della lince iberica.

Iberus è una delle poche aziende specializzate nell’avvistamento del lince iberico. Questa specie, come è noto, è molto rara ed è in pericolo d’estinzione. In Spagna si contano poco più di 400 esemplari e nel Parco d’Andújar ne sopravvivono solo circa un centinaio. Le guide turistiche conoscono bene il territorio e le abitudine del felino e per questo sono la soluzione migliore (o forse l’unica soluzione) per poter scovare l'”invisibile” lince iberica.

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Un escremento, un chiaro segnale della presenza della lince iberica.

Birdwatching in provincia di Jaén

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Un gruppo di pernici, volatile comune nella zona.

Come detto, durante le escursioni, gli esperti accompagnatori illustreranno il pubblico riguardo le specie di avifauna incontrate. Iberus Birding&Nature, come dice lo stesso nome, è estramamente competente riguardo i volatili e soprattutto i rapaci che abbondano nel Parco d’Andújar: Grifoni, Aquile reali, Aquile imperiali ed Avvoltoi monaci che sorvolano la zona. L’esperienza di birdwatching però è replicabile con la stessa azienda anche negli altri parchi di Jaén, nel Parco Cabo de Gata, in Sierra Nevada, a Fuente de Piedra, nel Parco Nazionale di Doñana, nel Parco Naturale Despeñaperros, etc.

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Un’aquila reale, una specie abbastanza comune nella zona.

Fauna avvistata in una mattinata con Iberus:

  • Cervo
  • Daino
  • Cinghiale
  • Lontra
  • Lince iberica
  • Aquila reale
  • Aquila imperiale
  • Grifone
  • Avvoltoio monaco
  • Pernice
  • Civetta
  • Rondone
  • Gazza azzurra

Per maggiori informazioni su birdwatching ed avvistamento linci in Andalusia  è possibile contattarmi scrivendo ad andaluciaitalia@gmail.com o compilando il seguente form:

 
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TAPAS in Andalusia: cosa sono, come funzionano e quanto ordinare

Cosa sono le tapas

Tutti sappiamo come l’Andalusia sia la patria de las tapas. Una forma di alimentarsi che sta prendendo piede anche in Europa e negli Stati Uniti. Questo modo di mangiare nasce nella provincia di Granada, quando i livelli d’igiene non erano equiparabili a quelli dei giorni d’oggi. In un bar o ristorante, le bevande venivano “tappate” contro gli insetti da un piattino sulla quale si depositava un piccolo spuntino.

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Un “tapeo”, ovvero ordinare tante tapas.

Oggi non esiste più la necessità di tappare il bicchiere, però la tradizione delle tapas sussiste. In Andalusia ancora sopravvive la tradizione di porre una tapa gratuita con la bevanda. In generale i baristi pongono gratuitamente al cliente delle olive, dei lupini o dei frutti secchi. Nella parte orientale d’Andalusia, invece, ancora si usa porre qualcosa di più sostanzioso come un piccolo chorizo, una sardina alla brace, etc.  La normalità però, è che oggi le tapas si devono pagare e con queste possiamo pranzare o cenare.

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Olive e lupini gratis.

Tapas e razioni, quanto ordinare?

Le tapas possiamo trovarle soprattutto nei bar. Nei ristoranti invece, sarà, più facile trovare ración o media ración. Questo è uno dei dubbi maggiori per il turista italiano in Andalusia. Che differenza c’è tra tapa, media ración e ración?

La tapa normalmente (esistono casi speciali) è uno spuntino o un aperitivo, con solo questo non ci si alimenta. Per fare un esempio classico, una tapa di crocchette corrisponde a 2-3 unità per il valore di circa 2-3€. Per questo per pranzare o cenare bisognerà ordinare più di una tapas, almeno due per persona.

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Una tapa di crocchette.

La media ración, invece, è come dice il nome, la metà di una razione. Seguendo l’esempio anteriore avremo a disposizione 6-8 crocchette al prezzo di 5-8€. Una media ración solitamente si condivide per non assuefarsi di un unico prodotto. Due persone, che non vogliano mangiar troppo, possono tranquillamente ordinare una media ración da condividere ed almeno una tapa a testa.

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Una media ración di “puntillitas”, seppioline.

