La “noria”: la nuovissima ruota panoramica di Siviglia

La ruota panoramica di Siviglia

La “noria” di Siviglia è una nuovissima attrazione turistica della capitale andalusa. Una ruota panoramica alta 40 metri ed ubicata a sud della città, lungo la darsena del Guadalquivir.

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Nella cabina della ruota panoramica di Siviglia.

Le cabine sono chiuse e climatizzate, fattore estremamente importante durante la calda estate andalusa. La ruota panoramica è pressoché aperta tutto il giorno sino a mezzanotte. Durante le ore notturne l’atmosfera cambia totalmente. Anche se sarà molto più difficile scattare ottime fotografie, le luci della città e il giro della ruota riempiranno di magia circa 15 minuti della vostra permanenza a Siviglia.

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La “noria” alla sera.

Cosa vedere dalla ruota panoramica di Siviglia

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Un dettaglio del panorama visibile da 40m di altezza.

Tutta l’area del Muelle de las Delicias è stata recentemente riformata, inserendo, in questa antica zona portuale, un’acquario oltre a ristoranti ed appunto alla ruota panoramica.  Dalle 30 cabine è possibile ammirare soprattutto la zona meridionale di Siviglia. A sud è visibile il corso del Guadalquivir sino al porto, i ponti de los Remedios e del V Centenario, a nord invece è possibile apprezzare il Parco Maria Luisa, il ponte di San Telmo, il Padiglione dell’Argentina della Exposición Iberoamericana del 1929, la Torre Pelli e in lontananza la Cattedrale e la Giralda.

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La vista dalla ruota panoramica di Siviglia.

Per 7,5€ è possibile apprezzare Siviglia da un punto di vista differente. Per i più esigenti, sarà possibile prenotare la cabina VIP, con champagne e particolari comfort. Dopo tanto turismo culturale, la “noria” come il giro in battello lungo il Guadalquivir, è sicuramente un’opzione raccomandabile per tutta la famiglia.

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La ruota panoramica di giorno.

Anche la ruota panoramica di Siviglia è inclusa nella Sevilla Card (32€).

Per maggiori informazioni su cosa vedere a Siviglia è possibile contattarmi scrivendo ad andaluciaitalia@gmail.com o compilando il seguente form:

 

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La Casa de Pilatos: esaltante mix stilistico a Siviglia

Ad est del centro storico di Siviglia, nei pressi dell’antica “Puerta de Carmona” si situa un tesoro inimitabile del patrimonio artistico sivigliano, la Casa de Pilatos.

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La Casa de Pilatos che richiama la casa di Ponzio Pilato.

La storia della Casa de Pilatos

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Dettagli nel cortile principale.

Per questo monumento dobbiamo ringraziare il Marchese de Tarifa che nel 1518 intraprese un viaggio durato due anni tra l’Europa e la Terra Santa. Al suo ritorno a Siviglia, innamorato della cultura rinascimentale italiana, incomincia a modificare l’estetica del proprio palazzo, influenzando anche l’ambiente culturale sivigliano circostante. Il nome Casa de Pilatos, infatti, deriva proprio dall’ispirazione che il marchese ebbe vedendo a Gerusalemme la casa di Ponzio Pilato.

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Mix di stili: balaustra gotica, fontana rinascimentale, gesso arabeggiante e piastrelle andaluse.

La Casa de Pilatos di Siviglia

L’esterno del palazzo non è appariscente, segue lo stile urbanistico della zona. Solo la porta d’ingresso in marmo del 1529 preannuncia qualcosa di meraviglioso. Subito dopo la biglietteria, infatti, si apre un cortile incredibile. Il cortile principale, centro nevralgico del palazzo, è sostanzialmente in stile arabeggiante mudéjar completato con piastrelle (azulejos) tipicamente andaluse e dettagli in gesso.

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La facciata esterna della casa.
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La statua di Minerva.

Nel cortile principale, oltre alle affascinanti decorazioni, è possibile notare la balaustra gotica e soprattutto negli angoli le tre imponenti statue romane (Minerva, Cerere ed una musa danzante) ed una copia di una statua greca rappresentante Atena.  In mezzo, una fontana importata da Genova, accompagna i turisti con il rilassante suono dell’acqua. Quest’ambiente è senza dubbio uno dei più suggestivi di Siviglia.