La ración è una razione intera dalle grandi quantità, assolutamente da condividere. Solitamente si ordina quando si è in compagnia, un piatto di un prodotto che piace a tutti (es. Jamón o formaggio) e che si mette al centro della tavola, cosicché ognuno possa “picar“. Per mantenere l’esempio delle crocchette, con una ración ci serviranno un piatto pieno (12-15 unità) al prezzo di circa 10-12€.

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Una ración di formaggi da condividere.

Il Jamón, gli altri insaccati ed il pesce difficilmente verranno offerti ai clienti sotto forma della piccola tapa. Nei bar e ristoranti d’Andalusia sarà molto più facile, invece, trovare ración e media ración di questi prodotti.

Tapas fredde o calde?

Un’altra distinzione che è possibile fare riguardo las tapas è tra i piatti freddi (frios) o caldi (calientes). Le tapas fredde sono praticamente sempre a disposizione del cliente e possono essere consumate velocemente al bancone. Tra le più classiche possiamo citare: ensaladilla (insalata russa), tortilla de patatas, formaggio, gazpacho, salmorejo, anchoas (acciughe sott’olio), boquerones en vinagre (alici sott’aceto), salpicón de marisco (insalata di frutti di mare), etc.

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Una “tapa fría” di insalata russa.

Tra le tapas calde, invece, bisogna differenziare quelli che sono panini come i montaditos o il serranito dai veri e propri piatti. Tra quest’ultimi alcuni dei più celebri sono: crocchette, chicharrones, pesce fritto, pesce alla piastra, carne, rabo de toros (coda di toro), migas, huevos rotos (uova strapazzate con patate), patatas bravas, ceci con spinaci, flamenquín (rotolo di carne fritto), lumachearroz (riso), etc.

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Una “tapa caliente” di pollo.

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Paesaggi fiabeschi e ostriche nell’Algarve, il segreto di Cacela Velha

Cacela Velha è una minuscola frazione di Vila Real de Santo Antonio, nell’Algarve Orientale. Un’angolo fiabesco, probabilmente di origine fenicia, candidato a diventare patrimonio Unesco. Un piccolo nucleo di case rivolte verso l’Oceano Atlantico ed il Parco Naturale della Ria Formosa.

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Il borgo visto dall’altra parte della Ria Formosa.

Cosa vedere a Cacela Velha

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Le candide abitazioni del paese.

Cacela Velha come detto è un insediamento molto antico, come dimostrano anche i resti della muraglia medievale. Un luogo nella quale le influenze mussulmane vengono riflesse dai resti archeologici, dalla struttura urbanistica e dalla propria toponomia delle strade. L’unica chiesa del paese, chiamata “Igreja Matriz”, invece, è adornata con un portico rinascimentale.

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I resti della fortezza medievale del villaggio.

La storia è sicuramente un fattore importante di questo villaggio oggi prettamente turistico, ma il patrimonio paesaggistico è ciò che lo rende unico. Dall’alto del paese, infatti, è possibile godere di un panorama meraviglioso della palude formata dalla Ria Formosa che si unisce con l’Atlantico. Un gioco d’acqua, sabbia e vegetazione che cambia costantemente con la marea.

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Un momento di bassa marea.

Il paesaggio, nonostante il flusso turistico sia in crescita, rispetta tutte le aspettative: un’ambiente incontaminato riccamente popolato da crostacei, molluschi e pesci. Solo le umili barche dei pescatori locali ed alcuni bagnanti manifestano la presenza umana in questo luogo dell’Algarve.

Spiaggia e gastronomia nell’Algarve

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Attraversando la Ria Formosa in barca.

Cacela Velha, infatti, ha anche una propria spiaggia al di là del corso d’acqua paludoso. A seconda della marea questo è possibile attraversarlo a piedi, o come per Tavira, in barca.

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La bellissima spiaggia della zona.

Chi conosce bene la zona orientale dell’Algarve, inoltre, sà come Cacela Velha sia famosa per la vendita di ostriche a basso prezzo. Durante la stagione estiva, nel bar dell’unica piazza del paese, infatti, sarà possibile degustare questo mollusco al costo di 1€ al pezzo. La lunga attesa sarà ripagata da un delizioso banchetto.

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Le ostriche nel bar del paese.