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Il cortile principale della Casa de Pilatos.

Dal bellissimo cortile si aprono altri spazi tutti da godere come il Salone de Descanso de los Jueces che include una significativa cappella. Il corridoio de Zaquizamí, invece, ci condurrà verso alcuni elementi archeologici conservati nel palazzo, sfociando poi nell’immancabile giardino. Da notare, oltre alle decorazioni in gesso, alle statue ed alle piastrelle, i soffitti dei saloni intagliati in legno.

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Il giardino e la facciata interna.

Consigli sulla Casa de Pilatos

La Casa Pilatos è in definitiva un luogo da fotografare e da godere il maggior tempo possibile. Dato il prezzo non molto economico del biglietto (10€) non tutti i turisti della città di Siviglia si propongono visitare questa meraviglia e perciò sarà possibile godere dell’esperienza in tutta tranquillità.

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Piastrelle e soffitto intagliato lungo la scalinata.

Ricordo che la Casa de Pilatos è visitabile grazie alla Sevilla Card (32€).

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Chicharrones: cosa sono e differenze tra quelli sivigliani e gaditani

I chicharrones sono una tipica “tapa” d’Andalusia occidentale. Soprattutto vengono consumati in provincia di Cadice ed in provincia di Siviglia. Sono un aperitivo che consiste nel preparare una specifica parte del maiale che normalmente risulta essere la pancetta o il collo. La parte del maiale scelta viene spesso condita con aglio, sale ed altre spezie (principalmente origano).

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Una tapa a Siviglia.

Differenza tra chicharrones di Siviglia e di Cadice

Sia quelli di Cadice come quelli di Siviglia sono cotti, ma in modalità molto diversa. I chicharrones di Cadice, infatti, consistono in fette di pancetta cotte nel burro (fritte o al forno), mentre che quelle di Siviglia sono pezzettoni di pancetta fritti in olio.

I primi risultano essere teneri, mentre che quelli sivigliani sono croccanti. In entrambi i casi, comunque, rappresentano un ottimo aperitivo da condividere accompagnandoli da una fresca birretta o un buon vino andaluso.

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Differenza tra quelli sivigliani in basso e quelli gaditani in alto.

Un classico street food che è possibile trovare oltre che in alcuni bar, anche nei vari mercati e macellerie della regione.

Per maggiori informazioni su cosa mangiare in Andalusia è possibile contattarmi scrivendo ad andaluciaitalia@gmail.com o compilando il seguente form:

 

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In barca assaporando l’essenza di Huelva

Cosa c’è di meglio di un aperitivo al mare? La risposta ve la offro io: durante il tramonto, un aperitivo con prodotti autoctoni in barca. Ad Isla Cristina questo è possibile. L’azienda Excursiones Maritimas Isleñas offre, infatti,  varie escursioni in barca durante il tramonto nella palude di Isla Cristina lungo il fiume Carreras.

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Il faro di Isla Cristina dalla nostra barca.

Escursione in barca a Isla Cristina

Un’ora di tempo nella quale, oltre al suggestivo aperitivo, la preparata guida locale spiega tutti i segreti della palude e di quella particolare zona di mare. Dettagli che riguardano soprattutto la pesca, i pescherecci e i pescatori.

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Pescatori di gamberi tornano al porto al tramonto.

Interessante, per esempio, sapere come i pali visibili in varie zone paludose siano i limiti dei lotti dei “mariscadores”, ovvero i pescatori di frutti di mare. Inoltre è veramente intrigante saper identificare i diversi pescherecci, conoscendo il funzionamento e le differenze della pesca. Differenziare i pescatori di crostacei (gamberi e gamberetti) che salpano all’alba e con una modalità a strascico dai pescatori di pesce azzurro che salpano di notte per tornare in mattinata, pescando grazie all’appoggio di piccole barche munite di fari per attirare il prodotto ittico.

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I lotti dei pescatori di frutti di mare.
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Sardine poste ad essiccare al sole.

La guida spiegherà anche le modalità della “lonja”, ovvero il mercato del pesce. Una compravendita che avviene a diverse ore del giorno, seguendo l’ora di ritorno dei pescatori. Le abitudini dei pescatori sono un altro tema raccontato dalla guida. Per esempio, molto particolare, è l’usanza di stendere, nel ponte del peschereccio, delle sarde ad essiccare. Un prodotto che sarà destinato solamente all’equipaggio.

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L’infrastruttura per pescare cozze di fronte a Isla Cristina.

Aperitivo in barca con vino e gambas

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Aperitivo con gamberi bianchi e vino del condado.

Con la barca, una fermata obbligatoria è al largo di Isla Cristina, di fronte alla “mejillonera”, ovvero l’infrastruttura usata per l’allevamento di cozze. In questa zona la barca approda con vista al particolare faro. Nel suggestivo scenario della laguna del fiume Carreras l’accompagnatore offre ai visitatori le specialità di Huelva: un calice di vino del condado e le “gambas blancas”, ovvero i gamberi bianchi (vedi il pesce in Andalusia).

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Squisite prelibatezze di Huelva.

Un’esperienza originale che racchiude alcune delle più importanti eccellenze del territorio onubense come il mare, la palude, la pesca e la gastronomia.

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Preparando la barca per l’escursione.

Per  maggiori informazioni sull’escursione in barca ad Isla Cristina non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:


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Il serranito: opzione sempre valida a Siviglia

Se qualcuno dovesse chiedermi quale è il piatto tipico di Siviglia, io risponderei senza dubitare il Serranito. È vero che diversamente dagli spinaci con ceci, il pescaito frito o la coda di toro, il serranito non è propriamente una pietanza, bensì uno spuntino.

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Un serranito nella Plaza del Altozano a Triana.

Un panino, però, che è possibile trovare nella gran parte dei bar della capitale d’Andalusia e che contiene alcuni dei prodotti più comuni nella cucina andalusa come il Jamón, il peperone fritto e la lonza di maiale.

Gli ingredienti di un classico Serranito sono:

  • Pane
  • Lonza di Maiale
  • Jamón Serrano
  • Peperone fritto
  • Pomodoro
  • Patatine fritte d’accompagnamento
Serranito in provincia di Siviglia.
Serranito in provincia di Siviglia.

Una prelibatezza che la popolazione locale assapora indifferentemente a pranzo e a cena. Un’alternativa semplice, spesso disponibile e nella maggior parte dei casi di ottima fattura. Una certezza dei bar di Siviglia.

Per maggiori informazioni su cosa mangiare a Siviglia è possibile contattarmi scrivendo ad andaluciaitalia@gmail.com o compilando il seguente form:

 

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10 miti da sfatare sull’Andalusia

Con quest’articolo vorrei sfatare alcuni miti molto diffusi sull’Andalusia. Idee in parte non del tutto corrette che capto dalle e-mail che ricevo da parte dei lettori.

Miti da sfatare in Andalusia

1.Tutti gli andalusi sanno ballare Flamenco:

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Memento Flamenco in un evento a Las Setas di Siviglia.

È vero, il Flamenco è un ballo sorto in Andalusia, ma non è assolutamente vero che tutta la popolazione di questa regione sappia ballarlo. Non è neanche un genere che piaccia proprio a tutti, infatti in Andalusia è possibile apprezzare bravissimi artisti di altro genere musicale (vedi Musica in Andalusia). Anche i tablao, ormai, sono tutte attività prettamente turistiche. La popolazione andalusa normalmente non assiste agli spettacoli di Flamenco proposti nei tabalo turistici. Solo occasioni speciali come la Bienal de Flamenco di Siviglia riesce ad interessare parte della popolazione locale.

 

2.L’Andalusia è tutta secca:

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Il verde parco naturale di Cazorla, Segura y las Villas.

In Andalusia si ubica l’unico deserto presente in Europa, quello di Tabernas. Questa regione, però, nonostante il gran caldo estivo presenta ben 24 parchi naturali distribuiti uniformemente nel territorio andaluso. Queste aree sono spazi protetti ricchi di verde e (alcune) sono indispensabili riserve d’acqua.

 

3.Cordoba e Granada si possono visitare in giornata:

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Una vista del ricchissimo centro storico di Cordoba.