Poco lontano da Cacela Velha, in un’altro piccolo nucleo di case conosciuto come Fábrica, sussiste un ristorante famosissimo per i propri piatti di riso a base di pesce e frutti di mare. Anche da Fábrica sarà possibile attraversare la “Ria” a piedi o in barca, raggiungendo l’omonima spiagga (passaggio ad 1€) o quella di Cacela Velha (passaggio ad 1,5€).

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Squisito riso con Cannolicchio o Cappalunga.

Cosa vedere a Cacela Velha (Portogallo):

  • I resti della fortezza medievale
  • La chiesa con portico rinascimentale
  • Il nucleo di case bianche
  • Il fantastico paesaggio
  • La spiaggia di Cacela Velha e Fabrica
  • Le ostriche di Cacela Velha

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4 punti panoramici per vedere Siviglia dall’alto!

Sarà per l’innata necessità di sicurezza, ma è indiscutibile che la natura umana ci spinge a voler contemplare un paesaggio dall’alto dalla quale poter controllare l’eventuali imminenza di pericoli. Di rischi ce ne sono ben pochi a Siviglia, se non quello di rimanere folgorati da tanta bellezza.

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Il tetto della Cattedrale, l’Alcazar, l’Archivo de Indias e le torri della Plaza de España dall’alto della Giralda.

Siviglia dall’alto

Dall’alto Siviglia non può nascondersi e manifesta tutte le proprie radici e le proprie influenze. Il reticolato urbano ed i differenti stili architettonici riflettono l’anima inclusiva e recettiva della magnifica capitale andalusa. Terrazze, numerosi campanili e nuovi edifici moderni compongono uno skyline irregolare e spesso controverso.

Siviglia da Las Setas – Metropol Parasol

Las Setas è uno dei migliori punti dalla quale contemplare ed interpretare il centro storico di Siviglia. Dall’infrastruttura in legno di Jürgen Mayer, osservando verso sud, è ben visibile, in primo piano, la Iglesia de la Anunciación ed al fondo il nucleo della città con la Giralda e la Cattedrale  che risaltano per la propria imponenza. Ad ovest, invece, sarà possibile vedere le bellissime colline dell’Aljarafe, interrotte solo dall’altissima Torre Pellli. Tra le terrazze ed i vari campanili della città spuntano alcuni edifici più alti come la Torre de los Perdigones, il Ponte del Alamillo e alcune infrastrutture di Expo ’92. La vista è consigliatissima sia di giorno sia di notte.

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Vista notturna di Siviglia da Las Setas.

Siviglia dall’Aljarafe

Ad ovest della valle del Guadalquivir, all’altura di Siviglia, la morfologia s’innalza lasciando spazio agli armonici colli dell’Aljarafe. La zona dell’Aljarafe, ormai, può essere considerata una continuazione della città di Siviglia, ma fortunatamente è ancora possibile trovare qualche raro spazio vuoto, senza edifici. In cima alla Cuesta del Caracol, strada che collega Camas con Coca de la Piñera, infatti, sarà possibile avere una panoramica dell’intera città di Siviglia con la pianura ed il corso naturale del Guadalquivir (vedi 5 cose che non sapevi di Siviglia) in primo piano. Da questo punto risalta, come sempre, la torre Pelli, oltre al ponte dell’Alamillo e alla torre Triana.

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La vista di Siviglia dalla Cuesta del Caracol.

Siviglia dalla Giralda

Per ora, aspettando l’apertura della Torre Pelli, la Giralda è l’edificio più alto della città alla quale è possibile accedere. Dall’alto dei suoi 104 metri d’altezza, sarà possibile ammirare il centro storico ed il fantastico tetto della Cattedrale. È una vista, inversa a quella precedente dell’Aljarafe, ovvero il panorama osservabile sarà sempre dal centro città verso la periferia. Senza dubbio quello che più richiamerà l’attenzione saranno, oltre al fitto e contorto reticolato urbano, le torri della Plaza de España, le vicine Alcázar e Archivo de Indias, la retta Calle Mateos Gago ed ancora una volta le colline occidentali.

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Il reticolato urbano di Siviglia dalla Giralda.

Siviglia dalla Ruota Panoramica

È l’ultima possibilità per vedere Siviglia dall’alto. Una visione molto diversa da quelle precedenti dato che quest’infrastruttura di 40 metri non è ubicata nel centro della città bensì a sud della capitale andalusa. Una zona di Siviglia che ha bisogno da molti anni di un’importante valorizzazione. In questo senso la ruota panoramica è uno strumento dalla quale poter contemplare gli interventi fatti sino ad oggi come la darsena del Guadalquivir, il Muelle de las Delicias, il Porto ed il Ponte del V Centenario.

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Il Parco Maria Luisa, ed il Muelle de las Delicias dalla ruota panoramica si Siviglia.

Infine, lascio un video dell’Ayuntamiento de Sevilla con delle fantastiche riprese della città dall’alto. Le immagini sono del 2009 è per questo che il panorama oggi è leggermente modificato.

Se si vuole conoscere bene Siviglia, raccomando la Sevilla Card (32€) o la Sevilla Card + Cattedrale e Alcazar (69€)

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Siviglia: fai clic nell’immagine per scoprire altre proposte.

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Una visita alternativa di Siviglia, dal battello lungo il Guadalquivir

Con la ruota panoramica, il giro in battello lungo il fiume Guadalquivir a Siviglia è una delle poche attrazioni turistiche non prettamente culturali che offre la capitale d’Andalusia.  Dopo ore di visite alla Giralda, alla Cattedrale, all’Alcázar ed alla Plaza de España, bisogna far riposare il corpo e lo spirito del viaggiatore. Per questo, l’escursione in barca lungo la bella darsena del maestoso fiume andaluso è qualcosa di veramente consigliabile.

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La Torre del Oro con i battelli pronti a salpare.

Il giro in battello a Siviglia

La crociera lungo la darsena del Guadualquivir inizia proprio di fianco alla Torre del Oro. In questo suggestivo spazio di Siviglia un paio di battelli sono sempre pronti a salpare, garantendo così una frequenza molto elevata.

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In attesa di salpare con la Torre del Oro di fianco.

L’itinerario della barca, sempre accompagnato da una guida automatica in diverse lingue tra cui l’italiano, procede inizialmente verso sud, attraversando il Ponte de San Telmo ed il Ponte de los Remedios. In questo tratto si potrà ammirare alla nostra sinistra il Palacio di San Telmo, il florido Parco Maria Luisa, il Padiglione dell’Argentina dell’Esposizione Iberoamericana del ’29 ed infine la ruota panoramica e l’acquario nel Muelle de las Delicias. A sud, guardando verso la foce, scruteremo il Porto, il Ponte de las Delicias ed il Ponte del V Centenario. Alla nostra destra, invece, saremo accompagnati dal quartiere de Los Remedios e dal Recinto della Feria di Siviglia.

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In questa foto si vede il padiglione dell’Argentina e la ruota panoramica.

In barca risalendo il fiume Guadalquivir

Risalendo la darsena verso nord e ripassando davanti alla Torre del Oro, potremo apprezzare alla nostra destra il Paseo de Colón con il teatro della Maestranza e l’arena o Plaza de Toros. Alla sinistra invece, scruteremo l’essenza del quartiere Triana ed i significativi edifici affacciati alla Calle Betis. Questa è senza dubbio la zona dove poter osservare meglio il patrimonio monumentale da un punto di vista differente.

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Dal battello una visione alternativa della Calle Betis, della Torre Pelli e del Ponte di Triana.

A mio parere, il culmine della visita è quando il battello oltrepassa il rappresentativo Ponte di ferro di Triana (Isabell II).  Successivamente, avvicinandosi alla Pasarela de la Cartuja il paesaggio sarà dominato da infrastrutture moderne come la Torre Pelli, il Ponte de la Barqueta ed il Ponte del Alamillo, opera di Santiago Calatrava.

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Uno dei migliori momenti è quando la barca passa il Ponte di Triana.

Una volta superata la prima infrastruttura menzionata,  il percorso perde un poco d’interesse. Sarà, perciò, questo il momento di riposare godendo della brezza e dei panorami “alternativi” di Siviglia che offre questa imperdibile esperienza.

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Godendo la brezza con il Ponte de la Barqueta ed al fondo il Ponte dell’Alamillo.