Cordoba e Granada sono città dalle medie dimensioni, ma dal grandissimo patrimonio culturale. A Cordoba, oltre alla Mezquita, il centro storico ospita monumenti importantissimi come l’Alcazar de los Reyes Cristianos, la Sinagoga o il Palacio de Viana (cosa vedere a Cordoba). Granada non è solo l’Alhambra. Oltre al fantastico palazzo reale nasride sarà indispensabile visitare almeno il quartiere dell’Albaicín, la Cattedrale e la Cartuja (cosa vedere a Granada).

 

4.Il cibo andaluso è tutto fritto:

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Un piatto di “pescaito frito”.

Alcuni dei piatti più celebri andalusi sono fritti, come per esempio il “pescaito frito”, i “chicharrones” o le “croquetas”. Ma la dieta d’Andalusia si caratterizza soprattutto per il “cuchareo”, ovvero per le pietanze che si consumano con il cucchiaio. Queste possono essere ricette di piatti freddi come il salmorejo e la mazamorra o di piatti caldi come le lenticchie, gli spinaci con i ceci e il cocido andaluso.

 

5.Non c’è niente da vedere a Malaga:

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Il Teatro Romano e l’Alcazaba di Malaga.

Malaga non avrà un monumento del calibro della Giralda, della Mezquita o dell’Alhambra, ma ha tanti beni (Cattedrale, Teatro Romano, Alcazaba, etc.) e musei (Picasso, Pompidou, Thyssen, etc.) da poter contemplare (cosa vedere a Malaga). Se a tutto ciò sommiamo che Malaga è culturalmente la città più dinamica d’Andalusia, allora otterremo una meta turistica tra le più interessanti d’Europa.

 

6.In Andalusia tutti adorano la corrida…

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La Plaza de Toros Maestranza di Siviglia.

Gli amanti de “los toros”, ormai, rappresentano la minoranza della popolazione andalusa. La gran parte degli andalusi non ha mai assistito ad una corrida e non ha alcun interesse verso questa manifestazione. Inoltre, anche qui, come in buona parte del mondo occidentale, il rispetto verso la vita animale è sempre più incisivo e diffuso.

 

7….e la Semana Santa:

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Un momento della Settimana Santa di Cordoba.

A molta gente piace la Semana Santa o Settimana Santa, ma non a tutti. Un’importante fetta di popolazione non sopporta le processioni di Pasqua e per questo cerca di allontanarsi il più possibile dalla confusione che causa questa festa religiosa divenuta di particolare interesse turistico.

 

8.Siviglia ha il centro storico più grande…

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La Plaza Doña Elvira nel Barrio Santa Cruz di Siviglia.

Del mondo? No! D’Europa? No! D’Andalusia? Nemmeno! Si è diffusa l’idea che il centro storico di Siviglia sia il più grande d’Andalusia, ma ciò è discutibile. Alcuni, per campanilismo, affermano che quello di Cordoba sia maggiore, la verità è che non vi è una risposta certa. Per stilare una graduatoria del genere, infatti, risulta quasi impossibile delimitare il centro storico di una città e ancor più difficile risulterebbe definire che epoca storica considerare.

 

9.Le uniche spiagge belle in Andalusia sono in provincia di Cadice:

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Una spiaggia della provincia di Huelva.

Certamente le spiagge di Cadice sono tra le più celebri della regione (Bolonia, Valdevaqueros, El Palmar, etc.). La verità è che spiagge meno famose ma altrettanto affascinanti, come quelle di Cadice, le troviamo lungo tutto il litorale d’Andalusia. Mi piacerebbe sottolineare, però, le meno rinomate spiagge della provincia di Huelva ed Almeria, zone che ospitano ogni anno pochissimi turisti italiani.

 

10.Andalusia è un paradiso in cui vivere:

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Nell’entroterra d’Andalusia si superano facilmente i 40 gradi d’estate.