Cosa vedere dal battello a Siviglia

  • La Torre del Oro
  • Palacio di San Telmo
  • Il Parco Maria Luisa
  • Il Muelle de las Delicias
  • La Calle Betis
  • La Plaza de Toros
  • Il teatro della Maestranza
  • Il Ponte di Triana

Il giro in battello lungo il Guadalquivir di Siviglia (16€) è usufruibile con la Sevilla Card (32€) o con la Sevilla Card + Cattedrale e Alcazar (69€)

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Palacio de Lebrija e Casa Salinas: due case-palazzo nel Barrio Santa Cruz di Siviglia

Case e palazzi signorili a Siviglia

Siviglia è da sempre una città molto importante per l’aristocrazia e la nobiltà spagnola. La Real Alcázar per esempio tutt’ora è una residenza estiva della famiglia reale spagnola. La Casa Pilatos, dopo essere stata del marchese de Tarifa, oggi è di proprietà dei duchi di Medinaceli e il Palazzo de las Dueñas è della nobile Casa de Alba. Allo stesso modo, nel centrico Barrio Santa Cruz di Siviglia, sussistono due residenze signorili di notevole livello artistico e di rilevante importanza storica.

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Il lusso della Casa de Salinas di Siviglia.

Il palazzo de la Condesa de Lebrija

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L’entrata del Palacio de la Condesa de Lebrija.

Conosciuta anche come la casa con i migliori pavimenti di tutt’Europa, la Casa de la Condesa de Lebrija (Calle Cuna) ospita favolosi ed importantissimi mosaici romani provenienti dal vicino Parco Archeologico di Italica. La casa fu abitata dagli eredi sino agli anni ’90 e per questo risulta molto ben conservata. L’edificio è del XV-XVI secolo e contiene elementi chiaramente arabeggianti simulando la Real Alcázar.

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Il cortile principale del Palacio de Lebrija di Siviglia. Da notare il mosaico romano.

Come detto, ospita alcuni reperti archeologici romani tra cui diversi mosaici, uno dei quali è quello del bellissimo cortile principale. Anche il soffitto in legno della scalinata è stato importato, precisamente dal paese di Marchena. Alcuni marmi, invece, sono stati prelevati dal Parco Archeologico di Medina Azahara. Le pareti, come di consueto a Siviglia, sono ricoperte con piastrelle (azulejos) andaluse del XVIII secolo, rispettando la tradizione della produzione di ceramica di Triana.

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Particolari nel Palacio de Lebrija.

La casa de Salinas

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Il cortile della Casa Salinas.

La Casa Salinas (Calle Mateo Gagos) è un edificio rinascimentale restaurato all’inizio del XX secolo. Durante i lavori si decide di ripristinare lo stile del XVI secolo originale della struttura. È per questo che oggi possiamo addentrarci in un fantastico cortile interno decorato con archi in stile mudéjar e bellissime finestrate di vetri colorati. La Casa Salinas è ad oggi abitata dai proprietari ed è per questo motivo che il piano superiore non è visitabile. Anche questa casa-palazzo ospita un bellissimo e ben conservato mosaico proveniente da Italica, situato in un cortile accessorio.

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Mosaico proveniente da Italica nella Casa Salinas.

Sia il palazzo de la Condesa de Lebrija (8€), sia la casa de Salinas (6€) sono visitabili grazie alla Sevilla Card (32€) o alla Sevilla Card + Cattedrale e Alcazar (69€)

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La “noria”: la nuovissima ruota panoramica di Siviglia

La ruota panoramica di Siviglia

La “noria” di Siviglia è una nuovissima attrazione turistica della capitale andalusa. Una ruota panoramica alta 40 metri ed ubicata a sud della città, lungo la darsena del Guadalquivir.

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Nella cabina della ruota panoramica di Siviglia.

Le cabine sono chiuse e climatizzate, fattore estremamente importante durante la calda estate andalusa. La ruota panoramica è pressoché aperta tutto il giorno sino a mezzanotte. Durante le ore notturne l’atmosfera cambia totalmente. Anche se sarà molto più difficile scattare ottime fotografie, le luci della città e il giro della ruota riempiranno di magia circa 15 minuti della vostra permanenza a Siviglia.

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La “noria” alla sera.

Cosa vedere dalla ruota panoramica di Siviglia

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Un dettaglio del panorama visibile da 40m di altezza.

Tutta l’area del Muelle de las Delicias è stata recentemente riformata, inserendo, in questa antica zona portuale, un’acquario oltre a ristoranti ed appunto alla ruota panoramica.  Dalle 30 cabine è possibile ammirare soprattutto la zona meridionale di Siviglia. A sud è visibile il corso del Guadalquivir sino al porto, i ponti de los Remedios e del V Centenario, a nord invece è possibile apprezzare il Parco Maria Luisa, il ponte di San Telmo, il Padiglione dell’Argentina della Exposición Iberoamericana del 1929, la Torre Pelli e in lontananza la Cattedrale e la Giralda.

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La vista dalla ruota panoramica di Siviglia.

Per 7,5€ è possibile apprezzare Siviglia da un punto di vista differente. Per i più esigenti, sarà possibile prenotare la cabina VIP, con champagne e particolari comfort. Dopo tanto turismo culturale, la “noria” come il giro in battello lungo il Guadalquivir, è sicuramente un’opzione raccomandabile per tutta la famiglia.

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La ruota panoramica di giorno.

Anche la ruota panoramica di Siviglia è inclusa nella Sevilla Card (32€) e nella Sevilla Card + Cattedrale e Alcazar (69€)

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La Casa de Pilatos: esaltante mix stilistico a Siviglia

Ad est del centro storico di Siviglia, nei pressi dell’antica “Puerta de Carmona” si situa un tesoro inimitabile del patrimonio artistico sivigliano, la Casa de Pilatos.

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La Casa de Pilatos che richiama la casa di Ponzio Pilato.

La storia della Casa de Pilatos

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Dettagli nel cortile principale.

Per questo monumento dobbiamo ringraziare il Marchese de Tarifa che nel 1518 intraprese un viaggio durato due anni tra l’Europa e la Terra Santa. Al suo ritorno a Siviglia, innamorato della cultura rinascimentale italiana, incomincia a modificare l’estetica del proprio palazzo, influenzando anche l’ambiente culturale sivigliano circostante. Il nome Casa de Pilatos, infatti, deriva proprio dall’ispirazione che il marchese ebbe vedendo a Gerusalemme la casa di Ponzio Pilato.

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Mix di stili: balaustra gotica, fontana rinascimentale, gesso arabeggiante e piastrelle andaluse.

La Casa de Pilatos di Siviglia

L’esterno del palazzo non è appariscente, segue lo stile urbanistico della zona. Solo la porta d’ingresso in marmo del 1529 preannuncia qualcosa di meraviglioso. Subito dopo la biglietteria, infatti, si apre un cortile incredibile. Il cortile principale, centro nevralgico del palazzo, è sostanzialmente in stile arabeggiante mudéjar completato con piastrelle (azulejos) tipicamente andaluse e dettagli in gesso.

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La facciata esterna della casa.
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La statua di Minerva.

Nel cortile principale, oltre alle affascinanti decorazioni, è possibile notare la balaustra gotica e soprattutto negli angoli le tre imponenti statue romane (Minerva, Cerere ed una musa danzante) ed una copia di una statua greca rappresentante Atena.  In mezzo, una fontana importata da Genova, accompagna i turisti con il rilassante suono dell’acqua. Quest’ambiente è senza dubbio uno dei più suggestivi di Siviglia.

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Il cortile principale della Casa de Pilatos.

Dal bellissimo cortile si aprono altri spazi tutti da godere come il Salone de Descanso de los Jueces che include una significativa cappella. Il corridoio de Zaquizamí, invece, ci condurrà verso alcuni elementi archeologici conservati nel palazzo, sfociando poi nell’immancabile giardino. Da notare, oltre alle decorazioni in gesso, alle statue ed alle piastrelle, i soffitti dei saloni intagliati in legno.

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Il giardino e la facciata interna.

Consigli sulla Casa de Pilatos

La Casa Pilatos è in definitiva un luogo da fotografare e da godere il maggior tempo possibile. Dato il prezzo non molto economico del biglietto (10€) non tutti i turisti della città di Siviglia si propongono visitare questa meraviglia e perciò sarà possibile godere dell’esperienza in tutta tranquillità.

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Piastrelle e soffitto intagliato lungo la scalinata.

Ricordo che la Casa de Pilatos è visitabile grazie alla Sevilla Card (32€) o alla Sevilla Card + Cattedrale e Alcazar (69€)

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