Per studiare o per una vacanza, l’Andalusia è senza dubbio una destinazione tra le migliori d’Europa. Vivere però non è così paradisiaco. Vorrei sottoporvi soprattutto due numeri: 30 e 40. 30% è la disoccupazione che oggi troviamo (2016) in Andalusia (oltre 50% disoccupazione giovanile). 40 sono i gradi che si raggiungono e si superano durante l’estate andalusa. Una situazione che rende davvero infernale la sopravvivenza nelle ore diurne.

 

Se conoscete altri miti da sfatare sull’Andalusia, aspetto le vostre segnalazioni ad andaluciaitalia@gmail.com o non dubitate a compilare il seguente form:

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Le migliori foto degli italiani alla Feria di Malaga

Come per la Feria de Abril di Siviglia, anche per quella di Malaga raccolgo le migliori foto in Instagram degli italiani che hanno partecipato a questa fantastica manifestazione.

Tipiche decorazioni della Feria di Malaga. Dominano i colori della marca Cartojal.
Tipiche decorazioni della Feria di Malaga. Dominano i colori della marca Cartojal.

Le migliori foto degli italiani alla Feria di Malaga

La particolarità della feria di Malaga è che, diversamente dalle altra ferias della regione, quella della capitale della Costa del Sol, si compone di due momenti differenti della giornata: quella diurna e quella notturna.

Si comincia… #estate2016 #feria #malaga #spain

Una foto publicada por Marco Focosi (@marco_focosi) el

Feria di Malaga di giorno

La feria di Malaga durante il giorno si svolge nel centro storico, con la Plaza de la Constitución e la Calle Larios come zona centrale della festa. Concerti ed eventi di ogni tipo animano e fanno ballare la popolazione locale che si mischia senza problemi con i turisti.

#groupies#nonne#granny#malaga#respect#senzapaura#andalusia#2k16

Una foto publicada por Stefano Bencivenga (@benci88) el

Tra la #feria di #malaga #andalucia #andalusia #spagna #españa #festa #trip #viaggiare #viaggio #andaluciatrip

Una foto publicada por Fabio (@johnny99_) el

Feria di notte

Di notte, invece, la Feria di Malaga si svolge nel modo tradizionale andaluso, ovvero nel “recinto ferial” con la “portada” illuminata e le casetas dove ballare e poter cenare. Il centro storico con il calar del sole poco a poco si svuota, lasciando spazio alle grandi pulizie. 

Questa è la feria de malaga ❤️ #feriademalaga #andalusia #spain #malaga #andalusiameravillosa

Una foto publicada por Lisa (@lisetta1984) el

La feria de Malaga. #mirandalusia #andalusiaviaggioitaliano #flamenco #andalusia #day9

Un vídeo publicado por Chiara (@lachi_chi) el

Il Cartojal

Il protagonista della Feria di Malaga, non è il rebujito come a Siviglia o il vino fino come a Cordoba, bensì è il vino Cartojal. Un vino malagueño che assaporato molto fresco combatte la grande afa della località costiera.

#malaga #Andalusia #feria #cartojal #costadelsol

Una foto publicada por Alice Ines Maiorino (@aliceines) el

#andalucia #andalusiatravel #andalusiaviaggioitaliano #malaga #feriademalaga #picoftheday #istamoment #istamood #bestmoments #cartojal Una sola parola: NO WORDS

Una foto publicada por Valentina Bonavolonta’ (@valina_healthy_life) el

#feriademalaga#cartojal #malaga#fiesta#andalusia#espana

Una foto publicada por Antonio Baccaro (@bifuel) el

 

Per maggiori informazioni sulla Feria di Malaga o per organizzare una visita non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:

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…Come in un labirinto…

Per la rassegna “Andalusia con i tuoi occhi” questo emozionante articolo di Daniela, una fotografa che si è lasciata trasportare dalla bellezza dell’Andalusia.

Perdersi in Andalusia

Artigiano_sculture_di_legno_CordobaUn viaggio che per me è arrivato per caso, la voglia di partire, la Spagna che chiama e il biglietto che costa meno, pochi giorni purtroppo in questa terra, solo 5 giorni nella quale però i miei sensi sono stati tutti ampiamente appagati. Ho avuto modo di visitare Siviglia, Ronda e Cordoba, ma non sono qua per darvi suggerimenti turistici, per quello esistono le guide di viaggio. Io, in qualità di fotografa ho un consiglio da darvi, che è quello di perdervi per le strade. Non fermatevi solo ai monumenti o alle vie principali o ai locali più conosciuti, buttatevi nella prima strada che incrociate ed iniziate a camminare come se foste in un labirinto. Dettaglio_Barrio_Santa_Cruz

Non seguite la cartina, cercate di orientarvi, avrete modo di vedere scorci e dettagli caratteristici, particolari, artigiani al lavoro ecc. Il bello di questo angolo di Spagna è che non c’è criminalità e se c’è, bhe, io e la mia attrezzatura fotografica non l’abbiamo minimamente percepita nè di giorno nè di notte. Quindi perdetevi, non abbiate paura di farlo, fatelo con la consapevolezza che se sarete in difficoltà, ci sarà sempre nelle vicinanze un andaluso gentile e disponibile ad indicarvi la strada giusta per raggiungere la vostra destinazione.Plaza_de_toros_Siviglia

In questi 5 giorni ho avuto modo di fermarmi più volte a scambiare qualche parola con qualcuno del posto e mai ho trovato qualcuno indisposto o poco cordiale, persone simpatiche ed ospitali, sempre con un sorriso da dedicarti e con la mano rivolta verso di te pronta ad indicare la strada se ti perdi.

Hasta luego Andalusia!

Potete trovare altre bellissime foto di Daniela nel suo account Instagram o nella sua pagina Facebook. Non perdetevele!

Potete partecipare anche voi ad #Andalusiaconituoiocchi, inviando il vostro contributo (foto e testi) ad andaluciaitalia@gmail.com o compilando il seguente form:

 
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5 errori/orrori sull’Andalusia trovati nel web

In internet si trova davvero di tutto, è una grande piazza dove ognuno dice o urla ciò che vuole. Io però non posso accettare errori sull’Andalusia. Non evidenzierò le errate del pubblico, però sì quelle di aziende pubbliche o private e pagine di divulgazione riguardo a viaggi e Andalusia.

Errori ed orrori sull’Andalusia

Il primo errore che evidenzio è quello di questa pagina facebook che mostra contenuti sull’Andalusia. La foto, pur essendo bella, non è stata scattata di certo nella Costa del Sol, bensì a 120 Km di distanza, precisamente il paese che ritrae è Olvera in provincia di Cadice. Riportandolo all’Italia è come mostrare una foto di Torino per promuovere la costa ligure. Quando si usa una foto presa da internet è meglio controllare, grazie.errore costa del sol

 

Anche Iberia sembra aver perso la rotta, almeno per quanto riguarda la geografia. In questo tweet propone al pubblico un indovinello, peccato che non abbiano le idee molto chiare. Nella foto compare il Mulhacén (Sierra Nevada) la cima più alta della penisola iberica e non della Spagna, dato che risulta essere il Teide nelle Canarie. Un errore così si può giustificare? Da Iberia, no! Dovrebbero ripassare la geografia elementare.

errore iberia

 

Una cosa che il pubblico di internet adora è il toro di Osborne. Come per esempio la bellissima sagoma nera durante il tramonto di Alicante…a 180 Km dal confine con l’Andalusia. Ai reporter di viaggi deve avergli fatto male il caldo alicantino. Consiglio: darsi una rinfrescata prima di twittare.errore alicante

 

Il quarto errore è meraviglioso! La foto è bellissima e l’orrore esagerato. Una bella foto della Ciudad de las Artes y las Ciencias di Valencia ed un accattivante annuncio che ci invita a visitare la “città più magica d’Andalusia”. Così magica che si è trasferite nella Comunidad Valenciana. Un errore grande come gli oltre 300 Km che separano Valencia dall’Andalusia. Un’agenzia di viaggi…no comment.errore valencia

 

L’ultimo errore è anche il più recente e l’unico dei 5 che dopo la mia segnalazione si è scusato ed ha corretto. Anche io nello spazio “Oltre il confine” ho parlato dei mulini di Consuegra che hanno ispirato Cervantes nel suo Don Chisciotte. Tutte le meraviglie, però, non possono essere in Andalusia, infatti questi “giganti dalle lunghe braccia” si ubicano in provincia di Toledo (Castiglia-La Mancia). Si può sbagliare e come in questo caso correggere, bravi!Errore consuegra

 

Se volete cercarli, tutti gli errori sono ancora in rete. Aspetto anche le vostre segnalazioni a andaluciaitalia@gmail.com o non dubitate a compilare il seguente form:


Trivago


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Il toro de Osborne: simbolo spagnolo o d’Andalusia... Lungo le autostrade d’Andalusia, e non solo, spesso vi sarà capitato di scorgere nell’orizzonte un toro nero. Avvicinandovi sempre più incomincerete a...
Quanto conosci Malaga? Un test di 15 domande per m... Dato il grande successo del quiz di 15 domande su Siviglia, mi sembra giusto proporre lo stesso giochino con Malaga, la capitale della Costa del Sol. ...

Vila Real de Santo Antonio: cittadina illuminista

Di fronte ad Ayamonte, lungo la sponda portoghese del fiume Guadiana, si situa la cittadina di Vila Real de Santo Antonio. Questo paese di frontiera è il più orientale della fantastica regione dell’Algarve. Un approdo attorniato da un nucleo di case di gente di mare, da sempre in competizione con i pescatori andalusi di Ayamonte e Isla Cristina. Una cittadina che, come altre nella zona, è stata gravemente colpita dal terribile terremoto di Lisbona del 1755.

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Il bel centro urbano di Vila Real de Santo Antonio.

Cosa vedere a Vila Real de Santo Antonio

Dopo il disastro ambientale, data la difficile situazione della “Vila Real”, il marchese de Pombal si decise a ricostruire l’abitato. Fu così che nel 1774 riprese vita la città portoghese, con uno stile decisamente borbonico e strade ortogonali. L’importanze del marchese de Pombal a Vila Real de Santo Antonio si percepisce nell’omonima piazza dal particolare suolo bianco e nero e nella quale si affacciano tutti i principali monumenti, oltre al maestoso obelisco centrale. Tutt’attorno alla piazza, file d’aranci dividono lo spazio pubblico da caratteristiche abitazioni del XVIII secolo, bar e ristoranti.

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La piazza del marchese de Pombal con al fondo la Chiesa del Matriz.
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Comprare asciugamani economici, una delle attività principali a Santo Antonio.

Tra gli edifici rivolti alla piazza, oltre al municipio, spunta la Chiesa Matriz nella quale sono da risaltare, soprattutto, le sei fantastiche finestrate. Poco lontano, tra i negozi pieni di turisti spagnoli in cerca di asciugamani e teli mare, si identifica il centro culturale che ospita il Museu Manuel Cabanas, una particolare struttura che in origine fu il mercato coperto del paese.

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Il centro culturale di Vila Real de Santo Antonio.

Lungo la riva del Guadiana, tra i bar ed i negozietti turistici, sopravvive la costruzione della dogana (aduana), più antico e uno dei più rilevanti edifici della “Vila Real”. È interessante sapere come la Chiesa Matriz e la dogana abbiano le uniche due facciate che non si ripetono in tutto il centro storico.

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La facciata della dogana.

Vila Real de Santo Antonio: città illuminista

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Case di pescatori conservate nel centro.

Negli ultimissimi anni a Santo Antonio ha preso piede un innovativo progetto “illuminista”. Un mix di neourbanesimo e marketing territoriale con la quale si cerca di rinnovare il centro dell’abitato. Un’operazione per niente futile, programmata e nella quale uno dei principali obbiettivi è quello di mantenere viva l’identità della città peschiera. L’iniziativa, inoltre, attraverso dei pannelli esplicativi, rende partecipi i cittadini ed i turisti illustrando il progetto e fomentando nello stesso tempo un’immagine dinamica della città portoghese.

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Urbanismo illuminista nella “Vila Real”.

Cosa vedere a Vila Real de Santo Antonio (Portogallo):

  • La piazza del marchese de Pombal
  • La Chiesa Matriz
  • La dogana
  • Il centro culturale
  • I negozi di asciugamani

Per  maggiori informazioni su cosa vedere a Vila Real de Santo Antonio non dubitate a scrivermi ad andaluciaitalia@gmail.com o compilate il seguente form:


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